Una paella di sesso
di
Miguel G. M.
genere
sentimentali
Era domenica, i genitori di Karla ci aspettavano per una paella.
Passo la mattina mettendo a posto documenti e suonando la chitarra, Karla é in piscina, sta prendendo il sole.
Ieri sera siamo usciti ed abbiamo fatto le ore piccole.
Una scopata veloce appena tornati e poi a letto.
A mezzogiorno, entra
-faccio la doccia, mi vesto ed andiamo
Un ora dopo arriva, con un vestitino estivo con stampo floreale, ballerine bianche e due treccine che le girano la testa come una coroncina.
Alle labbra, rosetto rosso, che rompe lo schema ma, che mi fa venire la voglia di vederle il mio cazzo in bocca.
Da casa mia a quells dei miei suoceri, ci vogliono piu o meno 40'.
Le appoggio come sempre la mano sulla gamba, andando piano piano sempre piu verso la fighetta.
Ormai non dice nulla anzi, questa volta apre un po le gambe per permettermi farlo meglio.
-Ti piace vero? Le chiedo mentre le sto accarezzando le mutandine
-mi piaci perché sei porco
Arriviamo a casa ed ho il cazzo duro, le avrei fatto volentieri un ditalino ma alla fine, non é successo nulla.
I soliti saluti ed io e suo padre, andiamo in giardino a preparare la legna per la paella.
Karla é in casa, penso con sua madre.
Dico penso, perché la vedo guardarmi da una finestra e mi guarda passandosi la lingua sulle labbra.
Capisco il messaggio e vado in casa.
Karla m saspetta al piano di sopra, s é appoggiata alla finestra e mi guarda ansimando: senza pensarci, tiro fuori l uccello e glielo infilo senza esitare. Lei emette un grido, e devo tapparle la bocca, per non farci sentire.
Gode in silenzio, sbrodola come una vacca, ad ogni colpo lei gode.
Quando stiamo per raggiungere l orgasmo, ci chiama sua mamma
-proprio adesso???
-Aspetta un minuto, vengo ed andiamo
Ma lei, si toglie dalle mie grinfie e scende veloce. Rimango con il pisello in mano poi, la seguo.
Il pranzo va veloce, sopratutto perché lei non smette di stuzzicarmi sotto il tavolo.
La troia mi tiene in pugno, ho praticamente il pisello sempre duro.
Va al bagno e quando torna, mi mette in mano le sue mutandine.
Mi guarda con desiderio ma non posso fare nulla in quanto, sto parlando con i suoi.
Finiamo il pranzo e ci spostiamo nella veranda a prendere il caffé.
Sua mamma va im cucina a mettere a posto e suo padre, va a dormire la siesta mentre in tv passano la F1.
Rimaniamo soli, i nostri sguardi s incrociano. Lei comincia a toccarmi la patta dei pantaloncini, prigione del mio cazzo.
Le nostre bocche si mangiano, le metto una mano sulle tette.
Karla mi sussurra
-tiratelo fuori...
M abbasso i pantaloncini ed il mio pisello s erge dritto.
Guardo ancora che sua mamma sia in cucina,mentre Karla comincia a spompinarmi.
Vorrei gridare ma non posso.
La sua testa va su e giu, mentre io rimango in tensione, sempre guardingo.
Sua mamma arriva di colpo e Karla riesce in trmpo a rimettermi il cazzo dentro.
-fa un caldo boia...
-Si..potreste buttarvi in piscina..
-Bell idea.
Andiamo a cambiarci, se siamo veloci, possiamo fare una scopata.
Arrivati in camera, Karla si toglie il vestitino rimanendo solo con le ballerine, e si butta sul letto con le gambe aperte, aprendosi la figetta rasata con le dita.
Mi butto su di lei e glielo infilo: uno, due...tre colpi! Lei, piccolina, regge gli urti e ad ogni stantuffata, emette un grido affogato dalla mia mano.
Sta godendo come una cagna, le alzo le caviglie e la scopo ancora piu forte.
-Vamos Miguel,no podemos tardar...follame!
Guardo il suo corpo giovane, nuda, occhi chiusi e bocca aperta. Dios, il rossetto! Avrei voglia di sborrarle sulla faccia.
Ma non c é tempo: tiro fuori il cszzo e le sborro sulla figa, mentre lei mi prende il cazzo il mano, finendo che esca tutta la lechita.
Si siede e mi pulisce la cappella con la lingua.
Sua madre é seduta di sotto.
-uy, che veloci siete stati...
-si??? Non trovavamo il costume di Miguel.
Ci buttammo in piscina e Karla mi s avvicinó da dietro e m abbraccia.
M appoggio al bordo e mi metto a parlare con sua madre.
La troietta, mi tiene con il braccio sinistro al collo, mentre con la destra, mi sta segando sotto l acqua e tre metri da sua madre, con s accorge di nulla.
Ad un tratto, il mio seme si perde nell acqua e lei , felice, esce dalla piscina sedendosi vicino sua mamma.
Passo la mattina mettendo a posto documenti e suonando la chitarra, Karla é in piscina, sta prendendo il sole.
Ieri sera siamo usciti ed abbiamo fatto le ore piccole.
Una scopata veloce appena tornati e poi a letto.
A mezzogiorno, entra
-faccio la doccia, mi vesto ed andiamo
Un ora dopo arriva, con un vestitino estivo con stampo floreale, ballerine bianche e due treccine che le girano la testa come una coroncina.
Alle labbra, rosetto rosso, che rompe lo schema ma, che mi fa venire la voglia di vederle il mio cazzo in bocca.
Da casa mia a quells dei miei suoceri, ci vogliono piu o meno 40'.
Le appoggio come sempre la mano sulla gamba, andando piano piano sempre piu verso la fighetta.
Ormai non dice nulla anzi, questa volta apre un po le gambe per permettermi farlo meglio.
-Ti piace vero? Le chiedo mentre le sto accarezzando le mutandine
-mi piaci perché sei porco
Arriviamo a casa ed ho il cazzo duro, le avrei fatto volentieri un ditalino ma alla fine, non é successo nulla.
I soliti saluti ed io e suo padre, andiamo in giardino a preparare la legna per la paella.
Karla é in casa, penso con sua madre.
Dico penso, perché la vedo guardarmi da una finestra e mi guarda passandosi la lingua sulle labbra.
Capisco il messaggio e vado in casa.
Karla m saspetta al piano di sopra, s é appoggiata alla finestra e mi guarda ansimando: senza pensarci, tiro fuori l uccello e glielo infilo senza esitare. Lei emette un grido, e devo tapparle la bocca, per non farci sentire.
Gode in silenzio, sbrodola come una vacca, ad ogni colpo lei gode.
Quando stiamo per raggiungere l orgasmo, ci chiama sua mamma
-proprio adesso???
-Aspetta un minuto, vengo ed andiamo
Ma lei, si toglie dalle mie grinfie e scende veloce. Rimango con il pisello in mano poi, la seguo.
Il pranzo va veloce, sopratutto perché lei non smette di stuzzicarmi sotto il tavolo.
La troia mi tiene in pugno, ho praticamente il pisello sempre duro.
Va al bagno e quando torna, mi mette in mano le sue mutandine.
Mi guarda con desiderio ma non posso fare nulla in quanto, sto parlando con i suoi.
Finiamo il pranzo e ci spostiamo nella veranda a prendere il caffé.
Sua mamma va im cucina a mettere a posto e suo padre, va a dormire la siesta mentre in tv passano la F1.
Rimaniamo soli, i nostri sguardi s incrociano. Lei comincia a toccarmi la patta dei pantaloncini, prigione del mio cazzo.
Le nostre bocche si mangiano, le metto una mano sulle tette.
Karla mi sussurra
-tiratelo fuori...
M abbasso i pantaloncini ed il mio pisello s erge dritto.
Guardo ancora che sua mamma sia in cucina,mentre Karla comincia a spompinarmi.
Vorrei gridare ma non posso.
La sua testa va su e giu, mentre io rimango in tensione, sempre guardingo.
Sua mamma arriva di colpo e Karla riesce in trmpo a rimettermi il cazzo dentro.
-fa un caldo boia...
-Si..potreste buttarvi in piscina..
-Bell idea.
Andiamo a cambiarci, se siamo veloci, possiamo fare una scopata.
Arrivati in camera, Karla si toglie il vestitino rimanendo solo con le ballerine, e si butta sul letto con le gambe aperte, aprendosi la figetta rasata con le dita.
Mi butto su di lei e glielo infilo: uno, due...tre colpi! Lei, piccolina, regge gli urti e ad ogni stantuffata, emette un grido affogato dalla mia mano.
Sta godendo come una cagna, le alzo le caviglie e la scopo ancora piu forte.
-Vamos Miguel,no podemos tardar...follame!
Guardo il suo corpo giovane, nuda, occhi chiusi e bocca aperta. Dios, il rossetto! Avrei voglia di sborrarle sulla faccia.
Ma non c é tempo: tiro fuori il cszzo e le sborro sulla figa, mentre lei mi prende il cazzo il mano, finendo che esca tutta la lechita.
Si siede e mi pulisce la cappella con la lingua.
Sua madre é seduta di sotto.
-uy, che veloci siete stati...
-si??? Non trovavamo il costume di Miguel.
Ci buttammo in piscina e Karla mi s avvicinó da dietro e m abbraccia.
M appoggio al bordo e mi metto a parlare con sua madre.
La troietta, mi tiene con il braccio sinistro al collo, mentre con la destra, mi sta segando sotto l acqua e tre metri da sua madre, con s accorge di nulla.
Ad un tratto, il mio seme si perde nell acqua e lei , felice, esce dalla piscina sedendosi vicino sua mamma.
1
voti
voti
valutazione
1
1
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Karla torna a casa ubriaca
Commenti dei lettori al racconto erotico