Viktor: Le angurie della nonna
di
Jack Off
genere
incesti
La chiamano la suorina, è mia cugina Rosa.
Bella, vent’anni, seno prosperoso, belle gambe ma suora e stronza fino in fondo all’anima.
Indossa sempre degli abiti lunghi e molto castigati, ha sempre l’atteggiamento di chi la sa più lunga di tutti e, secondo molti parenti è ancora vergine.
Tratta sua madre, mia zia Tina, come se fosse una schiava. Spesso la insulta o la umilia di fronte a tutti e non ho mai capito bene perchè una donna dal carattere forte come Tina le consenta di farlo senza mai lamentarsi o sgridarla. In teoria sarei qui per farle da tutor visto che l’hanno rimandata in tre materie. Diciamolo pure avrà la scorza della sofisticata ma è una chiavica.
Tra uno sbuffo e l’altro abbiamo fatto un po’ di letteratura è un po’ di storia ma ragazzi…aiuto.
Capa vuota amica mia. Naturalmente nonostante le continue castronerie e con me che mi sono comunque sforzato di essere educato il suo atteggiamento da stronza di prima categoria non è mai calato.
Gesù ci salvi. Altri quindici giorni così a fare da tutor a questa inetta e per di più con la zia Tina che ha messo un lucchetto fra le gambe perché quando ha la figliola per le palle non vuol nemmeno sentire parlare di sesso.
Abbiamo terminato, almeno per oggi e adesso è sul divano con una gonna nera che la fa davvero sembrare una suora. Sta bevendo una bibita e fuma tranquillamente una sigaretta nonostante il divieto di fumo imposto dalla zia. Io mi vado a prendere una birra, non sono un forte bevitore ma con questa ciospa tra le palle ne sento proprio il bisogno.
Bussano alla porta, vado ad aprire e appare una signora sui settanta suonati che mi fissa strano.
“E ti chi saresti?” sbotta.
“Io sono Viktor lei piuttosto?”.
“Viktor cosa?” glissa la domanda.
“È mio cugino nonna” sbuffa Rosa dal divano.
“A!” esclama la vecchia entrando in casa quasi passandomi sui piedi.
“La mia nonna paterna Clementina” dice Rosa rivolta a me.
Educato allungo la mano e la porgo alla donna anziana “Tanto piacere Victor Vale”.
“E come mai sei qui?”.
“Una breve vacanza e poi do una mano a Rosa per gli esami di riparazione”.
“A si certo” borbottò l’anziana signora masticandosi la dentiera. Preso dalla discussione non avevo ancora fatto caso a che tette giganti avesse la nonnina. Non so nemmeno se esistesse una misura, forse una decima?
Due siluri enormi che le arrivavano beatamente fino all’ombelico nascosti alla meglio sotto un lungo golfino scuro ma pulsavano così tanto che si vedeva il golfino sollevarsi un pelo all’altezza delle mutande. Sotto aveva una gonna lunga fino al ginocchio e le calze color daino molto velate. Anche li, mi cadde l’occhio perché, per quel poco che vedevo la nonna aveva davvero delle belle gambe lisce e senza gran segni dell’età. Immaginai che da giovane dovesse essere davvero un gran pezzo di gnocca e, per me che amavo la fica matura, anche adesso aveva un certo non so che.
Aggiungiamo che dopo un weekend a consumarmi il cazzo ora ero a stecchetto da due giorni e mi ero ridotto a farmi con la mano da solo…insomma il cazzo mi venne sproporzionatamente duro.
Quelle erezioni totali che esplodono in un colpo solo e che quando hai solo delle braghe di tela si vedono.
La nonna Clementina però era impegnata a parlare con le nipote e non se ne accorse.
“Come stai Rosa?”.
“Come al solito nonna”
‘“Ti vedo in forma” sorride la nonna.
‘Tu invece sembri sempre più vecchia’ la secca la ragazza sempre stronza.
La nonna non ribatte.
Appare zia Tina .
“Ho fatto una bella torta per tutti”
‘Se hai cucinato tu bisognerà turarsi il naso per mangiare’ commenta Rosa.
‘Bhe mica sei obbligata’ dico io un po’ irritato.
‘Mica dovrò morire di fame’ ribatte Rosa.
La vecchia nonna non commenta. “Scusate ma io è meglio che vada un attimo in bagno”.
“Vai pure di sopra” indica Tina
La nonna si avvicina a Tina, la guarda e sottovoce sussurra “tua figlia si meriterebbe due schiaffoni”.
“Lo so” sorride Tina imbarazzata.
Poi la vecchia si volta verso di me e con fare indiscutibile dice “vieni con me un attimo per favore?”.
“Io? In bagno?”.
“Ti vorrei parlare in privato”.
Con una mano davanti alla gamba per mascherare un po’ la mia erezione annuisco e la seguo lungo la scala. Fra l’altro, da dietro, col grosso culo che ondeggia, la gonna che si alza e mostra gli elastici delle calze il piacere di guardare sale ancora di più e con lui la mia erezione.
Credevo mi portasse in una delle camere vuote per fare questo discorso e invece si infila beatamente in bagno. Si siede comoda sulla tazza come se fosse una sedia e mi guarda.
“Che ne pensi della ragazza?”.
“In che senso?” ribatto.
“Lascia stare te lo leggo negli occhi che anche tu hai capito quanto ero stronza”.
“È giovane e impertinente. Crescerà?” minimizzo.
“Sai qual è il problema? Non scopa. La fa annusare a tanti perche bella è bella non lo nego ma poi non conclude mai”.
“A davvero…”.
“Si” annuisce poi armeggia con la gonna “senti scusa ma mi scappa davvero”.
“Vuole che esca?”.
“No” dice e mentre comunque mi volto educatamente scorgo un po’ della fica pelosa quando si solleva la gonna per calare le mutande.
In un attimo parte. Sento solo i rumori ma wow… ammazza che pisciosa. Dal getto deciso deve avere un gran bel buco la vecchia.
Ovviamente il cazzo è di marmo.
Quando finisce la pisciata conclude con un sonoro peto. “Un po’ d’aria” minimizza.
“Capita” rido io sempre di schiena.
“Apri la finestra per favore”.
Obbedisco ma per farlo devo inevitabilmente voltarmi e le vedo la fica. Un gran bel buco, peloso quanto basta coi lunghi peli grigi e sexy, le labbra sporgenti e umide di piscio. Lo ammetto, ci metterei la lingua in mezzo subito.
Apro la finestra, e adesso non sto più nemmeno lì a girarmi anzi le fisso proprio la fica specie adesso che ha pisciato a dovere e se ne sta beata a gambe larghe esibendola a dovere.
“Tu fumi?”.
“Si abbastanza”.
“Ne hai una per caso?”.
In effetti le ho in tasca. Le porgo pacchetto e accendino senza fare commenti. Lei se ne ficca una in bocca “quella stronza di mia nuora non lascia fumare in casa ma io ogni tanto mi faccio due tiri in bagno”.
“Non lo dirò a nessuno” sorrido accendendomene una anche io.
“Allora che ne dici?”.
“Di cosa scusi?”.
“Di mia nipote. Non pensi sarebbe il caso di darle una botta?”.
“A io?” arrossisco.
“Perché non ti piace? Gira voce che hai una dotazione da cavallo perché non la usi?”.
“A gira già la voce?”.
“Il paese è piccolo. La gente mormora e ti sei sbattuto una delle più pettegole…” sorride lei.
Probabilmente si riferisce a una delle due tardone che mi sono fatto l’altro giorno. Non penso parli della zia, non so se approvi quindi glisso. Anzi, visto che tanto non ho gran che da perdere gliela butto lì “Vuole vedere la mercanzia?”.
Sorride “non sono un po’ anziana per te?”.
“Assolutamente no. Non le interessa vedere il prodotto prima di darlo alla nipotina” sospiro malizioso e senza tergiversare prendo coraggio e mi calo i panataloni.
L’uccello, stimolato dalla visione di quella vecchia gnocca si alza dritto a mezzogiorno.
La donna finge indifferenza ma è chiaro che sgrana gli occhi “a però che banana. Credevo esagerassero”.
“No, no è tutto vero. Tocchi pure”.
Ride “a vorresti pure una pippa adesso?”.
“No. In realtà vorrei vedere quelle poderose tette che nasconde lì sotto”.
“Le tette?”.
“Adoro le tette e poi la sua bella patata l’ho già vista”.
“Dotato, porco e sfacciato” scuote la testa la donna ma la cosa la sta ovviamente divertendo perché si slaccia i bottoni della camicetta. Sotto ha un reggiseno bianco, poco sexy, molto ospedaliero, per fortuna lo leva subito e finalmente da aria a quello splendore che ha sul petto.
Gesù mio che tette!
Due siluri bianchi e pieni con un capezzolo che sembra un biberon.
La reazione del mio cazzo è esplosiva. La cappella tutta tesa, l’asta che vibra.
“O Cristo…..” mormoro e meccanicamente mi afferro il cazzo segandomi a tutto spiano.
“Adesso che fai ti fai la pippa davanti a me? Non hai proprio ritegno” borbotta Clementina buttando il mozzicone nel cesso.
“Visto che non posso avere di più mi accontento di guardare” ribatto incazzato segando come uno sbattiuova a batteria.
Lei zompa in piedi. Mentre lo fa lascia cadere a terra gonna e mutande. Sotto ha solo un sottile strato di tessuto nero con dei fiorellini che le cinge la pancia col grosso ombelico e che, tramite i gancetti le tiene su le calze color daino.
La trovo sexy da morire.
Allunga una mano, me lo tocca per la prima volta. “Mai preso uno così grosso, chissà se ci passa” sospira.
“Lo faremo passare” rispondo allungando una mano sul suo petto. Per la prima volta le agguanto le tettone e lei mi lascia fare. Le mie mani armeggiano su quel mare di seni. Le strizzo, le accarezzo, solletico i capezzoli. “Amo le tette” sussurro prima di baciarle.
Grata del complimento Clementina si getta verso la doccia, fa scorrere la porta a vetri e ci scivola dentro. Senza tanti fronzoli prede posizione piantando le mani in avanti e arcuandosi quel tanto che basta per offrirmi fica e culo in bella vista.
Gira la testa, mi guarda seria “dai muoviti mica abbiamo tutto il giorno”.
“Si, si, scusi signora” ribatto impacciato e mi do una mossa.
In un attimo sono dietro di lei. La ficona è già bella umida, il mio cazzone le scivola dentro in un colpo solo. SFLOP!
“Ummm mi ci voleva” sussurra soddisfatta la vecchia ciabatta.
La afferro per i larghi fianchi, mi aggrappo forte fino a farle male e inizio a pompare a tutta forza. La vecchia trattiene a stento i gemiti, le tettone sbatacchiano avanti e indietro e ogni volta che sento quei colpi mi eccito di più…
“Dai, dai, spingi, spingi…” mormora col fiato sempre più corto…
Si sta già profilando una fantastica chiavata mentre medito se sia più appagante venirle dentro o farla girare e sborrare sul tettame quando…si apre la porta.
L’unico commento della vecchia che non smette nemmeno di agitare il culo ritmicamente è “ma non avevi chiuso a chiave?”.
Davanti a noi la zia Tina con gli occhi sgranati. Ci fissa “mamma ma cazzo!”.
La vecchia si tira dritta, il mio cazzo le scivola fuori malamente, una botta di dolore (mia).
Salta fuori dalla doccia con le mani sui fianchi quasi ostentasse il suo corpo nudo “a parte che non sono tua madre”.
“Sei mia suocera ma ti voglio bene come una mamma lo sai” ribatte zia Tina.
“Dille a quel cornuto di mio figlio ste cose”.
Zia Tina arrossisce. Poi si riprende e fa come per annusare l’aria “avete di nuovo fumato nel bagno ma cazzo mamma. Lo sai, le regole. A Rosa fa male il fumo”.
“Mi hai rotto le palle con le tue regole lo sai. Io fumo quanto ho voglia e se mi va scopo. Non me ne frega nulla di quella stronza che hai di sotto”.
“Per favore dai è pur sempre tua nipote”.
“È una scema viziata e frigida” ribatte la vecchia.
Tina abbassa la testa dispiaciuta. In fondo sa che è vero.
Guarda la vecchia nuda. So che zia Tina è bisex quindi, a mio avviso, anche a lei dicono qualcosa quelle tettone. Dopo fisa me, fissa il cazzo di marmo.
“Va bene, cerco di tenere Rosa di sotto ma voi due fate veloce e chiudete a chiave ok” sospira zia e senza dire altro se ne va.
La vecchia si avvicina alla porta, chiude a chiave, poi vi si appoggia sopra con le mani a palmo.
Dimena il culone e mi guarda “allora? Si è già smosciato?”.
La guardo dalla doccia, ho in mano un cazzo più duro che mai. “Non mi si smosciato mai signora” ribatto saltando fuori dalla porta e senza tergiversare mi metto dietro, la faccio chinare quel tanto che basta in avanti e la monto in piedi contro la porta con tutte le mie forze…
Dopo averle ampiamente inondato la gnocca ci rimettiamo i vestiti e usciamo. Tina è davanti alla porta in attesa.
“Ho detto a Rosa che avevo finito il sale. Dovrà andare fino in fondo al paese per comprarlo. Per mezz’ora siamo tranquilli”.
“Molto bene” dice la nonna Clementina asciugandosi la gnocca con un panno.
“Clementina cara quello è per il viso” la rimbecca Rosa.
“Allora meglio che lo lavi, il tuo nipotino mi ha fatto il pieno”.
“Lo so, ne fa tanta” annuisce la zia Rosa poi si blocca e arrossisce. Ha appena ammesso che scopiamo.
Ma Clementina si limita a fare una risata “pensavi forse che non lo immaginassi. Tu troia, lui pisellone. Era ovvio”.
“Scusa” mormora Tina a testa bassa.
“Da quanto?”.
“Un paio di giorni e mai con Rosa in casa” si giustifica zia Tina.
“Male, a quella troietta farebbe solo del bene un po’ di cazzo” commenta la vecchia.
“Ma che dici!” sbotta Tina.
“Dico solo la verità. Quella ragazza ha bisogno di cazzo che le tolga un po’ di acidità da dosso. Tutto li”.
“Dai lo sai che è traumatizzata”.
“Traumatizzata o viziata” sbotta la vecchia.
“Fate capire anche a me?” chiedo.
Zia Tina mi guarda “hai ragione, tu non sai. Andiamo di sotto, ci beviamo qualcosa e ti spieghiamo tutto”.
“Ho giusto sete” esclama la vecchia.
“Lo immagino, con tutta quella ginnastica” sorride Tina.
“E’ una storia lunga” attacca a parlare zia Tina davanti a una bella birra.
‘Fammi un riassunto allora perchè io proprio non capisco’.
‘Bhe alcuni anni fa. Aveva credo sui 15-16 anni… E’ arrivata a casa al momento sbagliato e mi ha beccata…’.
‘A scopare?’.
‘Si… con tre maschi insieme’ sorride.
‘E brava la zia… Uno per buco’.
“Gran puttana” rincara la dose la nonna.
“Scusami”.
“Tre assieme pensa quel povero cornuto” commenta Clementina.
“Mamma avevo le mie esigenze”.
La vecchia pare farsi un po’ più comprensiva “si lo so, mio figlio ha la canna piccola e lo spruzzo facile. Un po’ ti capisco”.
A zia Tina si illuminano gli occhi “Clementina lo sai che da quando ho divorziato è la prima volta che prendi le mie parti”.
“Ho solo detto che ti capisco. Anche suo padre, mio marito buon anima era canna corta e sparo veloce. Che ci vuoi fare?”.
“Si fa quel che si può” sorride Tina.
Lo sguardo di Clemetina cambia “io però mai cercato maschi in giro. Te lo sei sposato e te lo tieni. Zucchine, carote, anche il manico del mattarello…ma corna mai”.
“Ti ficcavi gli zucchini?” sbotto io arrapato.
“Lo faccio ancora, sono ottimi. Poi li lavi e li mangi” minimizza la vecchia.
“Io invece la davo. Lo sai, lo sa tutto il paese e tuo figlio mi ha mollata. Basta con questa storia” implora Tina.
“Va bene dai, mi stavi dicendo che eri lì a farti tappare da tre maschi assieme ed è arrivata Rosa” insisto io.
‘Infatti quando è entrata ero proprio messa così. A panino fra i primi due col terzo che mi veniva in bocca.
‘Non sarà stato bello da vedere per lei’.
‘No infatti. Tanto più che avevo lasciato suo padre da meno di un anno. Insomma lui aveva lasciato me perchè ammetto che lo avevo davvero riempito di corna. A Rosa non avevamo mai detto nulla di esplicito ma credo che in quel momento abbia capito perchè suo padre non c’era più e soprattutto che non c’era per colpa mia’.
‘Bhe anche lui se ci avesse dato di più’ dico.
“Canna mozza e spruzzo veloce” ribadisce la nonna che poi sarebbe la madre del poverino di cui stiamo sparlando.
‘Lasciamo perdere -minimizza Tina- Comunque da allora è diventata così. Mi umilia, mi tratta male, mi fa capire che sono una puttana capisci Vik?”.
‘E tu sopporti in silenzio’.
‘Le voglio bene che devo farci?”
“Dalle quattro schiaffoni” insiste la nonna.
“Dai basta Clementina lo sai che non lo farei mai!”.
“E allora dalle un po’ di cazzo. Di quello ha bisogno di un gran cazzo che le tolga quella acidità di merda” conclude la vecchia e poi si alza “adesso scusate ma vado a farla” e sparisce in bagno.
“Vecchia porca” sussurra la zia Tina con disprezzo.
“A me pare una brava persona”.
“Dici così perché l’hai montata” ribatte lei.
“Non so, probabilmente” sorrido.
“Tu pensi solo a fottere nipote mio”.
“Si zia probabile però sai cosa penso. Penso che la vecchia abbia ragione, mia cugina avrebbe bisogno di un gran bel po di cazzo”.
“Lo dici solo perché vuoi fotterla” si arrabbia lei ma io le accarezzo le gambe e la calmo “e penso anche che tu e Clementina dovreste andare a letto insieme”.
“Cosa!”.
“Dai non dirmi che non le hai guardato le tettone eccitata”.
Lei annuisce. So che è bisex e ho visto come la ha guardata.
“Anche se fosse lei non ci starebbe mai. Non è bisex”.
“A questo zietta potrei pensare io” ribatto e, quasi meccanicamente, mi tiro fuori il cazzo dai pantaloni duro alla sola idea.
Zia Tina lo fissa un po’ inverta poi, nell’incertezza spalanca la bocca e si tuffa sopra…
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