Colloquio di lavoro pt2
di
Lea G
genere
saffico
Colloquio di lavoro 2
Un' ombra sulla soglia
Mio marito sollevò lo sguardo dallo schermo del PC sul quale scorrevano le quote delle scommesse sul campionato e mi squadrò dalla testa ai piedi.
-Dove vai?- chiese.
-Al lavoro-
-Ma è sabato ...-
-Lo so, ma Moniq vuole dettarmi qualche lettera e controllare gli appuntamenti della prossima settimana-
-Spero che gli straordinari te li paghi bene, almeno-
-Oh si. Il trattamento è kosoddisfacente- risposi, dissimulando un sorriso -se dovessi fare tardi, in frigo c'è l' arrosto avanzato ieri sera-
-Il migliore che abbia mai mangiato. È stata una cena eccellente, sei stata bravissima. Anche Moniq è rimasta soddisfatta-
-Si, molto soddisfatta-
-Senti, prima di andare...che ne diresti di prenderti cura di tuo marito? -ammiccò- Come ieri sera?-
-Adesso non ho tempo. Ma tu tienilo in caldo, mandingo. Ne riparliamo quando torno-
-Ok ok...-
Uscii e mi chiusi la porta alle spalle, cercando di respingere un conato.
Più tardi, dopo aver esaurito gli obblighi di lavoro, Moniq mi portò in camera per ottemperare agli altri obblighi contrattuali.
Pensai che doveva essere di buon umore, perché fu più delicata del solito: mi spogliò in modo sensuale, mi fece coricare sul letto e ci baciammo a lungo e dolcemente, prima che si dedicasse al resto del mio corpo.
Chiusi gli occhi e pensai alla sera prima
a casa mia.
Avevo invitato Moniq a cena, perché volevo che incontrasse mio marito, in modo da fugare ogni dubbio o sospetto che lui potesse ancora nutrire.
Appena le avevo aperto la porta, mi aveva messo la lingua in bocca.
-M...Moniq...non qui, per favore-
-Mettiti questo- mi aveva detto.
-Cos' è?-
-Mhm ...un giocattolino. Infilatelo nella
fica. Al resto penso io-
-Oh, Moniq... Benvenuta...accomodati- aveva detto mio marito, alle mie spalle.
Mentre lui accompagnava Moniq in sala da pranzo, io mi ero appartata in bagno e avevo posizionato il "giochino".
Ero tornata a tavola, chiedendomi cosa avesse in mente Moniq.
Non avevo dovuto attendere molto: giusto il tempo di sedermi e l' attrezzò aveva cominciato a vibrare. Impercettibilmente, sulle prime, poi sempre più forte, facendomi boccheggiare proprio mentre assaggiavo i peperoncini sottaceto di mia suocera.
-Piano, Lea...questi sono piccanti- aveva detto mio marito.
La seconda scossa era durata abbastanza a lungo perché cominciassi a bagnarmi, ma era stato con la terza che avevo fatto il danno: stavo servendo il vino ma invece che nel bicchiere lo versai su camicia e pantaloni di mio marito.
-Cos' hai stasera? Sei maldestra! Guarda che disastro...-
-S...scusa t...tesoro... Mi è scivolata la bottiglia...-
-Vado a cambiarmi...ma guarda qui...-
Era uscito dalla sala da pranzo sbattendo la porta.
-Sotto il tavolo. Adesso- l' ordine di Moniq non ammetteva repliche e, del resto, io ero già eccitata dal suo giochino e obbedii.
Al riparo sotto la lunga tovaglia, Moniq si era fatta trovare pronta per ricevere il mio omaggio.
Avevo leccato avidamente la sua femminilità, ma non un verso era uscito dalla sua bocca per farmi capire che stava apprezzando il mio impegno, finché le sue coscie non si erano serrate di ioscatto attorno alla mia testa.
Ero tornata a sedermi e Moniq mi aveva guardato.
-Rimettiti in ordine- mi aveva detto.
Aveva bevuto un sorso di vino, poi aveva detto:
-Dovresti farti scusare da tuo marito-
-Farmi scusare? E come?-
-Mmmm... potresti fargli qualcosa che non gli hai mai fatto-
-Qualcosa che... Oh no... Non quello-
-Perché no?-
-Perché mi fa senso. E poi... verrebbe subito... In gola-
-Proprio perché non ti piace, voglio che tu lo faccia. Sarà soddisfatto e non si farà troppe domande-
Si era alzata e mi aveva baciato.
-Fallo-.
Avevo obbedito, naturalmente. E, naturalmente, mio marito era stato molto contento della novità, mi era venuto in bocca in trenta secondi scarsi e aveva commentato che, se quello era il risultato, avremmo dovuto invitare Moniq a pranzo e cena tutti i giorni, festivi compresi.
Il pensiero del membro di mio marito in bocca mi distrasse dalle sensazioni che la lingua di Moniq mi stava procurando.
Ma non fu per quello che aprii gli occhi.
Avevo percepito un cambiamento, nella camera: un movimento, uno spostamento d'aria, un profumo... Mi sollevai su un gomito e...
Gridai.
Sulla soglia c' era una figura, un' ombra scura contro la luce che proveniva dal corridoio.
Mi raggomitolai, coprendomi col lenzuolo.
-Quién es esta puta?- disse la figura.
-Ciao tesoro. Non ti aspettavo così presto-
Moniq si alzò dal letto e andò ad abbracciarla.
-Moniq ...?-
La figura si mosse verso di me e strappò via il lenzuolo.
-Quién es esta puta?- ripeté.
-Moniq...?!-
-Tesorina, è la mia compagna. Ali, ti presento Lea. Lea, ti presento Ali-
-Allora?!- ringhiò Ali, guardandomi- Stavi facendo la zoccola, te la stavi facendo leccare. Sul mio letto. Da mi chica-
-Moniq...aiuto-
-Tesoro, quando è così arrabbiata non posso proprio farci niente. Meglio assecondarla-
-Assecondarla?! Come assecondarla?!-
Moniq fece un gesto vago con le mani.
-Meglio non contraddirla-
-M...ma io non voglio-
Ali mi prese per una caviglia e mi trascinò giù dal letto.
-Aquì, perra... Fatti vedere...Mmm ...mira...que tetas-
Mi strizzò i capezzoli come se stesse aprendo una serratura.
-Ahia!-
-Fammi sentire... è bagnata, esta zorra-
Mi penetrò con due dita, costringendomi a sollevarmi sulle punte dei piedi.
-Adesso giù. Arrodìllate. Leccami i piedi, puta-
-V...va bene. Ma non farmi del male-
-Avanti. Quiero sentir tu lingua-
Guardai ancora Moniq: "Adesso dirà qualcosa" pensai.
Ma Moniq si era seduta sulla poltrona, aveva appoggiato una gamba sul bracciolo e si stava toccando distrattamente.
-Mira como lame, Moni. Claro che te gusta-
-Si, è brava con la lingua. È nata per leccare-
-Ahora la pruebo. L' hai addestrata bene?-
-È un talento naturale; io, l' ho solo indirizzata-
-Muy bien. Desnudame, perra. Rapida-
Le sbottonai la gonna e le abbassai le mutandine mentre lei stessa si toglieva giacchino, camicetta e reggiseno; rimasi, come ipnotizzata, a guardare le autoreggenti che le fasciavano le gambe e, sopra di esse, la sua femminilità.
-Escucha. Se tu quieres scopare con mi chica, tu devi scopare anche con me. Capisci, puta?-
-Ma...ma io...- guardai ancora verso Moniq, ma lei fece spallucce.
-Non contraddirla. Non farla arrabbiare, se e no è peggio-
-Leccami il culo, perra asquerosa-
Mi afferrò per i capelli, mi trascinò sul pavimento e mi si sedette sulla faccia.
-Mmmmffff...n...nooo...mmmmfff-
-Lame, puta sucia. Pensavi di scoparti mi chica e passarla liscia? Leccami il culo. Mmm... Mira che lingua...buena...mmm. Adesso la fica... leccamela, puta-
-Mmmmfff... aspetta...non...respiro-
-Lecca o ti affogo. Moni, mira como se bagna esta puta-
Mi diede una sberla a mano aperta sulla fica; gridai.
-Adesso te la scopo questa fica de puta che tienes- disse, scandendo le parole e sottolineando ogni sillaba colpendomi sull' interno delle cosce.
-AAAAH...AAAH...basta... Basta-
-Moni, vieni a fartela leccare anche tu, intanto che io la scopo come si merita, esta puta-
Moniq si alzò e venne a prendere il posto di Ali, senza smettere di toccarsi.
Feci in tempo a vedere Ali che si allacciava ai fianchi un grosso strapon nero dalla forma molto realistica.
-Ehi...un momento...non ...non vorrà davvero...-
-Zitta e lecca- Moniq si sedette sulla mia faccia, bloccandomi le braccia con le gambe.
-Mmmmffffggg...n...no...no-
Mi sentii penetrare da qualcosa di così grosso come non avevo mai provato: lanciai un grido, ma il ventre e le gambe di Moniq lo soffocarono.
-Mira como entra...esta puta...dice no ma lo prende facile-
Mi sentii sollevare le gambe, mentre il grosso membro di Ali penetrava a fondo la mia femminilità.
Pensai "Mi stanno violentando", ma questo non fece altro che aumentare la mia eccitazione.
La prima conseguenza, fu che la mia lingua intensificò l' attività sulla fica di Moniq.
-Mmm...senti come lecca... Scopala, Ali. Deve sapere cosa vuol dire sentirsi riempire la fica... Oooh SIII...-
-De verdad? Mi sembra che ne abbia presi, di cazzi ...esta perra-
-Ooooh ... Sto per venire... Mettiglielo nel culo... Voglio venire mentre la inculi-
-EHI...mmmfff... NO... Vi prego... Lì no ...Sono vergine- provai a dire
-Zitta tu- rispose Moniq e mi prese per le caviglie, tirando le mie gambe verso di sé.
Sentii il membro di Ali uscire dalla mia fica e venire puntato contro il mio buchetto.
-NOOO...-
-Silencio ...puta-
Non pensavo che qualcosa di così grosso potesse farsi strada tra le mie natiche, invece... bastò un movimento ben assestato del bacino di Ali.
-AAAAH... MI APRI IN DUEEEE... AAAAH-
-Mmmm... Sverginale il culo, Ali... Ooooh...siiii... Sto venendo.. Mmmh. Continua a leccare ... Siiii-
-Lamele el clitoride, Moni... Mira... Sta godendo col culo, la puta-
-AAAAH... Moniq...vengo...sto venendo col culo... SIIII-
Non credevo fosse possibile, ma lo strapon di Ali nel culo mi portò a un orgasmo squassante.
Finito che ebbe, si tolse il membro, si scambiò nuovamente di posto con Moniq e venne a godere sulla mia faccia.
-Brava la mia troietta- disse Moniq -Lo sapevo che ti si può fare tutto-
Finalmente, mi liberarono.
Restai a terra, gli occhi chiusi e le gambe ripiegate, finché sentii un liquido caldo cadermi addosso.
Ali e Moniq erano in piedi, sopra di me...e mi stavano pisciando addosso.
-Ti piace, troietta?-
Mi piaceva? Forse no, ma era la certificazione della mia sottomissione e non potevo farci molto.
-Per favore... Posso fare una doccia? Mio marito è in casa. Non posso uscire così-
-Sarebbe bello che ti vedesse adesso, troia come sei. Lui non conosce questo lato di te. Cosa facciamo, Ali...gliela rimandiamo così... Scopata , violata e con l' odore delle nostre fiche addosso?-
-Per favore-
Si scambiarono un'occhiata.
Mi portarono nella doccia e, prima di tutto, mi marchiarono di nuovo col loro odore. Poi, finalmente, fecero scendere l' acqua e mi lavarono strusciando i loro corpi sul mio.
Mio marito mi guardò, quando rientrai.
-Cosa ti ha dettato...un romanzo? Sono quasi le due-
-Abbiamo anche riordinato dei documenti, sai com'è-
-Vabbè...mangi qualcosa?-
-No, non ho fame. Vado a riposarmi-
Gli passai davanti e lui mi seguì con lo sguardo, mentre andavo verso la camera.
-Ehi-
-Cosa?-
-C'è qualcosa che non va?-
-N...no. Perché?-
-Cammini in modo strano. Ok, non importa. Riposati, che hai un altro lavoretto da fare, dopo-
-Un lavoretto?-
-Prenderti cura di tuo marito-
Un' ombra sulla soglia
Mio marito sollevò lo sguardo dallo schermo del PC sul quale scorrevano le quote delle scommesse sul campionato e mi squadrò dalla testa ai piedi.
-Dove vai?- chiese.
-Al lavoro-
-Ma è sabato ...-
-Lo so, ma Moniq vuole dettarmi qualche lettera e controllare gli appuntamenti della prossima settimana-
-Spero che gli straordinari te li paghi bene, almeno-
-Oh si. Il trattamento è kosoddisfacente- risposi, dissimulando un sorriso -se dovessi fare tardi, in frigo c'è l' arrosto avanzato ieri sera-
-Il migliore che abbia mai mangiato. È stata una cena eccellente, sei stata bravissima. Anche Moniq è rimasta soddisfatta-
-Si, molto soddisfatta-
-Senti, prima di andare...che ne diresti di prenderti cura di tuo marito? -ammiccò- Come ieri sera?-
-Adesso non ho tempo. Ma tu tienilo in caldo, mandingo. Ne riparliamo quando torno-
-Ok ok...-
Uscii e mi chiusi la porta alle spalle, cercando di respingere un conato.
Più tardi, dopo aver esaurito gli obblighi di lavoro, Moniq mi portò in camera per ottemperare agli altri obblighi contrattuali.
Pensai che doveva essere di buon umore, perché fu più delicata del solito: mi spogliò in modo sensuale, mi fece coricare sul letto e ci baciammo a lungo e dolcemente, prima che si dedicasse al resto del mio corpo.
Chiusi gli occhi e pensai alla sera prima
a casa mia.
Avevo invitato Moniq a cena, perché volevo che incontrasse mio marito, in modo da fugare ogni dubbio o sospetto che lui potesse ancora nutrire.
Appena le avevo aperto la porta, mi aveva messo la lingua in bocca.
-M...Moniq...non qui, per favore-
-Mettiti questo- mi aveva detto.
-Cos' è?-
-Mhm ...un giocattolino. Infilatelo nella
fica. Al resto penso io-
-Oh, Moniq... Benvenuta...accomodati- aveva detto mio marito, alle mie spalle.
Mentre lui accompagnava Moniq in sala da pranzo, io mi ero appartata in bagno e avevo posizionato il "giochino".
Ero tornata a tavola, chiedendomi cosa avesse in mente Moniq.
Non avevo dovuto attendere molto: giusto il tempo di sedermi e l' attrezzò aveva cominciato a vibrare. Impercettibilmente, sulle prime, poi sempre più forte, facendomi boccheggiare proprio mentre assaggiavo i peperoncini sottaceto di mia suocera.
-Piano, Lea...questi sono piccanti- aveva detto mio marito.
La seconda scossa era durata abbastanza a lungo perché cominciassi a bagnarmi, ma era stato con la terza che avevo fatto il danno: stavo servendo il vino ma invece che nel bicchiere lo versai su camicia e pantaloni di mio marito.
-Cos' hai stasera? Sei maldestra! Guarda che disastro...-
-S...scusa t...tesoro... Mi è scivolata la bottiglia...-
-Vado a cambiarmi...ma guarda qui...-
Era uscito dalla sala da pranzo sbattendo la porta.
-Sotto il tavolo. Adesso- l' ordine di Moniq non ammetteva repliche e, del resto, io ero già eccitata dal suo giochino e obbedii.
Al riparo sotto la lunga tovaglia, Moniq si era fatta trovare pronta per ricevere il mio omaggio.
Avevo leccato avidamente la sua femminilità, ma non un verso era uscito dalla sua bocca per farmi capire che stava apprezzando il mio impegno, finché le sue coscie non si erano serrate di ioscatto attorno alla mia testa.
Ero tornata a sedermi e Moniq mi aveva guardato.
-Rimettiti in ordine- mi aveva detto.
Aveva bevuto un sorso di vino, poi aveva detto:
-Dovresti farti scusare da tuo marito-
-Farmi scusare? E come?-
-Mmmm... potresti fargli qualcosa che non gli hai mai fatto-
-Qualcosa che... Oh no... Non quello-
-Perché no?-
-Perché mi fa senso. E poi... verrebbe subito... In gola-
-Proprio perché non ti piace, voglio che tu lo faccia. Sarà soddisfatto e non si farà troppe domande-
Si era alzata e mi aveva baciato.
-Fallo-.
Avevo obbedito, naturalmente. E, naturalmente, mio marito era stato molto contento della novità, mi era venuto in bocca in trenta secondi scarsi e aveva commentato che, se quello era il risultato, avremmo dovuto invitare Moniq a pranzo e cena tutti i giorni, festivi compresi.
Il pensiero del membro di mio marito in bocca mi distrasse dalle sensazioni che la lingua di Moniq mi stava procurando.
Ma non fu per quello che aprii gli occhi.
Avevo percepito un cambiamento, nella camera: un movimento, uno spostamento d'aria, un profumo... Mi sollevai su un gomito e...
Gridai.
Sulla soglia c' era una figura, un' ombra scura contro la luce che proveniva dal corridoio.
Mi raggomitolai, coprendomi col lenzuolo.
-Quién es esta puta?- disse la figura.
-Ciao tesoro. Non ti aspettavo così presto-
Moniq si alzò dal letto e andò ad abbracciarla.
-Moniq ...?-
La figura si mosse verso di me e strappò via il lenzuolo.
-Quién es esta puta?- ripeté.
-Moniq...?!-
-Tesorina, è la mia compagna. Ali, ti presento Lea. Lea, ti presento Ali-
-Allora?!- ringhiò Ali, guardandomi- Stavi facendo la zoccola, te la stavi facendo leccare. Sul mio letto. Da mi chica-
-Moniq...aiuto-
-Tesoro, quando è così arrabbiata non posso proprio farci niente. Meglio assecondarla-
-Assecondarla?! Come assecondarla?!-
Moniq fece un gesto vago con le mani.
-Meglio non contraddirla-
-M...ma io non voglio-
Ali mi prese per una caviglia e mi trascinò giù dal letto.
-Aquì, perra... Fatti vedere...Mmm ...mira...que tetas-
Mi strizzò i capezzoli come se stesse aprendo una serratura.
-Ahia!-
-Fammi sentire... è bagnata, esta zorra-
Mi penetrò con due dita, costringendomi a sollevarmi sulle punte dei piedi.
-Adesso giù. Arrodìllate. Leccami i piedi, puta-
-V...va bene. Ma non farmi del male-
-Avanti. Quiero sentir tu lingua-
Guardai ancora Moniq: "Adesso dirà qualcosa" pensai.
Ma Moniq si era seduta sulla poltrona, aveva appoggiato una gamba sul bracciolo e si stava toccando distrattamente.
-Mira como lame, Moni. Claro che te gusta-
-Si, è brava con la lingua. È nata per leccare-
-Ahora la pruebo. L' hai addestrata bene?-
-È un talento naturale; io, l' ho solo indirizzata-
-Muy bien. Desnudame, perra. Rapida-
Le sbottonai la gonna e le abbassai le mutandine mentre lei stessa si toglieva giacchino, camicetta e reggiseno; rimasi, come ipnotizzata, a guardare le autoreggenti che le fasciavano le gambe e, sopra di esse, la sua femminilità.
-Escucha. Se tu quieres scopare con mi chica, tu devi scopare anche con me. Capisci, puta?-
-Ma...ma io...- guardai ancora verso Moniq, ma lei fece spallucce.
-Non contraddirla. Non farla arrabbiare, se e no è peggio-
-Leccami il culo, perra asquerosa-
Mi afferrò per i capelli, mi trascinò sul pavimento e mi si sedette sulla faccia.
-Mmmmffff...n...nooo...mmmmfff-
-Lame, puta sucia. Pensavi di scoparti mi chica e passarla liscia? Leccami il culo. Mmm... Mira che lingua...buena...mmm. Adesso la fica... leccamela, puta-
-Mmmmfff... aspetta...non...respiro-
-Lecca o ti affogo. Moni, mira como se bagna esta puta-
Mi diede una sberla a mano aperta sulla fica; gridai.
-Adesso te la scopo questa fica de puta che tienes- disse, scandendo le parole e sottolineando ogni sillaba colpendomi sull' interno delle cosce.
-AAAAH...AAAH...basta... Basta-
-Moni, vieni a fartela leccare anche tu, intanto che io la scopo come si merita, esta puta-
Moniq si alzò e venne a prendere il posto di Ali, senza smettere di toccarsi.
Feci in tempo a vedere Ali che si allacciava ai fianchi un grosso strapon nero dalla forma molto realistica.
-Ehi...un momento...non ...non vorrà davvero...-
-Zitta e lecca- Moniq si sedette sulla mia faccia, bloccandomi le braccia con le gambe.
-Mmmmffffggg...n...no...no-
Mi sentii penetrare da qualcosa di così grosso come non avevo mai provato: lanciai un grido, ma il ventre e le gambe di Moniq lo soffocarono.
-Mira como entra...esta puta...dice no ma lo prende facile-
Mi sentii sollevare le gambe, mentre il grosso membro di Ali penetrava a fondo la mia femminilità.
Pensai "Mi stanno violentando", ma questo non fece altro che aumentare la mia eccitazione.
La prima conseguenza, fu che la mia lingua intensificò l' attività sulla fica di Moniq.
-Mmm...senti come lecca... Scopala, Ali. Deve sapere cosa vuol dire sentirsi riempire la fica... Oooh SIII...-
-De verdad? Mi sembra che ne abbia presi, di cazzi ...esta perra-
-Ooooh ... Sto per venire... Mettiglielo nel culo... Voglio venire mentre la inculi-
-EHI...mmmfff... NO... Vi prego... Lì no ...Sono vergine- provai a dire
-Zitta tu- rispose Moniq e mi prese per le caviglie, tirando le mie gambe verso di sé.
Sentii il membro di Ali uscire dalla mia fica e venire puntato contro il mio buchetto.
-NOOO...-
-Silencio ...puta-
Non pensavo che qualcosa di così grosso potesse farsi strada tra le mie natiche, invece... bastò un movimento ben assestato del bacino di Ali.
-AAAAH... MI APRI IN DUEEEE... AAAAH-
-Mmmm... Sverginale il culo, Ali... Ooooh...siiii... Sto venendo.. Mmmh. Continua a leccare ... Siiii-
-Lamele el clitoride, Moni... Mira... Sta godendo col culo, la puta-
-AAAAH... Moniq...vengo...sto venendo col culo... SIIII-
Non credevo fosse possibile, ma lo strapon di Ali nel culo mi portò a un orgasmo squassante.
Finito che ebbe, si tolse il membro, si scambiò nuovamente di posto con Moniq e venne a godere sulla mia faccia.
-Brava la mia troietta- disse Moniq -Lo sapevo che ti si può fare tutto-
Finalmente, mi liberarono.
Restai a terra, gli occhi chiusi e le gambe ripiegate, finché sentii un liquido caldo cadermi addosso.
Ali e Moniq erano in piedi, sopra di me...e mi stavano pisciando addosso.
-Ti piace, troietta?-
Mi piaceva? Forse no, ma era la certificazione della mia sottomissione e non potevo farci molto.
-Per favore... Posso fare una doccia? Mio marito è in casa. Non posso uscire così-
-Sarebbe bello che ti vedesse adesso, troia come sei. Lui non conosce questo lato di te. Cosa facciamo, Ali...gliela rimandiamo così... Scopata , violata e con l' odore delle nostre fiche addosso?-
-Per favore-
Si scambiarono un'occhiata.
Mi portarono nella doccia e, prima di tutto, mi marchiarono di nuovo col loro odore. Poi, finalmente, fecero scendere l' acqua e mi lavarono strusciando i loro corpi sul mio.
Mio marito mi guardò, quando rientrai.
-Cosa ti ha dettato...un romanzo? Sono quasi le due-
-Abbiamo anche riordinato dei documenti, sai com'è-
-Vabbè...mangi qualcosa?-
-No, non ho fame. Vado a riposarmi-
Gli passai davanti e lui mi seguì con lo sguardo, mentre andavo verso la camera.
-Ehi-
-Cosa?-
-C'è qualcosa che non va?-
-N...no. Perché?-
-Cammini in modo strano. Ok, non importa. Riposati, che hai un altro lavoretto da fare, dopo-
-Un lavoretto?-
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