Al mare (seconda parte)

di
genere
dominazione

La mattina successiva si alzarono molto tardi, con la luce del sole già alta che inondava le stanze della villa. Dopo un'abbondante colazione consumata sul terrazzo con calma, a base di caffè, succhi, frutta fresca, uova e marmellata, i tre si prepararono per scendere al mare. Marco aveva prenotato un posto nello stabilimento balneare più importante della zona, frequentato da una clientela selezionata.
Una volta arrivati alla struttura, si diressero subito verso la cabina privata che avevano preso per la giornata. Fu Marco a gestire la situazione: aprì la borsa e tese a Valeria e Ornella i costumi che avrebbero dovuto indossare per andare in spiaggia.
Il bikini di Ornella era estremamente audace e metteva ben in evidenza sia il seno, che lasciava intravedere sia le aureole e i capezzoli, che il pube. Il tassello inferiore, in particolare, copriva a malapena le grandi labbra, le quali erano turgide e sporgenti a causa del filler estetico che le aveva ingrandite a dismisura, rendendo il pezzo sotto del costume incredibilmente succinto.
La vera sorpresa, però, fu il costume destinato a Valeria. Quando lo prese tra le mani all'interno della cabina, si accorse immediatamente che la mutandina era stata modificata dopo l’acquisto: sia il tassello inferiore che la parte anteriore erano stati visibilmente ristretti rispetto al modello originale. La conformazione del tessuto era tale che, aprendo anche solo leggermente le gambe sul lettino, sarebbe stata chiaramente visibile la parte posteriore della vulva. Dietro, il pezzo a perizoma era ridotto a un sottile filo che correva tra i glutei, lasciando praticamente scoperto l'anello anale, ancora parzialmente gonfio e roseo per via del trauma dei giorni precedenti.
Valeria guardò il tessuto minuscolo tra le dita, sentendo l'imbarazzo risalire lungo il collo, consapevole dell'esposizione pubblica a cui stava per andare incontro in mezzo ai clienti dello stabilimento.

Valeria finì di allacciare i laccetti sui fianchi con le mani e, guardandosi nello specchio della cabina, vide quanto quel tessuto modificato la lasciasse scoperta: bastava un minimo movimento perché la sua fica e l’ano fossero visibili a chiunque.
Uscì dalla cabina cercando istintivamente di coprirsi, e guardò i suoi amici con gli occhi imploranti.
«Ti prego, Marco...» esordì Valeria con un filo di voce «Evitami questa umiliazione. Non posso andare in spiaggia così, si vede praticamente tutto ad ogni passo. Mi vergogno troppo, c'è un sacco di gente là fuori».
Ornella si voltò e le andò incontro, prendendole delicatamente le mani per fargliene distogliere dal corpo.
«Vale, ma quale umiliazione? Guarda il mio, si intuisce quasi tutto. E tu sei uno spettacolo con questo costumino!» le disse Ornella con un sorriso radioso, studiando l'effetto del costume modificato sul suo corpo. «Sei bellissima e questo taglio ti slancia tantissimo le gambe. Sembri più alta.».
Marco si appoggiò alla parete della cabina, osservandola da capo a piedi con totale ammirazione e approvazione.
«Ha ragione Ornella, Vale, non devi assolutamente vergognarti,» intervenne Marco con tono rassicurante e lusinghiero. «Anzi, ti dirò di più: per come siamo vestiti e per quanto siete in forma tutte e due, sono sicuro che là fuori la gente vi scambierà per due escort, venute con me per questo fine settimana…».
Ornella ridacchiò, abbracciando l'amica da dietro e facendola specchiare. «Esatto, Vale! Saremo l'attrazione esclusiva del bagno. Se si sparge la voce ci sarà la fila davanti al nostro ombrellone…Non c'è niente di umiliante nel farsi ammirare quando si è così belle. Fidati di noi, cammina a testa alta e goditi gli sguardi di tutti».
Valeria guardò il riflesso di loro tre nel grande specchio della cabina. Le lusinghe dei suoi amici iniziarono a scalfire la sua resistenza, trasformando pian piano quella morsa di vergogna in una sottile, eccitante consapevolezza del proprio corpo.

Arrivati sotto l’ombrellone in prima fila, il calore del sole di luglio iniziò a farsi sentire sulla pelle. Marco si accomodò sul suo lettino con gli occhiali da sole, mentre Ornella tirò fuori dalla borsa la crema solare ad alta protezione.
«Vale, vieni qui, iniziamo a metterci la crema altrimenti ci bruciamo,» disse Ornella, passandole il flacone. «Mettiti giù dritta a pancia in su, cominciamo dal davanti».
Mentre Valeria si stava per distendere sul lettino, Ornella si chinò su di lei e, con un gesto fluido e deciso, le afferrò i lacci del top e le tolse completamente il reggiseno, lasciando il suo seno nudo esposto alla luce del sole. Valeria sussultò per la sorpresa, ma l'amica le bloccò le mani prima che potesse d'istinto coprirsi.
«Niente mani, Vale. E adesso fai un'altra cosa per me: sdraiati e metti le gambe a compasso, piegando le ginocchia e allargandole leggermente,» le ordinò Ornella con un tono calmo ma che non ammetteva repliche. «In questa posizione, la parte scoperta della fica non è visibile lateralmente dagli altri ombrelloni. Ti vediamo solo io e Marco, e magari…qualcuno che ti dovesse passare proprio davanti…».
Ornella versò la lozione sui palmi e iniziò a stenderla sul ventre e sul petto dell’amica, stimolandole i capezzoli. Marco, sollevando leggermente gli occhiali da sole, osservò la scena dal suo lettino.
«Ornella, guarda che va a finire che oggi ci cacciano da questo stabilimento se continui così», disse Marco con un sorriso divertito, abbassando il tono della voce. «Si vede talmente tutto che se passa il bagnino ci fanno fare i bagagli».
Ornella scoppiò in una piccola risata complice. «Ma dai, Marco, non esagerare. Abbiamo già stabilito che tutti la scambieranno per una delle escort che hai assunto per il weekend. Anzi, secondo me ci stanno solo invidiando. Vero, Vale?»
Dopo aver completato il davanti, Ornella le diede un colpetto sulla coscia. «Dai, adesso girati a pancia in giù così facciamo il resto».
Valeria si voltò, appoggiando la pancia nuda sul telo. Ornella si mise in ginocchio proprio accanto a lei, facendole scudo all’altezza del sedere con il proprio busto. Versò altra lozione e iniziò a massaggiare la schiena, poi scese decisa sui glutei, infilando le dita nel solco e spingendosi talmente a fondo da spalmare la crema anche sull’ano e sulle labbra della fica, accarezzandola con estrema cura.
Valeria trattenne il respiro, stringendo le mani attorno al bordo del lettino. La sensazione delle dita di Ornella che si muovevano così a fondo, unendo la lozione fresca alla sua stessa umidità intima, le provocò un brivido violento lungo tutto il corpo. Sapeva che il sottile filo del perizoma era completamente inutile e che i glutei erano del tutto esposti al sole e agli sguardi di chiunque si trovasse a passare. Oltre ovviamente ai vicini di ombrellone, che in quella zona riservata erano relativamente distanti.
Marco, dal suo lettino, seguiva ogni singolo movimento della mano di Ornella, godendosi il contrasto tra la pelle chiara di Valeria e l'audacia di quel massaggio così esplicito in un luogo pubblico.
«Vedi che a pancia in giù stai ancora meglio, Vale?» commentò Marco con un sorriso rilassato, allungando una mano per sfiorarle la nuca. «Da qui dietro l'effetto di quel costume è pazzesco. Sembra che tu non lo abbia. Chiunque passi non può fare a meno di guardare».
Ornella continuò il massaggio con movimenti lenti e circolari, esercitando una leggera pressione proprio nei punti più sensibili, incurante del rischio di essere scoperta.
«Il culo è ancora un po' gonfio per l'altro giorno, ma è caldissimo» sussurrò Ornella, chinandosi vicina all'orecchio di Valeria per non farsi sentire dai vicini di ombrellone. «Sei così eccitata che continui a bagnarti, Marco ha proprio ragione, sei uno spettacolo».
Valeria affondò il viso sul telo da mare per nascondere il rossore delle guance. Sentire le dita dell'amica che continuavano a stimolarla con quella precisione, unito ai commenti di Marco e alla consapevolezza di essere completamente indifesa sotto gli occhi di tutti, le faceva perdere ogni capacità di opporre resistenza, trascinandola sempre più a fondo in quel gioco di sottomissione estiva.

«Dai, Vale, tocca a te adesso,» disse Ornella, passandole il flacone della crema e rimanendo distesa a pancia in su sul proprio lettino. «Mettimela bene prima davanti, partiamo da qui».
Valeria fece un respiro profondo e si alzò dal suo lettino. Poiché Ornella le aveva tolto il reggiseno, si tirò su a seno nudo davanti all'intera spiaggia. Sotto la luce del primo pomeriggio, i suoi capezzoli erano turgidi ed eretti per l'intensa eccitazione e per il brivido dell'esposizione, mentre si sporgeva sopra l'amica, lasciando che il proprio seno nudo sfiorasse quasi il viso di Ornella.
Marco, che osservava la scena protetto dai suoi occhiali da sole, si spostò più vicino con la sua poltroncina, godendosi ogni dettaglio di quel reciproco gioco esibizionista.
«Vale, mi raccomando, non trascurare nessun punto,» intervenne Marco con un sorriso malizioso e la voce bassa. «Mettile bene la crema sul seno e sulle labbra, che fuoriescono vistosamente dal costume. Con questo sole forte rischia di scottarsi, quindi assicurati di proteggerla per bene».
Sentendo quelle parole, e spinta dall'audacia che ormai aveva contagiato l'intero pomeriggio, Valeria decise di cogliere l'occasione per vendicarsi delle provocazioni subite. Versò la lozione sulle mani, prima le spalmò la crema sul seno, dopo averle tolto il reggiseno. Poi si avvicinò lentamente al pube dell'amica. Con una mossa repentina e decisa, Valeria afferrò il tessuto sottile del bikini di Ornella e glielo tirò con forza verso l'alto, infilandoglielo profondamente in mezzo alla fica. Mentre il costume si stringeva tra le grandi labbra di Ornella – turgide e modificate dai trattamenti – Valeria allungò il dito indice e iniziò a titillarle il clitoride con movimenti rapidi e insistenti.
L'eccitazione di Ornella fu così immediata e violenta che dalla sua vagina cominciò a uscire del liquido vischioso, che andò a bagnare il tessuto teso del costume, cominciando a colare lungo verso l’ano.
Ornella sussultò sul lettino, inarcando il bacino e stringendo i denti per trattenerne l'intensità, deliziata e sorpresa da quella reazione così audace in pieno giorno. Dopo qualche istante di intensa stimolazione, con il respiro decisamente affannato, Ornella cercò di ricomporsi.
«Ok, ok... basta così per adesso davanti, mi stai facendo impazzire,» sussurrò Ornella con un sorriso complice e gli occhi lucidi, ripulendosi rapidamente con un lembo del telo. «Dai, adesso fammi girare a pancia in giù così mi fai il resto».
Ornella si voltò sul lettino, e Valeria dovette chinarsi in avanti per continuare a spalmare la lozione sulla schiena e sulle gambe dell’amica mentre Ornella, d'istinto, tentava di ricoprire e proteggere la propria vulva il più possibile con le mani per evitare di esporsi ulteriormente.

Dopo aver terminato di spalmare la crema sulla schiena di Ornella, Valeria si passò una mano sulla fronte, madida di sudore per il calore asfissiante e per la tensione accumulata. Sentendosi addosso gli sguardi decisamente incuriositi di un paio di bagnanti che passavano lungo il bagnasciuga, decise di rimettersi giù per cercare di dare meno nell'occhio.
Valeria si stese sul lettino a fianco a Ornella, poggiando la schiena sul telo da mare, a seno nudo e con le gambe aperte a compasso. Marco, che non aveva smesso un solo istante di assaporare la scena, le squadrò entrambe dall'alto in basso con un sorriso sornione, abbassando del tutto gli occhiali scuri.
«Siete uno spettacolo incredibile sotto questo sole,» esordì Marco in un sussurro, parlando a voce abbastanza bassa da non attirare l'attenzione. Ornella girò la testa di lato sul cuscino, allungando un braccio per afferrare la mano di Valeria e intrecciare le dita con le sue, ancora leggermente appiccicose.
«Hai visto che avevamo ragione, Marco?» disse Ornella, rivolgendo un'occhiata complice al compagno e poi una più dolce all'amica. «La nostra Valeria ha solo bisogno di essere spinta un po' oltre i suoi limiti per tirare fuori la sua vera natura. Guarda come respira affannata, è eccitatissima anche lei».

«Vale, volevamo farti una domanda, ma se non ti va non rispondere» esordì Ornella, dopo una piccola pausa «Ti è mai capitato prima di fare sesso in situazioni particolari? Raccontaci qualcosa. E soprattutto, sii sincera... raccontaci di quando hai fatto la troietta».
Valeria si sentì avvampare il viso per l'estrema franchezza della domanda. Voltò la testa verso Ornella, cercando le parole adatte, mentre anche Marco, da sotto gli occhiali da sole, si sporgeva leggermente per non perdersi una singola parola della risposta.
«Beh... in realtà sì, è successo qualche volta, come a molte penso» ammise Valeria in un sussurro, stringendo nervosamente il bordo del lettino, e cercando di prendere tempo.
«Fatemi pensare…» a cui seguì una lunga pausa.

Poi improvvisamente: «La prima volta è stata nel parcheggio di una discoteca, in macchina» iniziò a raccontare Valeria, con la voce che si faceva via via più densa e calda. «Eravamo già su di giri quando siamo usciti, lui mi ha spinta sul sedile posteriore ed è stato un attimo: mi ha spogliata completamente, strappandomi quasi i vestiti di dosso mentre vedevo i fari delle altre auto che illuminavano l’abitacolo a intermittenza. Ero totalmente nuda ed esposta sui sedili, con la gente che passava a pochi metri e le portiere che vibravano per la musica del locale. Mi ha scopato subito, ero completamente bagnata e, alla fine, mi è venuto direttamente sulla pancia e sul petto. Mi sono ritrovata interamente coperta dal suo sperma caldo e vischioso che colava sulla pelle nuda, mentre cercavo di ripulirmi al buio con le mani appiccicose e sentivo le voci di un gruppo di ragazzi proprio fuori dal finestrino. Penso mi abbiano visto. In quel preciso istante mi sono sentita una troia come mai in vita mia, ma l'eccitazione era così forte che tremavo tutta».
Ornella sorrise, gli occhi lucidi per l'attenzione, e le accarezzò l'interno della coscia, spingendola a continuare. Valeria fece un respiro profondo, allargando ancora di più le gambe sul lettino.
«La seconda volta è stata persino più forte, durante un tirocinio in ufficio, nel tardo pomeriggio,» proseguì Valeria, ormai completamente priva di freni inibitori. «Eravamo rimasti soli, ma con il rischio costante che entrasse il custode per il giro di chiusura. Mi ha fatta stendere sulla scrivania, mi ha tirato su la gonna e mi ha tolto le mutandine. Poi, senza alcun preavviso, mi ha girata di spalle, mi ha bloccato i fianchi e mi ha presa direttamente nel culo. Il dolore iniziale è stato quasi insopportabile, una forzatura che mi ha tolto il fiato. Ma sentire la sua carne che spingeva dentro di me nel silenzio di quell'ufficio, mentre guardavo la porta e temevo che la maniglia si abbassasse da un momento all'altro, mi ha provocato un orgasmo così violento che ho dovuto mordermi la mano per non urlare. Anche lì, sentirmi violata e ridotta a una troia da usare sulla scrivania mi ha fatto perdere del tutto la testa».
Marco si tolse completamente gli occhiali da sole, fissandola con uno sguardo acceso, visibilmente impressionato e compiaciuto dalla precisione del racconto.
«Vedi, Vale? Allora avevamo ragione noi,» commentò Marco con un sorriso soddisfatto. « Adesso capisco perché ti sei così eccitata con Ornella in ufficio».
Ornella annuì, stringendole teneramente il ginocchio.
«Ci saranno altre volte, vedrai ti farò fare la troia anche nel vostro ufficio…già a partire dalla prossima settimana» disse ancora Marco.

«E la prima volta che sei andata con una donna come è successo?» le domandò Ornella, abbassando ulteriormente il tono di voce per mantenere l'assoluta segretezza del loro angolo di spiaggia. «Quanti anni avevi? E soprattutto, cosa hai provato in quel momento?»
Si voltò a guardare l’amica e, dopo un attimo di esitazione, Valeria fece un respiro profondo e decise di non nascondere più nulla.
«Avevo vent’anni anni, andavo all’università,» esordì Valeria in un sussurro, stringendo le dita attorno al bordo del lettino. «È successo durante una vacanza estiva con una mia compagna di corso. Eravamo in camera da letto, di pomeriggio, dopo essere tornate dal mare, e l'atmosfera era molto simile a questa, calda e pigra. Abbiamo iniziato a scherzare sui ragazzi, lei mi chiese cosa avevo provato a fare sesso con loro, se mi era piaciuto prenderlo in bocca o nel culo. Poi mentre ci raccontavamo le nostre esperienze e lei confessò che le piacevano anche alle donne, iniziammo a sfiorarci, finché lei non mi ha spinta sul letto e ha iniziato a baciarmi sul collo e a toccarmi dappertutto».
Valeria fece una breve pausa, sentendo la propria intimità pulsare sotto il sottile tessuto del costume, mentre Ornella continuava ad accarezzarle lentamente l'interno della coscia salendo sempre più in alto, per incoraggiarla.
«Cosa ho provato? All'inizio una confusione pazzesca, perché non avevo mai sperimentato nulla del genere,» continuò Valeria con il fiato corto, scendendo nei dettagli. «Ma quando le sue mani hanno iniziato a scivolare sotto i miei vestiti e le sue labbra hanno raggiunto il mio seno, quella confusione è diventata un'eccitazione incredibilmente fluida, naturale, diversa da quella che provavo con gli uomini. La sua pelle era morbida, e il modo in cui mi accarezzava ed esplorava il mio corpo era di una delicatezza e di una complicità assolute. Quando mi ha fatto bagnare con le sue dita e mi ha leccata fino a farmi venire, ho sentito una sensazione di godimento e libertà insieme. Mi è piaciuto così tanto che ho capito subito che quella complicità femminile era qualcosa a cui non avrei mai più potuto rinunciare».
Ornella sorrise apertamente, visibilmente deliziata e fiera della sincerità dell'amica. «Visto, Vale? Sapevo che c'era una parte di te che desiderava tutto questo da tempo,» commentò toccandole l’interno della coscia ormai vicinissima al pube.
Valeria tirò su lo schienale del lettino, capendo che i suoi amici non avevano ancora intenzione di interrompere quel momento di totale confessione. L'attenzione di Marco e Ornella era magnetica, e il calore del sole sul suo corpo seminudo le toglieva ogni freno.
«In realtà...» riprese Valeria, abbassando lo sguardo sul proprio sesso che tracimava dal costume, «c'è un altro dettaglio di quella prima volta con lei che vi devo raccontare. Una cosa che mi ha fatto capire quanto fossi disposta a spingermi oltre».
Ornella si tese in avanti, gli occhi spalancati per la curiosità, mentre Marco si concentrò totalmente sulle parole della ragazza.
«Cosa è successo ancora, Vale? Racconta,» la spronò l'amica, continuando a far scorrere lentamente un dito sulla sua pelle nuda.
«Dopo che lei mi ha fatta venire la prima volta, sul letto,» continuò Valeria con la voce che le tremava per l'eccitazione del ricordo, «non ci siamo fermate affatto. Lei voleva vedere fino a che punto fossi disposta a sottomettermi ai suoi desideri. Mi ha chiesto di mettermi a quattro zampe sul pavimento, di spalle rispetto alla grande finestra della camera che dava sul cortile interno del residence. Le tende erano leggere, traforate, e i colpi di vento le facevano aprire al centro. Mi diceva che chiunque dalla palazzina di fronte avrebbe potuto intravedere che ero nuda in una posizione oscena. Ero completamente eccitata dalla situazione, il culo all’aria e la possibilità di essere vista. Poi ha tirato fuori dal suo beauty-case un vibratore. Si è messa su di me a cavalcioni e mentre guardava la finestra ha cominciato a mimare un pompino con il vibratore in bocca. Mi strusciava la sua fica bagnata sulla schiena e sentivo gli sforzi che stava facendo per prenderlo in gola. Non la vedevo ma immaginavo la scena. Poi all’improvviso, senza che potessi rendermene conto, mi ha spinto dentro il culo il vibratore con decisione e poi lo ha acceso. L'impatto iniziale è stato fortissimo, ma invece di piangere o spaventarmi, ho sentito una scarica di eccitazione pazzesca. Sentire quel corpo estraneo che spingeva, mi riempiva e mi apriva sempre di più, mentre lei mi ripeteva quanto fossi una troia a farmi usare così davanti a una finestra aperta, mi ha fatto letteralmente perdere la testa. Essendo a cavalcioni, mi costringeva a restare in posizione mentre quel coso vibrava dentro, e la mia fica era così fradicia che bagnava il pavimento. Alla fine, dopo che ero già venuta, si è sdraiata sotto di me, mi ha preso la testa e si è fatta leccare fino a godere, lasciandomi la faccia completamente bagnata. Mi ha tenuta così sporca almeno un’ora prima di lasciarmi andare a lavare. È stato allora che ho capito che anche la sottomissione mi faceva godere».
Ornella lasciò andare un profondo respiro, visibilmente eccitata dal racconto dettagliato dell'amica. Si voltò verso Marco, scambiando con lui uno sguardo carico di intesa.
«Hai sentito, Marco?» disse Ornella con la voce roca. «La nostra Valeria ha sempre avuto bisogno di essere guidata e forzata. Il dottore l'altro giorno non le ha detto cose sbagliate».
Marco sorrise con calore e approvazione, guardando la figura di Valeria esposta sul lettino. «Sei una forza della natura, Vale. Questa tua totale sincerità ti fa onore, sarai aperta e mostrata come più desideri».

Ormai tutti e tre si erano eccitati per quei racconti. Marco si sporse in avanti, cercando di guardare Valeria negli occhi. «Senti, Vale, visto che ci stai dicendo proprio tutto...» esordì Marco, abbassando la voce con un sorriso carico di curiosità. «Ti è mai capitato di farlo con due uomini contemporaneamente? C'è stata una doppia penetrazione o qualcosa del genere nel tuo passato?»
Valeria sentì il cuore accelerare un'altra volta. Sotto il sole cocente, con le gambe ancora semiaperte sul lettino, guardò prima Marco e poi Ornella. L'amica annuì, incoraggiandola con lo sguardo a svuotare del tutto il sacco.
«Sì, Marco... mi è successo due o tre volte…» confessò Valeria in un sussurro. «La prima, eravamo in un parco di una villa, di notte, dopo una festa in cui avevamo bevuto parecchio. C'ero io e due miei amici. Con la scusa di andare a fare pipì, c’eravamo allontanati dagli altri, Avevamo camminato fino a una zona illuminata dalla luna, riparata solo da alcune grandi siepi, ma si sentivamo in lontananza musica e le voci degli altri».
Valeria fece un respiro corto, stringendo i pugni lungo i fianchi per l'eccitazione del ricordo che riaffiorava nei minimi dettagli.
«Mi hanno fatta accosciare sull'erba, completamente spogliata dalla vita in giù,» continuò Valeria con il fiato corto. Prima mi hanno fatto pisciare mentre mi guardavano, uno mi disse: «Guarda quanta ne sta a fa ‘sta zozza, se non la portavamo qui scoppiava…»
Dopo una breve pausa:
« Poi ho visto che se lo tiravano fuori, ma invece di pisciare
uno dei due mi si è piazzato davanti, costringendomi a prenderlo tutto in bocca, l'altro si è posizionato subito dietro di me. Mi ha preso per i fianchi con violenza e, senza tanti complimenti, mi ha penetrato la fica, ancora bagnata di piscio. Sentirmi riempita e bloccata in quel modo, con la bocca occupata e l’eccitazione pazzesca a ogni spinta, mi ha tolto del tutto la capacità di pensare. Ogni tanto si davano il cambio, mentre io continuavo a leccare e a prenderlo senza muovermi da quella posizione. Alla fine mi hanno lasciata lì sul prato, con la faccia e le cosce completamente bagnate e appiccicose, a respirare l'aria della notte. Poi hanno pisciato e mi hanno fatto pulire il loro cazzo dicendo che tanto mi sarebbe piaciuto. Ero completamente partita, leccavo e succhiavo, speravo venissero di nuovo. A posteriori, ripensandoci, mi ero comportata proprio come una vera troia. Ma era proprio quella totale mancanza di controllo, seminuda in un prato, a farmi godere come una matta».

Ornella lasciò andare un piccolo sospiro, visibilmente eccitata dal livello dei dettagli del racconto. Si voltò verso Marco, i cui occhi brillavano per la soddisfazione di aver scoperto quel lato così nascosto e selvaggio della loro impiegata e amica.
Ornella si sporse ulteriormente sul lettino, riducendo al minimo la distanza che la separava da Valeria. Il suo sguardo, acceso dai racconti appena ascoltati, fissò intensamente l’amica e poi le diede un bacio sulla bocca, mentre la brezza marina continuava a far oscillare i teli da mare.
«Vale» esordì Ornella con una voce bassa e carica di libidine. «Dopo quello che abbiamo fatto ieri notte e dopo quello che ci hai confessato, cosa vorresti davvero che ti facessimo quando torniamo alla villa? Descrivici quello che desideri».
Valeria, sentendo il cuore battere all’impazzata, incrociò prima lo sguardo curioso di Ornella e poi quello di Marco. L'eccitazione accumulata le tolsero l'ultimo freno inibitore, spingendola a dare voce alle sue fantasie più profonde.
«Vorrei... vorrei che continuaste a togliermi ogni controllo,» iniziò Valeria in un sussurro, stringendo le dita attorno alla stoffa del lettino. «Questa sera vorrei essere legata, completamente nuda, senza darmi la possibilità di muovere un solo muscolo. Vorrei che Ornella usasse di nuovo quel dildo vibrante e il ciucciaclitoride, ma senza fermarsi quando glielo chiedo, costringendomi a venire più volte di seguito fino a lasciarmi del tutto sfinita».
Valeria fece una breve pausa per riprendere fiato, sentendo il liquido che ormai fuoriusciva dalla sua vagina.
«E mentre Ornella mi fa godere così, vorrei che Marco si piazzasse davanti a me,» continuò, guardando l'uomo dritto negli occhi con assoluta sottomissione. «Vorrei che mi prendesse per i capelli e mi costringesse a leccare e a prendere tutto il suo cazzo in bocca, senza lasciarmi respirare. Poi, quando sarò completamente fradicia e sfinita dalle carezze di Ornella, voglio che Marco mi si metta sopra e mi scopi, venendomi interamente dentro senza controllarsi, proprio come è successo in quel parco. E alla fine, vorrei che Ornella mi leccasse via tutto lo sperma dalla fica, come ieri, per ripulirmi e farmi venire di nuovo con la lingua».

Ornella si sporse ancora un po' verso di lei, studiando le sue reazioni con un sorriso malizioso che non ammetteva sotterfugi.
«Sei talmente eccitata che stai bagnando il telo » disse Ornella a bruciapelo, tenendo la voce bassa ma ferma.
«Sì... mi sento tutta bagnata in mezzo alle gambe» rispose Valeria in un soffio, quasi incapace di sostenere lo sguardo dei suoi due amici, mentre la stoffa del costume aderiva visibilmente alla sua pelle.

Marco si sporse leggermente in avanti, abbassando la voce ma mantenendo un tono perentorio che azzerò all'istante ogni esitazione.
«Mettiti a pancia in giù, Valeria» le ordinò Marco «Datti piacere così, alla luce del sole. Ci pensiamo noi due standoti vicini a fare scudo con i nostri corpi».
Valeria assecondò subito l'ordine e si girò a pancia in giù sul lettino dello stabilimento. In quella posizione, la sottile striscia a perizoma del costume modificato si tese al massimo tra i glutei, lasciando l'anello anale —che si era rigonfiato per l’eccitazione — e l'intero sedere totalmente esposti alla luce accecante del sole.
Ornella si mosse con assoluta disinvoltura: si mise in ginocchio in di lato al lettino, in modo da coprire i movimenti di Valeria mentre Marco restava seduto sulla punta della sua sedia, offrendo una schermatura dal davanti.
«Forza, Vale, infila la mano sotto la pancia e datti piacere,» le sussurrò Ornella all'orecchio, guardando con totale eccitazione la schiena nuda dell'amica. «Fai come ha detto Marco. Non pensare a nient’altro, ti avviso se passa qualcuno che possa vedere che ti tocchi».
Sotto lo sguardo di Marco e con Ornella in ginocchio, Valeria fece scivolare la mano destra sotto il proprio corpo, insinuando le dita sotto il sottile tassello anteriore del bikini, già completamente inzuppato. Iniziare a toccarsi in quel modo, all'aria aperta e in uno degli stabilimenti più frequentati della zona, con la consapevolezza che chiunque avesse guardato con attenzione avrebbe potuto notare i suoi movimenti, le provocò una eccitazione profonda. Valeria chiuse gli occhi, affondò il viso sul cuscino del lettino per soffocare i respiri affannati e cominciò a stimolarsi con un ritmo regolare, abbandonandosi del tutto a quella sottomissione pubblica e totale.

Ornella, continuando a farle scudo con il corpo, le sussurrò all'orecchio con un sorrisetto divertito e compiaciuto: «Guardati, ormai sei una zozza troia a comando, pronta a prendere tutto quello che ti capita a tiro. Basta che io o Marco ti diciamo una cosa e tu esegui senza manco pensare, sia in un locale pieno di gente che qui, in spiaggia alla luce del sole».
Quella mazzata, arrivata subito dopo l'uscita di Marco, diede il colpo di grazia a Valeria. Sentirsi dare della troia proprio mentre si stava toccando le fece perdere del tutto la testa. Sotto la pancia, la mano cominciò a muoversi a duemila, frenetica e disperata, bagnandosi completamente mentre tutto il corpo sussultava sul lettino. Valeria affondò la faccia nel telo da mare e si morse il labbro per non cacciare un urlo che avrebbe fatto girare mezza spiaggia. Ormai si era arresa all'idea di essere diventata il loro giocattolo erotico.
«Brava Valeria,» si intromise Marco con un sorriso stampato in faccia che non ammetteva repliche. «Stasera ti lego e ti scopo la gola, altro che la bocca».
Quella promessa buttata lì, all'aria aperta e in mezzo alla gente, diede a Valeria una scossa pazzesca. Sentire cosa le avrebbe fatto quella sera, con Ornella ancora lì di fianco, le fece saltare l'ultimo briciolo di autocontrollo. La mano sotto andava ormai da sola, a un ritmo pazzesco in mezzo a tutto quel bagnato, mentre il sedere e la schiena si irrigidivano sotto il sole che picchiava forte.
Valeria schiacciò la faccia sul cuscino del lettino, soffocando un gemito lungo mentre veniva violentemente proprio davanti a loro, scossa da spasmi che ormai era impossibile nascondere.
«Cazzo Vale, hai fatto bagnare pure me, adesso devo venire anch’io…» ansimò Ornella, guardandola tutta tremante. «Ti dovrei punire per come mi hai ridotto…».
Marco intanto seguiva la scena con il fiato corto. Sotto il costume l'eccitazione era ormai evidente, con tanto di vistosa macchia bagnata sul tessuto. Nonostante la voglia e il cazzo che gli faceva male per quanto era turgido, cercò di darsi una regolata e si rimise gli occhiali da sole per nascondere gli occhi ancora infuocati, anche se lì sotto la tensione non accennava a diminuire.
«Volete qualcosa di fresco o ci facciamo un bagno?» se ne uscì poi Marco, cercando di alleggerire l'atmosfera, anche se gli occhi continuavano a cadere sul culo scoperto di Valeria.
scritto il
2026-07-25
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