Solite vacanze 1
di
Carcassone
genere
corna
Sono nata a Roma ma i miei no, loro sono abruzzesi delle montagne. Loro non hanno mai reciso il cordone che li legava a quella terra.
Abbiamo alcune proprietà in quei luoghi e la casa che fu dei nonni, un casale malandato ma enorme e con tanta terra intorno.
Le terre i miei le hanno affittate ma il casale continuiamo ad usarlo noi in estate.
Ogni estate, da che ho memoria , passiamo il mese di Luglio lì.
Mi è sempre piaciuto andarci, almeno finché sono stata bambina.
Negli ultimi anni è diventata una tortura perché ho le mie amicizie a Roma e lasciarle per un mese mi è pesante.
Sarebbe più accettabile se potessi portare Fabio con me, ma lui l'estate lavora per pagarsi gli studi e quindi non può venire. È il mio ragazzo da tre anni ,e progettiamo una vita insieme. È un ragazzo tranquillo , premuroso e rispettoso.
Quest'anno eravamo andati solo, io, mia madre e mio fratello Umberto, di un anno più grande di me e già patentato.
La sera spesso andavamo in paese , in quel periodo , pieno di villeggianti, ma il giorno gironzolavo attorno al casolare , riconoscendo via via , i posti della mia infanzia.
Un pomeriggio, dopo pranzo, mentre gli altri riposavano , mi spinsi verso le cascine. Le avevamo affittate ad una azienda agricola ma non facevano storie se passavamo da quelle parti.
L'odore dolciastro del fieno saturava l'aria e i grilli sembravano a migliaia.
Nel frastuono mi sembrò di sentire ansimare. Mi avvicinai curiosa e notai due uomini di colore, indiani, per essere precisi, che si trastullavano con un tubo dell'acqua. Erano braccianti intenti a rinfrescarsi dal caldo torrido. Ma erano nudi e nella penombra mi sembrava che avessero qualcosa attaccato in vita che scendendo penzolava come un foulard al vento. Quando gli occhi si abituarono rimasi sbigottita, non erano foulard, ma due cazzi esageratamente lunghi, corredati da palle enormi. La curiosità mi vinse e mi appostai per vedere meglio. Giocavano con l'acqua ma scherzavano anche con le loro verghe scure. Si toccavano a vicenda ansimando sempre più profondamente. Poi, uno dei due chiuse l'acqua, si giro' verso il compare e con fare autoritario mise le mani sui fianchi allargò un poco le gambe e spinse in avanti il bacino. L'altro osservava mentre si toccava il pisello . Poi il primo disse qualcosa nella loro lingua, l'altro rispose e poi si avvicino' e si inginocchiò proprio di fronte a lui.
L'uomo in piedi iniziò a schiaffeggiarlo con il suo cazzo mentre l'altro mugolava. Qualche secondo dopo quel pisello faceva su e giù nella bocca dell'inginocchiatoi che sembrava volerselo mangiare. Faceva un rumore osceno di saliva risucchiata e massaggiava le enormi palle facendo impazzire il proprietario. Non avevo mai visto cazzi così, Fabio aveva un arnese che io credevo normale ma visti i due indiani andai in confusione. Non avevo fatto tanto sesso, eravamo una coppia normale con voglie normali, quasi tiepide.
Quei due invece sembravano indemoniati,, quello che succhiava sembrava volerselo mangiare, l'altro spingeva fino a farlo tossire.
Improvvisamente il capo sfilò il cazzo dalla bocca dell'altro e gli ordinò qualcosa. L'uomo si alzò e si piegò poggiando la testa su una balla di fieno. Allargò le gambe e con le mani spalancò le chiappe. Per un attimo vidi il suo pistone pendente affiancato sa una sacca scotale enorme.
L'altro si avvicino' e si infilò due dita in bocca per poi piantarle fino in fondo nel culo dell'altro. Le sfilò lentamente e pianto' il cazzo al loro posto. Mi domandai come faceva ,quello sotto, a resistere a quei colpi, dalla mia posizione, quasi a terra , vedevo le palle che si scontravano e il cazzone del succube che dondolava a ritmo. Poco dopo stava a bocca aperta in attesa di ricevere una sborrata esagerata. Rimasi ancora un poco , sentivo le mutandine fradicie ed il cuore a mille.
Loro si rivestirono con calma ed uscirono, scherzavano nella loro lingua mentre salivano su un enorme trattore.
Tornai a casa e mi misi sotto la doccia, mi sfregai la fica e venni due volte, non mi era mai capitato......
Continua
Abbiamo alcune proprietà in quei luoghi e la casa che fu dei nonni, un casale malandato ma enorme e con tanta terra intorno.
Le terre i miei le hanno affittate ma il casale continuiamo ad usarlo noi in estate.
Ogni estate, da che ho memoria , passiamo il mese di Luglio lì.
Mi è sempre piaciuto andarci, almeno finché sono stata bambina.
Negli ultimi anni è diventata una tortura perché ho le mie amicizie a Roma e lasciarle per un mese mi è pesante.
Sarebbe più accettabile se potessi portare Fabio con me, ma lui l'estate lavora per pagarsi gli studi e quindi non può venire. È il mio ragazzo da tre anni ,e progettiamo una vita insieme. È un ragazzo tranquillo , premuroso e rispettoso.
Quest'anno eravamo andati solo, io, mia madre e mio fratello Umberto, di un anno più grande di me e già patentato.
La sera spesso andavamo in paese , in quel periodo , pieno di villeggianti, ma il giorno gironzolavo attorno al casolare , riconoscendo via via , i posti della mia infanzia.
Un pomeriggio, dopo pranzo, mentre gli altri riposavano , mi spinsi verso le cascine. Le avevamo affittate ad una azienda agricola ma non facevano storie se passavamo da quelle parti.
L'odore dolciastro del fieno saturava l'aria e i grilli sembravano a migliaia.
Nel frastuono mi sembrò di sentire ansimare. Mi avvicinai curiosa e notai due uomini di colore, indiani, per essere precisi, che si trastullavano con un tubo dell'acqua. Erano braccianti intenti a rinfrescarsi dal caldo torrido. Ma erano nudi e nella penombra mi sembrava che avessero qualcosa attaccato in vita che scendendo penzolava come un foulard al vento. Quando gli occhi si abituarono rimasi sbigottita, non erano foulard, ma due cazzi esageratamente lunghi, corredati da palle enormi. La curiosità mi vinse e mi appostai per vedere meglio. Giocavano con l'acqua ma scherzavano anche con le loro verghe scure. Si toccavano a vicenda ansimando sempre più profondamente. Poi, uno dei due chiuse l'acqua, si giro' verso il compare e con fare autoritario mise le mani sui fianchi allargò un poco le gambe e spinse in avanti il bacino. L'altro osservava mentre si toccava il pisello . Poi il primo disse qualcosa nella loro lingua, l'altro rispose e poi si avvicino' e si inginocchiò proprio di fronte a lui.
L'uomo in piedi iniziò a schiaffeggiarlo con il suo cazzo mentre l'altro mugolava. Qualche secondo dopo quel pisello faceva su e giù nella bocca dell'inginocchiatoi che sembrava volerselo mangiare. Faceva un rumore osceno di saliva risucchiata e massaggiava le enormi palle facendo impazzire il proprietario. Non avevo mai visto cazzi così, Fabio aveva un arnese che io credevo normale ma visti i due indiani andai in confusione. Non avevo fatto tanto sesso, eravamo una coppia normale con voglie normali, quasi tiepide.
Quei due invece sembravano indemoniati,, quello che succhiava sembrava volerselo mangiare, l'altro spingeva fino a farlo tossire.
Improvvisamente il capo sfilò il cazzo dalla bocca dell'altro e gli ordinò qualcosa. L'uomo si alzò e si piegò poggiando la testa su una balla di fieno. Allargò le gambe e con le mani spalancò le chiappe. Per un attimo vidi il suo pistone pendente affiancato sa una sacca scotale enorme.
L'altro si avvicino' e si infilò due dita in bocca per poi piantarle fino in fondo nel culo dell'altro. Le sfilò lentamente e pianto' il cazzo al loro posto. Mi domandai come faceva ,quello sotto, a resistere a quei colpi, dalla mia posizione, quasi a terra , vedevo le palle che si scontravano e il cazzone del succube che dondolava a ritmo. Poco dopo stava a bocca aperta in attesa di ricevere una sborrata esagerata. Rimasi ancora un poco , sentivo le mutandine fradicie ed il cuore a mille.
Loro si rivestirono con calma ed uscirono, scherzavano nella loro lingua mentre salivano su un enorme trattore.
Tornai a casa e mi misi sotto la doccia, mi sfregai la fica e venni due volte, non mi era mai capitato......
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