Capitolo 3: L'escalation in hotel e il brivido della città
di
Antony965
genere
esibizionismo
Quella notte nello sterrato segnò il punto di non ritorno. Nei giorni successivi, il brivido di essere visti divenne un'ossessione che scaldava le fredde giornate di novembre. Per il loro anniversario, Leo prenotò una stanza all'ultimo piano di un boutique hotel in centro, con una terrazza che si affacciava direttamente sulle finestre del palazzo di fronte.
Chiara si preparò sapendo cosa eccitava Leo: indossò di nuovo i collant neri velati senza slip, lasciando che il pube curato si intravedesse sotto il nylon a ogni passo. Verso mezzanotte, Leo aprì la grande vetrata della terrazza; l'aria della città era gelida, e la coppia uscì nuda sotto i cappotti, guidata contro la ringhiera di pietra. Le luci del palazzo di fronte erano accese.
Leo le si posizionò dietro, aprendo il cappotto di Chiara e sollevandole il vestito leggero fino alla vita, mostrando il suo culo coperto solo dai collant alla luce fredda dei lampioni. "Guarda là davanti," le sussurrò, indicando un uomo che si era appena avvicinato alla finestra di fronte, attirato dal movimento. "Ci sta guardando. Mostragli cosa ti sto per fare."
Chiara infilò le dita sotto l'elastico dei collant e li tirò giù fino alle cosce, esponendo la figa già lucida di succhi all'aria pungente della notte. Leo impugnò il cazzo duro e lo spinse dentro di lei da dietro con un affondo profondo. Chiara soffocò un gemito contro la mano, mentre lui cominciava a pomparla con colpi rapidi e pesanti, facendo scontrare i bacini con uno schiaffo umido. Dalla finestra di fronte, lo sconosciuto era immobile dietro le tende, con lo sguardo fisso sulla figa di Chiara che si apriva e si chiudeva attorno al cazzo del fidanzato. Quella vista portò Leo al delirio: afferrò Chiara per i fianchi, aumentando il ritmo fino a quando la figa di lei non venne travolta da spasmi violentissimi. Leo affondò fino alla base e sborrò violentemente dentro di lei, riempiendola sotto lo sguardo invisibile del voyeur urbano.
Chiara si preparò sapendo cosa eccitava Leo: indossò di nuovo i collant neri velati senza slip, lasciando che il pube curato si intravedesse sotto il nylon a ogni passo. Verso mezzanotte, Leo aprì la grande vetrata della terrazza; l'aria della città era gelida, e la coppia uscì nuda sotto i cappotti, guidata contro la ringhiera di pietra. Le luci del palazzo di fronte erano accese.
Leo le si posizionò dietro, aprendo il cappotto di Chiara e sollevandole il vestito leggero fino alla vita, mostrando il suo culo coperto solo dai collant alla luce fredda dei lampioni. "Guarda là davanti," le sussurrò, indicando un uomo che si era appena avvicinato alla finestra di fronte, attirato dal movimento. "Ci sta guardando. Mostragli cosa ti sto per fare."
Chiara infilò le dita sotto l'elastico dei collant e li tirò giù fino alle cosce, esponendo la figa già lucida di succhi all'aria pungente della notte. Leo impugnò il cazzo duro e lo spinse dentro di lei da dietro con un affondo profondo. Chiara soffocò un gemito contro la mano, mentre lui cominciava a pomparla con colpi rapidi e pesanti, facendo scontrare i bacini con uno schiaffo umido. Dalla finestra di fronte, lo sconosciuto era immobile dietro le tende, con lo sguardo fisso sulla figa di Chiara che si apriva e si chiudeva attorno al cazzo del fidanzato. Quella vista portò Leo al delirio: afferrò Chiara per i fianchi, aumentando il ritmo fino a quando la figa di lei non venne travolta da spasmi violentissimi. Leo affondò fino alla base e sborrò violentemente dentro di lei, riempiendola sotto lo sguardo invisibile del voyeur urbano.
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