Il troy
di
IL MICROBO
genere
gay
IL TROY
Tutti i miei compagni di scuola sono fidanzatissimi e per niente gay. L'unico un po' recchione del gruppo sono io. Si è sparsa la voce che sono bravo a succhiare e uno dopo l'altro li ho masticati quasi tutti. Le loro ragazze o si rifiutano o ci sanno poco fare. Mi mancava Samuel, il più fusto di tutti, che un bel giorno finalmente prende l'iniziativa.
-Ho l'uccello che mi scoppia, mi aiuti?
Salgo con lui in motorino, lo stringo forte. Mi porta in collina, dove c'è un capanno che di solito ci porta le sue fiche da scopa.
-Qui nessuno ci disturba. Forza dai.
Si siede. Lo sbottono. È tutto un apri e gusta. Mi apre le gambe, lo lavoro in ginocchio.
Sul più bello mi blocca e mi dice: Voglio di più.
-Cos'è che vuoi?
-Il culo.
-Accidenti no Samuel, non l'ho mai dato.
-Girati.
Mi giro: Samuel no.
Mi strappa giù il pantalone.
-Ma guarda che bel culetto.
-Dici?
Me lo punta.
-Samuel ti prego.
Ce lo sopra, ce l'ho dentro.
-Samuel fai piano.
-Sei mio.
-Basta Samuel.
-Lasciami fare.
Mi stava montando come una cagna.
-Ancora poco e ti fecondo.
-No Samuel. no.
-Ohh sìì, sììì, sìììììììììì. Huauuuuuuuuu.
Colpito e affondato. Che burrasca. Che vergogna.
-Samuel, ma ti rendi conto?
-Hai un utero da sballo. Non piangerci su. Ti passerà.
-E adesso?
-Non scocciare. Ti ho solo completato.
-Succederà ancora?
-Può essere, anzi senz'altro sì. Sei troppo intrigante.
-Non dirlo in giro.
-Resta fra me e te. Anche se un po' di pubblicità non ti farebbe male.
-Mi consideri Frocio?
-Vedi un po' tu.
Per più di un mese sono stato solo suo. Cavolo! Poi si sono fatti sotto anche gli altri. Davanti è tanta fatica, dietro è solo goduria. Grazie Samuel.
Tutti i miei compagni di scuola sono fidanzatissimi e per niente gay. L'unico un po' recchione del gruppo sono io. Si è sparsa la voce che sono bravo a succhiare e uno dopo l'altro li ho masticati quasi tutti. Le loro ragazze o si rifiutano o ci sanno poco fare. Mi mancava Samuel, il più fusto di tutti, che un bel giorno finalmente prende l'iniziativa.
-Ho l'uccello che mi scoppia, mi aiuti?
Salgo con lui in motorino, lo stringo forte. Mi porta in collina, dove c'è un capanno che di solito ci porta le sue fiche da scopa.
-Qui nessuno ci disturba. Forza dai.
Si siede. Lo sbottono. È tutto un apri e gusta. Mi apre le gambe, lo lavoro in ginocchio.
Sul più bello mi blocca e mi dice: Voglio di più.
-Cos'è che vuoi?
-Il culo.
-Accidenti no Samuel, non l'ho mai dato.
-Girati.
Mi giro: Samuel no.
Mi strappa giù il pantalone.
-Ma guarda che bel culetto.
-Dici?
Me lo punta.
-Samuel ti prego.
Ce lo sopra, ce l'ho dentro.
-Samuel fai piano.
-Sei mio.
-Basta Samuel.
-Lasciami fare.
Mi stava montando come una cagna.
-Ancora poco e ti fecondo.
-No Samuel. no.
-Ohh sìì, sììì, sìììììììììì. Huauuuuuuuuu.
Colpito e affondato. Che burrasca. Che vergogna.
-Samuel, ma ti rendi conto?
-Hai un utero da sballo. Non piangerci su. Ti passerà.
-E adesso?
-Non scocciare. Ti ho solo completato.
-Succederà ancora?
-Può essere, anzi senz'altro sì. Sei troppo intrigante.
-Non dirlo in giro.
-Resta fra me e te. Anche se un po' di pubblicità non ti farebbe male.
-Mi consideri Frocio?
-Vedi un po' tu.
Per più di un mese sono stato solo suo. Cavolo! Poi si sono fatti sotto anche gli altri. Davanti è tanta fatica, dietro è solo goduria. Grazie Samuel.
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