Viktor: Le angurie della cugina
di
Jack Off
genere
incesti
Sono sul divano a casa di mia zia Tina. Niente pantaloni ma ho ancora la camicia.
Nonostante si sia fatta una bella scopata il cazzo è ancora voglioso e la zietta ha capito di cosa avevo bisogno.
Proprio mentre ci sta dando dentro appare la nonna. La chiamano così ma in realtà è la suocera di Tina madre del suo ex marito. Lui, dopo una innumerevole serie di corna è sparito ma la nonna Clementina col fatto di andare a trovare la nipote Rosa continua a frequentare questa casa. Ha persino una camera da letto sua se vuole restare per la notte anche se, al momento, ci dormo io.
Ci guarda e sbotta “ancora? Non ti è bastata la trombata nel cesso?”.
Intende quella che mi sono fatto con lei.
“Direi di no. Anzi, se ti vuoi accomodare ne ho per due”.
“Sfacciato ma cosa dici?
“Non ti va di farti una bel,a doppia con tua nuora?” sorrido.
“Io non le faccio quelle porcate” scuote la testa la vecchia.
Zia Tina certamente imbarazzata preferisce non alzare la testa per guardare la suocera, succhia zitta a testa bassa.
“Secondo me hai una voglia incredibile di fartela leccare da tua nuora”.
“Oi ma per chi mi hai presa?”.
“Per una che si è fatta montare nel cesso nemmeno mezz’ora fa” ribatto e li un po’ arrossisce.
“Senti va bene. Hai un gran cazzo, io sono vecchia ma ne ho ancora voglia e volentieri te l’ho data ma tu mi parli di cose a tre, cose fra donne, cose contro natura”.
“Farsi il proprio figlio non è contro natura?” domando spiazzandola del tutto.
La vecchia crolla, si lascia cadere sulla poltrona davanti a me a gambe larghe e la testa bassa. Fra l’altro dopo la chiavata in bagno non si è nemmeno rimessa le mutande e vedo abbastanza bene la sua fica irta di peli bianchi.
Tina smette di succhiare, alza la testa “mamma ma è vero?”.
La donna sbuffa “ma tu come lo sai?”.
“Hai detto che tuo figlio c’è l’ha piccolo e che viene troppo in fretta. Zia ci ha fatto una figlia con lui e lo sa ma tu? O lo spiavi o te lo facevi mi pare ovvio”.
Sbuffa ancora “e va bene tanto ormai è fatta, ci sono cascata e ho parlato troppo. Si me lo sono fatto. Era già venticinquenne e vergine. Timido, impacciato, temevo persino mi venisse su frocio è così una sera mi sono infilata nel suo letto”.
Tina sgrana gli occhi “e lui non ha detto nulla?”.
“Mica sono stupida. Ogni sera si faceva delle gran seghe, lo sapevo perché sentivo il letto cigolare. Sono entrata diciamo al momento giusto. Nuda e con lui in tiro. Non ha nemmeno provato a dire no” sorride quasi compiaciuta.
“Ci credo con quelle poppe come si fa a resistere”.
“Grazie” dice la donna.
“Maledetta maiala perché non me lo hai detto?” sbotta Tina.
“E cosa dovevo dirti che avevo un figlio con un pisello che sembra un mignolo? Te lo saresti preso lo stesso?”.
“Ma che ne so magari si. Però tu mi hai sempre fatto credere che eri una donna all’antica, che volevi le cose fatte bene, niente rapporti prima del matrimonio… Sei una stronza. Tu solo volevi che non sapessi che aveva un mini pisello. Avevi paura che non lo sposassi più. Sei una stronza”.
“E tu una vacca che lo riempiva di corna” ribatte la vecchia.
Io cerco di calmarla “eppure tu sei bella larga come Tina come faceva a godere?”.
“Con la bocca… sempre in bocca. In fica era come non averlo”.
Tina annuisce “gran pompini”.
Le due donne si guardano pare quasi si commiserino una con l’altra “senti Tina mi spiace. Volevo vederlo sposato e ho condannato te a una vita senza uccello. So cosa si prova perché anche suo padre era così. Invece di pensare a quanto male stavo io ho pensato che era giusto che toccasse anche a te. Perdonami ti ho condannata per il mio egoismo”.
Tina si alza in piedi, spinta da uno slancio di affetto la abbraccia e la bacia “non parliamone più nonna è andata come è andata”.
Clementina le accarezza un braccio “scusami”.
“Io mi domando come ha fatto a metterti incinta con quel cosino” obietto.
La zia si volta e mi trafigge con lo sguardo “stai forse insinuando che non mi ha ingravidata lui?”.
“No zia io…”.
“Fidati. Fino a che non ho avuto Rosa andavo solo con lui. Me lo facevo bastare. Ho avuto il primo amante quando mia figlia era già grande lo giuro. Te lo giuro Clementina la figlia è sua”.
La vecchia annuisce “si lo so, lo so anche troppo bene. Sentivi poco, lui schizzava dopo un minuto ma quello che ti lasciava dentro era più che buono”.
“Infatti” annuisce Tina.
La vecchia però la guarda strano “senti Tina ora che stiamo scoprendo le carte ti devo dire tutto, il dopo e soprattutto il prima”.
“Non capisco” dice la zia.
“Il dopo non è neanche un mistero. Quando ti sei fatta gli amanti e ha smesso di dartela veniva da me. Pompini, un mare di pompini”.
“In effetti è stato cinque anni senza toccarmi immaginavo che avesse qualcosa fuori. Alla fine che posso dire meglio tu che una battona” si sforza di sorridere la zia.
“Lo facevo a fin di bene. Speravo bastasse per farlo stare con te”.
“Forse era a me che non bastava”.
“Lo posso immaginare. Ma ascoltami bene. C’è anche un prima”.
“Un prima cosa?” chiede Tina.
“Tre anni prima di sposarti”.
“Quando l’hai sverginato?”.
“No quello fu quasi cinque anni prima di te. No io parlo di quando mi fece il pieno”.
Zia Tina sgrana gli occhi “ti sei fatta mettere incinta da tuo figlio?!”.
“Non l’ho fatto apposta credimi”.
“A lo spero proprio”.
“Non ci credevo nemmeno io. Vedova da un anno e incinta di mio figlio in un paese di pettegoli. Non sai cosa ho passato e che fatica per…insomma per togliermi il problema”.
“Hai abortito?”.
“Si cara ed è stato dolorosissimo ma mica potevo fare un figlio con mio figlio ti pare?”.
Dalla rabbia forse per un fattore di empatia fra donne Tina si calma e le fa una carezza. La vecchia, forse felice di essersi liberata di un peso ha uno scatto e la stringe a se, la bacia…in bocca. “Oddio Tina quanto male ti ho fatto, oddio perdonami”.
Ma Tina non ha parole, la lingua della vecchia in bocca le ha scatenato qualcosa. Di rabbia si strappa letteralmente la camicetta, libera i grossi seni e si getta su Clementina “baciami cazzo”.
Ma che spettacolo. Due lesbiche mature con delle tette enormi che limonano sulla poltrona una in braccio all’altra con le vesti che mano a mano saltano via. Dopo poco sono quasi nude a parte le calze della nonna che la fanno sembrare ancora più porca. La mano di Tina nella sorca della nonna. La faccia di Clementina sulle tettone di Tina, il mio cazzo ovviamente di marmo.
È uno spettacolo preliminare bellissimo. Ovviamente spero che sia solo un preludio e già immagino le porcate che potrò fare a letto con queste due vacche assieme. Per ora sega di mano e godiamoci il film porno in diretta.
“Eccole! Le vacche” urla Rosa.
Presi dalla discussione e dal resto ci siamo dimenticati che mia cugina sarebbe tornata entro mezz’ora. Adesso eccoci qui. Sua madre e sua nonna nude che si masturbano una con l’altra io con l’uccello duro che faccio il guardone. Non credo ci sia nulla che possiamo negare alla mia giovane cugina.
Le due donne imbarazzate e intimorite si strizzano ancor di più una con l’altra sulla poltrona.
“E tu che fai? Aspetti di fartele?”.
Tolgo la mano dal cazzo e glielo mostro tutto duro alzandomi in piedi “Ovvio che le aspetto non vedi?”.
“Cristo che sberla…” strabuzza gli occhi la ragazza.
“Vuoi provarlo?”.
“Ma che dici!” urla Tina.
“Tu zitta puttana -ribatte Rosa- si, ecco l’idea. Grande idea. Adesso cara mamma puttana e nonna troia me lo faccio. Qui davanti a voi” dice e inizia a slacciarsi i jeans.
Le due donne sono basite. Tina vorrebbe intervenire ma Clementina la tiene per un seno e la trattiene. In fondo ciò che sta succedendo era proprio quello che voleva la nonna.
Tolti i jeans, le mutandine la t-shirt e il reggiseno Rosa non è ancora nuda. La giovane troietta sotto ha le autoreggenti. Mica male…più porcella di quanto speravo.
La ragazza mi si para davanti, io sempre in poltrona a cazzo dritto. Guarda con disprezzo la madre e la nonna “e adesso guardate come mi svergino da sola” annuncia prima di scivolarmi sul cazzo.
“Noooo” piagnucola Tina quando la ragazza si lascia scivolare e in un colpo solo il suo imene si frantuma sulla mia cappella di marmo rovente.
Erano le cinque del pomeriggio circa quando Rosa si è sverginata sul mio cazzo adesso sono le otto del mattino dopo. Quindici ore.
Quindici ore di puro sesso…
Che posso dire? La voglia è voglia.
Abbiamo fatto di tutto. La madre ha lesbicano con la figlia, la figlia con la nonna, la nonna con la madre. Leccate di fica e di culi a sessantanove, ciucciate di tette una con l’altra, schizzi di ditalini ovunque e, ovviamente il mio uccello che si infilava in tutti i buchi che poteva.
Rosa si è trovata non solo sverginata e sfondata come non mai ma ora ha persino il culo largo più che mai.
Ha sentito il gusto della sborra, della gnocca di sua madre, di sua nonna. Ha goduto le nostre lingue in ogni buco continuando a urlare perché non voleva smettere.
Clementina non ha mai preso nel culo qualcosa di così grosso, così mi ha detto e lo considero un complimento.
Zia Tina ha fatto di tutto e di più…ha persino provato vari ortaggi su consiglio della nonna che glieli ha spinti e se li è spinti in fica e in culo.
Se domani faranno un minestrone non so se lo mangerò.
Dopo essere crollata qualche ora Rosa si è svegliata e ha dato un bacio in fronte alla madre “mammina cara” ha detto e lei si è commossa.
“Avevi ragione tu. Aveva proprio bisogno di cazzo” ha detto Tina alla nonna.
La vecchia ha annuito, le ha sorriso e poi le ha accarezzato una tetta “e a me serviva una bella amante”.
“Io invece ho bisogno di mettere il cazzo nel bidet per mezz’ora. Cavoli me lo avete consumato” dico mostrando il mio valoroso amico tutto rosso e debole.
Le donne ridono “brutta la vita degli stalloni”.
“Già, un duro lavoro per un cazzo duro” mormoro andando a sprofondare in bagno.
Le cose cambiano in fretta.
Ora continuo ad aiutare Rosa negli studi ogni mattina ma dopo un paio d’ore ci facciamo una pausa. Ci mettiamo comodi sul divano e ci facciamo una bella sveltina.
La mia cuginetta ha rivelato una particolare predilezione per il sesso anale e a me non spiace accontentarla.
Anche la sera andiamo a letto assieme e ci diamo dentro mentre nella camera accanto mia zia e la nonna Clementina ne fanno di ogni. Di sfuggita andando in bagno ho visto Tina col suo straphon montarsi la vecchia e dubito che ogni tanto invertano i ruoli.
Nel frattempo abbiamo anche pillolato a dovere mia cugina e, visto che non si sa mai ha deciso di prendere la pillola anche zia Tina. Dopo le esperienze di nonna Clementina meglio sborrare sul sicuro.
Ovviamente la zia e la nonna non hanno l’esclusiva. Me le scopo alla grande ogni volta che posso. Orami mettere le mutande è un optional e non le porta più nessuno. La nonna in più gioca la sua arma numero uno ed è quasi sempre a tette al vento con la scusa che il reggiseno le dà noia.
La sera Rosa è tornata ad uscire con le amiche.
Speriamo sempre che si trovi un ragazzo. Uno con un gran cazzo le ha raccomandato la madre.
Di solito mentre la aspettiamo facciamo una cosa a tre con le mature ma certe sere le passo a casa della signora Marina che mi reclama a gran voce.
Insomma anche in questa vacanza non mi posso lamentare. Faccio ciò che mi viene meglio e che mi piace di più. Trombo!
C’è persino la badante nera della zia che memore della sveltina che ci siamo fatti appena arrivato ha fatto sapere alla zia che gradirebbe volentieri una mia visita, cosa che di certo farò.
Ieri ha chiamato mia madre. Voleva sapere come stavo. Ha capito che mi sono scopato sua sorella Tina ancora prima che glielo dicessi. “Buon sangue non mente” ha detto ridendo poi si è fatta passare la zia e le ha passato il nome di una crema da spalmarsi sul culo e sulle labbra per diminuire il rossore.
Zia ha preso il fatto che mi facessi mamma come una cosa più che normale e non ha fatto commenti. Ormai a casa nostra l’incesto è dato per scontato e non ci facciamo nemmeno più caso.
Rosa passa più tempo impalata sul mio culo che a studiare. Credo la bocceranno ma non sembra importare più di tanto. Ora sono felici, si vogliono bene e non hanno più segreti. Tina ha fatto provare lo strapon alla figlia e la ragazza urlava “o si mamma inculami” così tante volte che ho perso il conto. Poi se lo sono scambiato e anche la mia cuginetta come maschio provvisorio pare non essere male tanto che, alla fine ci siamo fatti una doppia (lei fica io culo) anche con la vecchia.
Come ho detto ormai non ci sono più limiti.
Quasi quasi mi fermerei qui per sempre ma ho davvero un sacco di impegni.
A tempo perso ho abbozzato un nuovo libro, una storia di incesto far cugini dedicata a mia zia Tina. Lei ha letto le prime pagine e mi ha detto che sono stupende. Probabilmente sarà un successo. Anche la nonna ha letto i primi capitoli ma ha storto il naso, secondo lei certe porcate dovrebbero restare nelle mura domestiche e non raccontate in giro.
Zia Tina invece l’ha sbeffeggiata dicendole che l’ex marito, suo figlio, con storie come le mie si faceva le pugnette nel cesso. A quel punto la nonna ha abbassato la cresta e non ha più detto nulla a parte chiedermi “ma davvero ho le tette grosse come quella che descrivi nella storia?”.
Io gliele ho afferrate e strizzate più che potevo “non Clementina le tue sono molto più grosse” ho sussurrato spingendola lungo il divano.
Sono sprofondato con la testa in quella latteria mentre il mio pisello trovava da solo il vecchio buco della nonna. Gliel’ho spinto dentro fino alle palle e l’ho sonoramente trombata fin che non l’ho riempita come una zampogna ancora una volta.
Quando l’ho tirato fuori mia cugina Rosa si è buttata su di lei a capofitto. Le piace leccare la fica, specie la fica sborrata, tale madre, tale figlia.
“Mi sa che invece che un marito mi porta a casa una moglie” ha commmetato Tina.
“L’importante è che sia felice” le ho risposto.
“Hai ragione” ha sorriso serena zia Tina e poi, tanto per gradire, mi ha leccato ben bene il cazzo lordo della gnocca di sua suocera.
jackoffstorie@yahoo.com
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