Nello spogliatoio
di
Miguel G. M.
genere
feticismo
Non potevo resistere.
Vedo passare Ingrid, una collega tedesca, 1,80 di bellezza. Minigonna di pelle, calze nere con un filo fine stampato dietro, e scarpe nere con il tacco.
Mi guarda e come tutte le mattine, mi saluta con "Buenos dia Miguel", con quel suo spagnolo dall accento paticolare.
La vedo sedersi davanti a me e togliersi le scarpe sotto il tavolo.
I suoi piedi, piccoli rispetto alla sua altezza, sono fini e sembra giochino fra loro, quando Ingrid li muove.
Le scarpe sono usate, lise in certi punti. Mi verrebe da dire, scalcagnate.
Riposano a lato dei piedi di Ingrid.
Non posso togliere lo sguardo. Il cazzo e giá duro e mi costa concentrarmi, nella conversazione al telefono che sto facendo.
Ingrid, di alza, prende le scarpe in mano per il tacco, e se ne va. Scalza.
Per fortuna.
Poi alle 17, quando finisco, passo per lo spgliatoio della ditta. Una doccia veloce e a casa.
E li le vedo. Ingrid ha lasciato una borsa sportiva nel vestuario.
Sicuramente s é cambiata ed é andata a casa correndo.
Dalla borsa, si vede il tacco di una scarpa.
Mi fermo. Il cazzo torna duro. É un occasione unica. Torno verso l ufficio, per assicurarmi che non venga nessuno.
Lo spigliatoio delle ragazze é vuoto, dopo tutto, sono solo 3 nel equipe.
In quello degli uomini, c é solo Lothar, che é sotto la doccia.
Devo essere veloce. Prendo l asciugamano, entro nel vestuario femminile, e rapidamenre, prendo le scarpe, involvendole nell asciugamno.
Ora sono nella sezione maschile.
Lorhar esce, s asciuga e mi vedd seduto sulla banca
-ma non hai voglia d andare a casa?
Sorrido e piano, faccio come che sto scrivendo al telefono. Se ne va.
Entro in un bagno. Prendo le scarpe.
Una me la porto al naso l altra, ci metto dentro il pisello.
La pelle é morbida, usata.
L odore non é cattivo. Tiro fuori il cellulare e scatto una fotoalle scarpe, ora sulla tavoletta del water.
Dio santo, sono usatissime! Comincio a farmi una sega.
Immagino Ingrid e Karla, che giocano con i loro piedini sul mio cazzo.
Ho voglia di chiamare quella troietta di Karla, che mi fece adorare le scarpe.
Ma non posso: con la mano sinistra ho giá una scarpa in mano, pronto a sborrare.
Il primo schizzo é violento ed innonda l interno.
Continuo a segarmi, con la sborra che schizza anche sull altra scarpa.
Scatto altre foto
Ora le devo pulire un po, e asciugo lo sperma dentro. Ma non tutto. Immagino il piedino di Ingrid tutto umido.
In silenzio, ripongo le scarpe nella borsa.
Avrei voglia di risborrarci sopra ma, sento voci che s avvicinano.
Torno all hotel. Domattina tornero a Valencia e faró vedere le foto a Karla, che sicuramente, apprezzerá
Vedo passare Ingrid, una collega tedesca, 1,80 di bellezza. Minigonna di pelle, calze nere con un filo fine stampato dietro, e scarpe nere con il tacco.
Mi guarda e come tutte le mattine, mi saluta con "Buenos dia Miguel", con quel suo spagnolo dall accento paticolare.
La vedo sedersi davanti a me e togliersi le scarpe sotto il tavolo.
I suoi piedi, piccoli rispetto alla sua altezza, sono fini e sembra giochino fra loro, quando Ingrid li muove.
Le scarpe sono usate, lise in certi punti. Mi verrebe da dire, scalcagnate.
Riposano a lato dei piedi di Ingrid.
Non posso togliere lo sguardo. Il cazzo e giá duro e mi costa concentrarmi, nella conversazione al telefono che sto facendo.
Ingrid, di alza, prende le scarpe in mano per il tacco, e se ne va. Scalza.
Per fortuna.
Poi alle 17, quando finisco, passo per lo spgliatoio della ditta. Una doccia veloce e a casa.
E li le vedo. Ingrid ha lasciato una borsa sportiva nel vestuario.
Sicuramente s é cambiata ed é andata a casa correndo.
Dalla borsa, si vede il tacco di una scarpa.
Mi fermo. Il cazzo torna duro. É un occasione unica. Torno verso l ufficio, per assicurarmi che non venga nessuno.
Lo spigliatoio delle ragazze é vuoto, dopo tutto, sono solo 3 nel equipe.
In quello degli uomini, c é solo Lothar, che é sotto la doccia.
Devo essere veloce. Prendo l asciugamano, entro nel vestuario femminile, e rapidamenre, prendo le scarpe, involvendole nell asciugamno.
Ora sono nella sezione maschile.
Lorhar esce, s asciuga e mi vedd seduto sulla banca
-ma non hai voglia d andare a casa?
Sorrido e piano, faccio come che sto scrivendo al telefono. Se ne va.
Entro in un bagno. Prendo le scarpe.
Una me la porto al naso l altra, ci metto dentro il pisello.
La pelle é morbida, usata.
L odore non é cattivo. Tiro fuori il cellulare e scatto una fotoalle scarpe, ora sulla tavoletta del water.
Dio santo, sono usatissime! Comincio a farmi una sega.
Immagino Ingrid e Karla, che giocano con i loro piedini sul mio cazzo.
Ho voglia di chiamare quella troietta di Karla, che mi fece adorare le scarpe.
Ma non posso: con la mano sinistra ho giá una scarpa in mano, pronto a sborrare.
Il primo schizzo é violento ed innonda l interno.
Continuo a segarmi, con la sborra che schizza anche sull altra scarpa.
Scatto altre foto
Ora le devo pulire un po, e asciugo lo sperma dentro. Ma non tutto. Immagino il piedino di Ingrid tutto umido.
In silenzio, ripongo le scarpe nella borsa.
Avrei voglia di risborrarci sopra ma, sento voci che s avvicinano.
Torno all hotel. Domattina tornero a Valencia e faró vedere le foto a Karla, che sicuramente, apprezzerá
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