Il piacere di Nicole
di
Angelo B
genere
incesti
Il calore si diffondeva in ogni fibra del mio essere, un fuoco che ardeva da quando zio Angelo mi aveva accolta tra le sue braccia. Ogni suo tocco era una promessa, ogni suo sospiro un invito. Le sue mani esperte scivolavano sulla mia pelle, risvegliando sensazioni che non avevo mai osato immaginare. Ero la sua troietta, la sua nipotina brasiliana, e la fame di lui, del suo corpo potente, era insaziabile.
Sentivo il suo respiro farsi più affannoso mentre le sue dita si insinuavano in me, preparando il terreno per l'inevitabile. L'attesa era un tormento delizioso, un preludio alla completa resa. Quando infine si unì a me, un gemito strozzato mi sfuggì dalle labbra. Il suo membro, caldo e duro, penetrò in profondità, riempiendomi con una pienezza che mi fece tremare. Era un’invasione, sì, ma una che desideravo con ogni cellula del mio corpo.
Ogni spinta era un'onda di piacere che mi travolgeva, portandomi sempre più vicino all'abisso. Sentivo i miei muscoli contrarsi intorno a lui, stringendolo in una morsa sempre più stretta. Le nostre lingue si cercavano, i nostri corpi si fondevano in un unico, febbrile ritmo. Le parole che ci scambiavamo erano sussurri rochi, frammenti di desiderio urlati nel buio.
E poi, il culmine. Sentii il suo calore espandersi dentro di me, un torrente bollente che mi fece sussultare. Era l'apice, la completezza della femminilità assoluta, essere così riempita, così posseduta. Rimasi immobile per un istante, assaporando la sensazione di essere sua, completamente sua.
Con lentezza esasperante, sentii il suo seme iniziare a defluire, un lento rilascio che mi fece inarcare la schiena. Non volevo che finisse. Invece di allontanarmi, mi chinai, la lingua avida che esplorava le tracce del suo piacere. Assaporavo ogni goccia, ogni sfumatura del suo sapore, mentre sentivo la calda farcitura uscire piano piano. Era un atto di devozione, un'adorazione silenziosa della sua virilità. Stavo ripulendo la sua essenza, assaporando la pienezza che mi aveva donato. Era il top, il godimento supremo. E sapevo che presto, la mia fame sarebbe tornata, e lo avrei voluto di nuovo. Sempre.
Sentivo il suo respiro farsi più affannoso mentre le sue dita si insinuavano in me, preparando il terreno per l'inevitabile. L'attesa era un tormento delizioso, un preludio alla completa resa. Quando infine si unì a me, un gemito strozzato mi sfuggì dalle labbra. Il suo membro, caldo e duro, penetrò in profondità, riempiendomi con una pienezza che mi fece tremare. Era un’invasione, sì, ma una che desideravo con ogni cellula del mio corpo.
Ogni spinta era un'onda di piacere che mi travolgeva, portandomi sempre più vicino all'abisso. Sentivo i miei muscoli contrarsi intorno a lui, stringendolo in una morsa sempre più stretta. Le nostre lingue si cercavano, i nostri corpi si fondevano in un unico, febbrile ritmo. Le parole che ci scambiavamo erano sussurri rochi, frammenti di desiderio urlati nel buio.
E poi, il culmine. Sentii il suo calore espandersi dentro di me, un torrente bollente che mi fece sussultare. Era l'apice, la completezza della femminilità assoluta, essere così riempita, così posseduta. Rimasi immobile per un istante, assaporando la sensazione di essere sua, completamente sua.
Con lentezza esasperante, sentii il suo seme iniziare a defluire, un lento rilascio che mi fece inarcare la schiena. Non volevo che finisse. Invece di allontanarmi, mi chinai, la lingua avida che esplorava le tracce del suo piacere. Assaporavo ogni goccia, ogni sfumatura del suo sapore, mentre sentivo la calda farcitura uscire piano piano. Era un atto di devozione, un'adorazione silenziosa della sua virilità. Stavo ripulendo la sua essenza, assaporando la pienezza che mi aveva donato. Era il top, il godimento supremo. E sapevo che presto, la mia fame sarebbe tornata, e lo avrei voluto di nuovo. Sempre.
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