La villa al mare

di
genere
dominazione


La villa era immersa nel silenzio della pineta, interrotto solo dal frinire delle cicale che andava spegnendosi con l'arrivo del fresco serale. Valeria era seduta davanti allo specchio della camera da letto, con addosso solo l'accappatoio. La pelle le bruciava leggermente per il sole della spiaggia, ma il vero calore era quello che sentiva ancora dentro, un'attesa nervosa che non riusciva a placare, avendo detto apertamente cosa desiderasse che le facessero una volta tornati.
Dalla porta aperta del bagno entrò Ornella. Era già pronta: indossava un abito lungo di seta nera con sottili spalline, caratterizzato da una profonda scollatura che metteva apertamente in mostra il seno, valorizzato dal tessuto lucido che scivolava perfettamente sulle sue curve. Aveva i capelli raccolti e un profumo intenso, speziato, che riempì subito la stanza.
«Ancora così indietro, Vale?» disse Ornella, avvicinandosi alle sue spalle, facendo scivolare a terra l’accappatoio e guardando il riflesso di Valeria nuda nello specchio. «Marco ha già aperto il vino in terrazza. E stasera abbiamo degli ospiti».
Valeria sussultò, incrociando lo sguardo dell'amica nel vetro. «Ospiti? Non mi avevi detto niente».
«Una sorpresa» sorrise Ornella, le dita che scivolavano lentamente lungo il collo di Valeria, accarezzando la pelle sensibile. «Ci raggiungono due amici di Marco. Persone fidate, molto... aperte. Hanno saputo quanto sei stata esuberante oggi in spiaggia. E vogliono conoscerti».
Il cuore di Valeria ricominciò a battere all'impazzata. L'idea di mostrarsi a degli sconosciuti dopo quello che era successo in spiaggia le bloccò il respiro, ma lo sguardo di Ornella non ammetteva repliche. L'amica aprì l'armadio di Valeria, scartò un paio di vestiti e ne tirò fuori uno corto, di pizzo bianco completamente trasparente.

«Mettiti questo, rappresenta al meglio il tuo stato d’animo di oggi» ordinò Ornella con voce calma, lasciando l'abito sul letto. «Hai dieci minuti. Muoviti».
Quando Valeria rimase sola, indossò il vestito a fatica. La stoffa leggera sfiorava la sua pelle nuda, facendola sentire vulnerabile e incredibilmente esposta. Prese un respiro profondo e uscì dalla stanza, camminando verso la terrazza illuminata solo dalle candele.




Appena Valeria mise piede all’esterno, il brusio delle conversazioni si interruppe di colpo. Le luci soffuse delle candele creavano ombre lunghe sui muri di pietra, ma illuminavano perfettamente la sua figura esposta. Marco era seduto su un divanetto di vimini con un calice di vino bianco in mano. Accanto a lui, due uomini sui quarant'anni, ben vestiti e dall'aria visibilmente incuriosita, alzarono subito lo sguardo. Uno dei due, con i capelli chiari e un sorriso sicuro, fece scorrere gli occhi lungo le gambe scoperte di Valeria, soffermandosi sulla trasparenza del pizzo bianco che faticava a contenere le sue forme.
«Buonasera, ragazzi. Ecco la nostra perla» annunciò Ornella con voce squillante, raggiungendo il gruppo e appoggiando una mano sul fianco di Valeria, spingendola leggermente in avanti per metterla al centro dell'attenzione. Il movimento mise in risalto la profonda scollatura del vestito nero di Ornella, creando un contrasto perfetto con il bianco di Valeria.
«Complimenti, Marco. Le descrizioni non rendevano affatto giustizia» disse l'uomo biondo, alzandosi in piedi con il bicchiere in mano. Si avvicinò a Valeria, stringendole la mano in modo fin troppo prolungato. «Io sono Roberto. E lui è Claudio».
Claudio, l'altro ospite, rimase seduto ma la fissò a lungo con attenzione. «Marco ci ha raccontato del vostro pomeriggio movimentato in spiaggia» aggiunse con un tono di voce basso e roco. «A quanto pare, Valeria sa come essere di compagnia».
Valeria sentì il sangue salirle alle guance. Guardò disperatamente Marco in cerca di aiuto, ma lui si limitò a bere un sorso di vino, chiaramente divertito dall'imbarazzo dell’amica e dall'effetto che stava provocando sui suoi amici.
Nel frattempo Ornella non perse tempo per riacquistare l’attenzione. Lasciò la presa sui fianchi di Valeria e si diresse verso il tavolo dei drink con un passo veloce. Sentendo gli sguardi dei tre uomini su di sé, si chinò volutamente per versare del vino, offrendo a Roberto e Claudio una visuale generosa e ravvicinata del suo seno, quasi del tutto scoperto dalla scollatura profonda.
«Vedo che sei già incantati» disse Ornella, girandosi con la bottiglia in mano e un sorriso malizioso. «Ma stasera non siamo qui solo per guardare, giusto?».
Si avvicinò a Roberto, sfiorandogli la spalla con il braccio mentre versava il vino nel suo calice. Poi tornò verso Valeria, che era rimasta immobile al centro della terrazza, visibilmente tesa nel suo vestito di pizzo bianco. Ornella le si posizionò dietro, le fece scivolare i capelli su una spalla per scoprirle completamente il collo e le cinse la vita con un braccio, costringendola ad aderire contro il proprio corpo.
«Sapete, ragazzi...» esordì Ornella, accarezzando lentamente il profilo del mento di Valeria con le dita affusolate. «Oggi in spiaggia questa timida ragazza ha attirato l'attenzione di tutti, ed era così... disponibile. Vero, Marco?».
Marco annuì dal divano, accendendosi una sigaretta. Nonostante le candele, il vestito corto di pizzo bianco mostrava chiaramente ogni trasparenza, rivelando a Claudio e Roberto che la ragazza sotto non indossava assolutamente nulla. Ornella la spinse con decisione in avanti verso di loro, mettendola meglio in mostra e lasciandola del tutto esposta ai loro sguardi.
«Marco, la tua donna è davvero generosa» mormorò Roberto, facendo un passo avanti.
Valeria cercò di usare una mano per coprirsi, ma Ornella le bloccò il polso con una presa ferma, ridacchiando. Roberto allungò una mano e, con estrema lentezza, sfiorò la coscia nuda di Valeria, risalendo con le dita fino all'altezza dell'anca. La pelle di lei sussultò al contatto. Claudio, rimasto sul divano accanto a Marco, osservava la scena con eccitazione crescente.
«Trema» constatò Roberto, sollevando gli occhi per incrociare quelli di Valeria, che erano lucidi, in bilico tra il panico e una strana, incontrollabile scarica di adrenalina. «Ma non credo sia per paura. Vero, Valeria?».
«È solo l'inizio» intervenne Marco dal divano, espirando una nuvola di fumo che si dissolse nell'aria della sera. «Ornella, portala più vicina. Facciamo ammirare la nostra ospite come si deve».
Ornella assecondò l'ordine e spinse ancora Valeria in avanti, costringendola ad andare proprio davanti ai divanetti, mentre Roberto manteneva la mano salda sul suo fianco. Valeria si ritrovò così al centro del cerchio. Marco si sporse in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia. Fissò Valeria negli occhi con un'intensità che le fece mancare il respiro, poi guardò i suoi amici.
«Sapete, ragazzi...» esordì Marco, attirando l'attenzione di Roberto e Claudio. «Oggi in spiaggia, mentre eravamo sotto l'ombrellone, Valeria ha espresso un suo desiderio preciso. Un desiderio che riguarda proprio questa sera. Valeria, vuoi dire ai nostri amici cosa? Dai Vale, racconta a Roberto e Claudio cosa hai chiesto di fare stasera».
In terrazza calò un silenzio carico di aspettativa. Ornella, sempre dietro di lei, le accarezzò lentamente il collo e le spalle. Valeria deglutì a vuoto, sentendo il calore del vino e dell'imbarazzo salirle fino alla radice dei capelli. Fece un piccolo respiro, cercando di controllare il tremore delle labbra.
«Io...» esordì, con una voce bassa.
«Più forte, Vale. I nostri ospiti non sentono» la rimproverò dolcemente Ornella, dandole una leggera spinta con il bacino.
Valeria strinse i pugni lungo i fianchi, fissando un punto indefinito sul pavimento di pietra della terrazza per non incrociare quegli sguardi affamati che la stavano letteralmente spogliando. Il silenzio della pineta sembrava amplificare il rumore del suo stesso respiro, corto e spezzato.
«Ho... ho… ho chiesto a Marco di essere legata, stasera» esordì, la voce ridotta a un sussurro roco che tradiva tutta la sua vulnerabilità. Fece una piccola pausa, mandando giù un groppo di saliva, prima di infliggersi la parte più eccitante e terribile di quella confessione: «Gli ho detto che volevo essere completamente alla mercé sua e di Ornella e… e di farmi godere fino allo sfinimento».
Mentre pronunciava quelle parole, rendendole reali davanti a tutti, Valeria sentì una scarica elettrica partirle dal petto e scaricarsi dritta in mezzo alle gambe. Sotto il pizzo bianco del vestito, la sua fica iniziò a gonfiarsi, calda e turgida per l'enorme afflusso di sangue, mentre una prima scia di liquido denso cominciava ad affacciarsi, minacciando di colare lungo l'interno della coscia nuda.
«Avete sentito, ragazzi?» intervenne Marco dal divano, espirando una nuvola di fumo denso che andò a perdersi nella notte.
«C'è però un'altra cosa che dovete sapere su di lei» esordì Marco, attirando di nuovo l'attenzione di Roberto e Claudio. «A differenza di Ornella, che ama la frusta e i segni delle frustate sulla pelle, Valeria ha limiti diversi. Non vuole essere frustata - c’è un tacito accordo tra di noi su questo punto - anche se il dolore fisico, a modo suo, lo accetta e lo cerca».
Claudio sollevò un sopracciglio, incuriosito. «In che senso?».
«Nel senso che sa spingersi oltre da sola, ma alle sue condizioni» spiegò Marco con un sorrisetto malizioso. «Durante la settimana si è masturbata a lungo con un plug di dimensioni davvero notevoli, infilandolo e togliendolo tantissime volte di seguito, senza nemmeno usare il lubrificante. Per questo motivo, stasera, il suo ano è ancora talmente slabbrato, irritato e sensibile che Valeria non può assolutamente essere utilizzata per fare giochi anali. Dobbiamo concentrarci su altro con lei».
Roberto lanciò un'occhiata carica di stupore e nuova bramosia verso Valeria, cercando di immaginare a quello che avrebbero potuto farle.
Dal divano, Marco, intervenne con voce ferma e provocatoria:
«Contate pure su Ornella per quei trattamenti che Valeria non può ricevere...» esclamò con un sorriso d'intesa rivolto a Claudio e Roberto.
Valeria abbassò il viso, sentendo il proprio segreto esposto così crudelmente davanti agli ospiti.
Claudio lasciò andare una risata bassa, accendendosi una sigaretta e guardando Ornella con evidente ammirazione. «Ornella, questa è una promessa impegnativa che il tuo compagno ha preso nei tuoi confronti. Sii certa che la terremo in considerazione per il resto della notte». Ornella annuì con un sorriso provocante sulle labbra.

Roberto, invece, fece un passo verso Valeria. La rivelazione di Marco, anziché spegnere l'eccitazione nella terrazza, aveva aggiunto una sfumatura ancora più torbida all'atmosfera. Sapere che Valeria si era spinta a quel punto da sola, nei giorni precedenti, la rendeva ai suoi occhi ancora più desiderabile.
«Beh, se il retro è fuori gioco per stasera... significa che dovremo goderci al massimo tutto il resto» mormorò Roberto, allungando una mano per prenderla sotto il mento e costringerla a sollevare il viso. I suoi occhi incrociarono quelli di Valeria, lucidi e cerchiati dall'imbarazzo.
Improvvisamente Claudio posò il calice di vino sul tavolino, attirando l’attenzione di tutti con un battito di mani e un sorriso più che malizioso. L'atmosfera sulla terrazza, già densa di fumo e desiderio, si fece improvvisamente strana.
«Bene, ragazzi, cambiamo le regole del gioco» esordì Claudio, muovendosi a passo lento e guardando prima Valeria, ancora in piedi, e poi Ornella sul divano. «Propongo una sfida ufficiale che ha come protagoniste le nostre due splendide donne, Ornella e Valeria. Le vedo pronte a dare il meglio di sé». Poi rivolgendosi a loro: «Noi tre ci spoglieremo completamente e voi due dovrete guardare attentamente i nostri cazzi, per quello che sarà possibile vedere al lume di candela. Dopodiché verrete bendate: dovrete prenderli in bocca uno ad uno, assaggiarli per non più di cinque minuti ciascuno, e indovinare a chi appartengono».
«Bell’idea!» dissero in coro Marco e Roberto, che iniziarono subito a spogliarsi.
«Chi di voi due vince la gara otterrà il premio assoluto» continuò Claudio con un tono basso e provocatorio, mentre si posizionava in fila con gli altri. «La vincitrice, la vera protagonista della serata, potrà avere i nostri cazzi in ogni suo orifizio, assecondando però ogni nostra fantasia. Chi perde, invece, subirà la punizione: dovrà accontentarsi di utilizzare solo la bocca per soddisfarci, restando da parte a guardare il piacere dell'altra e nostro senza poter ricevere altre stimolazioni».
Ornella sgranò gli occhi per l’eccitante sorpresa, e un sorriso di pura sfida le dipinse subito le labbra. Guardò Valeria con aria competitiva, per nulla spaventata dalla posta in gioco. Valeria, dal canto suo, sentì il cuore batterle all'impazzata: sapeva che la sconfitta avrebbe significato una sorta di sottomissione, dovendosi limitare al solo all'uso della bocca.

La sfida al buio si concluse esattamente come Ornella aveva previsto. Con la sua esperienza e una calma imperturbabile, l'amica indovinò ogni singola sfumatura, riconoscendo i tre uomini allo scadere del tempo senza commettere alcun errore. Valeria, tradita dal battito cardiaco accelerato e dalla pressione dei cinque minuti, confuse il secondo assaggio, decretando la propria sconfitta.
Claudio le tolse la benda, guardandola dall'alto con un sorriso trionfante. «Valeria, hai perso. E tu sai cosa significa questo per il resto della serata».
Marco si fece avanti, confermando la punizione con voce ferma. «Esatto. Adesso il tuo unico compito sarà quello di farci avere una forte erezione usando solo la bocca, in modo da essere pronti a scopare Ornella. Ma prima di iniziare, c'è un'ultima cosa da fare».
Senza dare il tempo di replicare, Marco e Claudio aiutarono Ornella e Valeria a sfilarsi gli abiti. Entrambe le donne si ritrovarono completamente nude al centro della terrazza, illuminate dalla luce delle candele.
«Avvicinatevi» ordinò Roberto, mettendo le mani sul culo di entrambe. «Prima di iniziare, scambiatevi un lungo bacio. Metteteci passione. Vogliamo vedervi calde prima di iniziare».
Valeria e Ornella si guardarono per un istante. Ornella afferrò Valeria per il collo e la tirò a sé, unendo le loro labbra in un bacio profondo, umido e prolungato. Valeria si lasciò andare, sentendo il profumo speziato dell'amica e il calore di quel contatto che serviva a rompere gli ultimi freni inibitori della serata, sotto gli sguardi eccitati dei tre uomini che assistevano in silenzio.
Quando si staccarono, si erano entrambe eccitate, soprattutto Ornella che oltre al bacio aveva ricevuto da Valeria una lunga e sensuale carezza al capezzolo sinistro.
Il primo a farsi avanti per il trattamento fu Roberto. Si posizionò davanti a Valeria, che si mise in ginocchio su cuscino appoggiato al pavimento della terrazza. Senza esitare, aprì le labbra e lo accolse in bocca, concentrandosi per fargli raggiungere la massima rigidità nel minor tempo possibile.
Roberto emise un profondo sospiro di sollievo, ma dopo pochi istanti il piacere prese il sopravvento. L'uomo allungò le mani, afferrò saldamente la testa di Valeria tra le dita e iniziò a stabilire lui stesso il ritmo, scopandole la bocca con affondi decisi e profondi, mentre lei gli ciucciava il cazzo. Valeria assecondò ogni movimento, tenendo le mani incrociate dietro la schiena, mentre Claudio e Marco preparavano Ornella sul divano, accarezzandole le cosce e il seno in attesa che Roberto finisse la sua preparazione per scoparsi la vincitrice della serata.
Per rendere la posizione di Ornella ancora più aperta e vulnerabile, Marco e Claudio si posizionarono ai lati del divano e afferrarono ciascuno una gamba della donna, allargandole e sollevandole per offrire a Roberto un accesso totale e senza ostacoli. Roberto a quel punto si posizionò al centro e si unì a Ornella con decisione.
L'intensità del momento e la forte stimolazione precedente, tuttavia, giocarono un brutto scherzo all'uomo. Dopo pochissimi colpi rapidi e vigorosi, Roberto tese improvvisamente tutti i muscoli del corpo, emise un gemito soffocato e raggiunse un orgasmo fulmineo, rilasciando tutto il suo sperma all'interno di Ornella ben prima che lei potesse anche solo avvicinarsi al piacere. Ornella interruppe il suo respiro, palesemente insoddisfatta per quel finale così precoce, mentre Roberto si ritraeva lentamente, scusandosi con un sorriso imbarazzato.
Marco, vedendo la scena e notando il liquido denso che iniziava a scivolare fuori dalla vagina, colse subito l'occasione per far valere il ruolo di Valeria. Girò la testa verso di lei, rimasta immobile a osservare tutta la scena.
«Valeria, vieni subito qui» ordinò Marco con voce ferma e assoluta. «Roberto ha finito troppo presto e la tua amica è rimasta a metà. Il tuo compito adesso è leccare leccare leccare finché non l’avrai fatta godere come si deve».
Valeria avanzò carponi sul pavimento della terrazza, completamente nuda, sentendo gli sguardi di Claudio, Roberto e Marco fissi su di lei. Si posizionò tra le gambe di Ornella, che erano ancora tenute salde da Marco e Claudio. Senza alcuna esitazione, Valeria abbassò il viso e diede il primo colpo di lingua, raccogliendo lo sperma che mano a mano usciva e iniziando a stimolare l'amica con un ritmo insistente e mirato.
Ornella, sentendo la precisione e la dedizione di Valeria, lasciò andare la testa all'indietro sui cuscini, abbandonandosi completamente a quel contatto. Valeria continuò il suo compito senza sosta, muovendo la lingua con un ritmo sempre più serrato e profondo, decisa a cancellare ogni traccia rimasta del passaggio di Roberto. La grande sensibilità di Ornella, lasciata in sospeso da quell'orgasmo troppo rapido, reagì immediatamente alla stimolazione calda e bagnata dell’amica. Le gambe di Ornella, ancora saldamente bloccate dalle mani di Marco e Claudio, iniziarono a tremare vistosamente. La donna inarcò la schiena sul divano di vimini, stringendo i denti per trattenere i gemiti mentre il piacere cominciava a salire in modo incontrollabile. Valeria intensificò i colpi, succhiando e usando la punta della lingua con precisione proprio sul punto più sensibile, accelerando la spinta ogni volta che sentiva i muscoli di Ornella contrarsi.
Il culmine arrivò all'improvviso, violento e travolgente. Ornella emise un grido soffocato, irrigidendo completamente il corpo contro la presa dei due uomini, e venne in modo intenso e prolungato. La forza di quell'orgasmo rilasciò un getto improvviso e caldo che investì in pieno il viso di Valeria, bagnandole tutto il viso.
Valeria non si ritrasse. Rimase ferma, vicinissima alla fica, accogliendo quel fluido sul proprio volto come segno della sua totale sottomissione al gioco della serata. Quando finalmente rialzò la testa, con la pelle del viso ancora lucida e bagnata dalle secrezioni di Ornella, incrociò lo sguardo soddisfatto di Marco, che ripulì con le dita una goccia rimasta sull'angolo della bocca. Roberto e Claudio assistevano alla scena visibilmente eccitati da quella dimostrazione di dedizione e bravura.

Non appena Valeria ebbe finito, Claudio si fece avanti. Era già visibilmente eccitato, con il cazzo turgido bagnato in punta. La ragazza, con il viso ancora lucido per i fluidi dell'amica, aprì le labbra e lo accolse. Claudio, tuttavia, si concesse solo un breve passaggio nella bocca di Valeria, giusto il tempo di lubrificarsi e sentire il calore delle sue labbra, prima di concentrarsi sul premio principale della serata.
Senza perdere un secondo di più, Claudio si spostò verso il divano di vimini e si unì a Ornella. L'amica, ancora reattiva e sensibile dopo il culmine precedente, accolse l'irruzione dell'uomo con un gemito profondo. Claudio impose subito un ritmo potente e continuo, stringendole i fianchi con decisione. L'azione ravvicinata e vigorosa travolse Ornella quasi immediatamente: nel giro di pochi affondi, la donna si irrigidì di nuovo, inarcando la schiena ed emettendo un grido soffocato che sancì un nuovo, travolgente orgasmo.
Claudio non rallentò. Continuò a spingere con energia per altri minuti, assecondando i sussulti del corpore i gemiti di Ornella, fino a raggiungere anche lui il proprio limite. Con un respiro profondo e spezzato, l'uomo si irrigidì completamente e rilasciò tutto il suo sperma, restando immobile per qualche istante prima di ritrarsi lentamente.
Come ormai stabilito dal copione della serata, Marco non perse tempo a ristabilire i ruoli. Guardò Valeria, rimasta nuda e in ginocchio a guardare l'intera scena.
«Valeria, tocca di nuovo a te» ordinò Marco con tono assoluto. «Vieni qui. Pulisci tutto e cerca di far godere la tua amica ancora una volta».
Valeria avanzò carponi sulla pietra della terrazza, posizionandosi nuovamente tra le gambe di Ornella. Sotto gli sguardi appagati di Claudio, Roberto e Marco, abbassò il viso e ricominciò a usare la lingua con insistenza e devozione, raccogliendo ogni traccia e stimolando l'amica fino a farle raggiungere l'ennesimo orgasmo della notte.
Rimasto l'ultimo della fila, Marco si posizionò esattamente di fronte a Valeria, che si trovava ancora in ginocchio, nuda e con il viso stanco.
Senza mostrare alcuna esitazione, Marco le afferrò saldamente i capelli dietro la nuca per tenerla ferma e le spinse con decisione il membro in gola per tre volte consecutive, con affondi secchi e profondi. La ragazza spalancò gli occhi per la sorpresa e la violenza dell'impatto; la profondità di quei tre colpi ripetuti le bloccò completamente il respiro, attivandole immediatamente il riflesso del vomito. Valeria sussultò vistosamente a ogni spinta, stringendo i pugni sul pavimento e tossendo, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime per lo sforzo di contenere i conati.
Dopo il terzo affondo, mentre Valeria cercava di allontanarlo per non soffocare, Marco mantenne la presa salda ancora per un istante, prima di staccarsi bruscamente per concentrarsi sulla vincitrice della gara.

Si girò verso il divano di vimini dove Ornella era rimasta distesa, ancora reattiva e con il fiato corto. Senza perdere tempo a prepararla, Marco le tirò su le gambe piegandole all’indietro e, sfruttando la totale sottomissione della donna, le infilò il cazzo direttamente nel culo senza alcuna lubrificazione.
Ornella sgranò gli occhi ed emise un grido, un misto di dolore acuto e sorpresa per quell'irruzione così improvvisa e cruda. Il suo corpo si irrigidì istantaneamente sul divano di vimini. Nonostante il dolore acuto, la sua resistenza e l'orgoglio le permisero di stringere i denti e di non tirarsi indietro, assecondando con piccoli sussulti il ritmo potente e possessivo che Marco iniziò a imprimere. Sentendo l'approssimarsi della fine, Marco si sporse in avanti sul corpo della donna, bloccandola contro lo schienale del divano per non lasciarle alcuna via di scampo.
Avendo capito che Ornella non stava partecipando attivamente, con mossa repentina, Marco allungò le mani in avanti e le afferrò i capezzoli, stringendoli con estrema forza e tirandoli verso l'alto. Il dolore acuto e improvviso per il gesto violento, unito alla spinta cruda che continuava a ricevere nel culo, strappò a Ornella un urlo altissimo che risuonò nella notte della pineta, un grido di pura sofferenza fisica che le fece inarcare la schiena. Proprio in quel momento di massima tensione, mentre Ornella urlava sotto la sua presa, Marco si irrigidì completamente. Con un ultimo affondo profondo e definitivo, raggiunse un orgasmo violento e prolungato, liberando tutto lo sperma all'interno.
Prima di sfilarsi, però, Marco mantenne la posizione e la presa salda sui capezzoli di Ornella che gemeva disperatamente. Girò la testa verso l’amica e, con voce ferma e un'espressione carica di autorità, la chiamò a sé.
«Valeria, vieni subito qui» ordinò Marco, indicando il punto di contatto. «Tocca a te finire il lavoro. Voglio che ti metti qui e pulisci bene fuori e dentro con la lingua, senza tralasciare nulla. Claudio e Roberto, per favore, tenetele gambe bene aperte e non fatela muovere».
Valeria si posizionò dietro l'amica e abbassò il viso per eseguire l'ordine. Mentre Valeria con un certo disgusto infilava la lingua in profondità, Marco decise di non mollare la presa: continuò a stringere e a tirare con forza i suoi capezzoli, alternando a quella dolorosa stimolazione una serie di schiaffi sulla fica e sull’interno delle cosce. Le dita e il palmo della mano colpivano la carne sensibile con un rumore ritmico e sordo, lasciando la pelle di Ornella visibilmente arrossata.
Quella stimolazione così intensa e contrastante portò il corpo di Ornella oltre il limite della resistenza. Intrappolata tra l'azione della lingua di Valeria nel culo e della mano sempre più pesante di Marco, la donna perse definitivamente il controllo. I muscoli delle sue cosce si tesero all'inverosimile e la schiena si inarcò; Ornella emise un gemito soffocato che si trasformò rapidamente in un urlo roco, venendo in modo violento e incontrollabile per l'ennesima volta quella sera. Valeria continuò a leccare senza fermarsi, accogliendo i fluidi dell'amica finché l'ultimo fremito non si fu esaurito.
Solo quando la calma tornò a regnare sul divano e Ornella si accasciò esausta, Marco decise finalmente di ritrarsi. Si allontanò lentamente, lasciando Ornella sfinita e sofferente, e Valeria ancora in ginocchio sulla pietra della terrazza, con la bocca indolenzita e il viso stanco.
«Ornella, la serata non è ancora finita per te» esordì Marco, attirando l'attenzione di tutta la terrazza. «Hai urlato troppo forte prima. Quel grido era proprio fuori luogo. Per questo motivo, prima della fine della serata, verrai punita: ti verranno somministrate cinque scudisciate sul seno. Ma ora si è fatto tardi, andiamo a tavola a mangiare».
Il gruppo, dopo una brevissima pausa, si riunì verso la tavola apparecchiata all'estremità della terrazza. Roberto e Claudio si accomodarono ai lati, mentre Marco si mise a capotavola con Ornella seduta accanto a lui.
Valeria, invece, dovette subire immediatamente gli effetti della sua sconfitta nella gara. Per lei non c’era una sedia. Le venne ordinato di rimanere completamente nuda ai piedi della tavola, muovendosi carponi sul pavimento di pietra. Marco prese due scodelle direttamente dalla cucina e le posò a terra, accanto alle gambe del tavolo: una conteneva un po' di cibo e l'altra dell'acqua. Valeria fu costretta a mangiare e da bere esclusivamente da quelle due scodelle come un animale domestico, senza poter usare le mani che le vennero legate dietro la schiena.
Durante tutta la cena, mentre gli altri mangiavano e bevevano vino chiacchierando animatamente della giornata, Valeria rimase confinata sul pavimento. Oltre a nutrirsi dalle scodelle con le mani legate dietro la schiena, poté utilizzare la propria bocca solo per ricevere dei bocconi o un sorso di vino da qualcuno del gruppo strisciando sotto il tavolo. Ma ad un certo punto le fu addirittura ordinato da Marco di accompagnare Ornella in bagno per asciugarle la fica dopo aver fatto pipì, facendole capire a che livello era arrivata la sua sottomissione.
Al termine della cena, Marco si alzò da tavola, prese la corda e ordinò a Valeria di sdraiarsi su un tavolaccio di legno, più basso di un normale tavolo. Con gesti calmi e decisi, le bloccò le mani e piedi, legandola saldamente alla struttura predisposta per quell’uso in modo che non potesse muoversi, lasciandole la bocca e la fica completamente esposte. A quel punto, i tre uomini si fecero avanti uno alla volta. A turno, Marco, Claudio e Roberto le scoparono la bocca con affondi profondi e decisi, pretendendo la sua totale disponibilità, lasciandola insoddisfatta e con la fica visibilmente bagnata, senza fiato e con le lacrime agli occhi per lo sforzo.
Subito dopo, Marco fece cenno a Ornella di avvicinarsi per dare inizio alla punizione che le aveva promesso prima di cenare.
Ornella, venne di nuovo spogliata e le venne ordinato di salire sul tavolaccio di legno, a cavalcioni del viso di Valeria, e di posizionare la fica a pochissimi centimetri dalle sue labbra. Bloccata dalle corde, Valeria non poté fare altro che aprire la bocca e iniziare a leccarla con vigore per paura di subire altre punizioni magari più severe.
Non appena Ornella iniziò a respirare affannosamente, mostrando i primi evidenti segni di eccitazione, Roberto si fece avanti stringendo il frustino di cuoio corto. Con mossa precisa, sferrò il primo colpo secco sul seno destro di Ornella. La donna sussultò violentemente, trattenendo a stento un urlo per il dolore acuto che le infuocava la pelle, mentre sotto di lei la lingua di Valeria continuava a stimolarla senza sosta.
A ogni nuovo fremito di piacere e a ogni tentativo di Ornella di spingere il bacino in avanti, Roberto rispondeva colpendo con il frustino, alternando il petto destro e quello sinistro. Al secondo, al terzo e al quarto colpo, sul seno di Ornella si formarono delle linee gonfie e arrossate; la donna si ritrovò intrappolata in un vortice intollerabile, dove la sofferenza fisica dei colpi sul seno amplificava a dismisura la goduria che Valeria le procurava da sotto.
Proprio al culmine della tensione, Roberto sferrò la quinta e ultima forte scudisciata che colpì entrambi i capezzoli. Ornella inarcò la schiena al massimo delle sue possibilità, emettendo un gemito disperato e profondo, e godette in modo violento e prolungato sul viso dell'amica. Valeria rimase immobile, legata al tavolo, continuando a leccare e ad accogliere i fluidi di Ornella finché l'ultimo fremito non si fu completamente spento.

Dopo l’orgasmo di Ornella, sulla terrazza calò finalmente il silenzio della notte. Claudio e Roberto, visibilmente appagati, salutarono Marco con un cenno d'intesa, complimentandosi per la serata.
Valeria venne slegata, ma la sua punizione era tutt'altro che terminata. Marco ed Ornella la condussero in camera da letto, dove fu costretta a sdraiarsi sul materasso. Per impedire tassativamente che la compagna potesse darsi piacere da sola per sfogare l'eccitazione accumulata, Marco le immobilizzò braccia e gambe con delle corde, fissandole ai quattro angoli della struttura così da impedirle qualsiasi contatto. Inoltre, come ulteriore restrizione, le fu imposto di andare a letto senza potersi lavare nemmeno la bocca, sebbene quest'ultima fosse completamente impastata di saliva e dello sperma dei tre uomini. Le fu poi fornita la padella di acciaio per svuotare la vescica. L’umiliazione di dover espletare quel bisogno così intimo in una simile posizione, sotto gli occhi vigili di Marco e Ornella, le incendiò le guance Sentire il contatto freddo dell'ausilio contro la pelle nuda e vulnerabile, sapendo di non avere alcuna privacy né controllo sul proprio corpo, amplificò a dismisura il senso di sottomissione. Ogni minimo rumore risuonava nella stanza come una confessione della sua totale impotenza, costringendola a distogliere lo sguardo, incapace di reggere il confronto visivo con i suoi custodi.
In quello stato di totale vulnerabilità, Valeria passò l'intera notte, avvertendo a ogni respiro il sapore e i profumi della serata appena trascorsa.

Il giorno successivo trascorse all'insegna del completo relax all'interno della villa. Ornella, nonostante desiderasse andare al mare, fu costretta a restare a casa: i segni netti e arrossati lasciati dal frustino sulla parte superiore del seno erano troppo evidenti per poter indossare un bikini in spiaggia senza attirare sguardi indiscreti. Quanto a Valeria, fu obbligata a restare nuda per tutto il tempo; le fu negata ogni possibilità di toccarsi, limitando l'uso del suo corpo alla sola bocca. Per questo motivo, venne lavata e imboccata da Ornella. Successivamente, le fu applicata una sbarra alle caviglie per costringerla a tenere le gambe costantemente aperte, esponendo chiaramente il sesso così che i due potessero valutarne lo stato di eccitazione.
Nel pomeriggio, mentre si rilassavano all'ombra del porticato, Marco si avvicinò a Valeria con un pacchetto in mano. Sotto gli occhi complici di Ornella, estrasse uno speciale slip in vinile nero, dotato di appositi supporti d'acciaio. Marco le spiegò che su quella struttura sarebbero stati montati due elementi metallici di dimensioni variabili, progettati per allargare contemporaneamente sia la vagina sia l'ano, preparando così il percorso che avrebbe presto permesso a Ornella di penetrarla con l'intera mano.

Il pomeriggio della domenica volse al termine e per i tre arrivò il momento di fare i bagagli per fare ritorno in città. Prima di salire in macchina, però, Marco decise di inaugurare l'attrezzatura in vinile nero, anticipando una parte del programma.
Sotto lo sguardo di Marco, Ornella fece indossare a Valeria lo slip speciale, decidendo di montare solo il dildo d'acciaio destinato alla vagina. L'oggetto metallico, freddo e imponente, penetrò Valeria profondamente, strappandole un respiro mozzo mentre la struttura in vinile veniva serrata con i lucchetti intorno ai suoi fianchi.
Le modalità del viaggio furono stabilite da Marco senza ammettere repliche: Valeria dovette salire sui sedili posteriori dell'auto senza gonna, indossando unicamente lo slip con l'inserto d'acciaio inserito. Fu costretta a viaggiare seduta esattamente al centro del sedile, con le ginocchia spalancate, per impedirle di stringere le cosce o di trovare una posizione comoda che alleviasse la pressione del metallo dentro di lei.
Marco guidò con calma, godendosi attraverso lo specchietto retrovisore la totale sottomissione di Valeria, che sopportò quell'allargamento forzato per tutte le due ore del viaggio di rientro.
scritto il
2026-07-28
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