In cerca di emozioni nuove
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IL MICROBO
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IN CERCA DI EMOZIONI NUOVE
Sono etero, qualche volta mi sono comportato da bsx attivo, passivo mai e poi mai. Volevo sperimentarmi in qualcosa di nuovo e di hard. Cercavo un padrone che mi sottomettesse. Passai voce nell'ambiente gay e non feci fatica a individuarne uno. Gli inviai una mail. Mi richiese una serie di notizie e delle foto.
-Hai un bel culo che sarebbe bello lavorare.
Quando e dove? Dall'altra parte della città in data da destinarsi. Il fatto che gli andava bene il mio sedere e che gli garbasse esercitare su di me una qualche forma di poco rispettoso imperio mi eccitava tantissimo.
-Se accetta il mio dominio dovrà subirlo senza sconti per tutta la durata della sessione di prova. Se ne capaciti.
-Posso chiederLe quale è il Suo metodo?
-Uso una certa gradualità ma non troppa. Farò capire meglio a voce e di persona.
Andai da lui.
-Nome di battesimo?
-Franco.
-Piacere Antonio, d'ora in poi Mio Signore. In quanto a Lei credo che Feccia possa andare bene. Che ne dice?
-Benissimo, Mio Signore.
-Si spogli.
-Di tutto?
-Nudo e crudo.
-Come desidera Mio Signore.
-Io non desidero, comando e basta.
Mi spogliai.
-Si metta a quattro zampe.
Lo feci.
-Cosa ritiene di dover essere e di diventare in mia presenza?
-Niente di più che un animale, Mio Signore.
-Ha mai avuto delle occasioni gay da sottomesso?
-Nessuna Mio Signore.
-Le sta cercando?
-Sì Mio Signore.
-I miei trattamenti prevedono dolore fisico, sofferenza interiore, umiliazione sessuale.
-Sì Mio Signore.
-Si sente pronto?
-Sono qui per questo.
-Feccia la vedi la frusta? Vammela a pigliare.
Stava distesa su un tavolo, la morsi e la consegnai al Padrone.
-Hai un bel culo Feccia.
-Grazie Mio Signore.
Impugnò la frusta e la fece vibrare a vuoto.
-Ultimo avvertimento bonario: Vuole andare avanti?
-Sì.
-Si sente pronto?
Sì.
-La trovo più che deciso e dunque procedo.
Sì.
-Sai Feccia a me piacciono i culi ben bene arrossati.
Ho inghiottito un bel po' di saliva.
-Aggrappati al tavolo, stringi i denti e conta.
S'CIAAF.
-Uno.
S'CIAAF.
-Due.
Continuò fino a Dieci. Un vero tormento.
Depose la frusta: Cosa mi racconta?
-Che sto bene con Lei.
-Vuole proseguire?
-Si, Mio Signore.
-Apra bene le gambe.
Mi divaricai. L'uccello ce l'avevo in erezione.
-Feccia ti vedo eccitato.
-Mio Signore, lo sono.
-Non è tollerabile.
Mi strinse le palle ad ovetto e cominciò a batterle forte e a massacramele con un righello.
-Pack.
-Ahhiooo.
-Pack.
-Ahiiiiiiiiiiii.
-PACK.
-UHHHHHHHHHHHH.
L'uccello mi si ammosciò all'istante.
-Per oggi basta Feccia. Se mi tornerai fra i piedi andremo oltre.
-Oltre in che modo, se posso chiedere?
-In chiave sessuale: invertita, lurida, perversa.
Detto questo ritenne utile di mostrami i suoi genitali.
-Complimenti per la Sua Virilità Signore.
-Stampati bene in testa forma e dimensione di questo cazzo.
-Urca!
-Dove pensi che te lo caccerò?
-Fellatio? Inculatio?
-Proprio così. Ora levati dai coglioni che hai visto abbastanza.
Mi sono rivestito e di corsa sono fuggito via.
Per una settimana intera ci pensai e ci ripensai. Lasciare le cose a metà e gettare la spugna non è mai stato nel mio stile.
Quel cazzo così grosso mi perseguitava notte e giorno. Mi ripresentai.
-Ancora qui?
-Sì Mio Signore.
-Hai riflettuto? Dimmi a cosa pensi di preciso.
-Al Suo Scettro Magico Mio Signore.
-Dove credi di meritarlo.
-In fondo alla gola e nell'intimo?
-Tua prima volta Feccia?
-Sì, Mio Signore.
-C'è sempre una prima volta.
Mi devastò. Non fui più quello che ero stato per avanti. La mia dignità di maschio andò a farsi benedire. Mi facevo tanto schifo.
-Non prendertela. Molti ci sono passati. Li ho modificati ma ti garantisco che sono riusciti a sopravvivere. Hai varcato un confine oltre il quale ti piacerà solo così.
-Soltanto così, Mio Signore?
-In nessun altro modo. Baciami l'asta Feccia.
Gliela baciai. La Sua Bacchetta Magica mi aveva completamente istupidito.
-Benvenuto nel Regno dei Servi Totali del Cazzo.
-Lo sono?
-Forse non lo eri ma adesso lo sei.
Sono etero, qualche volta mi sono comportato da bsx attivo, passivo mai e poi mai. Volevo sperimentarmi in qualcosa di nuovo e di hard. Cercavo un padrone che mi sottomettesse. Passai voce nell'ambiente gay e non feci fatica a individuarne uno. Gli inviai una mail. Mi richiese una serie di notizie e delle foto.
-Hai un bel culo che sarebbe bello lavorare.
Quando e dove? Dall'altra parte della città in data da destinarsi. Il fatto che gli andava bene il mio sedere e che gli garbasse esercitare su di me una qualche forma di poco rispettoso imperio mi eccitava tantissimo.
-Se accetta il mio dominio dovrà subirlo senza sconti per tutta la durata della sessione di prova. Se ne capaciti.
-Posso chiederLe quale è il Suo metodo?
-Uso una certa gradualità ma non troppa. Farò capire meglio a voce e di persona.
Andai da lui.
-Nome di battesimo?
-Franco.
-Piacere Antonio, d'ora in poi Mio Signore. In quanto a Lei credo che Feccia possa andare bene. Che ne dice?
-Benissimo, Mio Signore.
-Si spogli.
-Di tutto?
-Nudo e crudo.
-Come desidera Mio Signore.
-Io non desidero, comando e basta.
Mi spogliai.
-Si metta a quattro zampe.
Lo feci.
-Cosa ritiene di dover essere e di diventare in mia presenza?
-Niente di più che un animale, Mio Signore.
-Ha mai avuto delle occasioni gay da sottomesso?
-Nessuna Mio Signore.
-Le sta cercando?
-Sì Mio Signore.
-I miei trattamenti prevedono dolore fisico, sofferenza interiore, umiliazione sessuale.
-Sì Mio Signore.
-Si sente pronto?
-Sono qui per questo.
-Feccia la vedi la frusta? Vammela a pigliare.
Stava distesa su un tavolo, la morsi e la consegnai al Padrone.
-Hai un bel culo Feccia.
-Grazie Mio Signore.
Impugnò la frusta e la fece vibrare a vuoto.
-Ultimo avvertimento bonario: Vuole andare avanti?
-Sì.
-Si sente pronto?
Sì.
-La trovo più che deciso e dunque procedo.
Sì.
-Sai Feccia a me piacciono i culi ben bene arrossati.
Ho inghiottito un bel po' di saliva.
-Aggrappati al tavolo, stringi i denti e conta.
S'CIAAF.
-Uno.
S'CIAAF.
-Due.
Continuò fino a Dieci. Un vero tormento.
Depose la frusta: Cosa mi racconta?
-Che sto bene con Lei.
-Vuole proseguire?
-Si, Mio Signore.
-Apra bene le gambe.
Mi divaricai. L'uccello ce l'avevo in erezione.
-Feccia ti vedo eccitato.
-Mio Signore, lo sono.
-Non è tollerabile.
Mi strinse le palle ad ovetto e cominciò a batterle forte e a massacramele con un righello.
-Pack.
-Ahhiooo.
-Pack.
-Ahiiiiiiiiiiii.
-PACK.
-UHHHHHHHHHHHH.
L'uccello mi si ammosciò all'istante.
-Per oggi basta Feccia. Se mi tornerai fra i piedi andremo oltre.
-Oltre in che modo, se posso chiedere?
-In chiave sessuale: invertita, lurida, perversa.
Detto questo ritenne utile di mostrami i suoi genitali.
-Complimenti per la Sua Virilità Signore.
-Stampati bene in testa forma e dimensione di questo cazzo.
-Urca!
-Dove pensi che te lo caccerò?
-Fellatio? Inculatio?
-Proprio così. Ora levati dai coglioni che hai visto abbastanza.
Mi sono rivestito e di corsa sono fuggito via.
Per una settimana intera ci pensai e ci ripensai. Lasciare le cose a metà e gettare la spugna non è mai stato nel mio stile.
Quel cazzo così grosso mi perseguitava notte e giorno. Mi ripresentai.
-Ancora qui?
-Sì Mio Signore.
-Hai riflettuto? Dimmi a cosa pensi di preciso.
-Al Suo Scettro Magico Mio Signore.
-Dove credi di meritarlo.
-In fondo alla gola e nell'intimo?
-Tua prima volta Feccia?
-Sì, Mio Signore.
-C'è sempre una prima volta.
Mi devastò. Non fui più quello che ero stato per avanti. La mia dignità di maschio andò a farsi benedire. Mi facevo tanto schifo.
-Non prendertela. Molti ci sono passati. Li ho modificati ma ti garantisco che sono riusciti a sopravvivere. Hai varcato un confine oltre il quale ti piacerà solo così.
-Soltanto così, Mio Signore?
-In nessun altro modo. Baciami l'asta Feccia.
Gliela baciai. La Sua Bacchetta Magica mi aveva completamente istupidito.
-Benvenuto nel Regno dei Servi Totali del Cazzo.
-Lo sono?
-Forse non lo eri ma adesso lo sei.
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