Mi credevo etero

di
genere
gay

MI CREDEVO ETERO
Fino ai trent'anni dei gay avevo una pessima opinione. Li consideravo un mondo a parte, di degenerati all'ultimo stadio. Sotto casa c'era un loro bar. Passandoci davanti li guardavo entrare ed uscire festanti e mi sembravano degli extraterrestri. Ma come si fa, mi dicevo, a fare sesso a modo loro?
Dopo una brutta delusione d'amore sono rimasto inchiodato per un mese, ero schifato. Un amico che aveva fatto il salto della quaglia mi portò in un locale mal frequentato.
-Vieni. Ti guardi intorno. Nessuno ti costringe a fare niente. Potrebbe essere un buco nell'acqua. Se invece dovesse andarti a genio di lasciarti un po' andare, anche solo per una sera, una sola, ti sentirai più completo, te lo assicuro.
Ci andai e mi accorsi che piacevo di sedere. Mi sono sentito lusingato. Ma guarda te.
Un tale mi fece una corte spasmodica. Non voleva lasciarmi perdere.
-Sono qui a puro titolo di curiosità. Non fa per me.
-Devi evolvere.
-Mi fai evolvere tu?
-Vieni da me che ci provo.
Ero baldanzoso. Sicuro della mia mascolinità. Avevo bevuto qualche drink. L'ho seguito giusto per dimostragli che si sbagliava di grosso.
A casa sua mi chiese di tirare fuori il culo. Glielo mostrai.
-Ce l'hai da favola.
Da sfrontato mi accarezzò le natiche e a tradimento ci infilò un dito, uno solo, dritto nel buco. Ebbi un sussulto. Lo manovrò. Gli gemetti.
-Vedi? È tutto qui.
Ero sullo sconvolto. Mi era quasi piaciuto.
-Vuoi vedere che cazzo che ho per te?
-Ma dai.
Lo tirò fuori e mi fece un certo effetto. Me lo imbandiva grosso e duro.
-I veri Froci me lo succhiano.
Ne fui stranamente attratto (mannaggia) lo baciai sulla punta. Aveva la cappella a sguscio, lucida e pronta.
-Te la senti?
-Di fare cosa?
-Di concederti.
-Ohh no.
-Ohh sì.
-Girati cagna.
Ubbidiente come un cagnolino mi girai di schiena.
-Piegati da brava.
Mi piegai.
Me lo cacciò dentro.
-Ohhiiii.
-Ma che bel maialino che ho qui. Lo senti bene?
-Sììì.
Le sue spinte mi mandarono in orbita. Il gioco stava andando avanti per inerzia. Ho deciso di lasciar fare e di starci. Una scopata coi fiocchi. Ho goduto un casino.
-Lo vedi?
-Vedo cosa?
-Quanto ti piace il cazzo.
-Non dirmelo.
-Ti ho farcito.
-Bestiaccia che sei.
-Ne ho ancora da schizzarti sopra.
Non ci crederete. L'ho bevuta tutta.
-Cosa pensi di me?
-Che mi hai aperto la porta dell'inferno.
-Hai qualche ripensamento?
-Nessuno.
-Ora sei dei nostri.
scritto il
2026-06-23
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