Al mare (prima parte)
di
Massimo FKR
genere
dominazione
Il venerdì mattina l’aria nell’open space era quella di sempre, tra il ronzio dei computer e le chiacchiere dei colleghi per il fine settimana alle porte. Verso le dieci, il telefono di Valeria squillò: sullo schermo comparve il nome di Ornella.
«Vale, vieni un attimo nel mio ufficio?» disse Ornella, con un tono tranquillo.
Valeria si alzò, sentendo una leggera morsa allo stomaco, e raggiunse la stanza dell’amica. «Allora, ci siamo,» esordì Ornella, incrociando le braccia. «Stasera, appena stacchiamo da qui, partiamo dirette per la casa al mare. Questo weekend sarà totalmente nostro, quindi preparati. Durante la pausa pranzo fai un salto a casa tua a preparare la borsa.»
Valeria fece un piccolo cenno con la testa, ascoltando l'amica.
«Ascoltami bene su cosa portare,» continuò Ornella, facendosi più vicina. «Fai una borsa minuscola, portati dietro solo lo stretto necessario. Non stare a perdere tempo con vestiti o abbinamenti, perché a come vestirti ci penseremo noi, io e Marco.»
Valeria sentì il viso iniziare a scaldarsi, mentre Ornella continuava a parlare con assoluta naturalezza.
«E un'altra cosa, Vale: è del tutto inutile che porti la biancheria intima,» aggiunse Ornella, guardandola dritta negli occhi. «Per i costumi da bagno userai quelli che abbiamo comprato insieme.»
Valeria strinse le mani, guardando l'amica negli occhi.
«Ornella…posso dirti la verità?» poi Valeria fece una lunga pausa «Sono davvero preoccupata» con la voce che le tremava leggermente. «Ho una paura matta che mi venga fatto del male, e ti giuro che sono rimasta turbata da quello che è successo l'altro giorno nello studio medico».
Ornella l'ascoltò senza interromperla, poi si avvicinò e le mise una mano sulla spalla, addolcendo lo sguardo.
«Vale, guardami» rispose Ornella, con un tono calmo ma fermo. «Ogni volta che ti verrà chiesto, dovrai comportarti da ancella e fare esattamente quello che diciamo noi, su questo non si discute. So che ti piace, è quello che vuoi, ce lo hai fatto capire in tanti modi. Però non pensare che sia solo quello. Ci saranno tantissimi momenti in cui faremo altro, comprese le cose più normali, come uscire insieme per un aperitivo o andare a cena al ristorante. Ci teniamo al rapporto con te e che tu stia bene».
Ornella le fece l'occhiolino, regalandole un sorriso rassicurante per scacciare i suoi timori.
«E poi ti dico un'altra cosa: sarà tutto completamente a spese nostre» concluse Ornella, dandole un bacio sulla guancia. «Penseremo a tutto io e Marco, quindi non ti devi preoccupare di nulla».
Alle diciotto in punto, dopo aver spento l'ultimo computer dell'ufficio, i tre si ritrovarono nel parcheggio sotterraneo dell'azienda. L'aria era ancora calda e pesante. Marco aprì il bagagliaio del suo SUV scuro per far caricare le valigie; Valeria posò la sua borsa, incredibilmente leggera e priva di tutto ciò che costituiva la sua normale quotidianità.
«Sali dietro, Vale,» le disse Ornella con un sorriso d'intesa, mentre si accomodava sul sedile del passeggero anteriore.
Valeria obbedì subito, prendendo posto sui sedili posteriori. Non appena l'auto uscì dalla rampa del garage e si immise nel traffico della tangenziale, l'atmosfera si fece subito più rilassata. Marco regolò l'aria condizionata e sintonizzò la radio su una stazione che passava della musica lounge a basso volume.
«Ci vorranno circa due ore per arrivare alla villa,» spiegò Marco, incrociando lo sguardo di Valeria nello specchietto retrovisore. «Appena arriviamo ci sistemiamo, facciamo una doccia veloce e poi andiamo a mangiare qualcosa nel locale più esclusivo del porto.»
Ornella si voltò sul sedile, allungando un braccio all'indietro per accarezzare affettuosamente il ginocchio di Valeria, coperto solo dalla leggera stoffa della gonna.
«Vedi, Vale?» le sussurrò l'amica, mantenendo lo sguardo complice. «Questo weekend ci divertiremo un sacco. Ricordati solo di obbedire se ti vengono date delle indicazioni da seguire, ma in fondo siamo solo tre amici in vacanza a cui piace il sesso. Goditi il viaggio.»
Valeria accennò un sorriso, rilassando finalmente le spalle contro il sedile di pelle dell'auto, mentre i palazzi della città lasciavano lentamente il posto alla campagna romana.
Dopo circa due ore di viaggio, il SUV scuro di Marco imboccò il cancello della villa, posizionata su una collina che dominava l'intero golfo. Non appena scesi dall'auto, il profumo della salsedine accolse i tre nel silenzio della sera.
«Ragazze, ci facciamo una doccia veloce, andiamo a cena, poi magari andiamo a bere qualcosa dopo. Dai, veloci»
Ornella fu subito d'accordo e guidò Valeria all'interno della casa, indicandole il bagno degli ospiti. Dopo una doccia rinfrescante che le tolse di dosso la stanchezza del viaggio, Valeria tornò nella stanza principale per prepararsi.
Ornella intanto era già pronta e la stava aspettando: indossava un tubino nero molto corto e decisamente scollato sul davanti, e la totale assenza di linee o cuciture faceva immaginare che non indossasse alcuna biancheria intima. Con un sorriso complice, l'amica tese il braccio e porse a Valeria l'abito scelto per lei.
«Questo è il tuo per stasera, Vale,» disse Ornella.
Valeria prese l'indumento: era un vestitino leggero, chiuso interamente da una fila di bottoni sul davanti, la cui gonna arrivava fino al ginocchio. Tuttavia, non appena lo girò per infilarselo, Valeria notò il dettaglio più audace: il retro presentava una profonda apertura sulla schiena, così bassa da far intravedere chiaramente l'inizio del sedere. Ovviamente, la forma dell'abito e le disposizioni della mattina non lasciavano spazio a dubbi: doveva essere indossato senza reggiseno e senza slip.
Quando Valeria uscì dalla camera, il tessuto leggero sfiorava direttamente la sua pelle nuda e, a ogni passo, sentiva l'aria fresca della sera toccarle la parte bassa della schiena esposta.
Prima di uscire dalla porta di casa, Marco si fermò a guardare Valeria per un istante, studiando come le stesse il vestito indosso.
«Il tuo culo è un vero spettacolo, Vale…» disse Marco, avvicinandosi a lei con un sorriso. «però così abbottonata...dopotutto siamo in vacanza. Lascia qualche bottone slacciato sul davanti».
Valeria lo guardò un po' sorpresa, mentre l'uomo le indicava con le dita i punti esatti del tessuto.
«Slacciane un paio sopra, in modo che si veda bene l'incavo del seno» continuò Marco con assoluta naturalezza, «e fai lo stesso sotto, così la gonna si apre e mostra metà coscia quando cammini. Dobbiamo iniziare a goderci la serata nel modo giusto».
Ornella si avvicinò a loro, dando un'occhiata al risultato e sistemando con le mani il colletto del vestito dell'amica.
«Sì, Marco ha ragione, così ti sta molto meglio e valorizza un sacco le gambe,» approvò Ornella con un cenno d'intesa. «Dai, andiamo che ho una fame pazzesca».
Slacciare quei bottoni, sapendo di non avere assolutamente nulla sotto il vestito, rendeva la sua scollatura e lo spacco sulla gamba incredibilmente provocanti a ogni minimo movimento. Valeria fece un respiro profondo, si sistemò l'abito come le era stato chiesto e seguì la coppia fuori dalla villa verso l'auto.
Arrivati al ristorante del porto, il cameriere guidò il trio verso un tavolo situato sulla terrazza panoramica. Marco gestì la situazione con rapidità, indicando alle due donne dove accomodarsi.
«Vale, mettiti lì vicino ad Ornella,» disse Marco sedendosi di lato. «Voi due sedetevi lì così vi godete la vista del mare».
La disposizione dei posti era calcolata: Ornella e Valeria si trovarono sedute una accanto all'altra con le spalle verso l'intera sala del ristorante, che in quel momento era affollata di clienti. Non appena Valeria prese posto sulla sedia, la profonda scollatura posteriore dell'abito si tese, esponendo in modo evidente l'inizio del sedere agli sguardi di chiunque si trovasse dietro di lei.
Valeria si protese in avanti verso il tavolo e si voltò verso l'amica con la voce ridotta a un sussurro carico di tensione.
«Ornella, ti prego, sono agitatissima» confessò Valeria, stringendo nervosamente il tovagliolo. «Mi sento gli sguardi di tutti addosso, chiunque passi o guardi da quella parte capisce subito che non indosso le mutandine, sto morendo d'imbarazzo».
Ornella appoggiò il menù sul tavolo e si voltò a guardarla, mantenendo un'espressione serena e del tutto naturale.
«Vale, rilassati» rispose Ornella con un sorriso complice. «Quel vestito è fatto così proprio per far eccitare chi guarda, è questo il bello. Piuttosto, ricordati quello che ci siamo dette nei giorni scorsi: tieni le gambe leggermente aperte sotto il tavolo e non irrigidirti. Le gambe semiaperte devono far intendere la tua totale disponibilità…».
Marco, che aveva assistito alla scena sorseggiando un sorso d'acqua, intervenne nella conversazione, guardando Valeria di sguincio per gustarsi il suo rossore.
«Ha ragione Ornella, Vale, non ci pensare» aggiunse Marco, indicando la lista dei piatti. «Siamo qui per divertirci. Pensa a cosa vuoi mangiare, stasera non si bada a spese».
Il cameriere si avvicinò al tavolo con passo felpato, interrompendo per un attimo la tensione che Valeria stringeva tra le mani. Con gesti precisi e professionali, stappò la bottiglia di vino bianco fresco e ne versò un assaggio a Marco. Dopo aver ricevuto un cenno di approvazione riempì i tre calici, per poi allontanarsi discretamente.
Marco sollevò il proprio bicchiere, invitando le due donne a fare lo stesso. «Un brindisi a Valeria e a questo fine settimana», disse, incrociando intensamente lo sguardo di Valeria.
Valeria tese il braccio con una leggera esitazione, e i bicchieri tintinnarono in un suono limpido.
Dopo aver bevuto un piccolo sorso, Ornella posò il calice e si sporse leggermente verso Valeria, accorciando le distanze.
«Vale, ascoltami bene», esordì Ornella, cercandole la mano sopra la tovaglia. «Voglio che tu ti senta libera di chiedere qualsiasi cosa, in ogni momento. Se c'è qualcosa che non va, o se hai un dubbio, parlane con noi senza farti problemi. Sia io che Marco vogliamo davvero che tu ti senta a tuo agio qui con noi. Tutto quello che faremo insieme, sia dentro che fuori da questa casa, deve essere un piacere per tutti. Farai solo cose piacevoli, promesso. Devi solo lasciarti andare e fidarti di noi».
Marco annuì, appoggiando la schiena alla sedia in modo rilassato. «È esattamente così, Vale. Non c'è motivo di essere tesa. Sei nostra ospite e siamo qui prima di tutto per stare bene insieme».
La cena proseguì in un'atmosfera sempre più distesa e informale. Tra una portata di pesce e le chiacchiere sul mare, l’imbarazzo iniziale di Valeria cominciò lentamente a sfumare, complice anche una seconda bottiglia di vino bianco ormai quasi finita.
Valeria iniziò ad avvertire gli effetti dell'alcol: una piacevole sensazione di leggerezza e calore si diffuse in tutto il corpo, rendendo i rumori della sala del ristorante e la preoccupazione per la schiena scoperta decisamente più sfocati e distanti.
Ad un certo punto, Ornella allungò la mano sinistra sotto la tovaglia, posandola con delicatezza sulla coscia nuda di Valeria, proprio nel punto in cui i bottoni lasciati aperti da Marco facevano scostare il tessuto leggero. Cominciò ad accarezzarla con movimenti lenti e fluidi, risalendo gradualmente verso l'alto.
«Vedi che ti stai rilassando, Vale?» le sussurrò Ornella, avvicinandosi al suo orecchio con un sorriso complice. Mentre continuava la carezza sulla pelle calda, la pressione delle sue dita si fece più decisa, spingendo con dolcezza l'interno del ginocchio verso l'esterno. Marco, che da un lato del tavolo non perdeva un solo movimento e si godeva la scena assaporando il
vino dolce portato con il dessert, guardò Valeria dritta negli occhi annuendo.
«Brava Vale» approvò Marco, abbassando leggermente il tono di voce per mantenere l'intimità del loro tavolo in mezzo alla sala. «Sei splendida in questo modo e non vedo l'ora di sbatterti appena torniamo a casa. Facciamo così: finiamo con calma il dolce, e poi andiamo in un locale qui vicino a bere qualcosa. C'è un posto all'aperto sul molo che fa degli ottimi cocktail e c'è la l’ambiente giusto per preparare la nottata».
Ornella, che intanto non aveva smesso di accarezzare lentamente l'interno della coscia dell'amica, si sporse ancora di più verso di lei, quasi a voler condividere un segreto confidenziale.
«Ti confesso una cosa, Vale... a toccarti così mi sono eccitata un sacco anch'io,» ammise Ornella con un sorriso malizioso, guardandola dritta negli occhi. «Sento che mi sto bagnando tutta sotto questo tubino. Più tardi, quando torniamo a casa, avrò proprio bisogno della tua lingua per essere asciugata bene. Dopotutto lo sai bene, sei molto brava a leccare».
Valeria mandò giù un sorso di vino per placare la gola improvvisamente secca, sentendo il cuore battere all'impazzata. Nonostante la consapevolezza di non indossare nulla sotto l'abito, decise di smettere di opporre resistenza: assecondò la spinta dell'amica e per allargare ulteriormente le gambe sotto il tavolo, offrendo la sua totale disponibilità ai loro sguardi e alle loro richieste mentre l'attesa per la notte si faceva sempre più elettrica.
Il locale sul molo era avvolto da luci soffuse e soffici note deep house, con una brezza marina che rendeva piacevole l'ambiente affollato. Non appena varcata la soglia, Marco si diresse subito verso il caposala per chiedere un tavolo all’esterno nella zona più esclusiva.
Approfittando di quel momento di distrazione, mentre erano in attesa vicino al bancone, Ornella si piazzò proprio dietro Valeria. Complice l'alcol e l'eccitazione della cena, cominciò a palpeggiarla con decisione, facendo scivolare le mani sul tessuto leggero del vestito e insinuando la mano per toccarle il sedere.
Valeria sussultò, irrigidendosi leggermente per la sorpresa, ma Ornella si tese in avanti e le premette il corpo contro la schiena. Le sfiorò il collo con le labbra e risalì lentamente fino a leccarle l'orecchio con una flemma provocante, facendola rabbrividire.
«Dio, Vale, sei caldissima...» le sussurrò Ornella direttamente all'orecchio, con il fiato corto e la voce resa ancora più roca dalla musica. Stringendo la presa sui suoi fianchi, aggiunse senza filtri: «Ti giuro che se potessi mi ti farei qui all’istante, davanti a tutti. Mi stai facendo impazzire con questo vestito, hai un culo fantastico».
Valeria sentì le gambe farsi improvvisamente molli e il cuore martellarle nel petto. La sensazione delle mani di Ornella che la toccavano senza sosta in mezzo al locale, unita a quella confessione così spinta, la lasciò senza fiato, divisa tra il timore che qualcuno le vedesse e l'eccitazione travolgente che ormai aveva preso il sopravvento.
Marco tornò con un cameriere che li guidò verso la zona dove avevano riservato per loro uno spazio più tranquillo. Ornella e Valeria si accomodarono subito su un divanetto di pelle scura, sedendosi vicine, mentre Marco prese posto su una poltroncina posizionata esattamente davanti a loro, separato solo da un basso tavolino di vetro su cui vennero appoggiati i cocktail.
Non appena si misero comode, Valeria cercò istintivamente di sistemarsi l'orlo del vestito sulle ginocchia, ma Ornella le bloccò delicatamente la mano, prendendola nella sua.
«Vale, che ti ho detto prima?» le ricordò Ornella con un sorriso complice e la voce resa morbida dalla musica di sottofondo. «Niente barriere stasera. Rilassati e tieni le gambe leggermente aperte anche qui».
Valeria obbedì, allargando appena le ginocchia sotto il tessuto leggero dell'abito e lasciando che lo spacco sul davanti si aprisse di nuovo sulla coscia nuda, proprio sotto lo sguardo attento di Marco. Prima che potesse aggiungere qualcosa, Ornella le voltò delicatamente il viso verso di sé, prendendole il mento tra le dita, e la baciò prima sulle labbra e poi in bocca. Fu un bacio intenso, complice e prolungato, che lasciò Valeria del tutto senza fiato. Marco, seduto sulla poltroncina di fronte, si allungò per prendere il suo bicchiere, osservando la scena con totale approvazione.
«Siete uno spettacolo stasera, ragazze,» commentò Marco, sollevando il calice verso di loro con un sorriso rilassato. Poi si schienò sulla poltroncina, guardando le due donne sul divanetto con totale trasporto. L'atmosferaera ormai satura di complicità e l'alcol aveva azzerato ogni residua formalità.
«Ornella, adesso però non pensare solo a Valeria,» disse Marco, con un sorriso audace e lo sguardo fisso sulle gambe della compagna. «Voglio divertirmi a guardare anche te. Apri le gambe e fai salire quel tubino, forza».
Ornella scoppiò in una piccola risata complice, per nulla infastidita dalla richiesta. Al contrario, lo sguardo che rivolse prima a Marco e poi a Valeria era carico di una forte eccitazione. Senza esitare, allargò le ginocchia sul divano e, afferrando l'orlo del suo tubino nero lucido, lo tirò lentamente verso l'alto lungo le cosce, finché il tessuto non si raccolse sul bacino, esponendo del tutto la sua intimità nuda alla luce soffusa del locale. Marco si sporse in avanti sul tavolino, inchiodando Valeria con lo sguardo.
«Vale, ti dispiace controllare se Ornella è bagnata?» disse Marco, mantenendo un tono calmo ma carico di aspettativa. «Baciala mentre la controlli e, mentre lo fai, vorrei che Ornella controllasse se i tuoi capezzoli sono duri».
Valeria sentì una scarica elettrica attraversarle tutto il corpo. Voltò la testa verso l'amica, che la stava già aspettando a labbra dischiuse. Senza più opporre resistenza, Valeria si protese in avanti e unì le sue labbra a quelle di Ornella in un bacio profondo e appassionato. Mentre le loro lingue si cercavano, Valeria fece scivolare la mano destra lungo la coscia nuda di Ornella, risalendo fino a raggiungere la sua intimità. Contemporaneamente, rispondendo all'ordine di Marco, la mano di Ornella si infilò sotto la scollatura profonda del vestito di Valeria, andando a cercare il suo seno libero da ogni legame. Le dita dell'amica trovarono subito i capezzoli, tesi e turgidi per l'emozione e per il brivido di essere toccata in quel modo in un luogo pubblico.
Marco si sporse ulteriormente sul tavolino di vetro, guardando Valeria con gli occhi lucidi per l'attenzione e l'eccitazione del momento, mentre le due donne interrompevano lentamente il bacio.
«Allora, Vale? Com'è la situazione?» le chiese Marco con voce bassa e roca. «L'hai trovata bagnata?»
Valeria, con il respiro decisamente affannato sollevò lo sguardo verso di lui, visibilmente eccitata.
«Sì, tantissimo...» rispose Valeria in un sussurro, tenendo ancora la mano poggiata sulla coscia nuda di Ornella.
Marco annuì con evidente compiacimento e, senza staccare gli occhi dalle due amiche sul divanetto, diede la disposizione successiva, alzando la posta in gioco proprio lì.
«Ottimo. Allora adesso voglio che la penetri con le dita,» le ordinò Marco con assoluta fermezza. «E cerca di farla godere se ci riesci».
Ornella si appoggiò allo schienale del divano, schiudendo ancora di più le gambe per accogliere il tocco dell'amica e guardandola con un'espressione di totale intesa e incoraggiamento. Valeria, ormai completamente travolta dal cortocircuito di sensazioni e dalla totale sottomissione alle richieste della coppia, assecondò l'ordine di Marco: spinse le dita all'interno di Ornella, muovendo la mano con delicatezza e ritmo per assecondare la sua eccitazione.
Ornella inarcò leggermente la schiena contro il divanetto di pelle, mentre Valeria continuava a baciarla sulla bocca per soffocare ogni rumore. Il ritmo delle dita di Valeria, unito all'audacia di trovarsi in un luogo pubblico, spinse Ornella oltre il limite: con un fremito improvviso delle cosce e un sospiro profondo intrappolato tra le labbra dell'amica, Ornella ebbe il suo primo orgasmo della serata, abbandonandosi per qualche istante al piacere di quella stimolazione.
Valeria avvertì le contrazioni intime dell'amica bagnarle le dita e, nel sentire quel calore, percepì la propria eccitazione salire alle stelle. Quando si staccarono dal bacio, Marco si sporse in avanti e fissò Valeria negli occhi.
«Vale vieni qui, fammi assaggiare Ornella», le chiese Marco con voce bassa e carica di desiderio.
Valeria si alzò dal divanetto, ancora tremante per l'intensità di quello che era appena successo, e gli porse la mano. Marco la prese per il polso e cominciò a leccarle le dita con lentezza, assaporando l'intimità di Ornella direttamente dalla sua pelle. Nel frattempo, con l'altra mano libera, si intrufolò sotto l'orlo del vestito di Valeria, risalendo lungo la coscia nuda fino a raggiungerla in mezzo alle gambe. Non appena le sue dita toccarono la sua carne, la trovarono completamente bagnata.
Marco sollevò lo sguardo, incrociando quello di Ornella con un sorriso malizioso.
«Anche la tua amica è fradicia,» disse Marco, continuando a stimolare Valeria sotto il tessuto leggero dell'abito. «Sembra proprio che tu le abbia fatto una buona impressione».
Ornella, ancora con il respiro leggermente affannato sul divanetto, guardò la scena visibilmente appagata e fiera della reazione di Valeria, che ormai non opponeva più alcuna resistenza a quel gioco a tre.
Prima che Valeria potesse risedersi sul divanetto accanto all'amica, Marco bloccò un attimo la situazione, guardando la ragazza con un'intensità ancora maggiore.
«Ornella, prima che si rimetta comoda, mi piacerebbe vedere molto di più di Valeria,» disse Marco, appoggiando la schiena alla poltroncina e incrociando le braccia con un sorriso audace.
Ornella sollevò lo sguardo su Valeria, accarezzandole il fianco scoperto dal vestito. «Vale, che ne dici? Lo fai vedere il seno a Marco e a me?» le chiese con un tono dolce ma che non ammetteva incertezze.
Valeria si guardò intorno per un istante, sentendo il cuore battere all'impazzata. «Ornella... ma qui potrebbero vedermi tutti...» ribatté in un sussurro, cercando una debole resistenza.
«E che ti importa, Vale?» le rispose Ornella, ridendo leggermente per rassicurarla. «Tanto domani al mare ti vedranno comunque. E poi, ammettilo, tu sei un'esibizionista nata, ti piace da morire questa situazione».
Marco sorrise apertamente a quella battuta, godendosi l'imbarazzo e l'eccitazione della ragazza. «Ascolta l'amica tua, Vale. Dai, rimettiti seduta e apri meglio le gambe,» le chiese, indicando il posto sul divanetto.
Valeria obbedì e si risedette, allargando di nuovo le ginocchia sul divano di pelle. Non appena si sistemò, Ornella si protese verso di lei e la baciò di nuovo con estrema passione sulla bocca. Mentre le loro lingue si intrecciavano e Valeria si lasciava cullare dal bacio, le mani dell'amica si mossero rapide sul davanti del vestito: con un gesto deciso, Ornella le slacciò un altro paio di bottoni della scollatura, lasciando così vedere tutto il seno, che si offrì turgido e scoperto alla luce soffusa e agli sguardi di Marco.
Staccandosi un millimetro dalle sue labbra, Ornella le sussurrò sulla pelle: «Guarda come sei bella. Ti giuro che un giorno ti faremo girare per i locali tutta nuda, così tutti ti potranno ammirare».
E, mentre pronunciava quelle parole, la mano di Ornella scivolò rapidamente verso il basso, afferrando l'orlo della gonna. Con un colpo secco, le slacciò un altro bottone partendo da sotto, aprendole il vestito ancora di più verso il pube e lasciando la sua intimità nuda quasi del tutto esposta. Ormai, lungo la stoffa leggera, rimanevano solo tre bottoni centrali a evitare che l'intero abito si aprisse completamente sul divanetto.
Sotto la stoffa ormai spalancata del vestito, Ornella infilò di nuovo la mano, iniziando ad accarezzare la fica di Valeria con movimenti estremamente lenti e deliberati, godendosi ogni minima reazione del suo corpo. Poi si voltò verso la poltroncina, incrociando lo sguardo del compagno.
«Marco, guarda che per come è bagnata adesso conviene andare via,» disse Ornella con un sorriso malizioso e il fiato corto, senza smettere di muovere le dita. «Altrimenti questa qui tra un po' ricomincia a godere e si mette a urlare davanti a tutto il locale».
Marco finì l'ultimo goccio del suo drink e si alzò in piedi di scatto, sistemandosi la camicia con un'espressione decisamente decisa e dominante.
«Va bene, allora alziamoci e andiamo alla cassa,» ordinò Marco, guardando Valeria con un misto di orgoglio e provocazione. «Però voglio che le lasci il vestito così. Voglio proprio che Valeria possa essere ammirata da tutti mentre usciamo».
Valeria si alzò dal divanetto con le gambe che le tremavano per l'alcol e per l'eccitazione. Con il vestito tenuto insieme solo da quei tre bottoni centrali, il seno era praticamente tutto scoperto e lo spacco inferiore si apriva a ogni passo fin quasi al pube, mentre la profonda scollatura sulla schiena continuava a mostrare l'inizio delle natiche.
Mentre si facevano largo tra la folla stipata lungo il corridoio e vicino al bancone del locale, la sottomissione di Valeria divenne totale e pubblica. Ornella le camminava vicinissima di fianco e, senza curarsi minimamente degli sguardi della gente, le palpeggiava pesantemente il sedere a ogni passo, spingendola in avanti. Marco, che apriva la fila per raggiungere la cassa, allungò la mano all'indietro sotto l'orlo slacciato del vestito e, camminando, le penetrò la fica con il dito indice tenendola agganciata a se, guidandola tra i clienti del locale che si voltavano incuriositi e accaldati a guardare quel trio così esplicito.
Mentre attraversavano il parcheggio per raggiungere il SUV, l’eccitazione non accennava a placarsi. Ornella e Marco continuarono a toccare Valeria lungo tutto il tragitto, stringendole i fianchi e infilando le mani sotto i lembi ormai sciolti dell'abito, incuranti della fresca brezza notturna.
Quando arrivarono davanti alla macchina, Marco aprì le portiere con il telecomando, mentre Ornella si parò davanti a Valeria, bloccandola contro la fiancata del SUV.
«Vale, togliti questo vestito,» le disse Ornella con un sorriso audace e la voce bassa. «Tanto alla villa non ti servirà più a nulla».
Dicendole questo, si protese in avanti e le diede un nuovo, profondo bacio in bocca, mentre con la mano scendeva rapida a titillarle la fica, ormai completamente bagnata. Valeria, presa da un sussulto di timore all'idea di rimanere all'aperto senza nulla addosso, provò a fare una debole resistenza, scuotendo leggermente la testa tra le labbra dell'amica. Ornella, però, continuò a baciarla con passione e, con gesti rapidi e decisi, le slacciò gli ultimi tre bottoni rimasti.
«Dai, girati che ti aiuto a svestirti,» le sussurrò Ornella con dolcezza ma senza ammettere repliche.
Valeria obbedì, voltandosi di spalle. Ornella le fece scivolare le maniche lungo le braccia e le sfilò l'abito del tutto, lasciandola completamente nuda nel parcheggio semibuio. Valeria salì rapidamente sui sedili posteriori per nascondersi, ma non appena si accomodò, Marco disse a Ornella di spogliarsi e andare dietro. «Però non fate troppo casino lì dietro» disse Marco. Poi, allungando il braccio verso il cruscotto, premette un tasto: «E adesso accendiamo la luce posteriore dell’abitacolo, così vi vedo bene».
La luce bianca del soffitto si accese di colpo, illuminando ogni millimetro della pelle nuda di Valeria, che d'istinto cercò di coprirsi il pube con le mani. «Lascia stare le mani, Vale,» la rimproverò dolcemente Ornella, «ti copro io la fica con la mia mano.…ti devi abituare a girare nuda, tutti devono sapere chi sei e a chi appartieni».
Marco mise in moto il motore del SUV, incrociando lo sguardo delle ragazze nello specchietto retrovisore.
«Hai sentito l'amica tua, Vale?» disse Marco con un sorriso complice mentre faceva manovra per uscire dal parcheggio. « Più tardi Ornella la mano la userà solo per darsi piacere visto che dovrà solo guardare mentre ti scopo».
Ornella rise piano, chiaramente eccitata da quella dinamica, e mantenne gli occhi fissi sul corpo nudo di Valeria, che sotto la luce bianca dell'abitacolo si sentiva completamente esposta e priva di difese, pronta ad accettare ogni singola regola di quel fine settimana.
L'arrivo alla villa al mare segnò l'inizio di una notte lunghissima, in cui il tempo sembrò dilatarsi e perdere ogni importanza. Trasferitisi nella grande camera da letto padronale, illuminata solo dalle luci soffuse che filtravano dal terrazzo, Valeria si abbandonò completamente ai desideri e alla complicità dei suoi amici, lasciando andare ogni residua difesa.
Quella notte fecero le ore piccole, in un crescendo di intimità e condivisione. Il piacere di Valeria fu messo al centro di ogni attenzione: per farla vibrare e portarla all'apice più volte, Ornella introdusse nel gioco un dildo vibrante di ultima generazione, muovendolo con calcolata lentezza, mentre accostava al corpo della ragazza un ciucciaclitoride a onde soniche. L'intensità di quegli stimoli, uniti alla vicinanza e alle carezze costanti dell'amica, fece crollare Valeria in un vortice di sensazioni travolgenti, facendola venire varie volte e riempiendo la stanza di sospiri affannati.
Marco mantenne la promessa fatta in auto, restando a guardare l'eccitazione delle due donne prima di unirsi definitivamente a loro. Fu il suo cazzo a prenderla con decisione, completando quel cerchio di totale complicità che Valeria aveva tanto temuto durante il giorno, ma che ora, nel silenzio della notte, accoglieva come un'esperienza di pura e liberatoria unione con le persone di cui si fidava. Ornella continuò a darsi piacere con la mano guardando la scena con il fiato corto, deliziata dall'intensità di quel momento a tre.
Subito dopo, mentre i respiri cominciavano lentamente a regolarizzarsi, Ornella si chinò e leccò via con estrema cura tutto il seme di Marco dalla fica di Valeria, assaporando quel mix di umori intimi. Poi, su invito di Marco, Ornella si dedicò a leccargli l'ano, mentre Valeria si concentrava a pulirgli interamente il cazzo e le palle, ancora intrisi dai fluidi di quella notte, muovendo la lingua con assoluta dedizione.
«Vale, vieni un attimo nel mio ufficio?» disse Ornella, con un tono tranquillo.
Valeria si alzò, sentendo una leggera morsa allo stomaco, e raggiunse la stanza dell’amica. «Allora, ci siamo,» esordì Ornella, incrociando le braccia. «Stasera, appena stacchiamo da qui, partiamo dirette per la casa al mare. Questo weekend sarà totalmente nostro, quindi preparati. Durante la pausa pranzo fai un salto a casa tua a preparare la borsa.»
Valeria fece un piccolo cenno con la testa, ascoltando l'amica.
«Ascoltami bene su cosa portare,» continuò Ornella, facendosi più vicina. «Fai una borsa minuscola, portati dietro solo lo stretto necessario. Non stare a perdere tempo con vestiti o abbinamenti, perché a come vestirti ci penseremo noi, io e Marco.»
Valeria sentì il viso iniziare a scaldarsi, mentre Ornella continuava a parlare con assoluta naturalezza.
«E un'altra cosa, Vale: è del tutto inutile che porti la biancheria intima,» aggiunse Ornella, guardandola dritta negli occhi. «Per i costumi da bagno userai quelli che abbiamo comprato insieme.»
Valeria strinse le mani, guardando l'amica negli occhi.
«Ornella…posso dirti la verità?» poi Valeria fece una lunga pausa «Sono davvero preoccupata» con la voce che le tremava leggermente. «Ho una paura matta che mi venga fatto del male, e ti giuro che sono rimasta turbata da quello che è successo l'altro giorno nello studio medico».
Ornella l'ascoltò senza interromperla, poi si avvicinò e le mise una mano sulla spalla, addolcendo lo sguardo.
«Vale, guardami» rispose Ornella, con un tono calmo ma fermo. «Ogni volta che ti verrà chiesto, dovrai comportarti da ancella e fare esattamente quello che diciamo noi, su questo non si discute. So che ti piace, è quello che vuoi, ce lo hai fatto capire in tanti modi. Però non pensare che sia solo quello. Ci saranno tantissimi momenti in cui faremo altro, comprese le cose più normali, come uscire insieme per un aperitivo o andare a cena al ristorante. Ci teniamo al rapporto con te e che tu stia bene».
Ornella le fece l'occhiolino, regalandole un sorriso rassicurante per scacciare i suoi timori.
«E poi ti dico un'altra cosa: sarà tutto completamente a spese nostre» concluse Ornella, dandole un bacio sulla guancia. «Penseremo a tutto io e Marco, quindi non ti devi preoccupare di nulla».
Alle diciotto in punto, dopo aver spento l'ultimo computer dell'ufficio, i tre si ritrovarono nel parcheggio sotterraneo dell'azienda. L'aria era ancora calda e pesante. Marco aprì il bagagliaio del suo SUV scuro per far caricare le valigie; Valeria posò la sua borsa, incredibilmente leggera e priva di tutto ciò che costituiva la sua normale quotidianità.
«Sali dietro, Vale,» le disse Ornella con un sorriso d'intesa, mentre si accomodava sul sedile del passeggero anteriore.
Valeria obbedì subito, prendendo posto sui sedili posteriori. Non appena l'auto uscì dalla rampa del garage e si immise nel traffico della tangenziale, l'atmosfera si fece subito più rilassata. Marco regolò l'aria condizionata e sintonizzò la radio su una stazione che passava della musica lounge a basso volume.
«Ci vorranno circa due ore per arrivare alla villa,» spiegò Marco, incrociando lo sguardo di Valeria nello specchietto retrovisore. «Appena arriviamo ci sistemiamo, facciamo una doccia veloce e poi andiamo a mangiare qualcosa nel locale più esclusivo del porto.»
Ornella si voltò sul sedile, allungando un braccio all'indietro per accarezzare affettuosamente il ginocchio di Valeria, coperto solo dalla leggera stoffa della gonna.
«Vedi, Vale?» le sussurrò l'amica, mantenendo lo sguardo complice. «Questo weekend ci divertiremo un sacco. Ricordati solo di obbedire se ti vengono date delle indicazioni da seguire, ma in fondo siamo solo tre amici in vacanza a cui piace il sesso. Goditi il viaggio.»
Valeria accennò un sorriso, rilassando finalmente le spalle contro il sedile di pelle dell'auto, mentre i palazzi della città lasciavano lentamente il posto alla campagna romana.
Dopo circa due ore di viaggio, il SUV scuro di Marco imboccò il cancello della villa, posizionata su una collina che dominava l'intero golfo. Non appena scesi dall'auto, il profumo della salsedine accolse i tre nel silenzio della sera.
«Ragazze, ci facciamo una doccia veloce, andiamo a cena, poi magari andiamo a bere qualcosa dopo. Dai, veloci»
Ornella fu subito d'accordo e guidò Valeria all'interno della casa, indicandole il bagno degli ospiti. Dopo una doccia rinfrescante che le tolse di dosso la stanchezza del viaggio, Valeria tornò nella stanza principale per prepararsi.
Ornella intanto era già pronta e la stava aspettando: indossava un tubino nero molto corto e decisamente scollato sul davanti, e la totale assenza di linee o cuciture faceva immaginare che non indossasse alcuna biancheria intima. Con un sorriso complice, l'amica tese il braccio e porse a Valeria l'abito scelto per lei.
«Questo è il tuo per stasera, Vale,» disse Ornella.
Valeria prese l'indumento: era un vestitino leggero, chiuso interamente da una fila di bottoni sul davanti, la cui gonna arrivava fino al ginocchio. Tuttavia, non appena lo girò per infilarselo, Valeria notò il dettaglio più audace: il retro presentava una profonda apertura sulla schiena, così bassa da far intravedere chiaramente l'inizio del sedere. Ovviamente, la forma dell'abito e le disposizioni della mattina non lasciavano spazio a dubbi: doveva essere indossato senza reggiseno e senza slip.
Quando Valeria uscì dalla camera, il tessuto leggero sfiorava direttamente la sua pelle nuda e, a ogni passo, sentiva l'aria fresca della sera toccarle la parte bassa della schiena esposta.
Prima di uscire dalla porta di casa, Marco si fermò a guardare Valeria per un istante, studiando come le stesse il vestito indosso.
«Il tuo culo è un vero spettacolo, Vale…» disse Marco, avvicinandosi a lei con un sorriso. «però così abbottonata...dopotutto siamo in vacanza. Lascia qualche bottone slacciato sul davanti».
Valeria lo guardò un po' sorpresa, mentre l'uomo le indicava con le dita i punti esatti del tessuto.
«Slacciane un paio sopra, in modo che si veda bene l'incavo del seno» continuò Marco con assoluta naturalezza, «e fai lo stesso sotto, così la gonna si apre e mostra metà coscia quando cammini. Dobbiamo iniziare a goderci la serata nel modo giusto».
Ornella si avvicinò a loro, dando un'occhiata al risultato e sistemando con le mani il colletto del vestito dell'amica.
«Sì, Marco ha ragione, così ti sta molto meglio e valorizza un sacco le gambe,» approvò Ornella con un cenno d'intesa. «Dai, andiamo che ho una fame pazzesca».
Slacciare quei bottoni, sapendo di non avere assolutamente nulla sotto il vestito, rendeva la sua scollatura e lo spacco sulla gamba incredibilmente provocanti a ogni minimo movimento. Valeria fece un respiro profondo, si sistemò l'abito come le era stato chiesto e seguì la coppia fuori dalla villa verso l'auto.
Arrivati al ristorante del porto, il cameriere guidò il trio verso un tavolo situato sulla terrazza panoramica. Marco gestì la situazione con rapidità, indicando alle due donne dove accomodarsi.
«Vale, mettiti lì vicino ad Ornella,» disse Marco sedendosi di lato. «Voi due sedetevi lì così vi godete la vista del mare».
La disposizione dei posti era calcolata: Ornella e Valeria si trovarono sedute una accanto all'altra con le spalle verso l'intera sala del ristorante, che in quel momento era affollata di clienti. Non appena Valeria prese posto sulla sedia, la profonda scollatura posteriore dell'abito si tese, esponendo in modo evidente l'inizio del sedere agli sguardi di chiunque si trovasse dietro di lei.
Valeria si protese in avanti verso il tavolo e si voltò verso l'amica con la voce ridotta a un sussurro carico di tensione.
«Ornella, ti prego, sono agitatissima» confessò Valeria, stringendo nervosamente il tovagliolo. «Mi sento gli sguardi di tutti addosso, chiunque passi o guardi da quella parte capisce subito che non indosso le mutandine, sto morendo d'imbarazzo».
Ornella appoggiò il menù sul tavolo e si voltò a guardarla, mantenendo un'espressione serena e del tutto naturale.
«Vale, rilassati» rispose Ornella con un sorriso complice. «Quel vestito è fatto così proprio per far eccitare chi guarda, è questo il bello. Piuttosto, ricordati quello che ci siamo dette nei giorni scorsi: tieni le gambe leggermente aperte sotto il tavolo e non irrigidirti. Le gambe semiaperte devono far intendere la tua totale disponibilità…».
Marco, che aveva assistito alla scena sorseggiando un sorso d'acqua, intervenne nella conversazione, guardando Valeria di sguincio per gustarsi il suo rossore.
«Ha ragione Ornella, Vale, non ci pensare» aggiunse Marco, indicando la lista dei piatti. «Siamo qui per divertirci. Pensa a cosa vuoi mangiare, stasera non si bada a spese».
Il cameriere si avvicinò al tavolo con passo felpato, interrompendo per un attimo la tensione che Valeria stringeva tra le mani. Con gesti precisi e professionali, stappò la bottiglia di vino bianco fresco e ne versò un assaggio a Marco. Dopo aver ricevuto un cenno di approvazione riempì i tre calici, per poi allontanarsi discretamente.
Marco sollevò il proprio bicchiere, invitando le due donne a fare lo stesso. «Un brindisi a Valeria e a questo fine settimana», disse, incrociando intensamente lo sguardo di Valeria.
Valeria tese il braccio con una leggera esitazione, e i bicchieri tintinnarono in un suono limpido.
Dopo aver bevuto un piccolo sorso, Ornella posò il calice e si sporse leggermente verso Valeria, accorciando le distanze.
«Vale, ascoltami bene», esordì Ornella, cercandole la mano sopra la tovaglia. «Voglio che tu ti senta libera di chiedere qualsiasi cosa, in ogni momento. Se c'è qualcosa che non va, o se hai un dubbio, parlane con noi senza farti problemi. Sia io che Marco vogliamo davvero che tu ti senta a tuo agio qui con noi. Tutto quello che faremo insieme, sia dentro che fuori da questa casa, deve essere un piacere per tutti. Farai solo cose piacevoli, promesso. Devi solo lasciarti andare e fidarti di noi».
Marco annuì, appoggiando la schiena alla sedia in modo rilassato. «È esattamente così, Vale. Non c'è motivo di essere tesa. Sei nostra ospite e siamo qui prima di tutto per stare bene insieme».
La cena proseguì in un'atmosfera sempre più distesa e informale. Tra una portata di pesce e le chiacchiere sul mare, l’imbarazzo iniziale di Valeria cominciò lentamente a sfumare, complice anche una seconda bottiglia di vino bianco ormai quasi finita.
Valeria iniziò ad avvertire gli effetti dell'alcol: una piacevole sensazione di leggerezza e calore si diffuse in tutto il corpo, rendendo i rumori della sala del ristorante e la preoccupazione per la schiena scoperta decisamente più sfocati e distanti.
Ad un certo punto, Ornella allungò la mano sinistra sotto la tovaglia, posandola con delicatezza sulla coscia nuda di Valeria, proprio nel punto in cui i bottoni lasciati aperti da Marco facevano scostare il tessuto leggero. Cominciò ad accarezzarla con movimenti lenti e fluidi, risalendo gradualmente verso l'alto.
«Vedi che ti stai rilassando, Vale?» le sussurrò Ornella, avvicinandosi al suo orecchio con un sorriso complice. Mentre continuava la carezza sulla pelle calda, la pressione delle sue dita si fece più decisa, spingendo con dolcezza l'interno del ginocchio verso l'esterno. Marco, che da un lato del tavolo non perdeva un solo movimento e si godeva la scena assaporando il
vino dolce portato con il dessert, guardò Valeria dritta negli occhi annuendo.
«Brava Vale» approvò Marco, abbassando leggermente il tono di voce per mantenere l'intimità del loro tavolo in mezzo alla sala. «Sei splendida in questo modo e non vedo l'ora di sbatterti appena torniamo a casa. Facciamo così: finiamo con calma il dolce, e poi andiamo in un locale qui vicino a bere qualcosa. C'è un posto all'aperto sul molo che fa degli ottimi cocktail e c'è la l’ambiente giusto per preparare la nottata».
Ornella, che intanto non aveva smesso di accarezzare lentamente l'interno della coscia dell'amica, si sporse ancora di più verso di lei, quasi a voler condividere un segreto confidenziale.
«Ti confesso una cosa, Vale... a toccarti così mi sono eccitata un sacco anch'io,» ammise Ornella con un sorriso malizioso, guardandola dritta negli occhi. «Sento che mi sto bagnando tutta sotto questo tubino. Più tardi, quando torniamo a casa, avrò proprio bisogno della tua lingua per essere asciugata bene. Dopotutto lo sai bene, sei molto brava a leccare».
Valeria mandò giù un sorso di vino per placare la gola improvvisamente secca, sentendo il cuore battere all'impazzata. Nonostante la consapevolezza di non indossare nulla sotto l'abito, decise di smettere di opporre resistenza: assecondò la spinta dell'amica e per allargare ulteriormente le gambe sotto il tavolo, offrendo la sua totale disponibilità ai loro sguardi e alle loro richieste mentre l'attesa per la notte si faceva sempre più elettrica.
Il locale sul molo era avvolto da luci soffuse e soffici note deep house, con una brezza marina che rendeva piacevole l'ambiente affollato. Non appena varcata la soglia, Marco si diresse subito verso il caposala per chiedere un tavolo all’esterno nella zona più esclusiva.
Approfittando di quel momento di distrazione, mentre erano in attesa vicino al bancone, Ornella si piazzò proprio dietro Valeria. Complice l'alcol e l'eccitazione della cena, cominciò a palpeggiarla con decisione, facendo scivolare le mani sul tessuto leggero del vestito e insinuando la mano per toccarle il sedere.
Valeria sussultò, irrigidendosi leggermente per la sorpresa, ma Ornella si tese in avanti e le premette il corpo contro la schiena. Le sfiorò il collo con le labbra e risalì lentamente fino a leccarle l'orecchio con una flemma provocante, facendola rabbrividire.
«Dio, Vale, sei caldissima...» le sussurrò Ornella direttamente all'orecchio, con il fiato corto e la voce resa ancora più roca dalla musica. Stringendo la presa sui suoi fianchi, aggiunse senza filtri: «Ti giuro che se potessi mi ti farei qui all’istante, davanti a tutti. Mi stai facendo impazzire con questo vestito, hai un culo fantastico».
Valeria sentì le gambe farsi improvvisamente molli e il cuore martellarle nel petto. La sensazione delle mani di Ornella che la toccavano senza sosta in mezzo al locale, unita a quella confessione così spinta, la lasciò senza fiato, divisa tra il timore che qualcuno le vedesse e l'eccitazione travolgente che ormai aveva preso il sopravvento.
Marco tornò con un cameriere che li guidò verso la zona dove avevano riservato per loro uno spazio più tranquillo. Ornella e Valeria si accomodarono subito su un divanetto di pelle scura, sedendosi vicine, mentre Marco prese posto su una poltroncina posizionata esattamente davanti a loro, separato solo da un basso tavolino di vetro su cui vennero appoggiati i cocktail.
Non appena si misero comode, Valeria cercò istintivamente di sistemarsi l'orlo del vestito sulle ginocchia, ma Ornella le bloccò delicatamente la mano, prendendola nella sua.
«Vale, che ti ho detto prima?» le ricordò Ornella con un sorriso complice e la voce resa morbida dalla musica di sottofondo. «Niente barriere stasera. Rilassati e tieni le gambe leggermente aperte anche qui».
Valeria obbedì, allargando appena le ginocchia sotto il tessuto leggero dell'abito e lasciando che lo spacco sul davanti si aprisse di nuovo sulla coscia nuda, proprio sotto lo sguardo attento di Marco. Prima che potesse aggiungere qualcosa, Ornella le voltò delicatamente il viso verso di sé, prendendole il mento tra le dita, e la baciò prima sulle labbra e poi in bocca. Fu un bacio intenso, complice e prolungato, che lasciò Valeria del tutto senza fiato. Marco, seduto sulla poltroncina di fronte, si allungò per prendere il suo bicchiere, osservando la scena con totale approvazione.
«Siete uno spettacolo stasera, ragazze,» commentò Marco, sollevando il calice verso di loro con un sorriso rilassato. Poi si schienò sulla poltroncina, guardando le due donne sul divanetto con totale trasporto. L'atmosferaera ormai satura di complicità e l'alcol aveva azzerato ogni residua formalità.
«Ornella, adesso però non pensare solo a Valeria,» disse Marco, con un sorriso audace e lo sguardo fisso sulle gambe della compagna. «Voglio divertirmi a guardare anche te. Apri le gambe e fai salire quel tubino, forza».
Ornella scoppiò in una piccola risata complice, per nulla infastidita dalla richiesta. Al contrario, lo sguardo che rivolse prima a Marco e poi a Valeria era carico di una forte eccitazione. Senza esitare, allargò le ginocchia sul divano e, afferrando l'orlo del suo tubino nero lucido, lo tirò lentamente verso l'alto lungo le cosce, finché il tessuto non si raccolse sul bacino, esponendo del tutto la sua intimità nuda alla luce soffusa del locale. Marco si sporse in avanti sul tavolino, inchiodando Valeria con lo sguardo.
«Vale, ti dispiace controllare se Ornella è bagnata?» disse Marco, mantenendo un tono calmo ma carico di aspettativa. «Baciala mentre la controlli e, mentre lo fai, vorrei che Ornella controllasse se i tuoi capezzoli sono duri».
Valeria sentì una scarica elettrica attraversarle tutto il corpo. Voltò la testa verso l'amica, che la stava già aspettando a labbra dischiuse. Senza più opporre resistenza, Valeria si protese in avanti e unì le sue labbra a quelle di Ornella in un bacio profondo e appassionato. Mentre le loro lingue si cercavano, Valeria fece scivolare la mano destra lungo la coscia nuda di Ornella, risalendo fino a raggiungere la sua intimità. Contemporaneamente, rispondendo all'ordine di Marco, la mano di Ornella si infilò sotto la scollatura profonda del vestito di Valeria, andando a cercare il suo seno libero da ogni legame. Le dita dell'amica trovarono subito i capezzoli, tesi e turgidi per l'emozione e per il brivido di essere toccata in quel modo in un luogo pubblico.
Marco si sporse ulteriormente sul tavolino di vetro, guardando Valeria con gli occhi lucidi per l'attenzione e l'eccitazione del momento, mentre le due donne interrompevano lentamente il bacio.
«Allora, Vale? Com'è la situazione?» le chiese Marco con voce bassa e roca. «L'hai trovata bagnata?»
Valeria, con il respiro decisamente affannato sollevò lo sguardo verso di lui, visibilmente eccitata.
«Sì, tantissimo...» rispose Valeria in un sussurro, tenendo ancora la mano poggiata sulla coscia nuda di Ornella.
Marco annuì con evidente compiacimento e, senza staccare gli occhi dalle due amiche sul divanetto, diede la disposizione successiva, alzando la posta in gioco proprio lì.
«Ottimo. Allora adesso voglio che la penetri con le dita,» le ordinò Marco con assoluta fermezza. «E cerca di farla godere se ci riesci».
Ornella si appoggiò allo schienale del divano, schiudendo ancora di più le gambe per accogliere il tocco dell'amica e guardandola con un'espressione di totale intesa e incoraggiamento. Valeria, ormai completamente travolta dal cortocircuito di sensazioni e dalla totale sottomissione alle richieste della coppia, assecondò l'ordine di Marco: spinse le dita all'interno di Ornella, muovendo la mano con delicatezza e ritmo per assecondare la sua eccitazione.
Ornella inarcò leggermente la schiena contro il divanetto di pelle, mentre Valeria continuava a baciarla sulla bocca per soffocare ogni rumore. Il ritmo delle dita di Valeria, unito all'audacia di trovarsi in un luogo pubblico, spinse Ornella oltre il limite: con un fremito improvviso delle cosce e un sospiro profondo intrappolato tra le labbra dell'amica, Ornella ebbe il suo primo orgasmo della serata, abbandonandosi per qualche istante al piacere di quella stimolazione.
Valeria avvertì le contrazioni intime dell'amica bagnarle le dita e, nel sentire quel calore, percepì la propria eccitazione salire alle stelle. Quando si staccarono dal bacio, Marco si sporse in avanti e fissò Valeria negli occhi.
«Vale vieni qui, fammi assaggiare Ornella», le chiese Marco con voce bassa e carica di desiderio.
Valeria si alzò dal divanetto, ancora tremante per l'intensità di quello che era appena successo, e gli porse la mano. Marco la prese per il polso e cominciò a leccarle le dita con lentezza, assaporando l'intimità di Ornella direttamente dalla sua pelle. Nel frattempo, con l'altra mano libera, si intrufolò sotto l'orlo del vestito di Valeria, risalendo lungo la coscia nuda fino a raggiungerla in mezzo alle gambe. Non appena le sue dita toccarono la sua carne, la trovarono completamente bagnata.
Marco sollevò lo sguardo, incrociando quello di Ornella con un sorriso malizioso.
«Anche la tua amica è fradicia,» disse Marco, continuando a stimolare Valeria sotto il tessuto leggero dell'abito. «Sembra proprio che tu le abbia fatto una buona impressione».
Ornella, ancora con il respiro leggermente affannato sul divanetto, guardò la scena visibilmente appagata e fiera della reazione di Valeria, che ormai non opponeva più alcuna resistenza a quel gioco a tre.
Prima che Valeria potesse risedersi sul divanetto accanto all'amica, Marco bloccò un attimo la situazione, guardando la ragazza con un'intensità ancora maggiore.
«Ornella, prima che si rimetta comoda, mi piacerebbe vedere molto di più di Valeria,» disse Marco, appoggiando la schiena alla poltroncina e incrociando le braccia con un sorriso audace.
Ornella sollevò lo sguardo su Valeria, accarezzandole il fianco scoperto dal vestito. «Vale, che ne dici? Lo fai vedere il seno a Marco e a me?» le chiese con un tono dolce ma che non ammetteva incertezze.
Valeria si guardò intorno per un istante, sentendo il cuore battere all'impazzata. «Ornella... ma qui potrebbero vedermi tutti...» ribatté in un sussurro, cercando una debole resistenza.
«E che ti importa, Vale?» le rispose Ornella, ridendo leggermente per rassicurarla. «Tanto domani al mare ti vedranno comunque. E poi, ammettilo, tu sei un'esibizionista nata, ti piace da morire questa situazione».
Marco sorrise apertamente a quella battuta, godendosi l'imbarazzo e l'eccitazione della ragazza. «Ascolta l'amica tua, Vale. Dai, rimettiti seduta e apri meglio le gambe,» le chiese, indicando il posto sul divanetto.
Valeria obbedì e si risedette, allargando di nuovo le ginocchia sul divano di pelle. Non appena si sistemò, Ornella si protese verso di lei e la baciò di nuovo con estrema passione sulla bocca. Mentre le loro lingue si intrecciavano e Valeria si lasciava cullare dal bacio, le mani dell'amica si mossero rapide sul davanti del vestito: con un gesto deciso, Ornella le slacciò un altro paio di bottoni della scollatura, lasciando così vedere tutto il seno, che si offrì turgido e scoperto alla luce soffusa e agli sguardi di Marco.
Staccandosi un millimetro dalle sue labbra, Ornella le sussurrò sulla pelle: «Guarda come sei bella. Ti giuro che un giorno ti faremo girare per i locali tutta nuda, così tutti ti potranno ammirare».
E, mentre pronunciava quelle parole, la mano di Ornella scivolò rapidamente verso il basso, afferrando l'orlo della gonna. Con un colpo secco, le slacciò un altro bottone partendo da sotto, aprendole il vestito ancora di più verso il pube e lasciando la sua intimità nuda quasi del tutto esposta. Ormai, lungo la stoffa leggera, rimanevano solo tre bottoni centrali a evitare che l'intero abito si aprisse completamente sul divanetto.
Sotto la stoffa ormai spalancata del vestito, Ornella infilò di nuovo la mano, iniziando ad accarezzare la fica di Valeria con movimenti estremamente lenti e deliberati, godendosi ogni minima reazione del suo corpo. Poi si voltò verso la poltroncina, incrociando lo sguardo del compagno.
«Marco, guarda che per come è bagnata adesso conviene andare via,» disse Ornella con un sorriso malizioso e il fiato corto, senza smettere di muovere le dita. «Altrimenti questa qui tra un po' ricomincia a godere e si mette a urlare davanti a tutto il locale».
Marco finì l'ultimo goccio del suo drink e si alzò in piedi di scatto, sistemandosi la camicia con un'espressione decisamente decisa e dominante.
«Va bene, allora alziamoci e andiamo alla cassa,» ordinò Marco, guardando Valeria con un misto di orgoglio e provocazione. «Però voglio che le lasci il vestito così. Voglio proprio che Valeria possa essere ammirata da tutti mentre usciamo».
Valeria si alzò dal divanetto con le gambe che le tremavano per l'alcol e per l'eccitazione. Con il vestito tenuto insieme solo da quei tre bottoni centrali, il seno era praticamente tutto scoperto e lo spacco inferiore si apriva a ogni passo fin quasi al pube, mentre la profonda scollatura sulla schiena continuava a mostrare l'inizio delle natiche.
Mentre si facevano largo tra la folla stipata lungo il corridoio e vicino al bancone del locale, la sottomissione di Valeria divenne totale e pubblica. Ornella le camminava vicinissima di fianco e, senza curarsi minimamente degli sguardi della gente, le palpeggiava pesantemente il sedere a ogni passo, spingendola in avanti. Marco, che apriva la fila per raggiungere la cassa, allungò la mano all'indietro sotto l'orlo slacciato del vestito e, camminando, le penetrò la fica con il dito indice tenendola agganciata a se, guidandola tra i clienti del locale che si voltavano incuriositi e accaldati a guardare quel trio così esplicito.
Mentre attraversavano il parcheggio per raggiungere il SUV, l’eccitazione non accennava a placarsi. Ornella e Marco continuarono a toccare Valeria lungo tutto il tragitto, stringendole i fianchi e infilando le mani sotto i lembi ormai sciolti dell'abito, incuranti della fresca brezza notturna.
Quando arrivarono davanti alla macchina, Marco aprì le portiere con il telecomando, mentre Ornella si parò davanti a Valeria, bloccandola contro la fiancata del SUV.
«Vale, togliti questo vestito,» le disse Ornella con un sorriso audace e la voce bassa. «Tanto alla villa non ti servirà più a nulla».
Dicendole questo, si protese in avanti e le diede un nuovo, profondo bacio in bocca, mentre con la mano scendeva rapida a titillarle la fica, ormai completamente bagnata. Valeria, presa da un sussulto di timore all'idea di rimanere all'aperto senza nulla addosso, provò a fare una debole resistenza, scuotendo leggermente la testa tra le labbra dell'amica. Ornella, però, continuò a baciarla con passione e, con gesti rapidi e decisi, le slacciò gli ultimi tre bottoni rimasti.
«Dai, girati che ti aiuto a svestirti,» le sussurrò Ornella con dolcezza ma senza ammettere repliche.
Valeria obbedì, voltandosi di spalle. Ornella le fece scivolare le maniche lungo le braccia e le sfilò l'abito del tutto, lasciandola completamente nuda nel parcheggio semibuio. Valeria salì rapidamente sui sedili posteriori per nascondersi, ma non appena si accomodò, Marco disse a Ornella di spogliarsi e andare dietro. «Però non fate troppo casino lì dietro» disse Marco. Poi, allungando il braccio verso il cruscotto, premette un tasto: «E adesso accendiamo la luce posteriore dell’abitacolo, così vi vedo bene».
La luce bianca del soffitto si accese di colpo, illuminando ogni millimetro della pelle nuda di Valeria, che d'istinto cercò di coprirsi il pube con le mani. «Lascia stare le mani, Vale,» la rimproverò dolcemente Ornella, «ti copro io la fica con la mia mano.…ti devi abituare a girare nuda, tutti devono sapere chi sei e a chi appartieni».
Marco mise in moto il motore del SUV, incrociando lo sguardo delle ragazze nello specchietto retrovisore.
«Hai sentito l'amica tua, Vale?» disse Marco con un sorriso complice mentre faceva manovra per uscire dal parcheggio. « Più tardi Ornella la mano la userà solo per darsi piacere visto che dovrà solo guardare mentre ti scopo».
Ornella rise piano, chiaramente eccitata da quella dinamica, e mantenne gli occhi fissi sul corpo nudo di Valeria, che sotto la luce bianca dell'abitacolo si sentiva completamente esposta e priva di difese, pronta ad accettare ogni singola regola di quel fine settimana.
L'arrivo alla villa al mare segnò l'inizio di una notte lunghissima, in cui il tempo sembrò dilatarsi e perdere ogni importanza. Trasferitisi nella grande camera da letto padronale, illuminata solo dalle luci soffuse che filtravano dal terrazzo, Valeria si abbandonò completamente ai desideri e alla complicità dei suoi amici, lasciando andare ogni residua difesa.
Quella notte fecero le ore piccole, in un crescendo di intimità e condivisione. Il piacere di Valeria fu messo al centro di ogni attenzione: per farla vibrare e portarla all'apice più volte, Ornella introdusse nel gioco un dildo vibrante di ultima generazione, muovendolo con calcolata lentezza, mentre accostava al corpo della ragazza un ciucciaclitoride a onde soniche. L'intensità di quegli stimoli, uniti alla vicinanza e alle carezze costanti dell'amica, fece crollare Valeria in un vortice di sensazioni travolgenti, facendola venire varie volte e riempiendo la stanza di sospiri affannati.
Marco mantenne la promessa fatta in auto, restando a guardare l'eccitazione delle due donne prima di unirsi definitivamente a loro. Fu il suo cazzo a prenderla con decisione, completando quel cerchio di totale complicità che Valeria aveva tanto temuto durante il giorno, ma che ora, nel silenzio della notte, accoglieva come un'esperienza di pura e liberatoria unione con le persone di cui si fidava. Ornella continuò a darsi piacere con la mano guardando la scena con il fiato corto, deliziata dall'intensità di quel momento a tre.
Subito dopo, mentre i respiri cominciavano lentamente a regolarizzarsi, Ornella si chinò e leccò via con estrema cura tutto il seme di Marco dalla fica di Valeria, assaporando quel mix di umori intimi. Poi, su invito di Marco, Ornella si dedicò a leccargli l'ano, mentre Valeria si concentrava a pulirgli interamente il cazzo e le palle, ancora intrisi dai fluidi di quella notte, muovendo la lingua con assoluta dedizione.
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