Io e Anna mia moglie

di
genere
prime esperienze

Il marito era rimasto immobile nell’ombra del giardino, il cuore che batteva con forza irregolare. La scena che aveva davanti agli occhi era così inattesa e sconvolgente che per qualche secondo il suo cervello aveva rifiutato di elaborarla. Poi tutto si era chiarito: il figlio dei vicini, il ragazzo che studiava all’università, si era abbassato i pantaloni della tuta e, con il cazzo già duro in mano, si stava segando davanti alla finestra illuminata del bagno. Dentro, Anna, sua moglie, era completamente nuda sotto la doccia. Il corpo snello e asciutto rifletteva la luce calda. I seni sodi si muovevano leggermente, e quando si girò offrì alla vista quel culo teso e perfettamente rotondo che il marito conosceva così bene.
Invece di intervenire, il marito rimase nascosto. Sentì il proprio cazzo gonfiarsi nei pantaloni con una rapidità che lo sorprese. L’idea che quel ragazzo si stesse masturbando pensando ad Anna lo eccitò in modo violento e inaspettato. Si slacciò i pantaloni e cominciò a segarsi in silenzio, sincronizzando i movimenti con quelli del giovane. Quando entrambi vennero, il marito si ricompose in fretta e rientrò in casa.
Quella notte fece l’amore con Anna con una passione rinnovata. Mentre la penetrava, le sussurrò all’orecchio ciò che aveva visto. Anna rimase in silenzio per alcuni istanti, poi si sollevò su un gomito e lo guardò. Il rossore le salì alle guance, ma non era solo imbarazzo. Da quella notte, la loro intimità cambiò. Durante il sesso, il marito le descriveva la scena del giardino e Anna rispondeva con un abbandono nuovo.
Qualche settimana dopo, il marito tornò a nascondersi in giardino. Il ragazzo comparve di nuovo. Questa volta, invece di limitarsi a guardare, il marito uscì dall’ombra e lo fermò.
«Non andare via» disse a bassa voce. «Entra.»
Il giovane esitò, poi annuì.
Quando rientrarono, Anna era ancora in bagno. Non sembrò sorpresa. Il marito la prese da dietro e la penetrò mentre il ragazzo li guardava dalla soglia. Dopo qualche minuto, Anna tese la mano e prese il cazzo del giovane tra le dita. Lo segò mentre il marito la scopava. Poi, senza che nessuno dicesse nulla, il ragazzo la penetrò.
Da quel momento in poi, la dinamica cambiò in modo irreversibile.
Anna cominciò a decidere. Una sera indossò solo un reggicalze nero in pizzo e un paio di calze velate che arrivavano a metà coscia. Niente mutandine. I tacchi alti completavano l’immagine volutamente provocante. Fece sedere il marito sulla poltrona e gli disse:
«Stasera guardi e basta. Non ti tocchi finché non te lo dico io.»
Quando il ragazzo arrivò, Anna lo fece inginocchiare e gli spinse la testa tra le cosce. Poi si mise a cavalcioni su di lui e lo prese dentro di sé mentre il marito, in ginocchio accanto al divano, guardava da vicino. Le giarrettiere si tendevano a ogni movimento. Il seme del giovane colò lungo le cosce di Anna e macchiò le calze nere.
Dopo che il ragazzo se ne fu andato, Anna si girò verso il marito ancora in ginocchio.
«Da adesso in poi sarà sempre così» disse. «Io decido. Tu guardi, prepari e pulisci. Ogni tanto ti lascerò venire. Ma solo quando lo vorrò io.»
Nelle settimane seguenti, il marito smise di resistere. Scoprì che l’eccitazione più intensa arrivava proprio quando accettava di non decidere più nulla. Anna stabilì le regole: il marito doveva far entrare il ragazzo in casa, guidare il suo cazzo dentro di lei con le proprie mani, e pulirla con la lingua dopo che l’altro era venuto.
Una sera di fine estate, Anna indossò di nuovo il reggicalze e le calze. Questa volta aveva aggiunto un piccolo ciondolo d’argento appeso alla giarrettiera sinistra, con inciso il nome del ragazzo. Fece inginocchiare il marito dietro di sé e gli ordinò di prendere il cazzo del giovane e di farglielo entrare dentro di lei. Il marito obbedì, sentendo il membro caldo scivolare tra le sue dita mentre penetrava la figa di sua moglie.
Quando tutto finì e il ragazzo se ne fu andato, Anna rimase seduta sul bordo della vasca, le gambe leggermente aperte, il seme che le colava lungo le cosce e macchiava le calze.
Il marito si alzò. Prima di uscire dal bagno, lanciò un’ultima occhiata alla finestra socchiusa. Il giardino era buio. Non c’era più nessuno fuori.
Chiuse la finestra.
Non la riaprì mai più.
Da quel momento in poi, Anna decise tutto. Il marito guardava, preparava e puliva. Ogni tanto gli veniva concesso di venire. Ma solo quando lei lo permetteva.
E lui, ogni sera, andava a letto sapendo che il giorno dopo sarebbe potuto succedere di nuovo. O forse no. Perché ormai non era più lui a decidere.
scritto il
2026-06-28
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