Solite vacanze 3
di
Carcassone
genere
corna
Avevo fatto una cosa brutta, impensabile solo due giorni prima. L'idea di Fabio al lavoro mentre io mi sottomettevo ad un satiro mi faceva star male. Dovevo reagire, per Fabio , per il nostro amore.
Così per due giorni consecutivi , nel pomeriggio, mi costringevo in camera a riposare e a leggere qualcosa. Ma il pensiero era fisso, la curiosità di vedere cosa facevano quei due maiali mi distraeva, sentivo tra le cosce un calore continuo e la fica sembrava avere la febbre per quanto era calda e umida. Camminando sentivo uno sciquettio Profondo che mi turbava molto.
Il terzo giorno decisi di andare di nuovo, mi vergognavo della mia debolezza ma continuavo a convincermi che ero solo curiosa.
Arrivai alla cascina facendo attenzione a nascondermi. Doveva essere da un po' che erano li, erano sudati e presi. Il giovane stava sopra al satiro e faceva su e giù facendo sparire nel suo culo quel cazzo che sembrava un paletto. Dalla mia posizione potevo vedere il cazzo scavare quel buco , uscire e poi rientrare. Lo stava allargando in maniera oscena. Quando era fuori , quel buco scorreggiava rumorosamente e faceva intravedere gli intestini infuocati.
Lo riempì di sborra poco dopo , grugnendo come un animale. Quando lo tiro' fuori ,quel cazzo mi ipnotizzò. Era dritto verso il cielo, tutto bagnato e gonfio. Sentii colare la mia fica mentre lo stomaco si stringeva. Me ne andai prima di loro e mi ritirai in camera. C'era un silenzio assurdo e mi sembrava che si sentisse il rumore della fica zuppa.
Andai in bagno e mi sfogai, pochi secondi dopo ero già venuta. Ero madida di sudore , mi infilai sotto la doccia e mi lavai. Venni altre due volte, una follia per me.
Cominciai a toccarmi il buco del culo, fino a quel giorno , considerato per quel che era. Ma la scena che avevo visto mi aveva messo in subuglio e volevo provare ad entrarci, magari con un dito. Era una sensazione strana ,non incredibile ma strana. Qualcosa mi diceva che dovevo penetrarlo meglio, sembrava chiedermi di essere allargato.quel pomeriggio mi misi dentro uno spazzolino da denti, poi il manico di una spazzola infine, con dolore , il manico in legno di un vecchio stura lavandini in gomma che potevo, vista la ventosa,attaccare ovunque. .quest'ultimo mi fece male, ma sarebbe, col tempo, diventato un amico importante....... Continua
Così per due giorni consecutivi , nel pomeriggio, mi costringevo in camera a riposare e a leggere qualcosa. Ma il pensiero era fisso, la curiosità di vedere cosa facevano quei due maiali mi distraeva, sentivo tra le cosce un calore continuo e la fica sembrava avere la febbre per quanto era calda e umida. Camminando sentivo uno sciquettio Profondo che mi turbava molto.
Il terzo giorno decisi di andare di nuovo, mi vergognavo della mia debolezza ma continuavo a convincermi che ero solo curiosa.
Arrivai alla cascina facendo attenzione a nascondermi. Doveva essere da un po' che erano li, erano sudati e presi. Il giovane stava sopra al satiro e faceva su e giù facendo sparire nel suo culo quel cazzo che sembrava un paletto. Dalla mia posizione potevo vedere il cazzo scavare quel buco , uscire e poi rientrare. Lo stava allargando in maniera oscena. Quando era fuori , quel buco scorreggiava rumorosamente e faceva intravedere gli intestini infuocati.
Lo riempì di sborra poco dopo , grugnendo come un animale. Quando lo tiro' fuori ,quel cazzo mi ipnotizzò. Era dritto verso il cielo, tutto bagnato e gonfio. Sentii colare la mia fica mentre lo stomaco si stringeva. Me ne andai prima di loro e mi ritirai in camera. C'era un silenzio assurdo e mi sembrava che si sentisse il rumore della fica zuppa.
Andai in bagno e mi sfogai, pochi secondi dopo ero già venuta. Ero madida di sudore , mi infilai sotto la doccia e mi lavai. Venni altre due volte, una follia per me.
Cominciai a toccarmi il buco del culo, fino a quel giorno , considerato per quel che era. Ma la scena che avevo visto mi aveva messo in subuglio e volevo provare ad entrarci, magari con un dito. Era una sensazione strana ,non incredibile ma strana. Qualcosa mi diceva che dovevo penetrarlo meglio, sembrava chiedermi di essere allargato.quel pomeriggio mi misi dentro uno spazzolino da denti, poi il manico di una spazzola infine, con dolore , il manico in legno di un vecchio stura lavandini in gomma che potevo, vista la ventosa,attaccare ovunque. .quest'ultimo mi fece male, ma sarebbe, col tempo, diventato un amico importante....... Continua
5
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valutazione
6.6
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