Un pomeriggio tra nudisti 2
di
Alcor
genere
voyeur
L’acqua tiepida cade sulla mia testa e scorre sui miei capelli. Mi ci voleva questa doccia rigenerante. Resto immobile a godermi l’acqua che scorre sulla mia pelle mentre rifletto sulle mie giornate tutte uguali, ormai mi sembra di vivere una vita monotona senza emozioni. Stamattina sveglia presto per andare a lavoro. Ieri notte ho dormito pochissimo e male, sarà il caldo, saranno i miei pensieri, sarà che non ho ancora superato la fine della storia con Stefano. Eppure sono trascorsi ormai due mesi, ma sembra ancora recente. Di certo se non comincio a frequentare nuovi ambienti stimolanti e conoscere gente nuova farò fatica a guardare avanti, lasciando il passato alle spalle. Eppure…nell’ultimo periodo vivo una costante insoddisfazione. Lentamente prendo il doccino con la mano destra, dirigo il getto d’acqua verso il mio collo, poi scendo giù sui miei seni godendomi i piacevoli schizzi sulle areole e sui capezzoli, ripenso ai polpastrelli di Stefano che delicatamente stringono i miei capezzoli. Poi indirizzo il doccino verso la mia vagina. Socchiudo gli occhi e allargo leggermente le gambe. Con la mano sinistra allargo il margine della mia vagina e avvicino il doccino per sentire gli schizzi più nettamente sul mio clitoride, e soprattutto sentire il getto all’interno delle labbra… “No!”, dico ad alta voce spalancando gli occhi, basta. Questa settimana mi sono masturbata già 8 volte, e la metà delle volte sotto la doccia. Non posso continuare così.
Uscita dalla doccia e asciugata resto ancora nuda per casa per far respirare la mia pelle. Oggi ho deciso di andare alla spiaggia dei nudisti. Approfitto oggi che le poste sono aperte solo mezza giornata, e io ho finito di lavorare un’oretta fa. Non importa se ho dormito poco e niente, mi sento ancora lucida e ho voglia di sentire il sole sulla mia pelle e godermi la brezza sulla pelle. E’ la prima volta che vado su questa spiaggia anche se vivo qui e ne ho sentito parlare spesso. Ma ormai ho deciso di dare una svolta alla mia vita e provare cose nuove e stimolanti. Non sarà il posto più indicato per conoscere gente, ma almeno mi dedicherò al relax in un ambiente insolito e, perché no, emozionante.
Ho ancora qualche dubbio su come bisogna comportarsi su una spiaggia di naturisti, quali precauzioni prendere per non correre rischi trovandomi da sola…So che sarebbe meglio andarci in compagnia…ma a chi cazzo lo chiedevo?! Le mie colleghe mi avrebbero presa per pazza! Le mie amiche sono tutte col ragazzo o col marito, e durante la storia con Stefano ho perso i contatti con qualcuna restringendo la mia cerchia di conoscenze. Solo 5 mesi in una storia che ha lasciato più danni che ricordi positivi. Ci sono Rita e Marzia. Ma Rita è in Sicilia con la sua famiglia. Marzia ha problemi familiari legati alla salute della madre, non mi sembrava una proposta da farle in questo momento. E poi tutto sommato, mi entusiasma l’idea di fare questa esperienza da sola. Ho ancora un dubbio: se rasare la figa o no. Beh, se si chiamano “naturisti” immagino che se la vivano in stile “nature”, senza l’imposizione della rasatura nelle parti intime. Dai, su questo credo di non sbagliare, mi presento così, se mi depilassi attirerei solo gli sguardi addosso.
Esco di casa indossando una maglietta nera con i merletti, che non lascia intravedere il mio seno senza reggiseno. Ho gli shorts arancioni piuttosto aderenti, fantasmini e scarpe da ginnastica. Non posso indossare gli infradito perché sono scomodi per guidare. Occhiali da sole.
- “Ciao Sara”
- “Buongiorno signora Matilde”
- “Vai al mare?”
- “Sì, oggi è la giornata ideale”
- “Buona giornata di relax allora”
- “Grazie”
Dopo questo scambio di battute con la signora del secondo piano mi avvicino alla mia auto, una Citroën C3 verde del 2022. Metto in moto e finalmente sono rilassata, carica. Andiamo!
Giunta in pineta incontro poche persone che vanno in direzione del parcheggio. Una coppietta sui 50 anni attrezzata di ombrellone e borse varie. Un paio di ragazzi solitari, e per concludere un gruppetto di biker. Io non vedo l’ora di spogliarmi, con questo caldo inizio a sudare alla base del seno. Per noi tettone non è proprio comodo un seno grande nelle giornate più torride. Vallo a spiegare ai maschietti che le fissano sbavando. Mi volto indietro. Non c’è nessuno. Passo le mani sotto la maglietta giungendo alla base delle tette, provando a far scorrere via un po’ di sudore. Poi da sopra la maglietta le afferro e le tiro su per sistemarle e lasciare che la maglietta assorba un altro po’ di sudore.
Giunta in vista della spiaggia osservo i bagnanti. La spiaggia è spaziosa sebbene ci sia un discreto numero di persone. Vedo anche molte donne, ma tutte accompagnate. Sarò l’unica che se ne sta da sola in spiaggia, rifletto un po’ perplessa. Ci sarà un motivo se non viene nessuna da sola?! Dovrò aspettarmi di essere infastidita da qualcuno?! Beh pazienza, ormai sono qui. Potrebbe essere persino divertente chiacchierare con qualcuno completamente nudi. Male che vada mi alzo e me ne vado. Continuo il percorso sulla sabbia scendendo dalla duna. E qui inizio ad avere un attacco di panico! La signora davanti a me è completamente depilata. E anche quella che ho osservato prima era depilata. Avanzo di altri metri e con lo sguardo cerco altre figure femminili. Anche quelle due ragazze laggiù sono depilate! “Cazzo!” penso mettendomi le mani sul volto. “Qui hanno tutte la figa depilata…tranne me!”. Mi fermo, mi guardo intorno. “No, no, a questo punto torno a casa. Mi vergogno troppo! Avrò tutti gli occhi addosso!”. La prima volta in una spiaggia per nudisti e già faccio questa figura di merda. Avrei dovuto informarmi prima, sono stata una sprovveduta. Mi mordo le labbra e penso “Che ritardata che sono! E ora come faccio?!” ripeto a me stessa duramente. Calmati Sara, respira. Non è vietato avere la figa pelosa, non è maleducazione, è solo uno stile personale come quelle che hanno i capelli blu e viola, o come quelle che hanno piercing ai capezzoli…il vero crimine è mettere panna e pancetta nella carbonara, l’ananas sulla pizza…non certo avere il cespuglio tra le cosce! E se attirerò tutti gli sguardi su di me?! Calma…mi preoccupavo che potevo essere infastidita perché sono sola, forse questo mio errore sarà un deterrente per i maschi allupati. Ripiegheranno verso donne più curate e attente alla depilazione. Alla fine devo starci solo 2/3 ore. Cazzo che vergogna…Ma, ormai siamo in ballo e balliamo!
Avanzo sulla sabbia e inizio ad essere stanca, anche se i pensieri di poco fa non hanno ancora del tutto abbandonato la mia testa. Getto alla rinfusa i miei occhiali da sole nella borsa. Qui non vedo molte persone, sono tutti distanziati. Lascio cadere la borsa sulla sabbia. C’è quel tipo là dietro, una coppietta anziana sotto l’ombrellone più avanti. Non voglio stare troppo vicina alla battigia, passa troppa gente. Ma non voglio nemmeno mettermi in fondo alla spiaggia, troppo lontana dal mare e con la sabbia rovente. Qui mi sembra il posto ideale. Sfilo scarpe e calzini, poi prendo il telo dalla borsa e lo stendo sulla sabbia. E ora finalmente posso liberare le mie tette dalla prigionia della maglietta e lasciarle prendere aria! Oooh, che senso di libertà adesso! La brezza sul sudore rinfresca i miei seni liberi. E ora la cosa più imbarazzante…sfilarmi anche gli abiti di sotto. Preferisco non guardarmi intorno altrimenti mi blocco, anche se con la coda dell’occhio mi sembra che nessuno guardi nella mia direzione. In un colpo solo sfilo via pantaloncino e perizoma. Adesso il mio cespuglio è libero dalla morsa delle mutandine. Il sole bacia la mia figa, il vento soffia sul mio clitoride. Mi siedo sul telo facendo attenzione a incrociare le gambe affinché nessuno veda quel cespuglio che mi causa tanto disagio. Osservo il mare cingendo le braccia attorno alle mie caviglie. Mi godo il vento tra i capelli, la pace, la serenità. Ma ora sento sopraggiungere la stanchezza. Una notte insonne, mezza giornata di lavoro, il caldo di oggi…Prendo gli occhiali da sole dalla borsa e li indosso. Forse è il caso di stendermi un po’ e recuperare le forze. Socchiudo gli occhi, ho le ginocchia piegate e serro le cosce per non offrire spettacolo ai passanti, con i piedi più distanziati. Sento il mio corpo riprendere le energie…
Tre uomini sopra di me sventolano i loro cazzi eretti sopra il mio volto. Fanno ombra al sole restando in piedi su di me. Ridono sguaiatamente mostrando con orgoglio la loro cappella di un rosso intenso, violaceo, e si masturbano vigorosamente. Ben presto la loro crema densa cola sul mio viso, mi inonda, cosparge ogni centimetro del mio volto. Non riesco a muovermi, a sollevarmi. Alzo lo sguardo. Altri tre uomini, due vecchi schifosi, con l’uccello in mano. E ancora un fiume di sperma sul mio volto. Cola fino alle labbra, mi entra nella bocca. Non riesco a respirare col naso, troppa sborra copre il mio viso, devo ingoiare sperma. Abbasso lo sguardo. Davanti a me un uomo con la pelle nera sta penetrando la mia figa. Si alza e va via, arriva un uomo bianco con un cazzo enorme, mai visto nemmeno nei porno. Mi penetra in un sol colpo ficcandolo tutto dentro. Ho un sussulto di piacere che mi fa sbarrare gli occhi verso l’alto…una spruzzata di sperma mi centra gli occhi…brucia…sento le risate attorno a me, mi deridono. Mi concentro nella mia cecità sul cazzo che pulsa nella mia vulva…
Apro gli occhi con un respiro affannoso. Sognavo oppure no?! Sento lo sperma sul mio viso…allora…Metto la mano sul viso, sotto gli occhiali da sole…è solo sudore, tanto sudore. Invece la mia figa non è bagnata di sudore, è fradicia per l’eccitazione…”Oddio!” penso sussultando e chiudendo velocemente le cosce! Stavo dormendo con le cosce completamente spalancate come una scrofa in estro! Mi sollevo dalla posizione distesa…”Cristo Santo ma chi è questa gente?!?”. Davanti a me un signore sulla sessantina espone il suo cazzo duro, tutto scappellato. Poco distante un altro uomo con aria soddisfatta mi fissa. Forse sto ancora sognando?! Forse ho anche emesso gemiti mentre dormivo?! Che cazzo di spettacolo avrò fornito a costoro, oltre a una generosa visuale della mia vulva fradicia, per attirarli qui fino a spingersi a segarsi?! Il vecchio mi sorride, fa l’occhiolino, e si sega piano… Se prima era un sogno, questo è un incubo! Che vergogna. Sono morta! Mi guardo attorno…l’ombrellone con la coppietta, il mare, tutto come era prima… Se non mi riprendo svengo. Prendo l’acqua dalla borsa e inizio a bere trovando un po’ di conforto nell’alleviare l’arsura alla gola. Sono completamente sudata. La figa è ancora fradicia a causa del sogno. E questi occhi fissi sulla mia figa pelosa non contribuiscono ad asciugarmela. Intanto l’uomo a pochi metri dal vecchio decide di andare via una volta chiuso il sipario della mia figa. Questo mi conforta lievemente, ma la presenza del vecchio mi turba ancora. Ho bisogno di un bagno. Devo lavare via il sudore dalla mia pelle, devo rinfrescarmi la vagina in fiamme, e devo ripulirmi la mente dalla tanta vergogna che provo. Non vorrei lasciare però la mia roba incustodita. Con l’audacia dimostrata da questi tizi meglio non fidarsi più di nessuno. Ma di certo non posso chiederlo al vecchio segaiolo qui davanti. Forse mi conviene tuffarmi e non pensarci, poi tornerò velocemente. Mi guardo intorno. Quel tipo là dietro mi sembra affidabile, se non altro non ha passato il tempo a fissarmi la figa mentre dormivo…o almeno spero…Certo se mi guardasse sarebbe più semplice! Mi allungo sul telo e agito la mano.
- “Scusa” gli dico
Mi fa un cenno come per chiedere se mi rivolgo a lui. E certo, altrimenti a chi? Al lupo nella pineta?
- “Posso chiederti una cortesia?” continuo
- “Certo” mi risponde
Ooh, finalmente si è accorto che esisto! Direi che è più che affidabile così disinteressato ai corpi nudi che lo circondano.
- “Faccio un bagno, daresti un’occhiata alla mia borsa?” gli dico mentre si avvicina a me per sentire la mia richiesta
- “Certamente” risponde lui.
Ecco, adesso posso sfuggire allo sguardo ginecologico del vecchio e darmi una ripulita e una rinfrescata. Andando verso il mare mi accorgo che il vecchio ha perso il sorriso. Schifoso usurpatore dei sonni altrui, forse presto andrai via anche tu.
Non appena l’acqua supera le mia ginocchia mi calo e mi immergo fino al collo. Sento il sudore trascinato via dalla mia pelle, sento il mio corpo rigenerato. Il mio senso del pudore è ancora sporco, ma almeno adesso non sento più il peso degli occhi addosso. Mi allontano ancora dalla riva, guardo in direzione della mia borsa in spiaggia. Mi accorgo che c’era un terzo osservatore alla mia sinistra che non avevo notato, seduto su un tronco. Un paio di bracciate per allontanarmi ancora un po’. Ecco, qui posso rilassarmi. Inizio a sciacquarmi la figa che intanto sembra aver raffreddato e placato i suoi bollori. Non è la prima volta che faccio sogni erotici. Da quando sono tornata single è accaduto già una decina di volte. E ogni volta mi risveglio bagnata e eccitata, e avverto l’impulso irrefrenabile di masturbarmi. Ma una cosa è se accade nel mio letto, una cosa se accade in una spiaggia di nudisti mentre sono osservata! Cazzo, che vergogna! Che giornata di merda! Che stupida a venire qui senza depilarmi. Quei guardoni vedendomi sola e con il cespuglio folto mi avranno scambiata per una lurida troia sfacciata. E invece sto morendo dalla vergogna! Chissà mentre dormivo a cosce spalancate cosa avranno pensato, visto o addirittura sentito! Se ci penso mi lascio affogare in mare. E vado giù con la testa sott’acqua. Sulla battigia passa molta gente, butta lo sguardo qua e là. Probabilmente quei tipi erano di passaggio, hanno colto al volo la possibilità di una lezione di ginecologia gratis e si sono fermati. Chissà quante altre persone saranno passate, mi hanno vista, hanno riso della mia posizione, o si sono goduti la scena, e poi si sono allontanati. Non era la giornata che mi aspettavo. Non volevo diventare lo zimbello della spiaggia. Mi sa che non ci torno più qui! O comunque non da sola. Mi volto a guardare l’orizzonte. Sospiro. Volevo un’esperienza insolita…accidenti a me! Non come me l’aspettavo, ma l’ho avuta . Perché mi devo sentire in colpa? Solo stati loro inopportuni a guardarmi, non io. Ma poi è lecito segarsi su una spiaggia di naturisti?! Io non credo. Sicuramente accade spesso, ma non è tollerato di regola. Devo smetterla di vergognarmi, di nascondere il mio corpo. Sono qui a prendere l’aria di mare insieme alla mia vagina, perché devo coprirla a causa di alcuni sguardi inopportuni?! “E tu però comportarti bene” dico abbassando lo sguardo verso il mio inguine. Decido di risalire in spiaggia. E intanto penso a un modo per allontanare anche il vecchio e sentirmi meno osservata. Ma se non va via pazienza, non gli permetterò di farmi sentire di nuovo sporca.
Giunta a riva osservo il tipo seduto sul tronco. Gambe larghe, pene generosamente in vista e scappellato. Indugio sulla battigia. Anche lui si alza e va via. Molto bene.
- “Grazie” dico al tizio mentre mi stendo sul telo.
Lui risponde con un sorriso e un cenno.
E dato che ho fatto 30 facciamo 31! Il vecchio è ancora davanti a me sul suo telo. Stavolta mi stendo a cosce aperte volutamente. Che mi guardi pure la figa, che si ecciti, si seghi, non mi frega più nulla! Gli altri sono andati via, è rimasto solo lui. Io sono venuta qui per tenere la vagina sciolta e al fresco, la sua criniera al vento.
- “Scusami” mi dice il tipo che mi ha guardato la borsa “faccio un tuffo anch’io, puoi guard…”
- “Ma certo, tranquillo” gli dico prima che finisca la frase con un ampio sorriso “Anzi, puoi avvicinare la tua roba se vuoi”. E adesso vediamo se il vecchio rimane ancora a fissarmi la figa ora che c’è un uomo accanto che mi fa compagnia. Voglio proprio vedere…
Il tizio avvicina il suo telo da mare e la sua borsa. Poi va in acqua.
Il vecchio è ancora lì, guarda con meno convinzione. Forse non ha gradito l’avvicinamento di questo nuovo tizio e prova a contenersi. E allora decido di essere cattiva e maliziosa…gli spalanco le gambe davanti agli occhi come quando vado dal ginecologo. Sono distesa e mi scappa da ridere. Poi divento curiosa. Mi sollevo sui gomiti e osservo il vecchio. E’ tutto rosso in volto, sudato, e ha nuovamente il cazzo durissimo. Devo ammettere che è bello arzillo per la sua età, sta sempre in tiro. Mi volto e fingo di prendere qualcosa dalla borsa, mettendomi in una inequivocabile posizione a pecorina sul telo e mostrandogli anche il lato B per alcuni secondi. Poi mi volto tornando nella posizione di prima. Fisso il suo cazzo, che a essere onesta è di pregevole fattura. Lui mi fa dei gesti osceni con la lingua. Io sorriso con sarcasmo. Mi fa l’occhiolino. Io mi tocco il pelo per controllare se è ancora bagnato dopo il bagno di poco fa. Mi dice a bassa voce, quasi solo un labiale “Mi piace il tuo pelo”. Vedo che si fa sempre più audace, forte del fatto che l’altro tipo è a mare. Chiudo lo spettacolo e mi stendo su un lato del telo. Sono stanca di giocare con lui, e forse non dovevo provocarlo ulteriormente.
- “Grazie” mi dice il tipo che è ritornato
- “Di niente. Piacere Sara!” e gli tendo la mano
- “Piacere mio, Salvatore” mi risponde restando in piedi accanto a me
Per la prima volta osservo i suoi genitali, e anche da molto vicino. Un pene carino, curato, testicoli grandi, rotondi. Le dimensioni del pene a riposo sembrano piuttosto ridotte.
- “Vieni spesso qui?” gli chiedo
- “In realtà è la prima volta” dice
Ecco perché anche lui sembra così spaesato e imbarazzato.
- “Anche per me” ma immagino che lo abbia capito vedendomi sola, non depilata e circondata da porci di cui non riesco a liberarmi. Non mi sembra del luogo, con quel nome terrone poi… “Ma tu non sei di qui, vero?” gli chiedo
- “No, sono di Napoli e sono qui da quasi un anno”
Ecco, come sospettavo…
- “Ah ecco. Ho un nonno materno di origini napoletane. Ci devo ritornare giù prima o poi”
- “Quando vorrai venire sai già che hai una pizza offerta da me” mi risponde simpaticamente
Beh, un modo elegante e divertente per un invito. Non posso fare a meno di sorridere spontaneamente. I miei occhi cadono di nuovo sul suo cazzo. Ne ho visti di più grossi, ma sembra ben ordinato, con la cappella coperta dal prepuzio. Le palle che ancora grondano acqua, e forse per questo il suo uccello sembra essersi ristretto, sarà l’effetto dell’acqua fredda.
Si siede sul suo telo avvicinandolo al mio, accanto a me. Sarà alto circa 1,80 metri. Corpo agile, non palestrato, ma in buona forma fisica. Pochi capelli rasati sulla testa, labbra che sembrano morbide e carnose, occhi gentili e profondi, color nocciola che sotto i raggi del sole cambiano sfumatura. Non è particolarmente villoso, qualche ciuffo al centro del petto, poi braccia e gambe discretamente pelose. Pochi sul resto del corpo. Con i suoi modi ha anche il suo fascino.
- “Quindi è la prima volta per entrambi” continua
Gli sorrido e intanto cerco una posizione più comoda, per voltarmi verso di lui. Fino ad ora è stato molto discreto con i suoi sguardi, non mi ha perlustrata con gli occhi a differenza di altri. Forse posso concedergli un altro punto di vista… Mi ritrovo per un attimo seduta davanti a lui a gambe aperte, e decido di non cambiare subito posizione per osservare la sua reazione. Ed eccolo, occhi sbarrati a guardarmi il cespuglio. Spero che gradisca. Ma intanto cambio posizione. Anche lui si sposta e si ritrova frontalmente con le gambe aperte e i testicoli in vista. Quel pisellino mi fa tenerezza, non ha nulla di volgare.
- “Comunque sì, anche per me è la prima volta sebbene io viva qui” riprendo il discorso
Intanto ho trovato una posizione più comoda e meno da sgualdrina. E anche lui sembra aver trovato una posizione equilibrata per continuare a chiacchierare.
- “Come ti sembra?” mi chiede
Gli risponderei che da stamattina mi è andato tutto storto ed è stato un inferno, ma mi limito a dirgli “Non saprei” facendo spallucce.
- “Prima sono andata a mare che mi scappava la pipì” gli dico mentendo, per giustificare la mia frettolosa ricerca di un guardiano per le mie cose.
Mi sorride in modo dolce e sensuale.
Intanto mi volto e vedo che il vecchio è andato via. Quando mi giro verso Salvatore mi sembra che stia fissando le mie tette. Poi mi dice:
- “Comunque c’è qualche tipo strano, ma in generale si sta tranquilli”
Annuisco ma non ne voglio parlare. Cambio discorso.
- “Lavoro in posta. Oggi ho fatto solo mezza giornata e poi sono venuta qui”
- “Qui in zona?” chiede
- “Sì esatto. Non ce ne sono molte in zona, quindi per forza la conosci”
- “Se è quella vicino ai lidi ci sono stato solo per prelevare, ma non sono entrato”
- “Esattamente. E’ proprio quella”
Mi sta guardando di nuovo la figa, ma con eleganza distoglie lo sguardo e sposta la sua attenzione altrove
- “Sara, quello è un giglio?” mi chiede indicando il mio tatuaggio sulla caviglia
- “Sì, esatto”
- “Bello, mi piace”
Istintivamente sollevo la gamba e poggio la caviglia sulla sua coscia per mostrargli il tatuaggio. Lui riesce a farmi sentire a mio agio e spontanea.
- “Adoro questo fiore” gli dico
Mi accarezza delicatamente la caviglia e ho la pelle d’oca, avverto un brivido. E’ una sensazione stranamente piacevole…
- “Tu sei un fiore ancor più bello” mi sussurra con una voce seducente come poche…
A questo punto la mia gatta pelosa perde ogni freno inibitorio e inizia a bagnarsi… Sono costretta a correre ai ripari tirandomi la caviglia e mascherando la mia eccitazione. Mi volto e gli sorrido felice, è la cosa più carina della giornata fino ad ora. Poi il mio sguardo cade sul suo cazzo. La mia figa sembra suggerirmi che sarebbe buono da succhiare…Basta con questi pensieri! Mi mordo un labbro cercando di non pensarci.
Si crea qualche secondo di silenzio. Poi ci passa davanti un giovanotto con in dotazione un pene da applausi. Ad ogni passo oscilla come un pendolo. Forte della sua giovane età e del suo senso di superiorità nelle dimensioni mi squadra e poi mi fissa la figa, mostrando una disinvolta arroganza nello sguardo. Anche io ammiro il suo uccellone, non se ne vedo tanti in giro di quelle dimensioni ed è sempre un bel vedere. Poi mi volto verso Salvatore e la sua espressione sembra di assoluta meraviglia e invidia verso quel cazzo notevole. Credo si senta un po’ come quando una donna piatta guarda le mie tette. Il tipo lancia uno sguardo di derisione e superiorità verso il cazzo di Salvatore. In effetti sarà circa il doppio del suo. Istintivamente anche io lancio uno sguardo all’uccellino di Salvo, poi guardo il ragazzo elefante e ci scambiamo un sorriso complice. Questa passerella esibizionista deve essere stata molto umiliante per Salvatore. Lo vedo col capo chino e imbarazzato. Gli uomini si pongono eccessivamente questo problema delle dimensioni. Anche le donne piatte vedono gli uomini fissare le tette grosse, ma tutte le donne piatte che conosco non hanno mai avuto problemi di relazione. Stefano ad esempio mi tradì con una ragazza col seno piccolo. E poi, se lui riesce a farmi eccitare e bagnare con le parole su una spiaggia, figuriamoci cosa potrebbe fare in un letto usando anche le mani, la sua bella bocca e il suo cazzo. Devo rompere questo silenzio:
- “Quanti anni hai?” gli chiedo
- “48, e tu Sara?” gliene avrei dati una quarantina, massimo 42
- “32”
Ci fissiamo languidamente negli occhi. Mi avvicino impercettibilmente sperando che…faccia il primo passo… Io non mi tiro indietro di certo. Ora che siamo quasi soli in spiaggia sono pronta anche a toccarlo per vedere il suo pene in erezione. Sento che la mia amica là sotto si sta surriscaldando…
- “Sara…” mi dice con la sua voce soave
- “Dimmi Salvatore” rispondo con una voce sibilante che è quasi un gemito, e non riesco a controllare più il lubrificante della mia figa
- “Adesso devo andare. Ho preso troppo sole per oggi”
Mi crolla il cielo in testa! Mi sta prendendo in giro? Proprio adesso?
- “Ma come, vai già via?!” gli dico non poco contrariata
- “Sì, mi sento male a stare troppe ore al sole”
La mia figa si secca in un attimo. Non lo capisco proprio. Gli darei un ceffone. Se il problema è il sole, chiedimi di spostarci all’ombra, non mollarmi qui così come una cretina
- “Capisco…” gli dico, e mi verrebbe da piangere
- “Poi magari ci ritroviamo qui” dice accennando un sorriso amaro
Ho forse qualcosa che non va? Non ti piaccio? Hai una moglie?
- “Sì…ok…” ma che cazzo, almeno chiedimi il numero di telefono! Così ci risentiamo e ci rivediamo. Come cazzo possiamo ritrovarci qui?! E’ una scusa che non comprendo… “Grazie per la compagnia” gli dico con la voce strozzata. E intanto ha già infilato i pantaloncini e raccolto la sua roba.
- “Grazie a te…” mi risponde…E lo vedo allontanarsi da me verso la duna
Vorrei corrergli dietro e prenderlo a schiaffi, urlargli che è uno stronzo! Ma con quale diritto? Ci siamo conosciuti poco fa…anche se…
Mi stendo sul telo rannicchiata e triste. Poteva trasformarsi in una giornata splendida, e invece…è finita peggio di come è iniziata. Una lacrima cade dal mio occhio e solca il mio viso…
Il sole cala dietro la pineta e l’ombra giunge sulla spiaggia ben prima del tramonto. Devo essermi addormentata di nuovo. Mi asciugo gli occhi umidi. Mi guardo attorno, sembra che non ci sia nessun altro sulla spiaggia. Resto in silenzio a contemplare le onde del mare.
- “Stai bene?” sento una voce alle mie spalle e mi volto.
E’ di nuovo il vecchio di prima, credevo fosse andato via molto tempo fa.
- “Se ne vada, voglio restare sola” gli rispondo con freddezza
- “Scusami non volevo infastidirti. Volevo solo assicurarmi che tu stessi bene”
- “Sto bene” gli dico senza nemmeno voltarmi
- “Ti ho vista da lontano che eri sola e immobile sul telo. Ho vegliato su di te per assicurarmi che ti svegliassi prima che facesse buio. Ora me ne vado. Scusami”
Mi volto e lo vedo allontanarsi. Va verso la battigia e si allontana. Dopo 5 minuti di cammino si ferma, si siede su un tronco e osserva il mare. Finalmente se n’è andato, ci mancava solo lui. Tra tutti gli uomini che dovevano starmi vicino questo vecchio è l’unico che non cede.
Nel silenzio continuo a pensare a Salvatore, a quell’occasione mancata quando sembrava tutto perfettamente romantico. Il suono delle onde accompagna i miei pensieri. Non riesco a capire cosa sia successo per scappare così, senza un apparente motivo. Senza nemmeno chiedermi il numero come farebbe un qualsiasi uomo normale.
Trascorro 15 minuti a rilassarmi ascoltando il richiamo dei gabbiani, le onde del mare. Il mio umore negativo si placa e riacquisto serenità godendomi il vento sui capelli. Decido di restare ancora un po’ in spiaggia, sola, tranquilla, nuda. La temperatura adesso è decisamente più gradevole.
A un certo punto vedo passare il vecchio sulla battigia e andare in direzione del parcheggio. Ha la testa bassa a terra e avanza piano. Penso che forse sono stata troppo dura poco fa. Se davvero ha vegliato su di me mentre dormivo forse non dovevo essere così fredda e scontrosa con lui. Forse sarebbe il caso di dire qualche parola distensiva?
- “Scusi, signore!”
Lui solleva lievemente il capo, fa un cenno con la mano e fila dritto mestamente.
Questo si è offeso seriamente. Mi alzo e mi avvicino “Signore! Signore!”. Lui si ferma. Guarda a terra.
- “Non voglio infastidirti” mi dice a voce bassa
- “Forse prima sono stata troppo dura, volevo scusarmi”
- “Non importa” dice con un fil di voce. Poi continua ad andare dritto.
A questo punto mi volto e torno lentamente al mio telo un po’ dispiaciuta. Ero molto nervosa e l’ho trattato male. Mentre rifletto su questo arrivo al telo.
- “Prima di andare volevo darti questo” mi coglie di sorpresa la voce del signore. Era dietro di me a 5/6 metri, non mi ero accorta che era tornato indietro per raggiungermi. Scava nel suo zaino e tira fuori qualcosa.
- “L’ho fatto per te mentre dormivi” mi dice porgendomi una collanina fatta con bellissime conchiglie. E’ un lavoro di ottima fattura e la mia espressione è di assoluto stupore. Mentre ammiro quel dolce pensierino per me lui chiude lo zaino e accenna ad andarsene.
- “Aspetti!” dico io istintivamente e ancora incredula
- “E’ un pensiero dolcissimo da parte sua”
Lui accenna un sorriso ma non alza lo sguardo.
- “Sono felice che ti piaccia” mi dice senza guardare mai nella mia direzione
Raramente succede di ricevere un dolce regalino da una persona sconosciuta. Sono molto colpita. Forse l’ho giudicato troppo severamente prima.
Aggiunge balbettando un po’ “Vedi…volevo scusarmi per l’atteggiamento maleducato e osceno di prima”
Maleducato e osceno a dir poco. Sei stato un porco schifoso, penso. Ma ho anche io le mie colpe, anche io poi ho continuato a provocare.
- “Beh ormai è passato. Il suo dolce gesto cancella tutto” gli dico
- “Avevo frainteso…” mi dice senza mai alzare lo sguardo nella mia direzione “poi ho visto quel ragazzo che si è avvicinato e ho capito che sono troppo vecchio. Chissà cosa mi è passato per la testa…”
- “Come vede quel tipo non c’è più ora, mi ha lasciato sola” gli dico con una risatina amara
- “Io non ti avrei mai lasciato sola!” mi dice con voce sicura rivolgendomi lo sguardo per un attimo e poi tornando a guardare altrove
Resto un attimo in silenzio colpita dalle sue parole ma soprattutto dal suo atteggiamento sommesso. Stringo ancora la collanina tra le mani.
- “Mi aiuta a indossarla?” gli propongo
- “Certamente” dice lui inginocchiandosi alle mie spalle e afferrando la collanina.
- “Lo immaginavo che ti avrebbe lasciata sola quel tipo” mi dice a bassa voce, quasi un sussurro nell’orecchio che mi fa socchiudere gli occhi con un brivido
- “E da cosa lo avrebbe capito?” gli rispondo anch’io sussurrando con una voce languida mentre le sue dita sfiorano il mio collo
- “E’ frocio, si vede” dice
Mi scappa un accenno di risata e dico “No dai, non penso”
- “E allora perché ha lasciato tutta sola una ragazza affascinante come te?” mi dice ultimando il nodo alla collana, poi si siede accanto a me sul telo
Mi sposto di lato per lasciargli posto, poi resto in silenzio guardando nel vuoto e pensando alle sue ultime parole…
- “Me lo chiedo anche io…” sussurro, accarezzando con le mani la collanina di conchiglie
- “Te l’ho detto…è frocio!” ribadisce con una risata
- “Penso che lei abbia ragione” gli dico ridendo con lui
Lo osservo, continua a distogliere lo sguardo da me. Poi mi dice:
- “Perché mi dai del lei? Dammi del tu, mi chiamo Antonio”
- “Io Sara” poi aggiungo “E lei perché continua a distogliere lo sguardo?”
- “Ti ho guardata troppo oggi mancandoti di rispetto. E ora non merito di rivolgerti lo sguardo” mi dice guardando lontano da me
Le sue parole mi risuonano eccessive, ma lusingano. Non capisco come un uomo che poco prima appariva come un vecchio bavoso adesso si riveli profondo e gentile. Probabilmente in lui convivono entrambe le personalità. Probabilmente gli uomini della sua età hanno un senso dell’onore che non deve essere oltrepassato. Forse anche io sono stata troppo provocante. Forse non dovevo giudicarlo esclusivamente su quel singolo episodio senza conoscerlo a fondo.
Restiamo seduti accanto ma in silenzio e rilassati. Lui ha pochi capelli, solo ai lati della testa. Avrà poco più di 60 anni, la barba impeccabilmente fatta stamattina. Il viso tondo, occhi molto dolci e marroni, un naso largo e grosso stagliato sul suo viso che si scontra con i lineamenti delicati. Labbra carnose ma un po’ screpolate. Mani grandi e virili. Sarà alto circa 175 cm ed ha la carnagione scura, accentuata anche dall’abbronzatura. Una pancia pelosa e prominente ma non eccessivamente cadente. I pettorali sono cadenti, penzolano come le tettine di una vecchietta. Peli ricci, bianchi e neri, diffusi sul petto, sui pettorali, sulla pancia, fino al ventre. I genitali rasati con cura. Il pene floscio lascia scoperta la cappella, e ha dimensioni di tutto rispetto, molto maggiori del micropene di Salvatore. Lo scroto è ampio, e subisce nettamente la forza di gravità. Braccia e gambe ancora forti anche se poco toniche. Non è decisamente un uomo attraente, e l’età influisce negativamente su tutto.
- “Almeno ti ha lasciato il suo numero?” mi dice
- “No”
- “Io ho 66 anni” mi dice “sono vedovo da 10 anni e spesso mi sento molto solo”
- “Mi dispiace…” sussurro
- “Ormai è passato molto tempo…” mi dice con un sospiro
- “Io ne ho 32. Ma adesso si decide a guardarmi?” gli dico sorridendo
- “E tu vuoi darmi del ‘tu’?“ ribatte divertito
Qualche secondo di silenzio, poi gli dico a voce bassa:
- “Grazie per la collana” e la mia mano si posa sulla sua mano ruvida poggiata sul telo
Stavolta lui si volta e mi guarda in viso. Gli sorrido dolcemente. Poi il suo sguardo scende sul mio seno. Poi scende ancora e si sofferma sul mio cespuglio. In pochi secondi vedo il suo cazzo indurirsi fino a raggiungere la massima erezione.
- “Oh Madonna!” esclamo sbarrando gli occhi con stupore
Lui prontamente distoglie nuovamente lo sguardo e mi dice “Scusami, scusami!”
Velocemente gli poggio una mano sul viso, e volgo nuovamente il suo sguardo su di me. Poi gli dico languidamente: “Non mi da fastidio”
Spalanco le cosce e gli lascio ammirare il mio pelo folto e nero. Lui raccoglie l’invito e poggia la sua mano virile sul lato superiore della mia coscia. La accarezza e la stringe delicatamente. E’ troppo per la mia povera figa che inizia a inumidirsi. L’altra mano agguanta la mia tetta destra mentre i miei capezzoli si inturgidiscono. Mi avvicino a lui fino a sentire il suo fiato sul mio viso, allungo la mano sotto la sua pancia e afferro il suo grosso membro. Il palmo della mia mano poggia a metà del cazzo, le dita hanno raggiunto e afferrato i testicoli.
Con una rapida e decisa mossa lui mi ribalta e mi ritrovo stesa sul telo. Lui è sopra di me col il bacino tra le mie cosce aperte. La sua mano rapidamente si infila giù per indirizzare il cazzo verso l’obiettivo. In un attimo mi penetra come il dito di un bambino in una torta di cioccolato. Emetto un gemito sussultando. E’ tutto dentro il mio ventre, ostentando tutto il suo vigore, la sua rigidità, il suo potere. Pulsa dentro me facendomi impazzire, colare, entusiasmare. Che sta succedendo? Mi chiedo nel pieno dell’estasi. Il capo leggermente chino all’indietro, con lo sguardo vedo le ultime luci del tramonto dietro la pineta. Le mie tette rimbalzano sotto i colpi serrati di Antonio. Sono fradicia. Resto zitta a godermi il momento. Ansimo…
Il vecchio inizia a leccarmi il collo, la sua lingua sembra lunga quanto la sua verga. Sono allibita…penso “alla fine mi sono fatta chiavare dal vecchio…che porca!”. La sua lingua sale a leccarmi il mento e sento l’odore del suo fiato. Poi le guance, il viso, gli zigomi. Afferro il suo viso tra le mie mani, rapidamente gli infilo la lingua in bocca. Mentre limoniamo i suoi colpi aumentano di intensità. Sento i peli ispidi sulla sua pancia grattare ruvidamente sulla mia pelle. Sto venendo “Aaaaaah” emetto un urlo staccando le mie labbra dalle sue ma sentendo ancora la sua lingua che perlustra le mie labbra. Con un brivido che percorre tutto il mio corpo mi accascio sul telo, con le braccia inermi, e lascio che lui continui a divertirsi con la mia ingorda vagina accaldata.
Gli sorrido vedendolo così eccitato e instancabile, perfettamente ancora in grado di soddisfare una 32enne come me. Gli dico sorridendo “Sei instancabile. E’ incredibile”. In tutta risposta mi sferra un colpo profondo che mi fa emettere un gemito, e poi ridacchio come sotto effetto di droghe. Lui mi guarda con lo sguardo malandrino, mi sorride sicuro della sua prestazione, consapevole che sono soddisfatta e orgoglioso di essere riuscito a possedermi totalmente. Io mi sono arresa a lui. Non sono riuscita a resistere a questo vecchio maiale libidinoso. Mi faccio schifo in parte, ma da un’altra parte mi godo questa meravigliosa scopata che mi mancava da tanto tempo. Mi sento una porca. Questo vecchio è riuscito a tirare fuori la parte più repressa di me.
Lui ha il viso che gronda sudore adesso. Alcune gocce di sudore cadono sul mio viso, sui miei zigomi.
- “Se sei stanco riposati due minuti” gli sussurro con dolcezza
- “Adesso mi dai del ‘tu’ vero, troia?” mi dice ironico
Io gli sorrido. Poi con la lingua lecco due gocce di sudore dalla punta del suo mento. E’ salato. Lecco un’altra goccia dalla punta del suo naso.
I nostri corpi sono scivolosi dal sudore, e ora l’attrito dei suoi peli sulla mia pelle è attenuato. Sento forte l’odore della sua pelle sudata. Avvolgo le mie mani sulla sua schiena rugosa, faccio scivolare le mani lungo la schiena, il collo, la nuca…mi piace sentire il suo sudore sotto le mani. Annuso le mani grondanti del suo sudore. Sono estasiata da quell’odore acre, mi lecco le dita e assaporo quel gusto pungente. Poi mi spalmo quel sudore sulle mie tette con le mani.
- “Ti piace l’odore di maschio, vero?” mi dice osservandomi incuriosito
Gli sorrido e bacio le sue labbra screpolate.
Mi scopa ormai da circa 20 minuti, o forse ho solo una percezione alterata del tempo; il suo cazzo poderoso ha ormai scavato un tunnel nella mia vulva dolcemente martoriata.
- “Ti piace sbattermi come una baldracca, vero?” gli dico con un sorrisetto malizioso
- “L’ho immaginato da quando ti ho vista in spiaggia”
- “E ora mi hai fatta tua…”
Mi afferra le tette con le mani palpandole ruvidamente.
- “E all’inizio facevi tutta la preziosa…la snob…” dice prima leccare voracemente le mie zizze e succhiarle.
Ha ragione, penso. Facevo la snob con lui, la sostenuta. E poi per una collanina sono diventata la sua puttana. La puttana di un vecchio bavoso. Ho perso il controllo. La mia vagina in astinenza ha preso il comando e ha richiesto la sua dose di cazzo. Ed ora eccomi qui, priva di pudore, senza vergogna, arrapata e sbattuta da un vecchio. Sono una vacca. Una schifosa.
- “Pensi che io sia una troia?” gli chiedo
- “Penso che sei una puttana. Una meravigliosa puttana!”
E subito dopo questa frase accelera di nuovo il ritmo dei colpi. Un suono osceno accompagna ogni colpo nella mia figa, e mi eccita. E io emetto gemiti e sussurri con una voce acuta. Avvolgo le gambe attorno al suo bacino rendendogli più agevole una penetrazione profonda. Sembra che voglia sfondarmi l’utero… Inizio ad ansimare forte leccandomi le labbra oscenamente. Il mio volto si contorce per le espressioni di godimento sempre più intenso…gli metto una mano sul volto ed esplodo il mio piacere con due strilli brevi e acuti. Lui continua a trapanarmi forte, e dopo una manciata di secondi ansima forte e con affanno, la sua voce grave emette forti respiri che penetrano nella mia bocca. Poi esplode il suo caldo seme nella mia figa ancora in preda agli spasmi, sento gli schizzi della sua sborra che inondano la mia vulva. Si accascia sul mio corpo sfinito. Il suo sudore cola sulla mia pelle in fibrillazione. Il suo cazzo è ancora nella mia figa ma ha perso vigore. Lentamente viene espulso dalla mia figa ormai floscio, e la sua fuoriuscita è accompagnata dallo sgocciolamento di sperma. Cala il silenzio. Faticosamente si rigira scendendo dal mio corpo, e stendendosi sulla schiena, in buona parte sulla sabbia, mostra il suo pancione peloso con un respiro affannoso. Io resto stesa, con le cosce ancora spalancate, immobile sul telo. Osservo l’ultima luce del sole dopo il tramonto. Lui riprende fiato, poi mi dice:
- “Sara, dammi il tuo numero”
- “No” rispondo subito
- “Perché?” insiste
Resto i silenzio. Lui allunga una mano verso il mio seno, io gliela allontano.
- “Vuoi che andiamo? E’ quasi buio, ti accompagno al parcheggio” aggiunge
- “Vada via e mi lasci sola per favore” gli rispondo senza voltarmi e tornando a dargli del ‘lei’
- “Ma cosa dici? Non ti lascio qui sola a quest’ora” dice sinceramente preoccupato
- “Se mi lascia sola le do il mio numero” dico
- “Ma sei sicura?” mi dice prendendo il telefono
- “Stia tranquillo” aggiungo “ho la torcia del telefono e poi qui è sicuro, non c’è nessuno. La pineta è sicura. Sono soltanto 10 minuti di cammino. L’ho fatto tante volte” gli dico mentendo. Non sono mai stata qui, figuriamoci di notte. Ma voglio liberarmi di lui velocemente adesso.
- “Ok, sai badare a te stessa. Ma stai attenta.” Mi dice
- “Scriva: 3487…”
- “Ti faccio uno squillo così hai il mio numero. Poi scrivimi quando sei a casa” mi dice con premura
- “Sarà fatto!” gli dico sorridendo, in realtà ho intenzione di bloccare il suo numero non appena arrivo al parcheggio.
Lui tentenna. Mi avvicino a lui con dolcezza e lo bacio. La sua saliva è amara per la disidratazione. Il suo alito, ormai fetido per la sudata e la sete, penetra nella mia bocca. Gli infilo la lingua in bocca e assaporo quella bava disgustosa. Respiro il suo alito sgradevole limonando per oltre un minuto. La mia bocca è impregnata ora da quell’odore terribile e me lo porterò fino a casa forse. Ma volevo essere intrisa del suo odore pungente.
- “Adesso vai” gli dico accarezzandogli il viso e tornando a dargli del ‘tu’.
Lui mi sorride, si è convinto dopo quel bacio. E lentamente sparisce oltre le dune.
Resto distesa con la bocca impastata dalla sua bava e dal suo alito puzzolente. Lo assaporo eccitandomi. Strappo la collanina di conchiglie dal collo e la getto a terra lontano nella sabbia. Osservo Venere sull’orizzonte sopra il mare. La mia mano scivola giù. Raggiunge il pelo impregnato di sborra. Ne raccolgo un po’ sui polpastrelli. Lo porto davanti ai miei occhi, lo tocco un po’ impastandolo tra le dita, ci giochicchio. Oggi per la prima volta sono venuta sulla spiaggia dei nudisti. La prima gaffe è stata quella di non rasarmi la figa. Poi ho dato scandalo dormendo a cosce spalancate. Poi mi sono fatta sbattere da un vecchio schifoso ma con un bel cazzo. Ora sono qui, impregnata del suo sudore sulla pelle, la puzza del suo fiato in bocca, imbrattata dal suo sperma. Non male come primo giorno. E mentre penso a questo mi infilo le dita in bocca degustando lo sperma. “Delizioso” penso. Ne raccolgo altro ravanando con le dita nella figa. Me ne spalmo un po’ sull’ano meticolosamente. Poi scruto ancora nella figa e ne raccolgo altro da assaporare nella bocca. Inizio poi a spalmarmelo sul pelo del pube. Con due dita, tre, il palmo della mano. Tutto il pelo è ricoperto di sperma schiumante e scivoloso, e inizio a masturbarmi. Mi sfrego con forza quella maledetta figa stimolando il clitoride di nuovo rigido. Tutto il palmo della mano avvolge la mia vagina. Ho un altro orgasmo. E siamo a tre.
Adesso posso tornare a casa penso. E inizio a ridere forte, in modo sguaiato. Una lunga risata…
Uscita dalla doccia e asciugata resto ancora nuda per casa per far respirare la mia pelle. Oggi ho deciso di andare alla spiaggia dei nudisti. Approfitto oggi che le poste sono aperte solo mezza giornata, e io ho finito di lavorare un’oretta fa. Non importa se ho dormito poco e niente, mi sento ancora lucida e ho voglia di sentire il sole sulla mia pelle e godermi la brezza sulla pelle. E’ la prima volta che vado su questa spiaggia anche se vivo qui e ne ho sentito parlare spesso. Ma ormai ho deciso di dare una svolta alla mia vita e provare cose nuove e stimolanti. Non sarà il posto più indicato per conoscere gente, ma almeno mi dedicherò al relax in un ambiente insolito e, perché no, emozionante.
Ho ancora qualche dubbio su come bisogna comportarsi su una spiaggia di naturisti, quali precauzioni prendere per non correre rischi trovandomi da sola…So che sarebbe meglio andarci in compagnia…ma a chi cazzo lo chiedevo?! Le mie colleghe mi avrebbero presa per pazza! Le mie amiche sono tutte col ragazzo o col marito, e durante la storia con Stefano ho perso i contatti con qualcuna restringendo la mia cerchia di conoscenze. Solo 5 mesi in una storia che ha lasciato più danni che ricordi positivi. Ci sono Rita e Marzia. Ma Rita è in Sicilia con la sua famiglia. Marzia ha problemi familiari legati alla salute della madre, non mi sembrava una proposta da farle in questo momento. E poi tutto sommato, mi entusiasma l’idea di fare questa esperienza da sola. Ho ancora un dubbio: se rasare la figa o no. Beh, se si chiamano “naturisti” immagino che se la vivano in stile “nature”, senza l’imposizione della rasatura nelle parti intime. Dai, su questo credo di non sbagliare, mi presento così, se mi depilassi attirerei solo gli sguardi addosso.
Esco di casa indossando una maglietta nera con i merletti, che non lascia intravedere il mio seno senza reggiseno. Ho gli shorts arancioni piuttosto aderenti, fantasmini e scarpe da ginnastica. Non posso indossare gli infradito perché sono scomodi per guidare. Occhiali da sole.
- “Ciao Sara”
- “Buongiorno signora Matilde”
- “Vai al mare?”
- “Sì, oggi è la giornata ideale”
- “Buona giornata di relax allora”
- “Grazie”
Dopo questo scambio di battute con la signora del secondo piano mi avvicino alla mia auto, una Citroën C3 verde del 2022. Metto in moto e finalmente sono rilassata, carica. Andiamo!
Giunta in pineta incontro poche persone che vanno in direzione del parcheggio. Una coppietta sui 50 anni attrezzata di ombrellone e borse varie. Un paio di ragazzi solitari, e per concludere un gruppetto di biker. Io non vedo l’ora di spogliarmi, con questo caldo inizio a sudare alla base del seno. Per noi tettone non è proprio comodo un seno grande nelle giornate più torride. Vallo a spiegare ai maschietti che le fissano sbavando. Mi volto indietro. Non c’è nessuno. Passo le mani sotto la maglietta giungendo alla base delle tette, provando a far scorrere via un po’ di sudore. Poi da sopra la maglietta le afferro e le tiro su per sistemarle e lasciare che la maglietta assorba un altro po’ di sudore.
Giunta in vista della spiaggia osservo i bagnanti. La spiaggia è spaziosa sebbene ci sia un discreto numero di persone. Vedo anche molte donne, ma tutte accompagnate. Sarò l’unica che se ne sta da sola in spiaggia, rifletto un po’ perplessa. Ci sarà un motivo se non viene nessuna da sola?! Dovrò aspettarmi di essere infastidita da qualcuno?! Beh pazienza, ormai sono qui. Potrebbe essere persino divertente chiacchierare con qualcuno completamente nudi. Male che vada mi alzo e me ne vado. Continuo il percorso sulla sabbia scendendo dalla duna. E qui inizio ad avere un attacco di panico! La signora davanti a me è completamente depilata. E anche quella che ho osservato prima era depilata. Avanzo di altri metri e con lo sguardo cerco altre figure femminili. Anche quelle due ragazze laggiù sono depilate! “Cazzo!” penso mettendomi le mani sul volto. “Qui hanno tutte la figa depilata…tranne me!”. Mi fermo, mi guardo intorno. “No, no, a questo punto torno a casa. Mi vergogno troppo! Avrò tutti gli occhi addosso!”. La prima volta in una spiaggia per nudisti e già faccio questa figura di merda. Avrei dovuto informarmi prima, sono stata una sprovveduta. Mi mordo le labbra e penso “Che ritardata che sono! E ora come faccio?!” ripeto a me stessa duramente. Calmati Sara, respira. Non è vietato avere la figa pelosa, non è maleducazione, è solo uno stile personale come quelle che hanno i capelli blu e viola, o come quelle che hanno piercing ai capezzoli…il vero crimine è mettere panna e pancetta nella carbonara, l’ananas sulla pizza…non certo avere il cespuglio tra le cosce! E se attirerò tutti gli sguardi su di me?! Calma…mi preoccupavo che potevo essere infastidita perché sono sola, forse questo mio errore sarà un deterrente per i maschi allupati. Ripiegheranno verso donne più curate e attente alla depilazione. Alla fine devo starci solo 2/3 ore. Cazzo che vergogna…Ma, ormai siamo in ballo e balliamo!
Avanzo sulla sabbia e inizio ad essere stanca, anche se i pensieri di poco fa non hanno ancora del tutto abbandonato la mia testa. Getto alla rinfusa i miei occhiali da sole nella borsa. Qui non vedo molte persone, sono tutti distanziati. Lascio cadere la borsa sulla sabbia. C’è quel tipo là dietro, una coppietta anziana sotto l’ombrellone più avanti. Non voglio stare troppo vicina alla battigia, passa troppa gente. Ma non voglio nemmeno mettermi in fondo alla spiaggia, troppo lontana dal mare e con la sabbia rovente. Qui mi sembra il posto ideale. Sfilo scarpe e calzini, poi prendo il telo dalla borsa e lo stendo sulla sabbia. E ora finalmente posso liberare le mie tette dalla prigionia della maglietta e lasciarle prendere aria! Oooh, che senso di libertà adesso! La brezza sul sudore rinfresca i miei seni liberi. E ora la cosa più imbarazzante…sfilarmi anche gli abiti di sotto. Preferisco non guardarmi intorno altrimenti mi blocco, anche se con la coda dell’occhio mi sembra che nessuno guardi nella mia direzione. In un colpo solo sfilo via pantaloncino e perizoma. Adesso il mio cespuglio è libero dalla morsa delle mutandine. Il sole bacia la mia figa, il vento soffia sul mio clitoride. Mi siedo sul telo facendo attenzione a incrociare le gambe affinché nessuno veda quel cespuglio che mi causa tanto disagio. Osservo il mare cingendo le braccia attorno alle mie caviglie. Mi godo il vento tra i capelli, la pace, la serenità. Ma ora sento sopraggiungere la stanchezza. Una notte insonne, mezza giornata di lavoro, il caldo di oggi…Prendo gli occhiali da sole dalla borsa e li indosso. Forse è il caso di stendermi un po’ e recuperare le forze. Socchiudo gli occhi, ho le ginocchia piegate e serro le cosce per non offrire spettacolo ai passanti, con i piedi più distanziati. Sento il mio corpo riprendere le energie…
Tre uomini sopra di me sventolano i loro cazzi eretti sopra il mio volto. Fanno ombra al sole restando in piedi su di me. Ridono sguaiatamente mostrando con orgoglio la loro cappella di un rosso intenso, violaceo, e si masturbano vigorosamente. Ben presto la loro crema densa cola sul mio viso, mi inonda, cosparge ogni centimetro del mio volto. Non riesco a muovermi, a sollevarmi. Alzo lo sguardo. Altri tre uomini, due vecchi schifosi, con l’uccello in mano. E ancora un fiume di sperma sul mio volto. Cola fino alle labbra, mi entra nella bocca. Non riesco a respirare col naso, troppa sborra copre il mio viso, devo ingoiare sperma. Abbasso lo sguardo. Davanti a me un uomo con la pelle nera sta penetrando la mia figa. Si alza e va via, arriva un uomo bianco con un cazzo enorme, mai visto nemmeno nei porno. Mi penetra in un sol colpo ficcandolo tutto dentro. Ho un sussulto di piacere che mi fa sbarrare gli occhi verso l’alto…una spruzzata di sperma mi centra gli occhi…brucia…sento le risate attorno a me, mi deridono. Mi concentro nella mia cecità sul cazzo che pulsa nella mia vulva…
Apro gli occhi con un respiro affannoso. Sognavo oppure no?! Sento lo sperma sul mio viso…allora…Metto la mano sul viso, sotto gli occhiali da sole…è solo sudore, tanto sudore. Invece la mia figa non è bagnata di sudore, è fradicia per l’eccitazione…”Oddio!” penso sussultando e chiudendo velocemente le cosce! Stavo dormendo con le cosce completamente spalancate come una scrofa in estro! Mi sollevo dalla posizione distesa…”Cristo Santo ma chi è questa gente?!?”. Davanti a me un signore sulla sessantina espone il suo cazzo duro, tutto scappellato. Poco distante un altro uomo con aria soddisfatta mi fissa. Forse sto ancora sognando?! Forse ho anche emesso gemiti mentre dormivo?! Che cazzo di spettacolo avrò fornito a costoro, oltre a una generosa visuale della mia vulva fradicia, per attirarli qui fino a spingersi a segarsi?! Il vecchio mi sorride, fa l’occhiolino, e si sega piano… Se prima era un sogno, questo è un incubo! Che vergogna. Sono morta! Mi guardo attorno…l’ombrellone con la coppietta, il mare, tutto come era prima… Se non mi riprendo svengo. Prendo l’acqua dalla borsa e inizio a bere trovando un po’ di conforto nell’alleviare l’arsura alla gola. Sono completamente sudata. La figa è ancora fradicia a causa del sogno. E questi occhi fissi sulla mia figa pelosa non contribuiscono ad asciugarmela. Intanto l’uomo a pochi metri dal vecchio decide di andare via una volta chiuso il sipario della mia figa. Questo mi conforta lievemente, ma la presenza del vecchio mi turba ancora. Ho bisogno di un bagno. Devo lavare via il sudore dalla mia pelle, devo rinfrescarmi la vagina in fiamme, e devo ripulirmi la mente dalla tanta vergogna che provo. Non vorrei lasciare però la mia roba incustodita. Con l’audacia dimostrata da questi tizi meglio non fidarsi più di nessuno. Ma di certo non posso chiederlo al vecchio segaiolo qui davanti. Forse mi conviene tuffarmi e non pensarci, poi tornerò velocemente. Mi guardo intorno. Quel tipo là dietro mi sembra affidabile, se non altro non ha passato il tempo a fissarmi la figa mentre dormivo…o almeno spero…Certo se mi guardasse sarebbe più semplice! Mi allungo sul telo e agito la mano.
- “Scusa” gli dico
Mi fa un cenno come per chiedere se mi rivolgo a lui. E certo, altrimenti a chi? Al lupo nella pineta?
- “Posso chiederti una cortesia?” continuo
- “Certo” mi risponde
Ooh, finalmente si è accorto che esisto! Direi che è più che affidabile così disinteressato ai corpi nudi che lo circondano.
- “Faccio un bagno, daresti un’occhiata alla mia borsa?” gli dico mentre si avvicina a me per sentire la mia richiesta
- “Certamente” risponde lui.
Ecco, adesso posso sfuggire allo sguardo ginecologico del vecchio e darmi una ripulita e una rinfrescata. Andando verso il mare mi accorgo che il vecchio ha perso il sorriso. Schifoso usurpatore dei sonni altrui, forse presto andrai via anche tu.
Non appena l’acqua supera le mia ginocchia mi calo e mi immergo fino al collo. Sento il sudore trascinato via dalla mia pelle, sento il mio corpo rigenerato. Il mio senso del pudore è ancora sporco, ma almeno adesso non sento più il peso degli occhi addosso. Mi allontano ancora dalla riva, guardo in direzione della mia borsa in spiaggia. Mi accorgo che c’era un terzo osservatore alla mia sinistra che non avevo notato, seduto su un tronco. Un paio di bracciate per allontanarmi ancora un po’. Ecco, qui posso rilassarmi. Inizio a sciacquarmi la figa che intanto sembra aver raffreddato e placato i suoi bollori. Non è la prima volta che faccio sogni erotici. Da quando sono tornata single è accaduto già una decina di volte. E ogni volta mi risveglio bagnata e eccitata, e avverto l’impulso irrefrenabile di masturbarmi. Ma una cosa è se accade nel mio letto, una cosa se accade in una spiaggia di nudisti mentre sono osservata! Cazzo, che vergogna! Che giornata di merda! Che stupida a venire qui senza depilarmi. Quei guardoni vedendomi sola e con il cespuglio folto mi avranno scambiata per una lurida troia sfacciata. E invece sto morendo dalla vergogna! Chissà mentre dormivo a cosce spalancate cosa avranno pensato, visto o addirittura sentito! Se ci penso mi lascio affogare in mare. E vado giù con la testa sott’acqua. Sulla battigia passa molta gente, butta lo sguardo qua e là. Probabilmente quei tipi erano di passaggio, hanno colto al volo la possibilità di una lezione di ginecologia gratis e si sono fermati. Chissà quante altre persone saranno passate, mi hanno vista, hanno riso della mia posizione, o si sono goduti la scena, e poi si sono allontanati. Non era la giornata che mi aspettavo. Non volevo diventare lo zimbello della spiaggia. Mi sa che non ci torno più qui! O comunque non da sola. Mi volto a guardare l’orizzonte. Sospiro. Volevo un’esperienza insolita…accidenti a me! Non come me l’aspettavo, ma l’ho avuta . Perché mi devo sentire in colpa? Solo stati loro inopportuni a guardarmi, non io. Ma poi è lecito segarsi su una spiaggia di naturisti?! Io non credo. Sicuramente accade spesso, ma non è tollerato di regola. Devo smetterla di vergognarmi, di nascondere il mio corpo. Sono qui a prendere l’aria di mare insieme alla mia vagina, perché devo coprirla a causa di alcuni sguardi inopportuni?! “E tu però comportarti bene” dico abbassando lo sguardo verso il mio inguine. Decido di risalire in spiaggia. E intanto penso a un modo per allontanare anche il vecchio e sentirmi meno osservata. Ma se non va via pazienza, non gli permetterò di farmi sentire di nuovo sporca.
Giunta a riva osservo il tipo seduto sul tronco. Gambe larghe, pene generosamente in vista e scappellato. Indugio sulla battigia. Anche lui si alza e va via. Molto bene.
- “Grazie” dico al tizio mentre mi stendo sul telo.
Lui risponde con un sorriso e un cenno.
E dato che ho fatto 30 facciamo 31! Il vecchio è ancora davanti a me sul suo telo. Stavolta mi stendo a cosce aperte volutamente. Che mi guardi pure la figa, che si ecciti, si seghi, non mi frega più nulla! Gli altri sono andati via, è rimasto solo lui. Io sono venuta qui per tenere la vagina sciolta e al fresco, la sua criniera al vento.
- “Scusami” mi dice il tipo che mi ha guardato la borsa “faccio un tuffo anch’io, puoi guard…”
- “Ma certo, tranquillo” gli dico prima che finisca la frase con un ampio sorriso “Anzi, puoi avvicinare la tua roba se vuoi”. E adesso vediamo se il vecchio rimane ancora a fissarmi la figa ora che c’è un uomo accanto che mi fa compagnia. Voglio proprio vedere…
Il tizio avvicina il suo telo da mare e la sua borsa. Poi va in acqua.
Il vecchio è ancora lì, guarda con meno convinzione. Forse non ha gradito l’avvicinamento di questo nuovo tizio e prova a contenersi. E allora decido di essere cattiva e maliziosa…gli spalanco le gambe davanti agli occhi come quando vado dal ginecologo. Sono distesa e mi scappa da ridere. Poi divento curiosa. Mi sollevo sui gomiti e osservo il vecchio. E’ tutto rosso in volto, sudato, e ha nuovamente il cazzo durissimo. Devo ammettere che è bello arzillo per la sua età, sta sempre in tiro. Mi volto e fingo di prendere qualcosa dalla borsa, mettendomi in una inequivocabile posizione a pecorina sul telo e mostrandogli anche il lato B per alcuni secondi. Poi mi volto tornando nella posizione di prima. Fisso il suo cazzo, che a essere onesta è di pregevole fattura. Lui mi fa dei gesti osceni con la lingua. Io sorriso con sarcasmo. Mi fa l’occhiolino. Io mi tocco il pelo per controllare se è ancora bagnato dopo il bagno di poco fa. Mi dice a bassa voce, quasi solo un labiale “Mi piace il tuo pelo”. Vedo che si fa sempre più audace, forte del fatto che l’altro tipo è a mare. Chiudo lo spettacolo e mi stendo su un lato del telo. Sono stanca di giocare con lui, e forse non dovevo provocarlo ulteriormente.
- “Grazie” mi dice il tipo che è ritornato
- “Di niente. Piacere Sara!” e gli tendo la mano
- “Piacere mio, Salvatore” mi risponde restando in piedi accanto a me
Per la prima volta osservo i suoi genitali, e anche da molto vicino. Un pene carino, curato, testicoli grandi, rotondi. Le dimensioni del pene a riposo sembrano piuttosto ridotte.
- “Vieni spesso qui?” gli chiedo
- “In realtà è la prima volta” dice
Ecco perché anche lui sembra così spaesato e imbarazzato.
- “Anche per me” ma immagino che lo abbia capito vedendomi sola, non depilata e circondata da porci di cui non riesco a liberarmi. Non mi sembra del luogo, con quel nome terrone poi… “Ma tu non sei di qui, vero?” gli chiedo
- “No, sono di Napoli e sono qui da quasi un anno”
Ecco, come sospettavo…
- “Ah ecco. Ho un nonno materno di origini napoletane. Ci devo ritornare giù prima o poi”
- “Quando vorrai venire sai già che hai una pizza offerta da me” mi risponde simpaticamente
Beh, un modo elegante e divertente per un invito. Non posso fare a meno di sorridere spontaneamente. I miei occhi cadono di nuovo sul suo cazzo. Ne ho visti di più grossi, ma sembra ben ordinato, con la cappella coperta dal prepuzio. Le palle che ancora grondano acqua, e forse per questo il suo uccello sembra essersi ristretto, sarà l’effetto dell’acqua fredda.
Si siede sul suo telo avvicinandolo al mio, accanto a me. Sarà alto circa 1,80 metri. Corpo agile, non palestrato, ma in buona forma fisica. Pochi capelli rasati sulla testa, labbra che sembrano morbide e carnose, occhi gentili e profondi, color nocciola che sotto i raggi del sole cambiano sfumatura. Non è particolarmente villoso, qualche ciuffo al centro del petto, poi braccia e gambe discretamente pelose. Pochi sul resto del corpo. Con i suoi modi ha anche il suo fascino.
- “Quindi è la prima volta per entrambi” continua
Gli sorrido e intanto cerco una posizione più comoda, per voltarmi verso di lui. Fino ad ora è stato molto discreto con i suoi sguardi, non mi ha perlustrata con gli occhi a differenza di altri. Forse posso concedergli un altro punto di vista… Mi ritrovo per un attimo seduta davanti a lui a gambe aperte, e decido di non cambiare subito posizione per osservare la sua reazione. Ed eccolo, occhi sbarrati a guardarmi il cespuglio. Spero che gradisca. Ma intanto cambio posizione. Anche lui si sposta e si ritrova frontalmente con le gambe aperte e i testicoli in vista. Quel pisellino mi fa tenerezza, non ha nulla di volgare.
- “Comunque sì, anche per me è la prima volta sebbene io viva qui” riprendo il discorso
Intanto ho trovato una posizione più comoda e meno da sgualdrina. E anche lui sembra aver trovato una posizione equilibrata per continuare a chiacchierare.
- “Come ti sembra?” mi chiede
Gli risponderei che da stamattina mi è andato tutto storto ed è stato un inferno, ma mi limito a dirgli “Non saprei” facendo spallucce.
- “Prima sono andata a mare che mi scappava la pipì” gli dico mentendo, per giustificare la mia frettolosa ricerca di un guardiano per le mie cose.
Mi sorride in modo dolce e sensuale.
Intanto mi volto e vedo che il vecchio è andato via. Quando mi giro verso Salvatore mi sembra che stia fissando le mie tette. Poi mi dice:
- “Comunque c’è qualche tipo strano, ma in generale si sta tranquilli”
Annuisco ma non ne voglio parlare. Cambio discorso.
- “Lavoro in posta. Oggi ho fatto solo mezza giornata e poi sono venuta qui”
- “Qui in zona?” chiede
- “Sì esatto. Non ce ne sono molte in zona, quindi per forza la conosci”
- “Se è quella vicino ai lidi ci sono stato solo per prelevare, ma non sono entrato”
- “Esattamente. E’ proprio quella”
Mi sta guardando di nuovo la figa, ma con eleganza distoglie lo sguardo e sposta la sua attenzione altrove
- “Sara, quello è un giglio?” mi chiede indicando il mio tatuaggio sulla caviglia
- “Sì, esatto”
- “Bello, mi piace”
Istintivamente sollevo la gamba e poggio la caviglia sulla sua coscia per mostrargli il tatuaggio. Lui riesce a farmi sentire a mio agio e spontanea.
- “Adoro questo fiore” gli dico
Mi accarezza delicatamente la caviglia e ho la pelle d’oca, avverto un brivido. E’ una sensazione stranamente piacevole…
- “Tu sei un fiore ancor più bello” mi sussurra con una voce seducente come poche…
A questo punto la mia gatta pelosa perde ogni freno inibitorio e inizia a bagnarsi… Sono costretta a correre ai ripari tirandomi la caviglia e mascherando la mia eccitazione. Mi volto e gli sorrido felice, è la cosa più carina della giornata fino ad ora. Poi il mio sguardo cade sul suo cazzo. La mia figa sembra suggerirmi che sarebbe buono da succhiare…Basta con questi pensieri! Mi mordo un labbro cercando di non pensarci.
Si crea qualche secondo di silenzio. Poi ci passa davanti un giovanotto con in dotazione un pene da applausi. Ad ogni passo oscilla come un pendolo. Forte della sua giovane età e del suo senso di superiorità nelle dimensioni mi squadra e poi mi fissa la figa, mostrando una disinvolta arroganza nello sguardo. Anche io ammiro il suo uccellone, non se ne vedo tanti in giro di quelle dimensioni ed è sempre un bel vedere. Poi mi volto verso Salvatore e la sua espressione sembra di assoluta meraviglia e invidia verso quel cazzo notevole. Credo si senta un po’ come quando una donna piatta guarda le mie tette. Il tipo lancia uno sguardo di derisione e superiorità verso il cazzo di Salvatore. In effetti sarà circa il doppio del suo. Istintivamente anche io lancio uno sguardo all’uccellino di Salvo, poi guardo il ragazzo elefante e ci scambiamo un sorriso complice. Questa passerella esibizionista deve essere stata molto umiliante per Salvatore. Lo vedo col capo chino e imbarazzato. Gli uomini si pongono eccessivamente questo problema delle dimensioni. Anche le donne piatte vedono gli uomini fissare le tette grosse, ma tutte le donne piatte che conosco non hanno mai avuto problemi di relazione. Stefano ad esempio mi tradì con una ragazza col seno piccolo. E poi, se lui riesce a farmi eccitare e bagnare con le parole su una spiaggia, figuriamoci cosa potrebbe fare in un letto usando anche le mani, la sua bella bocca e il suo cazzo. Devo rompere questo silenzio:
- “Quanti anni hai?” gli chiedo
- “48, e tu Sara?” gliene avrei dati una quarantina, massimo 42
- “32”
Ci fissiamo languidamente negli occhi. Mi avvicino impercettibilmente sperando che…faccia il primo passo… Io non mi tiro indietro di certo. Ora che siamo quasi soli in spiaggia sono pronta anche a toccarlo per vedere il suo pene in erezione. Sento che la mia amica là sotto si sta surriscaldando…
- “Sara…” mi dice con la sua voce soave
- “Dimmi Salvatore” rispondo con una voce sibilante che è quasi un gemito, e non riesco a controllare più il lubrificante della mia figa
- “Adesso devo andare. Ho preso troppo sole per oggi”
Mi crolla il cielo in testa! Mi sta prendendo in giro? Proprio adesso?
- “Ma come, vai già via?!” gli dico non poco contrariata
- “Sì, mi sento male a stare troppe ore al sole”
La mia figa si secca in un attimo. Non lo capisco proprio. Gli darei un ceffone. Se il problema è il sole, chiedimi di spostarci all’ombra, non mollarmi qui così come una cretina
- “Capisco…” gli dico, e mi verrebbe da piangere
- “Poi magari ci ritroviamo qui” dice accennando un sorriso amaro
Ho forse qualcosa che non va? Non ti piaccio? Hai una moglie?
- “Sì…ok…” ma che cazzo, almeno chiedimi il numero di telefono! Così ci risentiamo e ci rivediamo. Come cazzo possiamo ritrovarci qui?! E’ una scusa che non comprendo… “Grazie per la compagnia” gli dico con la voce strozzata. E intanto ha già infilato i pantaloncini e raccolto la sua roba.
- “Grazie a te…” mi risponde…E lo vedo allontanarsi da me verso la duna
Vorrei corrergli dietro e prenderlo a schiaffi, urlargli che è uno stronzo! Ma con quale diritto? Ci siamo conosciuti poco fa…anche se…
Mi stendo sul telo rannicchiata e triste. Poteva trasformarsi in una giornata splendida, e invece…è finita peggio di come è iniziata. Una lacrima cade dal mio occhio e solca il mio viso…
Il sole cala dietro la pineta e l’ombra giunge sulla spiaggia ben prima del tramonto. Devo essermi addormentata di nuovo. Mi asciugo gli occhi umidi. Mi guardo attorno, sembra che non ci sia nessun altro sulla spiaggia. Resto in silenzio a contemplare le onde del mare.
- “Stai bene?” sento una voce alle mie spalle e mi volto.
E’ di nuovo il vecchio di prima, credevo fosse andato via molto tempo fa.
- “Se ne vada, voglio restare sola” gli rispondo con freddezza
- “Scusami non volevo infastidirti. Volevo solo assicurarmi che tu stessi bene”
- “Sto bene” gli dico senza nemmeno voltarmi
- “Ti ho vista da lontano che eri sola e immobile sul telo. Ho vegliato su di te per assicurarmi che ti svegliassi prima che facesse buio. Ora me ne vado. Scusami”
Mi volto e lo vedo allontanarsi. Va verso la battigia e si allontana. Dopo 5 minuti di cammino si ferma, si siede su un tronco e osserva il mare. Finalmente se n’è andato, ci mancava solo lui. Tra tutti gli uomini che dovevano starmi vicino questo vecchio è l’unico che non cede.
Nel silenzio continuo a pensare a Salvatore, a quell’occasione mancata quando sembrava tutto perfettamente romantico. Il suono delle onde accompagna i miei pensieri. Non riesco a capire cosa sia successo per scappare così, senza un apparente motivo. Senza nemmeno chiedermi il numero come farebbe un qualsiasi uomo normale.
Trascorro 15 minuti a rilassarmi ascoltando il richiamo dei gabbiani, le onde del mare. Il mio umore negativo si placa e riacquisto serenità godendomi il vento sui capelli. Decido di restare ancora un po’ in spiaggia, sola, tranquilla, nuda. La temperatura adesso è decisamente più gradevole.
A un certo punto vedo passare il vecchio sulla battigia e andare in direzione del parcheggio. Ha la testa bassa a terra e avanza piano. Penso che forse sono stata troppo dura poco fa. Se davvero ha vegliato su di me mentre dormivo forse non dovevo essere così fredda e scontrosa con lui. Forse sarebbe il caso di dire qualche parola distensiva?
- “Scusi, signore!”
Lui solleva lievemente il capo, fa un cenno con la mano e fila dritto mestamente.
Questo si è offeso seriamente. Mi alzo e mi avvicino “Signore! Signore!”. Lui si ferma. Guarda a terra.
- “Non voglio infastidirti” mi dice a voce bassa
- “Forse prima sono stata troppo dura, volevo scusarmi”
- “Non importa” dice con un fil di voce. Poi continua ad andare dritto.
A questo punto mi volto e torno lentamente al mio telo un po’ dispiaciuta. Ero molto nervosa e l’ho trattato male. Mentre rifletto su questo arrivo al telo.
- “Prima di andare volevo darti questo” mi coglie di sorpresa la voce del signore. Era dietro di me a 5/6 metri, non mi ero accorta che era tornato indietro per raggiungermi. Scava nel suo zaino e tira fuori qualcosa.
- “L’ho fatto per te mentre dormivi” mi dice porgendomi una collanina fatta con bellissime conchiglie. E’ un lavoro di ottima fattura e la mia espressione è di assoluto stupore. Mentre ammiro quel dolce pensierino per me lui chiude lo zaino e accenna ad andarsene.
- “Aspetti!” dico io istintivamente e ancora incredula
- “E’ un pensiero dolcissimo da parte sua”
Lui accenna un sorriso ma non alza lo sguardo.
- “Sono felice che ti piaccia” mi dice senza guardare mai nella mia direzione
Raramente succede di ricevere un dolce regalino da una persona sconosciuta. Sono molto colpita. Forse l’ho giudicato troppo severamente prima.
Aggiunge balbettando un po’ “Vedi…volevo scusarmi per l’atteggiamento maleducato e osceno di prima”
Maleducato e osceno a dir poco. Sei stato un porco schifoso, penso. Ma ho anche io le mie colpe, anche io poi ho continuato a provocare.
- “Beh ormai è passato. Il suo dolce gesto cancella tutto” gli dico
- “Avevo frainteso…” mi dice senza mai alzare lo sguardo nella mia direzione “poi ho visto quel ragazzo che si è avvicinato e ho capito che sono troppo vecchio. Chissà cosa mi è passato per la testa…”
- “Come vede quel tipo non c’è più ora, mi ha lasciato sola” gli dico con una risatina amara
- “Io non ti avrei mai lasciato sola!” mi dice con voce sicura rivolgendomi lo sguardo per un attimo e poi tornando a guardare altrove
Resto un attimo in silenzio colpita dalle sue parole ma soprattutto dal suo atteggiamento sommesso. Stringo ancora la collanina tra le mani.
- “Mi aiuta a indossarla?” gli propongo
- “Certamente” dice lui inginocchiandosi alle mie spalle e afferrando la collanina.
- “Lo immaginavo che ti avrebbe lasciata sola quel tipo” mi dice a bassa voce, quasi un sussurro nell’orecchio che mi fa socchiudere gli occhi con un brivido
- “E da cosa lo avrebbe capito?” gli rispondo anch’io sussurrando con una voce languida mentre le sue dita sfiorano il mio collo
- “E’ frocio, si vede” dice
Mi scappa un accenno di risata e dico “No dai, non penso”
- “E allora perché ha lasciato tutta sola una ragazza affascinante come te?” mi dice ultimando il nodo alla collana, poi si siede accanto a me sul telo
Mi sposto di lato per lasciargli posto, poi resto in silenzio guardando nel vuoto e pensando alle sue ultime parole…
- “Me lo chiedo anche io…” sussurro, accarezzando con le mani la collanina di conchiglie
- “Te l’ho detto…è frocio!” ribadisce con una risata
- “Penso che lei abbia ragione” gli dico ridendo con lui
Lo osservo, continua a distogliere lo sguardo da me. Poi mi dice:
- “Perché mi dai del lei? Dammi del tu, mi chiamo Antonio”
- “Io Sara” poi aggiungo “E lei perché continua a distogliere lo sguardo?”
- “Ti ho guardata troppo oggi mancandoti di rispetto. E ora non merito di rivolgerti lo sguardo” mi dice guardando lontano da me
Le sue parole mi risuonano eccessive, ma lusingano. Non capisco come un uomo che poco prima appariva come un vecchio bavoso adesso si riveli profondo e gentile. Probabilmente in lui convivono entrambe le personalità. Probabilmente gli uomini della sua età hanno un senso dell’onore che non deve essere oltrepassato. Forse anche io sono stata troppo provocante. Forse non dovevo giudicarlo esclusivamente su quel singolo episodio senza conoscerlo a fondo.
Restiamo seduti accanto ma in silenzio e rilassati. Lui ha pochi capelli, solo ai lati della testa. Avrà poco più di 60 anni, la barba impeccabilmente fatta stamattina. Il viso tondo, occhi molto dolci e marroni, un naso largo e grosso stagliato sul suo viso che si scontra con i lineamenti delicati. Labbra carnose ma un po’ screpolate. Mani grandi e virili. Sarà alto circa 175 cm ed ha la carnagione scura, accentuata anche dall’abbronzatura. Una pancia pelosa e prominente ma non eccessivamente cadente. I pettorali sono cadenti, penzolano come le tettine di una vecchietta. Peli ricci, bianchi e neri, diffusi sul petto, sui pettorali, sulla pancia, fino al ventre. I genitali rasati con cura. Il pene floscio lascia scoperta la cappella, e ha dimensioni di tutto rispetto, molto maggiori del micropene di Salvatore. Lo scroto è ampio, e subisce nettamente la forza di gravità. Braccia e gambe ancora forti anche se poco toniche. Non è decisamente un uomo attraente, e l’età influisce negativamente su tutto.
- “Almeno ti ha lasciato il suo numero?” mi dice
- “No”
- “Io ho 66 anni” mi dice “sono vedovo da 10 anni e spesso mi sento molto solo”
- “Mi dispiace…” sussurro
- “Ormai è passato molto tempo…” mi dice con un sospiro
- “Io ne ho 32. Ma adesso si decide a guardarmi?” gli dico sorridendo
- “E tu vuoi darmi del ‘tu’?“ ribatte divertito
Qualche secondo di silenzio, poi gli dico a voce bassa:
- “Grazie per la collana” e la mia mano si posa sulla sua mano ruvida poggiata sul telo
Stavolta lui si volta e mi guarda in viso. Gli sorrido dolcemente. Poi il suo sguardo scende sul mio seno. Poi scende ancora e si sofferma sul mio cespuglio. In pochi secondi vedo il suo cazzo indurirsi fino a raggiungere la massima erezione.
- “Oh Madonna!” esclamo sbarrando gli occhi con stupore
Lui prontamente distoglie nuovamente lo sguardo e mi dice “Scusami, scusami!”
Velocemente gli poggio una mano sul viso, e volgo nuovamente il suo sguardo su di me. Poi gli dico languidamente: “Non mi da fastidio”
Spalanco le cosce e gli lascio ammirare il mio pelo folto e nero. Lui raccoglie l’invito e poggia la sua mano virile sul lato superiore della mia coscia. La accarezza e la stringe delicatamente. E’ troppo per la mia povera figa che inizia a inumidirsi. L’altra mano agguanta la mia tetta destra mentre i miei capezzoli si inturgidiscono. Mi avvicino a lui fino a sentire il suo fiato sul mio viso, allungo la mano sotto la sua pancia e afferro il suo grosso membro. Il palmo della mia mano poggia a metà del cazzo, le dita hanno raggiunto e afferrato i testicoli.
Con una rapida e decisa mossa lui mi ribalta e mi ritrovo stesa sul telo. Lui è sopra di me col il bacino tra le mie cosce aperte. La sua mano rapidamente si infila giù per indirizzare il cazzo verso l’obiettivo. In un attimo mi penetra come il dito di un bambino in una torta di cioccolato. Emetto un gemito sussultando. E’ tutto dentro il mio ventre, ostentando tutto il suo vigore, la sua rigidità, il suo potere. Pulsa dentro me facendomi impazzire, colare, entusiasmare. Che sta succedendo? Mi chiedo nel pieno dell’estasi. Il capo leggermente chino all’indietro, con lo sguardo vedo le ultime luci del tramonto dietro la pineta. Le mie tette rimbalzano sotto i colpi serrati di Antonio. Sono fradicia. Resto zitta a godermi il momento. Ansimo…
Il vecchio inizia a leccarmi il collo, la sua lingua sembra lunga quanto la sua verga. Sono allibita…penso “alla fine mi sono fatta chiavare dal vecchio…che porca!”. La sua lingua sale a leccarmi il mento e sento l’odore del suo fiato. Poi le guance, il viso, gli zigomi. Afferro il suo viso tra le mie mani, rapidamente gli infilo la lingua in bocca. Mentre limoniamo i suoi colpi aumentano di intensità. Sento i peli ispidi sulla sua pancia grattare ruvidamente sulla mia pelle. Sto venendo “Aaaaaah” emetto un urlo staccando le mie labbra dalle sue ma sentendo ancora la sua lingua che perlustra le mie labbra. Con un brivido che percorre tutto il mio corpo mi accascio sul telo, con le braccia inermi, e lascio che lui continui a divertirsi con la mia ingorda vagina accaldata.
Gli sorrido vedendolo così eccitato e instancabile, perfettamente ancora in grado di soddisfare una 32enne come me. Gli dico sorridendo “Sei instancabile. E’ incredibile”. In tutta risposta mi sferra un colpo profondo che mi fa emettere un gemito, e poi ridacchio come sotto effetto di droghe. Lui mi guarda con lo sguardo malandrino, mi sorride sicuro della sua prestazione, consapevole che sono soddisfatta e orgoglioso di essere riuscito a possedermi totalmente. Io mi sono arresa a lui. Non sono riuscita a resistere a questo vecchio maiale libidinoso. Mi faccio schifo in parte, ma da un’altra parte mi godo questa meravigliosa scopata che mi mancava da tanto tempo. Mi sento una porca. Questo vecchio è riuscito a tirare fuori la parte più repressa di me.
Lui ha il viso che gronda sudore adesso. Alcune gocce di sudore cadono sul mio viso, sui miei zigomi.
- “Se sei stanco riposati due minuti” gli sussurro con dolcezza
- “Adesso mi dai del ‘tu’ vero, troia?” mi dice ironico
Io gli sorrido. Poi con la lingua lecco due gocce di sudore dalla punta del suo mento. E’ salato. Lecco un’altra goccia dalla punta del suo naso.
I nostri corpi sono scivolosi dal sudore, e ora l’attrito dei suoi peli sulla mia pelle è attenuato. Sento forte l’odore della sua pelle sudata. Avvolgo le mie mani sulla sua schiena rugosa, faccio scivolare le mani lungo la schiena, il collo, la nuca…mi piace sentire il suo sudore sotto le mani. Annuso le mani grondanti del suo sudore. Sono estasiata da quell’odore acre, mi lecco le dita e assaporo quel gusto pungente. Poi mi spalmo quel sudore sulle mie tette con le mani.
- “Ti piace l’odore di maschio, vero?” mi dice osservandomi incuriosito
Gli sorrido e bacio le sue labbra screpolate.
Mi scopa ormai da circa 20 minuti, o forse ho solo una percezione alterata del tempo; il suo cazzo poderoso ha ormai scavato un tunnel nella mia vulva dolcemente martoriata.
- “Ti piace sbattermi come una baldracca, vero?” gli dico con un sorrisetto malizioso
- “L’ho immaginato da quando ti ho vista in spiaggia”
- “E ora mi hai fatta tua…”
Mi afferra le tette con le mani palpandole ruvidamente.
- “E all’inizio facevi tutta la preziosa…la snob…” dice prima leccare voracemente le mie zizze e succhiarle.
Ha ragione, penso. Facevo la snob con lui, la sostenuta. E poi per una collanina sono diventata la sua puttana. La puttana di un vecchio bavoso. Ho perso il controllo. La mia vagina in astinenza ha preso il comando e ha richiesto la sua dose di cazzo. Ed ora eccomi qui, priva di pudore, senza vergogna, arrapata e sbattuta da un vecchio. Sono una vacca. Una schifosa.
- “Pensi che io sia una troia?” gli chiedo
- “Penso che sei una puttana. Una meravigliosa puttana!”
E subito dopo questa frase accelera di nuovo il ritmo dei colpi. Un suono osceno accompagna ogni colpo nella mia figa, e mi eccita. E io emetto gemiti e sussurri con una voce acuta. Avvolgo le gambe attorno al suo bacino rendendogli più agevole una penetrazione profonda. Sembra che voglia sfondarmi l’utero… Inizio ad ansimare forte leccandomi le labbra oscenamente. Il mio volto si contorce per le espressioni di godimento sempre più intenso…gli metto una mano sul volto ed esplodo il mio piacere con due strilli brevi e acuti. Lui continua a trapanarmi forte, e dopo una manciata di secondi ansima forte e con affanno, la sua voce grave emette forti respiri che penetrano nella mia bocca. Poi esplode il suo caldo seme nella mia figa ancora in preda agli spasmi, sento gli schizzi della sua sborra che inondano la mia vulva. Si accascia sul mio corpo sfinito. Il suo sudore cola sulla mia pelle in fibrillazione. Il suo cazzo è ancora nella mia figa ma ha perso vigore. Lentamente viene espulso dalla mia figa ormai floscio, e la sua fuoriuscita è accompagnata dallo sgocciolamento di sperma. Cala il silenzio. Faticosamente si rigira scendendo dal mio corpo, e stendendosi sulla schiena, in buona parte sulla sabbia, mostra il suo pancione peloso con un respiro affannoso. Io resto stesa, con le cosce ancora spalancate, immobile sul telo. Osservo l’ultima luce del sole dopo il tramonto. Lui riprende fiato, poi mi dice:
- “Sara, dammi il tuo numero”
- “No” rispondo subito
- “Perché?” insiste
Resto i silenzio. Lui allunga una mano verso il mio seno, io gliela allontano.
- “Vuoi che andiamo? E’ quasi buio, ti accompagno al parcheggio” aggiunge
- “Vada via e mi lasci sola per favore” gli rispondo senza voltarmi e tornando a dargli del ‘lei’
- “Ma cosa dici? Non ti lascio qui sola a quest’ora” dice sinceramente preoccupato
- “Se mi lascia sola le do il mio numero” dico
- “Ma sei sicura?” mi dice prendendo il telefono
- “Stia tranquillo” aggiungo “ho la torcia del telefono e poi qui è sicuro, non c’è nessuno. La pineta è sicura. Sono soltanto 10 minuti di cammino. L’ho fatto tante volte” gli dico mentendo. Non sono mai stata qui, figuriamoci di notte. Ma voglio liberarmi di lui velocemente adesso.
- “Ok, sai badare a te stessa. Ma stai attenta.” Mi dice
- “Scriva: 3487…”
- “Ti faccio uno squillo così hai il mio numero. Poi scrivimi quando sei a casa” mi dice con premura
- “Sarà fatto!” gli dico sorridendo, in realtà ho intenzione di bloccare il suo numero non appena arrivo al parcheggio.
Lui tentenna. Mi avvicino a lui con dolcezza e lo bacio. La sua saliva è amara per la disidratazione. Il suo alito, ormai fetido per la sudata e la sete, penetra nella mia bocca. Gli infilo la lingua in bocca e assaporo quella bava disgustosa. Respiro il suo alito sgradevole limonando per oltre un minuto. La mia bocca è impregnata ora da quell’odore terribile e me lo porterò fino a casa forse. Ma volevo essere intrisa del suo odore pungente.
- “Adesso vai” gli dico accarezzandogli il viso e tornando a dargli del ‘tu’.
Lui mi sorride, si è convinto dopo quel bacio. E lentamente sparisce oltre le dune.
Resto distesa con la bocca impastata dalla sua bava e dal suo alito puzzolente. Lo assaporo eccitandomi. Strappo la collanina di conchiglie dal collo e la getto a terra lontano nella sabbia. Osservo Venere sull’orizzonte sopra il mare. La mia mano scivola giù. Raggiunge il pelo impregnato di sborra. Ne raccolgo un po’ sui polpastrelli. Lo porto davanti ai miei occhi, lo tocco un po’ impastandolo tra le dita, ci giochicchio. Oggi per la prima volta sono venuta sulla spiaggia dei nudisti. La prima gaffe è stata quella di non rasarmi la figa. Poi ho dato scandalo dormendo a cosce spalancate. Poi mi sono fatta sbattere da un vecchio schifoso ma con un bel cazzo. Ora sono qui, impregnata del suo sudore sulla pelle, la puzza del suo fiato in bocca, imbrattata dal suo sperma. Non male come primo giorno. E mentre penso a questo mi infilo le dita in bocca degustando lo sperma. “Delizioso” penso. Ne raccolgo altro ravanando con le dita nella figa. Me ne spalmo un po’ sull’ano meticolosamente. Poi scruto ancora nella figa e ne raccolgo altro da assaporare nella bocca. Inizio poi a spalmarmelo sul pelo del pube. Con due dita, tre, il palmo della mano. Tutto il pelo è ricoperto di sperma schiumante e scivoloso, e inizio a masturbarmi. Mi sfrego con forza quella maledetta figa stimolando il clitoride di nuovo rigido. Tutto il palmo della mano avvolge la mia vagina. Ho un altro orgasmo. E siamo a tre.
Adesso posso tornare a casa penso. E inizio a ridere forte, in modo sguaiato. Una lunga risata…
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