In viaggio con zia Luisella 3

di
genere
incesti

Siamo appena arrivati nella splendida cornice di Cuneo. Si capisce che sono ironico?
Oddio in realtà la città non è neanche male, un bel paesone, nulla di che. Ci farei anche un giro ma l’hotel che ospiterà me, la zia Luisella col figlio Fabrizio e il suo amico Marco con mamma Iris al seguito, è a tipo tre chilometri da tutto.
Un casermone molto moderno piantato sulla tangenziale col nulla assoluto attorno.
Non penso farò sei chilometri, tre andare e tre tornare, per scoprire l’amena cittadina.
Si, lo so, sono un po’ un cagazzo oggi. Il fatto è che mi sono aggregato alla comitiva non per vedere la città, non per fare il tifo alla gara di nuoto a cui devono partecipare mio cugino e l’amico.
No. La mia idea (nostra) era di sbarrarci nella camera matrimoniale che zia Luisella aveva prenotato e scopare come porci per tutta la notte, magari anche due notti se avessimo convinto i ragazzi a tornare a casa lunedì.
Poi si è aggiunta, non prevista, quella cagaseghe di Ines. Ha cambiato le prenotazioni, mi ha rifilato una singola e si è presa la matrimoniale da dividere con Luisella.
Quindi non c’è nemmeno la possibilità di mollarla da sola e andare a farlo nella mia singola.
Pazienza qualcosa mi inventerò.
“Ecco fatto. Tu sei al primo piano, voi ragazzi al secondo, e noi donnine al terzo” dice Ines passando a tutti le chiavi.
“Ottimo. Non vedo l’ora di farmi una doccia”.
“Si anche io” sospira Luisella.
“Anche io sono un po’ accaldata” mormora Ines accarezzandosi la maglietta bianca che, col suo stesso sudore è diventata così leggera che mostra le poppe in trasparenza.
“Ma ceniamo qui?” domanda Fabrizio.
“No, qui si può solo dormire, niente ristorante. Si prende la macchina e si va a cercare una pizzeria, vi va bene?” propone Luisella.
“Allora tutti giù di sotto fra un ora. Ok?” conclude Ines.
I ragazzi annuiscono.
L’ascensore si ferma “la tua camera è qui” mi indica Ines. Sembra quasi che voglia mandarmi via.
Entro nella mia mini camera. Essenziale al massimo. Letto piccolo, comodino, armadio a una anta. Bagno con doccia per una persona sola (magra), bidet e lavabo.
Comunque sembra tutto abbastanza pulito e alla fine una buona doccia me la faccio davvero.

Faccio appena in tempo a togliermi tutto e ad aprire l’acqua quando sento bussare.
Apro la porta senza badare al fatto che ho il cazzo al vento. “A!” esclama mia zia.
“Stavo per fare la doccia”.
“E non ci pensi quando apri la porta. E se era Ines?”.
“Beh io le ho visto la fica in autogrill avrei ricambiato” rido.
Lei sbuffa poi veloce si leva il vestito a due pezzi nero, sotto ha solo il collant a rete, tutto strappato in vita per la ciulata che abbiamo fatto prima di partire.
“L’ho lasciata a fare la doccia” dice la zia mentre si butta a pancia sotto sul letto.
“Ummm” mormoro palpandole il culo.
“Dai che non abbiamo tanto tempo…”.
“Si, si zia scusa” salgo sul letto, mi metto in posizione e la prendo a pecorina montandola con tutte le mie forze. Anche io scoppio di voglia.
“Aaaaaaaa siiiii brucio” ulula la zia.
“O si sei caldissima zia”.
“Sono in calore. Montami, montami, sfondamela…”.
“Si zia, ti sfondo, ti apro…” mormoro mentre le do dei sonori schiaffoni sul culo.
“Lo vorrei dentro così tutta la notte” sospira godendo.
“Non dovevi portare la guastafeste” ribatto.
“E che ne sapevo io che questa arrivava a gamba tesa…”.
“Potremmo darle un sonnifero a cena. Ronfa tutta la notte, tu vieni giù e si chiava per bene”.
Ride, ed è bellissimo perché una che ride mentre tromba contrae tutti i muscoli, anche quelli vaginali provocando al mio uccello una strano ma bellissimo solletico.
“Ma chi sei James Bond? Ammesso di trovare una farmacia aperta mica te lo vendono il sonnifero senza ricetta. La fai facile tu…”.
“Allora dalle una botta in testa mentre dorme” insisto senza smettere di spingere.
“Di buona idea. Vieni in camera nostra, le dai in testa il tuo cazzone duro così sviene”.
L’idea di me davanti a Ines col cazzo in mano mi eccita tanto da farmi sborrare. Il getto rovente nell’utero stimola la zia che ha un altro fluente orgasmo.
“Siiiiiiiiiiiiiii” ulula a tutta voce fottendosene di chi può sentirci poi scivola in avanti colando sulle mie lenzuola tutto quello che le ho messo dentro. Gattonando scende dal letto.
Io la guardo col cazzo ancora duro nonostante lo spruzzo. Ormai dovrebbe saperlo che non mi basta uno schizzo per abbassarlo, c’è ne vogliono almeno due anche tre a volte.
“Scappi?”.
“Mi faccio la doccia no? Ho detto a Ines che venivo a usare la tua così lei se la faceva di sopra. Dovrò pur sembrare bagnata”.
“E poi mi freghi l’accappatoio dell’albergo e vai su con le tette che fanno capolino?”.
“Si” sorride mentre si leva il collant. Lo guarda. Dopo tre scopate senza toglierlo l’abbiamo ridotto uno straccio “questo poi me lo ricompri. Costa un pacco di soldi a rete” dice buttandolo nel cestino.
“Ti pagherò in natura come al solito” rido sdraiandomi nella parte asciutta del letto e provando ad accendere la tv appesa al muro.
Fra l’altro sono in una posizione perfetta per vedere Luisella che lava il suo giunonico corpo, le enormi tette che dondolano mentre le insapona, il culo bello grosso, le cosce…
Insomma inizio a menarlo un po’. Ne ho troppo bisogno visto e considerato che non credo ci saranno bis a pecora.

SPAAAM!
Ha spinto così forte che la porta ha sbattuto contro il muro.
Ha il sorriso stampato in faccia ma in un attimo diventa una bocca spalancata dallo stupore, così spalancata che ci potresti infilare la mano (o il cazzo volendo).
“Io…. Io…. Io, insomma… Luisella?” borbotta sempre fissandomi.
La zia che ha sentito il tonfo è già schizzata fuori dal bagno tutta nuda. “Ines che cazzo fai?” le urla.
“Io… ecco io…. -sospira, non ce la fa- mio dio ma hai un cazzo gigantesco!” esclama senza perderlo di vista.
“Si c’è l’ha enorme e magari non facciamolo vedere a tutto l’albergo” interviene la zia che, nonostante coli acqua e sapone corre a chiudere la porta.
“Scusate, scusate non ho mai visto un pisello così…” e fa per voltare la testa.
“Ma se vuoi guarda pure” rido io.
“Visto che sei venuta qui…” aggiunge zia.
“Io, io volevo fermarti prima che facessi la doccia qui sotto. Mi sono accorta che non hai preso il cambio… per non farti stare nudaaaaaa” biascica Ines rendendosi conto di botto che la zia le fa dondolare davanti le enormi tettone.
“Sei stata molto gentile a venire giù in accappatoio e ciabatte per avvertirmi che non tornassi su in accappatoio e ciabatte” ride la zia.
“In effetti…” mormora Ines.
Io mi alzo in piedi, mi avvicino, le apro l’accappatoio e libero i bei seni “stai benissimo anche così” sorrido.
Lei prova a richiudere l’accappatoio “No io non vorrei…. Cioè… scusa ma tu eri nuda in doccia e lui sul letto ti guardava col pisello duro…?”.
“Si” sorrido aprendole di nuovo l’accappatoio con più forza e decisone.
“Ma voi… tu ti spogli e lui ti guarda… perche??”.
“Perché in due nella doccia non ci stiamo, svegliati un po’ Ines” sbotta Luisella.
“O mio dio… incesto!” sbotta mettendosi una mano sulla bocca.
Intanto le ho tolto l’accappatoio che è caduto a terra. Il suo corpo è ancora abbastanza ginnico per i suoi 55 anni. Non bellissima ma ha una gran fica pelosa, le belle poppe a pera, un po’ di ciccia sui fianchi, qualche chilo in più in pancia, gambe con la buccia d’arancia (starebbe meglio con le calze). Le piazzo la mano dritta fra le gambe. Sento subito che il pelo è appiccicoso. Deve aver colato qualcosa fissandomi il cazzo.
“Ma che fai.. no” mormora.
Il mio indice insiste, le entro dentro “Mica siamo parenti io e te…” sussurro.
“No mai io, sono sposata…”.
Zia si avvicina, le struscia addosso le tettone, Ines apprezza “Dammi retta fattela sta scopata, quando ti ricapita un cazzo così…” le sussurra.
“Ti fai davvero tuo nipote?” domanda quasi sottovoce.
“E ti pare che con un uccello così me lo lasciavo sfuggire” ride spavalda la zia.
“Si ma io…”.
“Sentite, facciamo così, io vado a mettermi qualcosa addosso e vi lascio soli. Vedete voi” conclude la zia mettendo la mano sulla maniglia.
“Si ma mettilo l’accappatoio se no lo fai venire duro a tutto l’hotel” rido io sempre con un dito nella fica di Ines che sospirando di piacere pare non badare a noi.
Luisella raccoglie da terra l’accappatoio di Ines, se lo infila alla meglio e, fra l’altro, toglie a Ines ogni possibilità di coprirsi. Apre la porta, se ne va, a piedi scalzi lasciando le sue impronte bagnate come nulla fosse.

Restiamo soli
“Davvero ti piaccio?”.
“O si Ines, sei sexy da impazzire. Ti sogno fin da quando mi hai mostrato le tette in macchina”.
“A quindi sbirciavi?”.
“Ovvio, sei così bella” e mi chino baciandole i seni prima delicatamente poi inizio a ingoiarli, a mordicchiarli, a succhiarli.
“Sei tutta bagnata amore”.
“Hai il dito dentro… io….”.
“Vuoi qualcosa di più grosso lo so. Dai prendilo, senti se ti piace”.
“Posso toccarlo?”.
“O si è tutto tuo” sorrido.
Timidamente, all’inizio, inizia a segarlo piano piano ma pare subito prenderci gusto. “Mai visto uno così, te lo giuro, il mio ex non era nemmeno la metà”.
“L’hai lasciato per quello?”.
“Ma nooo figurati, tanti motivi. Comunque sappi che sei il primo maschio con cui vado dopo di lui”.
“Allora cercherò di farmi onore” sorrido mentre la obbligo a chinarsi in ginocchio per metterglielo in bocca.
“Non sono tanto brava a fare i pompini” sorride.
“Imparerai non preoccuparti” la rassicuro mentre gli infilo piano piano la grossa cappella in bocca.
La lascio lavorare un po’, intanto le accarezzo le belle tette, infilo i capezzoli fra le dita e li massaggio con calma dandole piacere mentre diventano belli dritti e duri.
Si toglie il cazzo di bocca, mi guarda languida “ti prego mettimelo dentro non ne posso più”.
Bisogna accelerare i preliminari, la bagascia è in calore e va soddisfatta.
Scivola sul letto, allarga le gambe. La afferro per le caviglie e gliele allargo bene a V verso l’alto.
La sua ficona pelosa è tutta mia col suo ciccetto rosa e molliccio pronto ad accogliermi.
Spingo appena un po’…
“Ummm ooooo”.
“Fa male”.
“No, no, mi piace, dammi solo un attimo… è enorme cavolo”.
Spingo “piano piano vedrai che entra tutto” la rassicuro entrando un altro po…
“Divinooooo” ulula quando lo sente ben bene dentro e inizia a godere e a bagnarsi come una porca.
Inizio a pompare. Sempre tenendola per le caviglie la faccio andare su e giù a tutta forza. Le sue tette ballonzolano ritmicamente ad ogni colpo con dei sonori Sciaff Sciaff che accompagnano la monta.
“Sto godendo siiii” mugola la vacca ad occhi chiusi.
“Ti sfondo tutta Ines” sorrido godendo anche io.
“Ti prego non venirmi dentro, sono ancora fertile”.
“Tranquilla…” la rassicuro e infatti al momento giusto lo tiro fuori e con qualche rapido colpo di mano inizio a spararle lunghi fiotti di sborra su tette e pancia.
Sono giusto nel buono dello svuotamento, mentre mi do dei colpi con la mano lungo tutta l’asta quando si apre la porta. Sento la maniglia ma non ci bado, penso sia la zia che vuole un bis. Continuo il massaggio del pene, ne esce ancora…
È lei a vederlo alle mie spalle “Marco?”.
“Mamma?” sbotta il ragazzo.
Mi volto, lo guardo, gli sorrido “mi sa che sei entrato nella camera sbagliata”.
Lui però dopo un primo attimo di smarrimento ha cambiato espressione, vedo proprio un bagliore nei suoi occhi che conosco bene. È voglie di sesso. Voglia di incesto. Lo so perché sono le voglie che provo io da anni.
Fissa la madre nuda, si studia la sua fica, le sue tette piene di sborra, si tocca sotto ai pantaloni.
“O mio dio che vergogna davanti a mio figlio” piagnucola Ines che si mette una mano a coppa fra le gambe per coprirsi la vulva, come se servisse a qualcosa.
“Non mi pare che a lui dispiaccia” sorrido io mentre mi alzo dal letto col cazzo ancora gocciolante.
Lancio uno sguardo di intesa a Marco della serie “dai che ce la fai…”.
Lui tira fuori il cazzo da sotto la tuta. È già durissimo.
Se lo prende in mano e se lo sega freneticamente.
Lo guardo curioso di vedere se adesso se la monta.
Purtroppo l’emozione di vedere per la prima volta sua madre in questa posizione, tutta sborrata, nuda, appena montata fa troppo effetto.
Marco lancia un sommesso GOSH e dal cazzo gli parte una bordata di sborra della madonna.
Così potente che vola per qualche metro a parabola lungo la stanza e alla fine finisce sul corpo della madre.
Lei sente lo sperma caldo del figlio addosso, ne raccoglie un po’ con un dito, lo annusa casomai non fosse certa che sia sperma. “Ommmadonna Marco! Che vergogna, che vergogna” piagnucola e lesta come una decatleta olimpionica scatta su dal letto, corre in bagno e si chiude dentro.

Ci guardiamo, nudi, uccello contro uccello. “È da tanto che mi fotti la mamma?”.
“No era la prima volta oggi ma spero di farlo ancora. Gran bella scopata ti assicuro”.
“Sta troia” mormora lui.
“Peccato che non te la sei fatta anche tu”.
“L’avrei tanto voluto ma mi è esploso in mano, scusa”.
“Ma no tranquillo, è normale e poi ormai come fa a dirti di no. Puoi fartela quando vuoi”.
Alla sola idea di ciò che gli ho prospettato il suo uccello si indurisce un po’…
“Pensa che ti credevo frocio” sorrido.
“A per via di tuo cugino. No io ecco, noi… Insomma sai la voglia di sesso, niente donne”.
“Certo certo capisco. Anche io prima di iniziare a montare ho fatto queste cose con un amico. Anzi a dirla tutta lo faccio ancora perché sono bisex”.
“Mica vuoi incularmi?” sbotta.
“Ma no, ma no. Lo faccio solo con i maschi che gradiscono la cosa, tranquillo anche se a dirtela tutta quando oggi ti sei messo a guardarmelo con tanto interesse ho pensato che fossi tu ad avere delle idee. Sembravi molto eccitato”.
“Pensavo a un cazzone così dentro a mia madre o anche altre mie parenti. Sai a volte me le immagino trombate da Negri coi cazzi giganti”.
“Io come vedi non ho bisogno di essere nero. Sono solo gigante”.
“Hai goduto con mia madre?”.
“Si, si ma era solo un preliminare vorrei fare cose più complesse con lei”.
“Complesse?”.
“Ma si, anale, qualche posizione, sborrata in bocca…. Se vai al luna Park ti fai tutte le giostre giusto”.
“O si, giustissimo” sorride.
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-05-16
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