Memorie Licenziose di una Studentessa

di
genere
prime esperienze

Poco prima di avere la mia prima mestruazione, avevo già scoperto il piacere.
Chiusa nella mia stanza, uno di quei pomeriggi estivi che la noia ti mangia viva, distesa sul letto in preda a strane voglie, scoprii che strusciando il mio acerbo clitoride sul bordo del cuscino, che mettevo tra le gambe, mi procuravo orgasmi fantastici. E da quel momento non mi fermai più. Me ne procuravo un'infinità, tutti di seguito.
Adesso non vedevo l'ora di andare a letto, la sera o il pomeriggio dopo pranzo, per chiudermi in camera mia e fare sesso col mio cuscino. Era come una droga. Una fantastica droga, però. Scoprii pure che potevo darmi piacere anche in doccia, sotto l'acqua calda, strusciandomi con la spugna dal lato rugoso, mentre mamma bussava alla porta preoccupata perchè chiusa in bagno ci stavo tanto.
Per non parlare del PC di papà, quando me lo lasciava usare. Cioè quando rimanevo sola in casa. E con il lavoro che facevano i miei capitava spesso. Avevo imparato pure a cancellare la cronologia di navigazione per non lasciar traccia. Quindi...e vai di siti porno! Iniziai, infatti, a scoprire siti che offrivano qualunque fantasia, qualunque genere. E a me piacevano tutti. Mentre guardavo i video, eccitata mi strusciavo sulla fica una banana o una zucchina e godevo da impazzire!

Poi arrivò il mio primo ciclo. Mi sentivo adesso una donna vera. Guardavo le bambole, i peluche e gli altri balocchi della mia stanza con distacco. Ma non tutti. Ero interessata a Ken, il compagno della Barbie. Mi divertivo a mimare una scopata fra lui e la Barbie, mentre distesa ero intenta a strusciarmi sul mio cuscino, ormai promosso a mio amante, ed esplodere in orgasmi sempre più fantastici.
A scuola, alle medie, guardavo i miei compagni non più come compagnetti per il nascondino o guardia e ladri, ma per come potessero avere il cazzo. Mi chiedevo se anche loro avessero scoperto le gioie della masturbazione e, soprattutto, se fossero disposti a toccarmela e farselo toccare. Riuscì pure a provarci con qualcuno, ricordo Alessandro che mi intrigava parecchio perchè sembrava quello che tra i maschi della mia classe fosse il più maturo. Con lui più di un pomeriggio mi chiudevo nella cameretta di casa sua con la scusa di un aiuto per i compiti a casa. Fra un problema di algebra e una pagina di geografia, durante le pause, senza tanti preamboli, prendevo l'argomento sesso cercando una scusa per toccarlo e farmi toccare. Ma lui alle mie sollecitazioni rispondeva che era meglio giocare alla Play Station. Tornavo ogni volta a casa delusa a consolarmi col mio cuscino.
Puntai così i ragazzi delle superiori. E ce n'erano di bellissimi, di arrapanti. Me li sognavo nel chiuso della mia cameretta mentre tormentavo con la fica quel povero cuscino ormai lercio da quanto liquido vaginale aveva assorbito. Purtroppo, però, quando tentavo un timido primo passo per avvicinarne uno, tornavo sui miei passi con la coda fra le gambe, perchè vedevano me una bambina! E poi si sa, alla loro età, in piena adolescenza, il sogno erotico del maschio di solito sono le milf. Come io sognavo di essere sverginata da un uomo vero, loro essere iniziati da una donna vera.

Passai al liceo, ma fino a che compii sedici anni feci questa vita frustrante. Bruciavo di voglia ed il cuscino non mi bastava più. Nemmeno la spugna della doccia, le banane e le zucchine. Sognavo un cazzo vero. Da maschio adulto. Peraltro mi ero fatta ancora più carina, anzi oserei dire che ero sbocciata proprio un bella gnocca.
Mi guardavo nuda allo specchio orgogliosa le belle tette ed il bel culetto tornito. Con mamma un sabato eravamo dal parrucchiere e l'altro dall'estetista. Per cui ero curatissima pure nell'abbigliarmi. Capelli lunghi biondi, piedini e mani sempre curate. D'ordinanza indossavo sempre gonnellino corto, che mi esaltava le gambe, o vestitino lento, attillato per esaltare le mie forme. Adoravo far arrapare i maschietti che mi guardavano. Il problema era però che ci provavano solo quelli della mia età, al massimo qualche diciottenne/ventenne. Invece io puntavo in alto, all'uomo vero, ad un bel cazzo almeno di un trenta/quarantenne! Anelavo andare con uomo maturo e con tutto il mio essere ad imitare le protagoniste di uno di quei video porno che continuavo a divorare da sola in casa.
Ma l'arrapamento disperato, si sa, porta a considerare ogni lasciata perduta. Così pur di avere un cazzo vero tra le mani e nella fica, tornai sui miei passi rispetto all'accettare la corte dei ragazzi poco più grandi di me. Scelsi quindi di uscire con Lorenzo della 3^B, uno dei tanti che, poco più che maggiorenni, sbavavano per me. Quella sera ero bellissima, ma soprattutto di un sexy irresistibile col mio tubino corto rosso fuoco e la fica già in fiamme dentro un perizoma leopardato. Una pizza e poi nella sua casa a mare vuota. Li, sul divano, prima ci baciammo appassionatamente mentre lo toccavo e lui mi toccava le tette, ma come gli presi il cazzo duro in mano, al primo paio di carezze...delusione: sborrò copiosamente!
Per farlo riprendere mi spogliai nuda rimanendo in perizoma. Mi ci strusciai sopra con le tette mentre lo leccavo nelle zone erogene dietro le orecchie e gli facevo un succhiotto sul collo. Mi aspettavo che per riflesso mi toccasse con la stessa intensità pure lui, invece oltre che le mani sulle chiappe, il nulla. Quando gli tornò duro ed eretto, mi sfilai il perizoma e feci per sedermici sopra, ma appena presi a strusciarmi con le grandi labbra sul glande scappellato per poi farmi penetrare...ridelusione: risborrò ancora copiosamente!
Li finì praticamente la mia serata! Mi aspettavo che almeno me la toccasse, non dico me la leccasse! Che in qualche modo ricambiasse il piacere che gli avevo donato con almeno qualche carezza. Invece nulla! Nessun nemmeno timido tentativo di ricambiare. Una volta soddisfatte solo le sue voglie, si mise a smanettare sul cellulare ignorandomi, mentre io, triste e sconsolata, mi rivestivo.
Ma Lorenzo non fu l'unico. Provai con un altro paio di ragazzi, ma il risultato più o meno era sempre lo stesso: pensavano solo a soddisfare i loro cazzi e nulla più! Questo non fece altro che rafforzare in me quella convinzione che avevo cercato di accantonare. Cioè che per una ragazza come me ci volesse solo e soltanto l'uomo vero per fare del sesso vero!

Avvenne così, che quando non me lo sarei mai aspettato, improvvisamente nella mia vita...e non solo...entrò Adelmo, l'amico di papà e mamma, coi suoi sorrisi, le sue battute, le sue attenzioni e il suo...pacco sul pube irresistibilmente gonfio! Adelmo, che miei invitarono a passare la sua prima estate da separato nella nostra casa al mare, era quel bel trenta/quarantenne che cercavo. Lo conoscevo da tanto tempo. Si, bell'uomo. Ma non avevo mai avuto certi pensieri su di lui. Poi, però, in quel periodo a vedermelo girare in casa tutti i giorni e a tutte le ore, spesso in costume, cominciai a guardarlo sotto un altro occhio. Si, mi arrapava. Decisamente. Certo le sue attenzioni erano quelle dette “innocenti”, quelle quasi paterne, che si danno alla figliola dell'amico. Niente di compromettente. Ma io, che da giorni me lo lavoravo con tutta l'astuzia e la forza della mia gnoccagine, ci son stata poco a farle divenire “colpevoli”!
Difatti ad un certo momento il suo atteggiamento nei miei confronti cambiò radicalmente. Adesso alle mie strusciate su di lui, che facevo sembrare accidentali, ai piegamenti che facevo per fargli vedere le tette ed il culo, al mio irresistibile accavallare le gambe giocherellando con la infradito penzolante dal mio delizioso piedino mentre gli sorridevo, Adelmo rispondeva con lo sguardo da un lato imbarazzato (ero pur sempre la figlia dei suoi migliori amici), ma dall'altro inequivocabilmente arrapato e il segnale era chiaro: mi voleva!

Così una mattina, dopo essermi assicurata che i miei non sarebbero tornati prima dell'ora di pranzo, chiusi pure a chiave la porta d'ingresso lasciando la chiave nelle fermatura, per un ulteriore sicurezza, feci la brava piccola donna di casa che porta il caffè in camera all'ospite ancora a letto. Per l'occasione indossavo la mia camiciola da notte più corta e scollacciata possibile che lasciava intravedere la mia lingerie di pizzo viola. Piedini nudi perfettamente smaltati di rosso vivo, sciolsi i capelli per essere più selvaggia e mi misi solo un filo di trucco che non sembrasse fatto apposta.
Mi guadai allo specchio qualche secondo e mi vidi una bomba sexy pronta ad esplodere. Quando entrai in camera, Adelmo restò come fulminato dal mio aspetto. Era ancora coricato a torso nudo col solo lenzuolo a coprire gambe e pube. Avanzai lentamente fino a sedermici accanto sul letto. Accavallai con fare sensuale le mie belle gambe. Gli porsi la tazzina e mentre lui beveva, in un misto fra imbarazzo e arrapamento, non potei non notare il rigonfiamento dell'erezione mattutina che gonfiava quella parte di lenzuolo. Lo guardai con la profondità di chi senza parole ti dice “sei mio senza scampo!” e ammiccando con un sorriso, sollevai lentamente quella parte di lenzuolo.
Il suo cazzo venne fuori dritto e duro in tutto il suo splendore. A quel punto Adelmo, oltre la tazzina vuota mise da parte l'imbarazzo e si lasciò andare all'arrapamento. Mi invitò a giacere con lui dentro il letto. Non me lo feci ripetere un'altra volta. Lesta, ma con movimenti felpati, mi distesi accanto a lui. Adelmo, così, iniziò ad accarezzarmi con un dito il profilo del mio viso e della mia bocca. Mentre lo faceva, gli guardavo quel cazzo dritto. Doveva essere durissimo. Si vedeva. Avrei voluto prenderIo in mano, ma volli aspettare ancora. Intanto con quel dito che andava su è giù sulla mia pelle provavo sensazioni di piacere indescrivibili.

Dopo un po', mi sfilò il reggiseno da sotto la camiciola da notte e riprese la carezza col dito tutt'intorno al profilo delle mie tette, soffermandosi sui capezzoli. Io ero in estasi. Ci baciammo appassionatamente. Appena ci allontanammo con le labbra, mi chiese se quello che mi stava facendo mi stava piacendo e se volevo continuasse. Non solo gli risposi di si, aggiunsi che se avesse smesso l'avrei ammazzato. Rise Anselmo, così riprese ad accarezzarmi. Poi notando come non riuscissi a staccare gli occhi dal suo cazzo scappellato, mi chiese se lo volessi toccare e giocarci come stava facendo lui con le mie tette. Non risposi nemmeno. Non aspettavo altro che il suo via libero. Glielo presi dolcemente nella mano. Si, era proprio durissimo e pure pulsante. Cominciai quindi a fargli una sega lentissima. Mentre lo segavo, lui scese il dito lentamente dalle tette, carezzando il torace e poi la pancia, al perizoma. Lo scostò quel tanto che bastava ad entrare il dito fra le labbra della mia vagina che sentivo bagnata, e cominciò un lento ditalino fino ad arrivare al clitoride. A quel punto letteralmente impazzii di gioia. Stava succedendo quello che avevo sempre sognato: un maschio che mi toccasse come si deve e mi facesse godere. Ci ribaciammo mentre io segavo e lui ditalinava.
Dopo poco mi aiutò a togliere la camiciola e quando mi vide nuda col solo perizoma, esclamò che ero una meraviglia di femmina, che avrei dovuto diventare patrimonio dell'umanità!

Dopo di che scese verso i piedi e prese a baciarmeli, leccarmeli, a succhiare le dita, l'alluce in particolare. Me li adorò così per un bel pezzo. Gli piacevano tanto. Dopo li unì per le piante e nello spazio che si formò, ci entrò il cazzo iniziando a masturbarselo. Poi staccò. A bacetti e leccatine salì per tutte le gambe fino ad arrivare alla fica. Mi sfilò il perizoma e me la leccò con passione. Io mi sentivo in paradiso. La goduria che stavo provando e la gioia per aver trovato un vero uomo non erano descrivibili con parole umane. Quella lingua era fantastica tanto che ci misi poco ad arrivare al piacere, ma non lo stesso che mi dava il cuscino, per due volte tanto perchè a titillare il mio clitoride c'era stavolta un maschio vero. Mentre mi divincolavo per l'orgasmo, tenevo stretto Anselmo per i capelli come non volessi finisse mai. Come a volerlo avere mio per sempre. Quando mi ripresi, lo vidi salire lentamente verso la mia bocca. Ci baciammo ancora appassionatamente. Dopo di che, dolcemente lo allontanai da me per farlo distendere sul letto. Mi piegai su di lui e glielo presi in bocca. Volevo ricompensarlo con la stessa moneta per il piacere che aveva dato a me.
Prima iniziai a leccare e succhiare solo il glande, poi feci entrare in bocca lentamente tutto il corpo del pene. Fu la prima volta che feci un pompino vero. Succhiai e leccai con sensuale dolcezza, alternando lentezza e velocità così come ricordavo facevano le pornodive nei video che guardavo da sola. Ma quella che m'invogliò davvero fu la voglia repressa di un cazzo vero. Infatti, dal suo ansimare e dal suo riempirmi di parole dolci, capii che lo stavo facendo bene e che lo stavo facendo impazzire di piacere.
Improvvisamente, con dolcezza, mi fermò. Fece stendere me e mi si mise di sopra. Tornammo a baciarci. Mentre ci contorcevamo le lingue, sentii la punta del suo cazzo duro premere sulle grandi labbra aperte della mia fica. Lentamente, ma inesorabilmente lo affondò nella mia vagina. Capì subito che ero vergine, per cui fu molto tenero, ma deciso. Affondò ancora e finalmente mi sverginò. Provai un po' di dolore, ma poi il piacere prese il sopravvento. Quando capì che mi stava piacendo, aumentò gradualmente la velocità di scopata e sbattendomi con forza mi fece raggiungere un orgasmo che non avevo mai provato, quello vaginale. Nettamente più godurioso di quello clitorideo a cui ero abituata nelle mie masturbazioni. Dopo qualche secondo, uscendo veloce il cazzo dalla mia fica, sborrando a grossi schizzi, raggiunse l'orgasmo sul mio ventre pure lui.

Esausti ma soddisfatti, ci abbracciammo forte rimanendo distesi per non so quanto tempo. Non si può capire quanto ero felice. Avevo avuto l'uomo vero che sognavo. Avevo avuto la prova di quello che sostenevo, che solo un uomo maturo può fare godere una giovane ragazza come me. Altro che sti ragazzini mocciosi e segaioli. Un uomo che trova piacere nell'adorare e far godere una donna, è anche lui patrimonio dell'umanità. Mentre stesa mi crogiolavo in questi ragionamenti, mi accorsi che dall'altro capo del letto, c'era Anselmo coi miei piedini sul petto, che dopo essersi rilassato qualche minuto, tornò ad adorarmeli. E a me quanto piaceva questa passione che manifestava i per i miei bellissimi piedi, la sua lingua calda che strusciava fra le mie dita mi dava sensazioni di piacere incredibili. Così mi venne l'idea di piazzarglieli meglio in faccia e farlo godere così. Anche questa cosa l'avevo vista in un video porno. Infatti gli misi le piante a coprire occhi e bocca, cominciai a strusciarglieli lentamente su tutto il viso, gli presi il cazzo in mano e lo segai, prima dolcemente e poi quando lo sentii durissimo, più velocemente, fino a che lo feci sborrare ancora a spruzzo. Anselmo gradì tantissimo questa mia iniziativa. Godette come un riccio e alla fine mi rivolse una serie di complimenti sul fatto che ero una donna fantastica, che non aveva più goduto così bene da anni, che ero bellissima e sensualissima. Poi tornando sul mio lato mi riempì di baci ed abbracci. Infine come ulteriore ringraziamento per quella mattinata fantastica, mi fece un altro goduriosissimo cunnilingus.
Credo sia inutile aggiungere che da quella mattina in poi, m'innamorai follemente di Anselmo. Non c'erano volte in cui, quando restavamo soli in casa o altrove, non scopavamo come indiavolati. Era lui l'uomo che cercavo e che auguro a tutte le ragazze alle prime armi, di incontrare.

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scritto il
2026-06-05
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