Fine mese, quante spese

di
genere
gay

FINE MESE QUANTE SPESE
Guadagno bene ma la famiglia costa e quando i soldi stanno per finire con le bollette che fanno pila, ho una mannaggia di moglie mi tampina: Perché non vai a trovare quello dell'ultimo piano?
Non sa cosa mi succede lassù e quanto mi tocca faticare e sopportare ma sa bene che torno sempre con del buon contante.
Ci vado e il signor Ernesto mi fa accomodare: Felice di vederti, avevo giusto un po' di voglia.
Ho un bel tomo di cazzo che lui e qualche suo amico prendono in mano volentieri, lo baciano, lo leccano. Ci vanno pazzi, lo succhiano e quando è bello in asse lo reclamano nel sedere. Io sono etero ma grazie a loro ho scoperto che si gode abbastanza anche in quel modi.
Quella sera, dopo che ho destinato ad Ernesto la solita dose di spinte, mi guarda e mi dice: Il signor Giovanni del terzo piano, gli parlavo di te e mi ha chiesto di poterti conoscere. Se ti va il Monte Premi aumenta.
-Di quanto?
-Gli devi solo dare un po' il culo e lui ci mette di suo due bigliettoni.
-Non se ne parla. È già tanto quello che lascio fare a te e ai tuoi amici.
-Due bigliettoni ho detto. Mi hai sentito bene?
-Chiamalo.
È salito subito e mi ha squadrato da capo a piedi. Ci conosciamo ma non immaginava di trovarmi qui.
-Come mai?
-Sono a corto.
-Capisco bene. Io faccio diverso da loro.
-Lo so.
-Mi interessi molto. Vediamo se ti meriti questi.
Poggia tre bigliettoni di una bella tinta verde sul tavolo e si mette a nudo. Che diavolo di cazzo che ha.
-Lo voglio succhiato.
Mi spoglio, Ernesto mi fa mettere a quattro zampe. Entro fra le cosce del Giovanni e gli do una pompatina alla spiccia.
-Più impegno. Ti guido io.
Me lo ha fatto succhiare per buoni dieci minuti, tutto a fine corsa, boia la miseria. Ero stravolto.
Mi dice: Prima volta dietro?
-Prima e ultima spero.
-Mai dire mai. Girati e lasciami fare.
Mi è salito sopra e mi ha preso a tuffo. Non vedevo l'ora che tutto finisse. Più lo prendevo e più si esaltava, finché...non è venuto alla grande. Dove? Dentro.
Lo tira fuori e vuole pure che lo ripulisca. Come? A lingua. Ma guarda te. Mi faccio forza e lo accontento.
-Sei stato meglio di come pensavo.
-La posta era alta.
-Non dirmi che ti ha fatto solo schifo.
-Non del tutto.
Mi rivesto e mi caccio in tasca l'incasso della serata. Pecunia non olet.
Da quel giorno mia moglie, che ha sempre avuto un fiuto speciale per gli affari, mi manda dritto al terzo da Giovanni: Ti vedo tornare un po' avvilito. Sempre meno del resto via via che ci fai l'abitudine. Ma vuoi mettere quanto è più generoso di quello spilorcio di Ernesto?
-Proprio vero.
-Dai dai che non è la fine del mondo.
-Tu non sai cosa mi fa?
-Non lo so e non lo voglio sapere. Vai.
scritto il
2026-06-23
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