La babysitter: in paradiso e all’inferno
di
Lane1902
genere
etero
Ciao. Mi piace “provare” a scrivere racconti erotici.
Pensavo di passare un pomeriggio normale, uno qualsiasi. Mamma era uscita per delle commissioni e mi aveva avvisato: M:”Francesca passa nel pomeriggio a portarmi quel vestito che ha fatto sistemare. Falla entrare, mi raccomando.”
Francesca. La mia ex babysitter. La donna che mi aveva cresciuto dai 8 ai 16 anni, quasi 10 anni fa, che mi aveva fatto il bagnetto, messo a letto, sgridato quando facevo casino. Ora aveva 44 anni, era sposata, e ogni volta che la vedevo mi si seccava la gola. Stesso corpo di quando ero ragazzino, solo più maturo, più pieno, più pericoloso.
Arrivò verso le quattro. Gonna stretta nera che le fasciava i fianchi larghi e il culo tondo, canotta bianca leggera che conteneva a fatica le sue grosse tette naturali, tacchi che ticchettavano sul pavimento. I capelli scuri sciolti, lo sguardo caldo ma deciso.
F:”Ciao Luca… quanto sei cresciuto” disse con quel sorriso che conoscevo bene, posando la borsa sul tavolino del salotto.
Iniziò a muoversi per casa. Si chinò per sistemare qualcosa nella borsa, la gonna che si tendeva sul culo. Mi fece subito fantasticare. Continuò a piegarsi in certe posizioni per diverse volte. Pensai “una foto riuscirò a farla”.
Presi il telefono con mano tremante e provai a scattare nel momento esatto in cui ebbi il suo culo pronto. Flash. “Cazzo” pensai immaginandomi già morto.
Si girò di scatto. Mi guardò. Io ero ancora seduto sul divano, il telefono in mano, il cazzo che premeva contro i pantaloni della tuta.
F:”Luca…” disse lentamente, con voce bassa e pericolosa. F:”Mi hai fotografato il culo?”
Non riuscii a rispondere ed accennai un “No no….”.
Lei si avvicinò, mi tolse il telefono dalle mani e guardò le foto.
Sorrise, un sorriso famelico.
F:”Da quanto tempo fai queste porcate? Ti ho cambiato i pannolini, ti mettevo a letto con il bacio della buonanotte… e ora a 25 anni provi a rubare foto al mio culo come un pervertito?”.
“Ti giuro che è la prima volta che accade. Scusami. Fidati.” ma non mi ripose.
Mi afferrò per la maglia e mi spinse contro lo schienale del divano. Si inginocchiò tra le mie gambe senza chiedere permesso.
F:”Vediamo cosa hai da dire”.
Mi abbassò pantaloni e boxer in un colpo solo. Il mio cazzo schizzò fuori, già duro e pulsante.
F:”Madonna santa… guarda che cazzo ti è venuto” mormorò, sputandoci sopra abbondantemente.
“Che fai? Non so quando mamma tornerà” , F:”Tu non preoccuparti” rispose sicurissima di sé.
Da quel momento diventò tutto bagnato, rumoroso, sporco.
Francesca usò la bocca come una puttana esperta.
Tiró fuori la lingua e me la posò sulla cappella. Feci un sussulto. F:”Eh eh. Ti piace eh. Giovanotto”.
Lo prese tutto in un solo colpo, ingoiò fino in gola con un gorgoglio umido, la saliva che colava subito lungo l’asta. Succhiava forte, la testa che andava su e giù, gli occhi fissi nei miei. Usava una mano alla base, l’altra mi massaggiava le palle. Ogni tanto tirava fuori il cazzo, ci sputava sopra di nuovo e lo sbatteva contro la lingua, facendo quel suono perfetto.
Ero in estasi per quel pompino meraviglioso.
Continuo ad ingoiarlo senza sosta sputandoci sopra e usando la lingua attorno la cappella. “Madonna miaaaaaa!” era tutto così folle. Lei rise.
F:”Ti ricordi quando ti facevo il bagnetto?” ringhiò tra un ingoio e l’altro. F:”Ora la tua babysitter ti sta succhiando il cazzo sul divano di tua madre.”
Mi fece sdraiare completamente , si girò, alzando la gonna stretta fino alla vita. Non aveva mutande. Il culo grosso e morbido era lì, offerto.
Ero pronto a fotterla.
Mi prese il cazzo e se lo strofinò tra le natiche, su e giù, caldo e bagnato di saliva.
Sentivo la cappella sfiorare il buco ma lei non mi lasciava entrare. F:” niente da fare. Decido io. Non entri”.
Spingeva indietro il culo, mi torturava.
Si mise a cavalcioni dritta a me sopra il cazzo. Faceva poggiare la cappella sulla sua figa senza farmi entrare. Era una cosa folle. Morivo dalla voglia di fotterla ma non me lo lasciava fare.
F:”Vuoi metterlo dentro, vero? Vuoi scopare la babysistter. No… oggi ti fai solo spompinare come meriti.”
Continuó per un po a torturarmi così.
Si rimise in mezzo alle mie gambe. Tirò fuori le tette enormi dalla canotta e me le avvolse intorno al cazzo. Si sputó sulle tette e ancora sul cazzo.
Spagnola lenta e bagnata, la saliva che colava dal mento sulle sue tette mentre mi guardava.
Il cazzo fuoriusciva dalle sue tette. Poi scompariva e risbucava fuori. F:”Hai un bel cazzo. Chissà se lo sai usare bene però. Chissà se lo scopriremo mai “ mormorò.
Non riuscivo a risponderle o a parlare. Ero in balia della mia ex babysitter.
Con calma si sedette alla fine delle mie gambe e si tolse i tacchi in una maniera davvero sexy. I suoi piedi in aria mentre lei toglieva le scarpe.
Feci un gemito mentre ammiravo quei piedi.
F:” Uh uh. Che abbiamo qui? Un amante dei piedini eh?” ridacchió.
Riuscii a riprendere fiato per parlare. “Amo i piedi. Si!”.
F:”Ah bene” e portó i piedi alla base del mio cazzo.
Inizió a segarmi con quel 38 di piedi curatissimo con uno smalto nero da far ribollire.
Una maestra con i piedi, un footjob folle.
Interruppe e mise i piedi alla base del cazzo. Si chinó in avanti andando a slinguazzare la cappella con la lingua.
Prese il cazzo con mani e piedi massaggiando lentamente e in maniera super sexy.
Si giró dandomi le spalle e prese il cazzo ancora con i piedi in un reverse footjob. Prima volta che ricevetti questo e rimasi scioccato. Ero eccitatissimo.
Lei continuò quel lavoro di piedi che alzarono clamorosamente la mia asticella dell’eccitazione. Non riuscì nemmeno a comprendere come non stessi già eruttando un fiume di sborra.
Ero in paradiso e all’inferno, e non avevo nemmeno avuto l’opportunità di entrare dentro di lei.
Nel bel mezzo del reverse footjob il telefono di Francesca vibrò sul tavolino. Un messaggio audio di mamma.
Francesca, ancora con il mio cazzo tra i piedi, allungò la mano e lo aprì.
F:”Un audio di tua mamma”, e fece partire l’audio continuando a muovere i piedi sul mio cazzo.
La voce di mamma uscì chiara: M:”Francescaaa, scusa il ritardo! Sto tornando, ho preso anche i pasticcini. Tutto bene lì? Luca si sta comportando da bravo ragazzo?”
Francesca rise di gusto.
Si girò, sputó sul cazzo e riprese a succhiarmelo di gusto.
Un pompino bavoso e rumorosissimo.
Cominciai a capire che a breve sarei esploso definitivamente.
Tolse il cazzo dalla bocca e inizió, F:”Tutto benissimo cara… Luca è un angioletto” rispose ad alta voce, poi mi guardò con occhi maliziosi e sussurrò: F:”Sta per riempirmi la gola proprio ora.”
Non capii se lo avesse registrato o meno. La guardai preoccupato ma lei non disse nulla.
Ingoió il cazzo di nuovo.
Accelerò. Mano, bocca, gola, saliva ovunque. Un soffocone pauroso. A limiti del possibile.
Io gemetti, cercando di trattenermi.
F:”Vieni, Luca. Riempimi la bocca. Ingoio tutto così tua madre non vede cosa ha combinato la sua cara Francesca con suo figlio. “disse facendo una pausa dal leccarmi.
Non resistetti. Esplosi. Fiotti infiniti, densi e potenti le riempirono la gola.
Lei ingoiò avidamente.
Un po’ di sborra e saliva le colò dal bordo delle labbra, sulla canotta e sulle tette.
Continuò a succhiare piano, ad orgasmo finito, pulendo tutto, mentre altra saliva e sperma colavano.
“Che maiala!”, esclamai a fiato ripreso. F:” La maiala è la tua babysitter” esclamò facendo uscire il cazzo dalla bocca.
Poi si alzò, si sistemò velocemente la gonna e la canotta, si pulì le labbra con il dorso della mano e andò in bagno.
Pochi minuti dopo sentii la porta d’ingresso aprirsi.
M:”Luca? Francesca? Ci siete?”.
Ero sul divano, ancora stordito, rabbrividii al vedere mamma. I pantaloni appena sistemati. M:”Sì mamma… tutto ok.” balbettai temendo qualsiasi cosa.
Francesca uscì dal bagno perfettamente composta, solo un leggerissimo rossore e un sorriso soddisfatto. F:”Ciao cara! Tutto a posto. Luca mi ha tenuto compagnia… è proprio diventato un bel giovanotto.”
Mi guardò un’ultima volta mentre mamma posava i pasticcini sul tavolo. Scambio due parole con mamma per una mezz’ora buona.
F:”Ci vediamo presto, Luca”disse dolcemente e dandomi due baci sulle guance e concludendo dirigendosi verso la porta F:”La prossima volta ti faccio rivedere le foto di quando eri piccolo… o magari ne facciamo di nuove.»
Grazie!
Pensavo di passare un pomeriggio normale, uno qualsiasi. Mamma era uscita per delle commissioni e mi aveva avvisato: M:”Francesca passa nel pomeriggio a portarmi quel vestito che ha fatto sistemare. Falla entrare, mi raccomando.”
Francesca. La mia ex babysitter. La donna che mi aveva cresciuto dai 8 ai 16 anni, quasi 10 anni fa, che mi aveva fatto il bagnetto, messo a letto, sgridato quando facevo casino. Ora aveva 44 anni, era sposata, e ogni volta che la vedevo mi si seccava la gola. Stesso corpo di quando ero ragazzino, solo più maturo, più pieno, più pericoloso.
Arrivò verso le quattro. Gonna stretta nera che le fasciava i fianchi larghi e il culo tondo, canotta bianca leggera che conteneva a fatica le sue grosse tette naturali, tacchi che ticchettavano sul pavimento. I capelli scuri sciolti, lo sguardo caldo ma deciso.
F:”Ciao Luca… quanto sei cresciuto” disse con quel sorriso che conoscevo bene, posando la borsa sul tavolino del salotto.
Iniziò a muoversi per casa. Si chinò per sistemare qualcosa nella borsa, la gonna che si tendeva sul culo. Mi fece subito fantasticare. Continuò a piegarsi in certe posizioni per diverse volte. Pensai “una foto riuscirò a farla”.
Presi il telefono con mano tremante e provai a scattare nel momento esatto in cui ebbi il suo culo pronto. Flash. “Cazzo” pensai immaginandomi già morto.
Si girò di scatto. Mi guardò. Io ero ancora seduto sul divano, il telefono in mano, il cazzo che premeva contro i pantaloni della tuta.
F:”Luca…” disse lentamente, con voce bassa e pericolosa. F:”Mi hai fotografato il culo?”
Non riuscii a rispondere ed accennai un “No no….”.
Lei si avvicinò, mi tolse il telefono dalle mani e guardò le foto.
Sorrise, un sorriso famelico.
F:”Da quanto tempo fai queste porcate? Ti ho cambiato i pannolini, ti mettevo a letto con il bacio della buonanotte… e ora a 25 anni provi a rubare foto al mio culo come un pervertito?”.
“Ti giuro che è la prima volta che accade. Scusami. Fidati.” ma non mi ripose.
Mi afferrò per la maglia e mi spinse contro lo schienale del divano. Si inginocchiò tra le mie gambe senza chiedere permesso.
F:”Vediamo cosa hai da dire”.
Mi abbassò pantaloni e boxer in un colpo solo. Il mio cazzo schizzò fuori, già duro e pulsante.
F:”Madonna santa… guarda che cazzo ti è venuto” mormorò, sputandoci sopra abbondantemente.
“Che fai? Non so quando mamma tornerà” , F:”Tu non preoccuparti” rispose sicurissima di sé.
Da quel momento diventò tutto bagnato, rumoroso, sporco.
Francesca usò la bocca come una puttana esperta.
Tiró fuori la lingua e me la posò sulla cappella. Feci un sussulto. F:”Eh eh. Ti piace eh. Giovanotto”.
Lo prese tutto in un solo colpo, ingoiò fino in gola con un gorgoglio umido, la saliva che colava subito lungo l’asta. Succhiava forte, la testa che andava su e giù, gli occhi fissi nei miei. Usava una mano alla base, l’altra mi massaggiava le palle. Ogni tanto tirava fuori il cazzo, ci sputava sopra di nuovo e lo sbatteva contro la lingua, facendo quel suono perfetto.
Ero in estasi per quel pompino meraviglioso.
Continuo ad ingoiarlo senza sosta sputandoci sopra e usando la lingua attorno la cappella. “Madonna miaaaaaa!” era tutto così folle. Lei rise.
F:”Ti ricordi quando ti facevo il bagnetto?” ringhiò tra un ingoio e l’altro. F:”Ora la tua babysitter ti sta succhiando il cazzo sul divano di tua madre.”
Mi fece sdraiare completamente , si girò, alzando la gonna stretta fino alla vita. Non aveva mutande. Il culo grosso e morbido era lì, offerto.
Ero pronto a fotterla.
Mi prese il cazzo e se lo strofinò tra le natiche, su e giù, caldo e bagnato di saliva.
Sentivo la cappella sfiorare il buco ma lei non mi lasciava entrare. F:” niente da fare. Decido io. Non entri”.
Spingeva indietro il culo, mi torturava.
Si mise a cavalcioni dritta a me sopra il cazzo. Faceva poggiare la cappella sulla sua figa senza farmi entrare. Era una cosa folle. Morivo dalla voglia di fotterla ma non me lo lasciava fare.
F:”Vuoi metterlo dentro, vero? Vuoi scopare la babysistter. No… oggi ti fai solo spompinare come meriti.”
Continuó per un po a torturarmi così.
Si rimise in mezzo alle mie gambe. Tirò fuori le tette enormi dalla canotta e me le avvolse intorno al cazzo. Si sputó sulle tette e ancora sul cazzo.
Spagnola lenta e bagnata, la saliva che colava dal mento sulle sue tette mentre mi guardava.
Il cazzo fuoriusciva dalle sue tette. Poi scompariva e risbucava fuori. F:”Hai un bel cazzo. Chissà se lo sai usare bene però. Chissà se lo scopriremo mai “ mormorò.
Non riuscivo a risponderle o a parlare. Ero in balia della mia ex babysitter.
Con calma si sedette alla fine delle mie gambe e si tolse i tacchi in una maniera davvero sexy. I suoi piedi in aria mentre lei toglieva le scarpe.
Feci un gemito mentre ammiravo quei piedi.
F:” Uh uh. Che abbiamo qui? Un amante dei piedini eh?” ridacchió.
Riuscii a riprendere fiato per parlare. “Amo i piedi. Si!”.
F:”Ah bene” e portó i piedi alla base del mio cazzo.
Inizió a segarmi con quel 38 di piedi curatissimo con uno smalto nero da far ribollire.
Una maestra con i piedi, un footjob folle.
Interruppe e mise i piedi alla base del cazzo. Si chinó in avanti andando a slinguazzare la cappella con la lingua.
Prese il cazzo con mani e piedi massaggiando lentamente e in maniera super sexy.
Si giró dandomi le spalle e prese il cazzo ancora con i piedi in un reverse footjob. Prima volta che ricevetti questo e rimasi scioccato. Ero eccitatissimo.
Lei continuò quel lavoro di piedi che alzarono clamorosamente la mia asticella dell’eccitazione. Non riuscì nemmeno a comprendere come non stessi già eruttando un fiume di sborra.
Ero in paradiso e all’inferno, e non avevo nemmeno avuto l’opportunità di entrare dentro di lei.
Nel bel mezzo del reverse footjob il telefono di Francesca vibrò sul tavolino. Un messaggio audio di mamma.
Francesca, ancora con il mio cazzo tra i piedi, allungò la mano e lo aprì.
F:”Un audio di tua mamma”, e fece partire l’audio continuando a muovere i piedi sul mio cazzo.
La voce di mamma uscì chiara: M:”Francescaaa, scusa il ritardo! Sto tornando, ho preso anche i pasticcini. Tutto bene lì? Luca si sta comportando da bravo ragazzo?”
Francesca rise di gusto.
Si girò, sputó sul cazzo e riprese a succhiarmelo di gusto.
Un pompino bavoso e rumorosissimo.
Cominciai a capire che a breve sarei esploso definitivamente.
Tolse il cazzo dalla bocca e inizió, F:”Tutto benissimo cara… Luca è un angioletto” rispose ad alta voce, poi mi guardò con occhi maliziosi e sussurrò: F:”Sta per riempirmi la gola proprio ora.”
Non capii se lo avesse registrato o meno. La guardai preoccupato ma lei non disse nulla.
Ingoió il cazzo di nuovo.
Accelerò. Mano, bocca, gola, saliva ovunque. Un soffocone pauroso. A limiti del possibile.
Io gemetti, cercando di trattenermi.
F:”Vieni, Luca. Riempimi la bocca. Ingoio tutto così tua madre non vede cosa ha combinato la sua cara Francesca con suo figlio. “disse facendo una pausa dal leccarmi.
Non resistetti. Esplosi. Fiotti infiniti, densi e potenti le riempirono la gola.
Lei ingoiò avidamente.
Un po’ di sborra e saliva le colò dal bordo delle labbra, sulla canotta e sulle tette.
Continuò a succhiare piano, ad orgasmo finito, pulendo tutto, mentre altra saliva e sperma colavano.
“Che maiala!”, esclamai a fiato ripreso. F:” La maiala è la tua babysitter” esclamò facendo uscire il cazzo dalla bocca.
Poi si alzò, si sistemò velocemente la gonna e la canotta, si pulì le labbra con il dorso della mano e andò in bagno.
Pochi minuti dopo sentii la porta d’ingresso aprirsi.
M:”Luca? Francesca? Ci siete?”.
Ero sul divano, ancora stordito, rabbrividii al vedere mamma. I pantaloni appena sistemati. M:”Sì mamma… tutto ok.” balbettai temendo qualsiasi cosa.
Francesca uscì dal bagno perfettamente composta, solo un leggerissimo rossore e un sorriso soddisfatto. F:”Ciao cara! Tutto a posto. Luca mi ha tenuto compagnia… è proprio diventato un bel giovanotto.”
Mi guardò un’ultima volta mentre mamma posava i pasticcini sul tavolo. Scambio due parole con mamma per una mezz’ora buona.
F:”Ci vediamo presto, Luca”disse dolcemente e dandomi due baci sulle guance e concludendo dirigendosi verso la porta F:”La prossima volta ti faccio rivedere le foto di quando eri piccolo… o magari ne facciamo di nuove.»
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