Mia Cugina Luna
di
Lane1902
genere
incesti
Ciao. Mi piace “provare” a scrivere racconti erotici.
Il sole aveva picchiato sulla terrazza per tutto il pomeriggio. Io e Luna , mia cugina, eravamo rimasti sdraiati ore, a chiacchierare. Luna era splendida: ventotto anni, pochi più di me, un metro e settanta di corpo atletico, bionda con occhi azzurri e pelle chiara.
La palestra le aveva regalato una schiena scolpita, gambe lunghissime e slanciate, un culo alto e sodo come pietra, e una terza di tette belle curve e naturali. Era bisex da sempre e non lo aveva mai nascosto.
Tra noi due era sempre stato così: confidenza totale, niente filtri. Stare nudi o seminudi non era mai stato un problema.
A un certo punto Luna si stiracchiò. «Basta, sto morendo di caldo. Andiamo dentro ed iniziamo a prepararci per stasera.»
La seguii in camera mia. Appena entrati, lei si guardò allo specchio un attimo, ammirandosi le gambe e il suo culo sodissimo, poi si tolse il reggiseno senza fretta. Le sue tette rimasero libere, i capezzoli già un po’ turgidi.
Io mi tolsi i boxer per andare verso la doccia.
Il mio cazzo, appesantito da tutte quelle ore passate a guardarla, era mezzo duro.
Luna si voltò e lo vide. Si fermò. I suoi occhi azzurri scesero lentamente sul mio membro.
«Cazzo…» mormorò con un mezzo sorriso. «Ma lo sai che hai un cazzo davvero bello?»
Si avvicinò lentamente. La sua mano lo sfiorò, poi lo avvolse con decisione.
«È diventato ancora più grosso… non so perché ma oggi mi sta facendo un effetto assurdo. Era parecchio che non ti vedevo nudo. »
Lo masturbava piano, sentendolo diventare completamente duro nella sua mano. «Che fai Luna?» chiesi. Non rispose e passarono deviene di secondi.
Mi guardò negli occhi.
«Dovremmo farlo davvero?» chiese con voce bassa e maliziosa. «Cioè… siamo cugini, però…»
Sorrisi, eccitato quanto lei. «Potremmo… no? Ormai siamo grandi. E lo desideriamo entrambi da un po’, no?» ribattei con fermezza.
Luna si morse il labbro, continuando a toccarmi. «È vero… passiamo tanto tempo insieme e non è mai successo niente. Però oggi ti vedo così duro e… cazzo, mi sto bagnando tantissimo.»
« Solo sesso Luna. Sano e divertente Sesso. Null’altro.» e la guardai. «Solo sesso? Ci sto alla grande» e mi diede una pacca sul fianco.
Si abbassò in ginocchio e me lo prese in bocca.
Avvolse il mio cazzo con le sue labbra. Una pompa calda, bagnata, profonda. Succhiava con gusto, alternando movimenti lenti e intensi a quelli più rapidi e decisi.
Dopo un po’ si rialzò, mi baciò sulla bocca e mi spinse verso il letto.
«Sicuro che vuoi?» mi chiese ancora, con un sorriso provocatorio, mentre si sedeva per levarsi le mutande e apriva leggermente le gambe. «Potremmo fermarci qui… o potremmo finalmente scopare come si deve.» ribattei altrettanto provocatorio.
Mi guardò negli occhi. «Voglio scoparti. Adesso.»
La girai e la misi a pecora.
Iniziai leccandola con calma: prima la figa, di un rasato e liscio fuori di testa, poi salii più su, leccando il suo buchetto stretto in profondità.
Luna spingeva indietro iniziando a gemere.
Provai a posizionarmi con il cazzo contro il suo culo, spingendo piano.
«Calma calma. Non ora e non oggi…» disse con voce roca ma decisa. «Non sono pronta per quello. La figa invece… scopami forte lì.»
Le strizzai il suo culo di marmo e puntai il cazzo nella sua figa. La penetrai con un colpo deciso. Luna gemette forte.
«Ahhh… sì, così. Scopami bene.»
Cominciai a muovermi alternando ritmi lenti e profondi a spinte più decise.
Le mie mani non lasciavano il suo culo: lo schiaffeggiavo, lo strizzavo, lo aprivo per guardarmi scomparire dentro di lei. Quel culo era ipnotico. Un culo che parlava.
Uscii dalla figa e la feci sdraiare di schiena. Le aprii le gambe e rientrai dentro Luna.
La guardavo negli occhi mentre la scopavo. Luna alzò una gamba e mi mise il piede in faccia.
Lo leccai senza vergogna, succhiandole le dita mentre continuavo a spingere. Non rifiutando il suo piedino curato e ben smaltato.
Diede il meglio di sé stringendo come una pazza la figa attorno al mio cazzo. Un guanto che avvolgeva il cazzo con pressione.
Si sdraiò sul lato dopo avermi fatto uscire da lei. Mi sdraiai dietro di lei e la presi di lato, nella posizione a cucchiaio.
Inizia a fotterla lentamente ma profondo. Le presi una gamba ad altezza coscia e la tirai verso l’alto facendola sballottare ad ogni affondo.
I movimenti erano lenti, profondissimi. Luna iniziò a tremare violentemente.
«Sto venendo… cazzo sto venendo fortissimo!»
Il suo orgasmo fu intenso e lungo. La sentii contrarsi forte intorno al mio cazzo, il corpo scosso da spasmi. Ebbe un orgasmo intenso, smise di gemere per liberarlo. Continuai a muovermi dentro di lei nel momento in cui divenne più sensibile.
Tolsi il cazzo e tornai a leccarle figa e culo.
La rimisi a pecora ancora e facilmente tornai dentro di lei. Andai lento e profondo, giocando ancora con quel culo incredibile.
Lo sculacciai diverse volte per poi strizzarlo e premerlo senza sosta sperando ed immaginando di poterlo scopare.
Quando arrivai al limite la avvisai.
«Sto per venire Luna. “
«Sborra. Sborra» ansimò lei.
Uscii e scaricai getti caldi e abbondanti su quelle natiche sode.
Luna continuò a toccarsi la figa senza sosta per diversi secondi, ancora scossa dall’orgasmo ricevuto sulle sue chiappe.
Sborrai diversi fiotti sulle sue chiappe, sulla base delle schiena e sul suo ano.
Finito l’orgasmo posai il cazzo tra le sue chiappe picchiettandola.
Si alzò e mi abbracciò saltandomi in braccio.
Restammo abbracciati qualche decina di secondi buoni.
Ci spostammo verso il bagno andammo in doccia insieme, restando appiccicati sotto l’acqua calda.
Mentre le insaponavo la schiena, il discorso prese una piega nuova.
«Sai… c’è una cosa che penso da un po’. Vorrei tanto andare a letto con la zia Veronica.
Da anni il mio sogno erotico»
Luna si girò con un sorriso eccitato e complice.
«Anch’io… da un sacco di tempo. Mi fa impazzire. L’ho immaginato tante volte anche io. Vederla in bikini mi fa sempre effetto anche se non amo troppo le done più grandi di me. Non così tanto almeno.»
Ci guardammo, l’acqua che scorreva sui nostri corpi.
«Potremmo provare insieme» dissi. «Sedurla piano, farla sentire desiderata da entrambi… e poi portarla a letto con noi due.»
Luna mi baciò con passione, stringendomi il cazzo.
«Mi piace da morire quest’idea. Organizziamo qualcosa. Voglio vederla mentre la prendiamo insieme… sarà una cosa bellissima.
Rischiosa? Forse troppo. Ma ne varrà la pena.»
Ci guardammo con occhio d’intesa anche se forse a parlare erano ancora i due ragazzi eccitati che immaginavano l’impossibile.
Il sole aveva picchiato sulla terrazza per tutto il pomeriggio. Io e Luna , mia cugina, eravamo rimasti sdraiati ore, a chiacchierare. Luna era splendida: ventotto anni, pochi più di me, un metro e settanta di corpo atletico, bionda con occhi azzurri e pelle chiara.
La palestra le aveva regalato una schiena scolpita, gambe lunghissime e slanciate, un culo alto e sodo come pietra, e una terza di tette belle curve e naturali. Era bisex da sempre e non lo aveva mai nascosto.
Tra noi due era sempre stato così: confidenza totale, niente filtri. Stare nudi o seminudi non era mai stato un problema.
A un certo punto Luna si stiracchiò. «Basta, sto morendo di caldo. Andiamo dentro ed iniziamo a prepararci per stasera.»
La seguii in camera mia. Appena entrati, lei si guardò allo specchio un attimo, ammirandosi le gambe e il suo culo sodissimo, poi si tolse il reggiseno senza fretta. Le sue tette rimasero libere, i capezzoli già un po’ turgidi.
Io mi tolsi i boxer per andare verso la doccia.
Il mio cazzo, appesantito da tutte quelle ore passate a guardarla, era mezzo duro.
Luna si voltò e lo vide. Si fermò. I suoi occhi azzurri scesero lentamente sul mio membro.
«Cazzo…» mormorò con un mezzo sorriso. «Ma lo sai che hai un cazzo davvero bello?»
Si avvicinò lentamente. La sua mano lo sfiorò, poi lo avvolse con decisione.
«È diventato ancora più grosso… non so perché ma oggi mi sta facendo un effetto assurdo. Era parecchio che non ti vedevo nudo. »
Lo masturbava piano, sentendolo diventare completamente duro nella sua mano. «Che fai Luna?» chiesi. Non rispose e passarono deviene di secondi.
Mi guardò negli occhi.
«Dovremmo farlo davvero?» chiese con voce bassa e maliziosa. «Cioè… siamo cugini, però…»
Sorrisi, eccitato quanto lei. «Potremmo… no? Ormai siamo grandi. E lo desideriamo entrambi da un po’, no?» ribattei con fermezza.
Luna si morse il labbro, continuando a toccarmi. «È vero… passiamo tanto tempo insieme e non è mai successo niente. Però oggi ti vedo così duro e… cazzo, mi sto bagnando tantissimo.»
« Solo sesso Luna. Sano e divertente Sesso. Null’altro.» e la guardai. «Solo sesso? Ci sto alla grande» e mi diede una pacca sul fianco.
Si abbassò in ginocchio e me lo prese in bocca.
Avvolse il mio cazzo con le sue labbra. Una pompa calda, bagnata, profonda. Succhiava con gusto, alternando movimenti lenti e intensi a quelli più rapidi e decisi.
Dopo un po’ si rialzò, mi baciò sulla bocca e mi spinse verso il letto.
«Sicuro che vuoi?» mi chiese ancora, con un sorriso provocatorio, mentre si sedeva per levarsi le mutande e apriva leggermente le gambe. «Potremmo fermarci qui… o potremmo finalmente scopare come si deve.» ribattei altrettanto provocatorio.
Mi guardò negli occhi. «Voglio scoparti. Adesso.»
La girai e la misi a pecora.
Iniziai leccandola con calma: prima la figa, di un rasato e liscio fuori di testa, poi salii più su, leccando il suo buchetto stretto in profondità.
Luna spingeva indietro iniziando a gemere.
Provai a posizionarmi con il cazzo contro il suo culo, spingendo piano.
«Calma calma. Non ora e non oggi…» disse con voce roca ma decisa. «Non sono pronta per quello. La figa invece… scopami forte lì.»
Le strizzai il suo culo di marmo e puntai il cazzo nella sua figa. La penetrai con un colpo deciso. Luna gemette forte.
«Ahhh… sì, così. Scopami bene.»
Cominciai a muovermi alternando ritmi lenti e profondi a spinte più decise.
Le mie mani non lasciavano il suo culo: lo schiaffeggiavo, lo strizzavo, lo aprivo per guardarmi scomparire dentro di lei. Quel culo era ipnotico. Un culo che parlava.
Uscii dalla figa e la feci sdraiare di schiena. Le aprii le gambe e rientrai dentro Luna.
La guardavo negli occhi mentre la scopavo. Luna alzò una gamba e mi mise il piede in faccia.
Lo leccai senza vergogna, succhiandole le dita mentre continuavo a spingere. Non rifiutando il suo piedino curato e ben smaltato.
Diede il meglio di sé stringendo come una pazza la figa attorno al mio cazzo. Un guanto che avvolgeva il cazzo con pressione.
Si sdraiò sul lato dopo avermi fatto uscire da lei. Mi sdraiai dietro di lei e la presi di lato, nella posizione a cucchiaio.
Inizia a fotterla lentamente ma profondo. Le presi una gamba ad altezza coscia e la tirai verso l’alto facendola sballottare ad ogni affondo.
I movimenti erano lenti, profondissimi. Luna iniziò a tremare violentemente.
«Sto venendo… cazzo sto venendo fortissimo!»
Il suo orgasmo fu intenso e lungo. La sentii contrarsi forte intorno al mio cazzo, il corpo scosso da spasmi. Ebbe un orgasmo intenso, smise di gemere per liberarlo. Continuai a muovermi dentro di lei nel momento in cui divenne più sensibile.
Tolsi il cazzo e tornai a leccarle figa e culo.
La rimisi a pecora ancora e facilmente tornai dentro di lei. Andai lento e profondo, giocando ancora con quel culo incredibile.
Lo sculacciai diverse volte per poi strizzarlo e premerlo senza sosta sperando ed immaginando di poterlo scopare.
Quando arrivai al limite la avvisai.
«Sto per venire Luna. “
«Sborra. Sborra» ansimò lei.
Uscii e scaricai getti caldi e abbondanti su quelle natiche sode.
Luna continuò a toccarsi la figa senza sosta per diversi secondi, ancora scossa dall’orgasmo ricevuto sulle sue chiappe.
Sborrai diversi fiotti sulle sue chiappe, sulla base delle schiena e sul suo ano.
Finito l’orgasmo posai il cazzo tra le sue chiappe picchiettandola.
Si alzò e mi abbracciò saltandomi in braccio.
Restammo abbracciati qualche decina di secondi buoni.
Ci spostammo verso il bagno andammo in doccia insieme, restando appiccicati sotto l’acqua calda.
Mentre le insaponavo la schiena, il discorso prese una piega nuova.
«Sai… c’è una cosa che penso da un po’. Vorrei tanto andare a letto con la zia Veronica.
Da anni il mio sogno erotico»
Luna si girò con un sorriso eccitato e complice.
«Anch’io… da un sacco di tempo. Mi fa impazzire. L’ho immaginato tante volte anche io. Vederla in bikini mi fa sempre effetto anche se non amo troppo le done più grandi di me. Non così tanto almeno.»
Ci guardammo, l’acqua che scorreva sui nostri corpi.
«Potremmo provare insieme» dissi. «Sedurla piano, farla sentire desiderata da entrambi… e poi portarla a letto con noi due.»
Luna mi baciò con passione, stringendomi il cazzo.
«Mi piace da morire quest’idea. Organizziamo qualcosa. Voglio vederla mentre la prendiamo insieme… sarà una cosa bellissima.
Rischiosa? Forse troppo. Ma ne varrà la pena.»
Ci guardammo con occhio d’intesa anche se forse a parlare erano ancora i due ragazzi eccitati che immaginavano l’impossibile.
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