Nello spogliatoio

di
genere
feticismo

Non potevo resistere.
Vedo passare Ingrid, una collega tedesca, 1,80 di bellezza. Minigonna di pelle, calze nere con un filo fine stampato dietro, e scarpe nere con il tacco.
Mi guarda e come tutte le mattine, mi saluta con "Buenos dia Miguel", con quel suo spagnolo dall accento paticolare.
La vedo sedersi davanti a me e togliersi le scarpe sotto il tavolo.
I suoi piedi, piccoli rispetto alla sua altezza, sono fini e sembra giochino fra loro, quando Ingrid li muove.
Le scarpe sono usate, lise in certi punti. Mi verrebe da dire, scalcagnate.
Riposano a lato dei piedi di Ingrid.
Non posso togliere lo sguardo. Il cazzo e giá duro e mi costa concentrarmi, nella conversazione al telefono che sto facendo.
Ingrid, di alza, prende le scarpe in mano per il tacco, e se ne va. Scalza.
Per fortuna.

Poi alle 17, quando finisco, passo per lo spgliatoio della ditta. Una doccia veloce e a casa.
E li le vedo. Ingrid ha lasciato una borsa sportiva nel vestuario.
Sicuramente s é cambiata ed é andata a casa correndo.
Dalla borsa, si vede il tacco di una scarpa.
Mi fermo. Il cazzo torna duro. É un occasione unica. Torno verso l ufficio, per assicurarmi che non venga nessuno.
Lo spigliatoio delle ragazze é vuoto, dopo tutto, sono solo 3 nel equipe.
In quello degli uomini, c é solo Lothar, che é sotto la doccia.
Devo essere veloce. Prendo l asciugamano, entro nel vestuario femminile, e rapidamenre, prendo le scarpe, involvendole nell asciugamno.
Ora sono nella sezione maschile.
Lorhar esce, s asciuga e mi vedd seduto sulla banca
-ma non hai voglia d andare a casa?
Sorrido e piano, faccio come che sto scrivendo al telefono. Se ne va.
Entro in un bagno. Prendo le scarpe.
Una me la porto al naso l altra, ci metto dentro il pisello.
La pelle é morbida, usata.
L odore non é cattivo. Tiro fuori il cellulare e scatto una fotoalle scarpe, ora sulla tavoletta del water.
Dio santo, sono usatissime! Comincio a farmi una sega.
Immagino Ingrid e Karla, che giocano con i loro piedini sul mio cazzo.
Ho voglia di chiamare quella troietta di Karla, che mi fece adorare le scarpe.
Ma non posso: con la mano sinistra ho giá una scarpa in mano, pronto a sborrare.
Il primo schizzo é violento ed innonda l interno.
Continuo a segarmi, con la sborra che schizza anche sull altra scarpa.
Scatto altre foto
Ora le devo pulire un po, e asciugo lo sperma dentro. Ma non tutto. Immagino il piedino di Ingrid tutto umido.
In silenzio, ripongo le scarpe nella borsa.
Avrei voglia di risborrarci sopra ma, sento voci che s avvicinano.
Torno all hotel. Domattina tornero a Valencia e faró vedere le foto a Karla, che sicuramente, apprezzerá
scritto il
2026-06-02
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