Dal diario di Al// La mia ingenua nipotina (Prima parte)
di
Al
genere
incesti
Dal diario di Al
La mia ingenua nipotina
Prima parte
“Ha appena finito l'esame di maturità e vorrebbe fare le vacanze al mare da te”. Furono le parole di mia sorella Caterina al telefono da oltre oceano e parlava di mia nipote Simona. Ultima volta che l'avevo vista era tredici anni fa quando lei aveva 5 anni e io ne avevo 18. Era tanto graziosa, la mettevo sui ginocchi e la facevo giocare tantissimo e rideva assai e si divertiva molta. Ed io per lei ero rimasto lo zio più bello e simpatico del mondo. Mia sorella nelle ultime telefonate mi raccontava preoccupata che a loro dava non pochi problemi adolescenziale ed erano costretti a portala dalla psicologa. Problemi di asocialità e di comunicazione, soprattutto con i ragazzi. Infatti, quando tutte le sue amiche avevano il fidanzato e avevano fatto già le loro prime esperienze sessuali, lei non né voleva sapere di maschietti. La psicologa diceva che non era ancora pronta a cedersi ai ragazzi, senza però capirci il motivo. A volte non andava per giorni a scuola quando gli alluni le facevano i dispetti come per esempio; mettere i preservativi nel suo zaino. Dissi a Caterina che l'avrei ospitata volentieri tutto il tempo che voleva. Quell'anno mi ero lasciato con la mia compagna e non avevo l'intensione di andare in vacanza da nessuna parte. Sui binari della stazione facevo avanti indietro con in mano un mazzo di rose. Pensando che di sicuro non l'avrei riconosciuta dopo tutti questi anni. I giovani all'età 'adolescenza crescono in fretta e anche se conservano qualche lineamento del viso ma cambiano tanto fisionomia. Decisi di restare vicino alla scala di modo che mi trovasse lei. Allungavo il collo ogni tanto a guardare tra le donne chi poteva essere. Quando all'improvviso sentì da dietro qualcuno mi chiudeva gli occhi con i palmi delle mani. Mi girai e spostando le mani, vidi un schianto di donna piena di gioia che mi saltò addosso stringendo le brace intorno al collo riempendomi di baci e dicendo: - Ziooo!!! Ciao zio. Lei mi riconobbe subito e io la guardavo incredulo dicendo: Non è possibile ! Sei tu? Quanto sei bella! Girati un po! Fatti vedere! Sei diventata proprio uno schianto. Era bionda, capelli lunghi, occhi grandi e verdi, alta, un po robusta ma con le curve al posto giusto. Indossava vestito nero cortissimo con piccoli fiori rossi. Le diedi i fiori e sistemai la valigia. In macchina e per sedersi comoda, lei tirò su ancor di più il vestito corto fino alle mutande nere. Mise la mano dietro la nuca a giocare con i miei capelli. Si ricordava ancora che mi ipnotizzava quel gesto. Mi raccontò che non voleva passare più le vacanze con i genitori, perché come tutte le volta si annoiava a morte. Aveva tette da sballo, quarta credo scopriva due terzi del loro volume ed era tremendamente sexy e non capivo come mai una come lei debba avere problemi con i ragazzi. A casa passammo la serata tra cena e birra e tanti ricordi e soprattutto l'indimenticabile episodio quando era piccola. Disse: -Ti ricordi zio quando mi facevi rotolare sul mucchio alto di terra sporcandomi i vestiti senza fregarcene di come si sarebbe reagita tua sorella? E poi la sua furia contro di noi due. Quanto mi hai fatto ridere e divertire zio! E mi diede altri baci. Andò poi a fare la doccia e io andai a dormire perché dovevo ancora lavorare altri due giorni. A lei misi a sua disposizione una bici per andare al mare, ma non volle mai andare da sola. Preferiva sistemare la casa e preparare il pranzo in attesa del mio rientro. Al pomeriggio andavamo a fare camminate in città, al museo o stare all'aperto a bere qualcosa. Finalmente avevo finito di lavorare e presi due settimane di ferie. Portai Simona al mare ed era veramente irresistibile con quel costume viola a filo talmente nascosto tra le chiappe che sembrava non indossarlo per niente. Non pochi ragazzi si fissavano al lungo lo sguardo alle sue Chiappe e tette. Mi diede l'olio protettivo e si sdraiò a pancia in giù sganciando il reggiseno. Presi a spalmare e massaggiare e lei che diceva: - Che gusto zio! Che mani di seta che hai! Mi sto rilassando tantissimo, non smettere ti prego. Avevo finito di spalmare ma rifeci il giro di nuovo per farla contenta. Poi agganciò il reggiseno e si girò a pancia in su e mi chiese di continuare. Di nuovo spalmai collo, guance, seni spingendoli di qua e di là come una torta di gel. Lei con occhi chiusi e mezzo sorriso che avvolgeva le sue labbra, gustava il mio massaggio. Passai alle mani e dita uno ad uno. Pelle liscia, pancia morbida, ombelico profondo, coscia e interno coscia abbastanza palestrati. E quando sfiorai involontariamente l'inguine tra la coscia e la patata, la vidi mordere un po' il labbro dal gusto di quel tocco. Smisi subito dal far nulla e provai di spalmarmi l'olio. Lei mi vide e raddrizzò la schiena di scatto rimproverandomi: - Ma cosa fai zio!? Ti spalmi da solo? Dammi qui! Prese dalle mani il tubetto e spalmò iniziando dalle guance, con movimenti lenti e tempi più lunghi per ogni zona. Scendeva poi con le mani sotto pancia spingendo il mio costume giù fino ai peli. E vi dico la verità; temevo tanto l'erezione e di fare brutta figura. Anche perché erano passati più di 2 mesi dall'ultima scopata che avevo fatto con la mia ex. Allora mi girai a pancia in giù e lei continuò con queste provocante mani a non lasciarmi scampo dal gustare e godere ipnotizzato questo suo magico tocco. E arrivando all'interno coscia, strofinava più volte i testicoli. Il mio cazzo non stava più nel costume. Non avrei mai immaginato di avere una erezione al tocco della mano di mia nipote. Ero costretto a farla smettere e restai a pancia in giù rifiutando il suo invito di andare in acqua per non scoprire il gonfiore del cazzo e di quanto io ero un porco. Quando le cose si erano entrate al loro posto, allora mi alzai e allungai la mano per aiutarla ad alzarsi. Le dissi che lei aveva già fatto un colpo ad un ragazzo che la fissava e chiesi se dovevo lasciarla sola con lui. Lei disse: -Mandalo a fanculo. -Non ti piace o hai già il ragazzo? Rispose: No! Non ho il ragazzo e se non trovo uno come te zio, non lo voglio. Dissi con area vanitosa: - Ma io sono unico, difficilmente trovi uno come me. - Lo so zio e per questo non ho ancora il ragazzo. Chiesi: -Ti va di parlarne? Lei disse: - Lo so zio che mamma ti ha raccontato che andavo dalla psicologa, ma scusami zio, adesso non mi va di parlare. Voglio solo godermi questi momenti con te. Rispettai il suo desiderio, la strinsi a me e baciai il suo fronte. Alla sera arrivammo in discoteca per festeggiare la sua maturità, presi da bere e mi assentai in bagno per qualche minuto. Al mio ritorno vidi i ragazzi gironzolavano intorno a lei come mosche su un dolcetto. Alla mia apparizione mollò tutti e venne di corsa ad abbracciarmi e mi prese per mano tirandomi in pista. Ballava da sballo, si scatenava senza mai stancarsi. Andammo poi a prendere altro bere perché lei aveva già bevuto sia il mio che il suo quando mi assentai. Si sedetti sui ginocchi mettendo una mano intorno al mio collo. Lei bevette il suo drink e prese anche il mio un'altra volta dicendomi che io dovevo guidare. Con le sue dita in mezzo ai capelli mi ipnotizzava, chiusi gli occhi e mi rilassai. E le aprì di scatto al suo bacio sulla bocca. L'avevo rimproverata chiedendo spiegazioni. Lei disse: -Tranquillo zio ho visto quella ragazza fissarti mi sono un po' ingelosita. Guardai quella ragazza che mi indicò Simona, era molto attraente. Poi aggiunse: Zio! Era solo per dirla che tu sei mio stasera e lei doveva starci alla larga. Simona mi vide guardarla e sorriderla e anche la ragazza mi sorrideva, allora Simo accortasi, reagì da pazza. Prese la mia testa stretta tra le sue mani e mi bacio infilando la sua lingua nella mia bocca. Non sapevo cosa fare, respingerla o cedere a quel gusto della sua morbida e umida lingua!? Ero privo di potere decisionale, non reagivo mi convincevo che avrebbe smesso presto ed era solo per allontanare la ragazza. O forse la colpa dei quei quattro drink che aveva scolato. Lei non smetteva, il bacio stava durando un po troppo. Partecipai infine al suo gioco e prese a succhiare la sua lingua. Lei gustava talmente tanto il bacio che fece scivolar la sua mano sotto la camicia a stringermi i capezzoli. Io carezzavo l'interno coscia senza però andare oltre. Un bacio cosi passionale, da una vita che non lo provavo. Guardando con la coda del occhio non vidi più la ragazza e lo riferì a Simona. Lei verificò l'assenza ma tornò a baciarmi ugualmente e con tanta passione. Mi chiese poi l'ennesimo drink. Le dissi che aveva bevuto assai ed era meglio rincasarci. Venne obbediente, la presi per mano e uscimmo dal locale. In macchina il mio unico pensiero andava da mia sorella dicendomi: - Se lo sapessi Caterina del bacio mi rinnegherebbe. Simo mi pregò di non portarla a casa subito ma di passare nella strada dove si fermavano puttane e travestiti perché non li aveva mai visti dal vivo. E io la feci contenta e ci accostammo accanto ad un travestito con i capelli lunghi e biondi e di chiedere quanto voleva, così solo per scherzo. Tirò giù il finestrino, si affacciava il travestito con delle belle tette ma con la voce da uomo dicendo: Ciao belli cercate il terzo comodo!? Dopo che il travestito ha riso da solo per la sua battuta e noi no, si fece serio e disse: In due 40 mila lire, 70 tutta la notte. Simo, alzò il finestrino e sganciò una pazzesca risata chiedendomi di accelerare come se stessimo scappando. Poi mi fece accostare a fianco ad una prostituta e abbassò il finestrino. Si affacciò la prostituta masticando una gomma con ingordigia, guardò Simo sorpresa dalla sua presenza e disse rivolgendosi a me: -Ciao tesoro io non vado con le donne. Risposi:- Tranquilla lei guarda soltanto e per un bocchino quanto prendi? La prostituta disse rivolgendosi a Simo: - Tesoro perché non lo fai tu il bocchino a lui, non mi dire che sei sua sorella? Simo mandò su il finestrino prima di finire di sentire la frase del vaff...! E andammo a tutto gas tra le sue risate e carezze ai miei capelli. A casa entrò con lei sempre ridente e ringraziandomi di averla fatta passare una bellissima serata. Entrò prima lei a fare la doccia e nell'attenderla mi addormentai con tanto di scarpe. Mi svegliò lei con carezze e baci e qualche goccia d'acqua che cadevano sul mio viso dai suoi capelli bagnati. Aveva l'accappatoio non legato e inutilmente i capelli coprivano i suoi seni nudi. Era tremendamente bella e sexy con quelle mutande nere trasparente che permettevano di vedere i lunghi peli della sua fica. Lei cercò di aiutarmi a togliere le scarpe e sfilarmi i pantaloni e quando rimasi con gli slip, mi alzai e andai per fare la doccia. Feci scorrere tanta acqua e il getto lo puntavo dietro la cappella che mi dava gusto e rese il mio cazzo duro come il marmo. Prima di uscire mi avvicinai al lavandino e presi a segarmi immaginando la ragazza del discoteca che mi faceva un bocchino. Simona, all'improvviso aprì la porta vedendo tutta la scena e si piegò a 90° dalla risata. L'imbarazzo per me non era poco. Con rabbia presi a rimproverarla perché non aveva imparato l'educazione di bussare prima di entrare. Disse sempre ridente: - Scusami zio volevo solo chiederti se avevi fame e aggiunse mentre cercava di trattenersi dal ridere: - Pensavo da vero zio che eri ancora sotto doccia dietro la tenda. Io rimasi con il muso arrabbiato e lei seguendomi in camera da letto disse: - Ma dai zio! Perché te la prendi così tanto, so che tutti i ragazzi fanno la sega. Mi stesi nel letto cercando di dormire senza dire niente. Si era stesa anche lei accanto a me abbracciandomi e provando a chiedermi scusa di nuovo. Mi disse che non si sarebbe riuscita a dormire senza il mio perdono. Dissi: - Va bene piccola, ti perdono ma ora vai nel tuo letto. Lei con l'indice che lo posò sulle sue labbra mi fece capire che dovevo stampare il bacio della buona notte. Lo feci e nel avvicinarmi a lei mi strinse dicendomi: -Ti voglio tanto bene zio, ma ti prego, non mi mandare via, mi sento così sola stasera! Fammi stare accanto a te, non ti darò fastidio ti prometto, giuro. Me lo disse con area da bambina innocente e sinceramente un po mi faceva tenerezza. Ma vi dico la verità; non sopportava più che il suo corpo quasi nudo, sfiorasse il mio. Il cazzo non poteva capire che lei era mia nipote e al solo eccitarmi al contatto di pelle, per me era già incesto. Simo, conosceva il mio punto debole, mise la mano dietro la nuca a giocare con i capelli e grafitare lievemente la pelle della testa con le unghie. Mi chiese: - Zio ti sei mai andato a puttane? Risposi: - Un pensierino qualche volta mi era passato per la testa ma non avevo mai concretizzato. - Ma il pompino come lo fanno le puttane, con il preservativo o senza?. - E' elementare watson, con il preservativo. - Ma i uomini ci provano gusto lo stesso con il preservativo? Capì che voleva parlarmi di sesso e dei suoi problemi. Mi girai a carezzare il viso e spostare i suoi capelli dietro l'orecchio. Volevo incoraggiarla ad aprirsi a me. Dissi: - Si, i uomini provano gusto anche con il preservativo ma il gusto diventa maggiore senza. Lei disse: - Io zio ancora non l'ho mai fatto. - Che cosa? -Il bocchino. - E come mai? Non ti piace vedere godere chi ami e vuoi bene? Rispose: - E' quello era il problema; non avevo trovato la persona al quale voglio bene. -Come sono andate con te le cose mi vuoi raccontare? Lei prese a parlare dicendo: - Le mie amiche tutte a 14 e 15 anni scopavano già, a me invece non mi interessava minimamente. A 16 anni conobbi il primo ragazzo, Francesco si chiamava. Al primo appuntamento lui mi costrinse a stare in ginocchio e tirò fuori il suo cazzo puzzolente provando con la forza a mettermelo in bocca. Gli diedi un calcio nelle palle e lo mandai a quel paese. Poi conobbi altri ragazzi ma tutti più o meno allo stesso modo. Ultimo ragazzo che mi piaceva veramente e sembrava anche lui innamorato di me, al primo appuntamento a casa sua voleva condividermi con i sui amici. Lo diedi un bel schiaffone e scappai fuori di corsa. A me zio invece mi interessava l'amicizia, il parlare, il confidarsi a vicenda, i baci e gli abbracci, per me erano necessità come l'aria che respiro. Amo tanto i baci zio, un sacco, per il resto non mi sentivo tratta. Secondo te io sono normale? - Certamente cara, sei normalissima e sei nel giusto. Perché chi ti ama e ti vuole bene, deve rispettare e amare i tuoi desideri e i tuoi tempi. Purtroppo sei capitata solo con degli stronzi e hai fatto benissimo a mandarli a quel paese. Meglio soli che con degli stronzi. Lei disse: -Quanto vorrei trovare uno come te zio. E mi strinse ancora di più a se dandomi ulteriore baci anche vicino alla bocca. Dissi a lei: ok cara, ora dormiamo? -Non ho sonno zio, volevo parlarti ancora di me ma non ricordo più cosa dirti. - Va bene cara, prova a dirmi qualsiasi cosa che ti viene in mente per prima. Lei disse: - lo sai zio! Quando avevo 6 anni ho visto mia madre e mio padre scopare! -Cosa!? Ti sei messa a spiarli? - Giuro che non era mia intenzione, ma mi svegliai una notte alle gride che faceva tua sorella. Incuriosita andai in camera loro, la porta era socchiusa e li vidi totalmente nudi. La mamma stava chinata a 90° e mio padre che schiaffeggiava il suo culo. Io ero convinta che strillava dal dolore. E da allora decisi di non voler sapere di maschi perché fanno male alle femmine, così pensai – Tesoro..! La strinsi a me, la baciai sul fronte e chiesi se aveva fatto cenno di questo episodio alla psicologa. Disse: di no. Il bacio sul fronte non era il suo desiderio, appoggiò le sue labbra sulle mie stampando lievi bacetti dicendomi di quanto era bello il bacio in discoteca. I baci divennero sempre più forti e stringeva sempre di più le sue labbra sulle mie, finché non ha forzato la lingua ad entrare nella mia bocca. Non sapevo cosa fare, allontanarla e darla questo dispiacere! O confortarla ma con il sentirmi vigliacco del fatto di approfittarmi della sua fragilità sentimentale? Ma in fondo il bacio in discoteca era bello anche per me. Alla fine decisi di mettere da parte ogni logica e... segue
1
voti
voti
valutazione
1
1
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Dal diario di Al
Commenti dei lettori al racconto erotico