La pupa e il secchione
di
Gio85
genere
corna
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Questo è uno dei racconti richiesti, si accettano eventuali suggerimenti
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Mi chiamo Marco e frequento l’ultimo anno di liceo nel mio piccolo paesino in provincia di Milano. Sono il classico nerd con un q.i. molto superiore alla media e nonostante mi avessero spesso proposto di scalare le classi per arrivare anticpatamente a frequentare l’università, ho sempre rifiutato. Il motivo? Semplice, si chiama Carmen. Sono innamorato dal primo anno di liceo della mia compagna di classe, ma ovviamente essendo lei la più popolare dell’istituto, oltre che la più bella, è anche fidanzata con il più bullo dell’istituto.
Vengo spesso bullizzato dai miei compagni ed anche da Giuseppe il fidanzato di Carmen, mentre lei se la ride di gusto quando lo fanno.
Dal primo anno, sono costretto a fare loro i compiti e non ho mai avuto tempo per iscrivermi in palestra come avrebbero voluto i miei genitori.
Ho voluto volutamente però evitare di iscrivermi in qualsiasi palestra perché nascondo un segreto che potrebbe mettermi ancor di più in ridicolo con i miei amici.
Nascondo nelle mutande un membro di notevi dimensioni, quando è moscio raggiunge i 15 cm mentre quando è eretto raggiunge i 25 cm ma oltre la lunghezza, è anche molto largo.
Non avendo molta resistenza con le braccia, spesso faccio fatica a farmi le seghe ma quando riesco a raggiungere l’orgasmo, esce circa un litro di sperma.
Quest’anno per la gita di fine anno, avevano organizzato un viaggio di 10 giorni divisi equamente tra Praga e Berlino.
Nonostante non ne avessi voglia di viaggiare con i miei compagni, i miei genitori mi imposero di andare.
Trascorsi i primi 5 giorni a Praga, dovevamo spostarci in pullman per andare a Berlino ed avremmo viaggiato durante la notte. Come sempre mi posizionai nelle prime file del pullman mentre Carmen era nelle ultime file con il suo ragazzo ed i suoi amici.
Durante la notte, Carmen non si sentì bene e fu costretta a venire nelle prime file del pullman sedendosi al mio posto, mentre io fui costretto ad andare al suo posto.
Ci fermammo in un autogrill per una sosta veloce ed è qui che parte la storia che volevo raccontarvi.
Io ero ultimo nella fila dei maschi e Carmen era l’ultima nella fila delle ragazze. Quando uscimmo dal bagno non c’era nessuno dei nostri compagni e mentre mi stavo dirigendo verso il pullman, Carmen corre verso di me e mi da uno scappellotto sulla nuca. Il terreno era bagnato e poco resistente e quando eravamo vicini, il nostro pese fece franare il terreno sottostante e sia io che Carmen franammo per una cinquatina di metri.
Nel pullman i ragazzi si stavano facendo gli scherzi a vicenda e le professoresse non riuscirono a contare bene il numero degli studenti presenti nel pullman. I ragazzi non vedendo Carmen pensavano che era ancora seduta avanti, mentre di me nemmeno mi consideravano. Le professoresse non vedendo Carmen seduta al suo posto pensavano che era tornata al suo vecchio posto insieme al ragazzo. Il pullman partì senza di noi, mentre noi eravamo atterrati in una strada sterrata per niente illuminata. Sfiga ha voluto che i cellulari quasi scarichi, in quella zona non prendevano. Mi avvicino a Carmen e mi accorgo che ha una brutta ferita alla gamba, così come posso cerco di steccargli la gamba con dei legni, in modo che potesse camminare.
C: Cazzo, con tutti quelli che potevano capitarmi, proprio con il più sfigato dovevo trovarmi in questa situazione?
Io: Poco prima di fermarci, ho visto una casa, cerchiamo di raggiungerla e speriamo di trovare qualcuno che possa aiutarci. Ce la fai a camminare?
C: Certo che no, mi fa malissimo la gamba, è tutta colpa tua coglione.
Io: Sei tu che mi sei venuta addosso, quindi è colpa tua. Resta qui, vado io a vedere se c’è qualcuno in quella casa.
C: No, no non lasciarmi sola qui, vengo con te.
Nel mio borsello porto sempre un coltellino svizzero e prendendo un ramo abbastanza robusto, dopo aver tragliato la parte superflua gliela diedi a Carmen per potersi appoggiare mentre camminavano.
Con una mano si appoggia alla mia spalla e con l’altra si appoggia al bastone, mentre ci incamminiamo.
Devo ammetterlo, era la prima donna che mi toccava oltre mia madre da piccolo, in più era la donna di cui ero innamorato, quindi iniziavo ad avere una forte eccitazione, ma lei subito mi fa ritornare con i piedi per terra.
C: Questa è la prima volta che vieni toccato eh sfigato? Se noto che ti stai eccitando glielo dico a Giuseppe e ti farò picchiare a sangue.
Io: Siamo solo noi due ora, non c’è nessuno che ti vede fare la stronza. In più posso benissimo lasciarti qui da sola senza aiutarti, sei tu che in questo momento ha bisogno di me non il contrario. Poi se devo proprio dirtela tutta, sono l’unico tra i tuoi amici a poterne uscire bene da questa situazione. Quindi non rompere e pensa a camminare.
C: Stronza io? Sei tu il coglione sfigato
Tolgo il braccio di Carmen dalla mia spalla ed alzo il passo lasciandola qualche metro dietro
Io: Visto che continui a fare la stronza, buona fortuna, cavate da sola e spera che raggiunga i soccorsi prima che arrivino i lupi.
Carmen spavantata: Ok, ok hai vinto la finisco, ma non lasciarmi sola.
Dopo una decina di minuti raggiungiamo quella casa che avevo avvistato, ma rimaniamo delusi quando la vediamo abbandonata.
Stava per piovere nuovamente e Carmen prende una pietra grossa e la lancia contro la finesta rompendola
C: Entra ed aprimi la porta, non possiamo rimanere ancora qui fuori, sta per piovere.
Nonostante la paura per l’inflazione, Carmen aveva ragione, non potevamo continuare a restare fuori sotto la pioggia, così scavalco e le apro la porta.
Carmen è completamente sfinita dalla fatica e dal dolore, così si sdraia sul divano e crolla in un sonno profondo.
Nonostante la pioggia, esco per raccogliere un po' di legna per accendere il caminetto e quando rientro sono completamente zuppo.
Visto che Carmen riposava beatamente, mi spoglio e nudo resto vicino il fuoco a riscaldarmi e a far asciugare le robe zuppe d’acqua.
L’indomani mattina quando Carmen si alza mi vede completamente nudo ma non si accorge delle dimensioni del mio cazzo.
Durante la mattina, noto in lei un cambiamento che mi fa piacere, è gentile e simpatica mentre le medico le ferite.
C: Dimmi la verità, secondo te verranno a salvarci?
Io: Penso di si, ma secondo me li vedremo domani alla porta, oggi si saranno accorti della nostra assenza ed avranno dato l’allarme ma da Berlino. Ti fa male ancora la gamba? Con l’intruglio che ti ho preparato, dovrebbe passarti velocemente
C: Si, sento molto meno il dolore. Ma perché lo fai? Sono sempre stata cattiva con te
Io: Potevo lasciarti li e vendicarmi ma come mi avete detto per anni … sono uno stupido.
C: Sai, mi fai così pena in questo momento che ti farei un pompino per farmi perdonare
Io: Tranquilla, non sono interessato
C: Cosa c’è, hai paura di farmi vedere che hai un cazzo piccolo? Giuseppe si che ce l’ha grande, quando è eretto arriva a 16 cm.
Io: Non mi vergogno, anzi …
Carmen ridendo: Anzi? Ahahaha ora vorrai farmi credere che uno sfigato come te ce l’ha più grande di quello del mio ragazzo.
Preso dall’orgoglio, mi abbasso pantaloni e mutande mettendo il mio cazzo di 15 cm moscio davanti ai suoi occhi.
Carmen resta incredula, soprattutto mentre lo vede allungarsi ed ingrandirsi mentre me lo menavo
Io: Non voglio un pompino da te perché non credo tu sia capace di farmelo quando è in completa erezione.
Carmen come ipnotizzata, si alza e si avvicina al mio cazzo e con le dita me lo tocca per vedere se è reale.
Io: E’ tutto vero e quando sarà in piena erezione sarà di 25 cm ma così largo che non credo ti entrerà in bocca.
Carmen continua a toccarmelo senza dire nulla ed a impastarsi la lingua mentre guarda fisso il mio cazzo prendere vigore.
Con una mano le afferro la nuca e la guido verso il mio cazzo e quando è a pochi centimetri esce la lingua ed inizia a leccarmi la cappella mentre con la mano me lo mena.
Io: Oh cazzo si, continua troia
Avevo dato della troia a Carmen senza accorgermene e lei senza replicare aumenta il ritmo della masturbazione mentre prende tutta la cappella con la bocca.
Mi stendo sul divano e ci mettiamo in posizione 69, con lei che si fa fare tutto senza replicare.
Lecco la sua figa e ancor prima di iniziare mi accorgo che è un lago, ci infilo due dita con estrema facilità.
Carmen continua a prendere il mio cazzo in gola ma non resce ad andare oltre i 2 centimetri oltre la cappella, mentre con le mani mi massaggia le palle.
Si vede che ha molta esperienza mentre io solo quella dei video porno, ma è così presa che non si accorge della mia inesperienza.
Sputa sul mio cazzo per poterlo lubrificare mentre la sua figa è bella pronta, così la faccio girare e lei da sola si punta il mio cazzo contro la sua figa.
Piano piano, il mio cazzo entra dentro e lei si contorce per il dolore e spasmi di piacere, ma dopo qualche minuto perde completamente il controllo ed inizia a dirmene di tutti i colori
C: Forza sfondami la figa … sfondami con il tuo cazzone … spaccamela in due … sto godendo
Incoraggiato dal suo comportamento, la provoco: Ti piace il mio cazzo eh? Sei una troia
C: Siiii mi piace e mi piace anche che mi chiami troia.
Io: Ti piace come te lo spingo dentro?
C: Il tuo cazzo mi sta spaccando, è come se mi stai sverginando di nuovo
Io: Hai detto che il tuo ragazzo ce l’ha grosso e io ti sto sverginando?
Carmen sempre più in estasi: Il tuo è grosso, lui ce l’ha piccolo, voglio il tuo cazzo, scopami … spingilo tutto dentro.
Il mio cazzo era metà dentro di lei ma preso dalla foga, le blocco le braccia e con un colpo di reni le faccio entrate tutto il cazzo dentro, facendola urlare forte.
Carmen si accascia sul mio petto stremata mentre io continuo a spingere tutto il mio cazzo dentro di lei con un ritmo veloce.
Io: Dai troia, voglio vederti venire che poi voglio sborrare anch’io.
Carmen alza la testa dal mio petto e con un filo di voce: Sono già venuta diverse volte, quella più forte è stata quando me l’hai spinto tutto dentro. Non ho mai goduto così tanto e con questa intensità
Io: Ottimo, ma ora voglio sborrare io, alzati altrimenti oggi ti metto incinta
Carmen si alza subito e si inginocchia ai piedi del divano mentre con una mano si tiene i capelli raccolti.
C: Sborrami in bocca, voglio ingoiare la tua sborra come fanno le troie
Io: Ok, ma ho un’altra sorpresa per te, bella troia
C: Siiii sorprendimi di nuovo, sorprendi la tua troia
Mi alzo e con due mani me lo meno forte mentre lei apre la bocca ed allunga la lingua.
Dopo altri due minuti urlo: Veeeeennnnngggooooooo
Punto il mio cazzo contro la sua bocca, ma il getto esce forte e la colpisce in faccia ed in gola entra forte strozzandola.
Mentre lei si butta a terra con la mano si tiene la gola, ma io continuo a sborrarle addosso, ricoprendola completamente di sborra.
Io preso anche dall’eccitazione: Forza troia, alzati e ripuliscimelo.
Carmen nonostante la gola dolorante, si rialza e mi lecca tutto il cazzo gocciolante.
Io: Vatti a fare una doccia che se ti vede in questo stato il tuo cornuto ti lascia subito
C: Da oggi in poi lo farò sempre cornuto quando avrò davanti questo palo di carne
Io: Non immagini quante seghe mi sono fatto immaginandoti
C: Da oggi quando mi masturberò sola immaginerò il tuo cazzo che mi apre in due
Questo è uno dei racconti richiesti, si accettano eventuali suggerimenti
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Mi chiamo Marco e frequento l’ultimo anno di liceo nel mio piccolo paesino in provincia di Milano. Sono il classico nerd con un q.i. molto superiore alla media e nonostante mi avessero spesso proposto di scalare le classi per arrivare anticpatamente a frequentare l’università, ho sempre rifiutato. Il motivo? Semplice, si chiama Carmen. Sono innamorato dal primo anno di liceo della mia compagna di classe, ma ovviamente essendo lei la più popolare dell’istituto, oltre che la più bella, è anche fidanzata con il più bullo dell’istituto.
Vengo spesso bullizzato dai miei compagni ed anche da Giuseppe il fidanzato di Carmen, mentre lei se la ride di gusto quando lo fanno.
Dal primo anno, sono costretto a fare loro i compiti e non ho mai avuto tempo per iscrivermi in palestra come avrebbero voluto i miei genitori.
Ho voluto volutamente però evitare di iscrivermi in qualsiasi palestra perché nascondo un segreto che potrebbe mettermi ancor di più in ridicolo con i miei amici.
Nascondo nelle mutande un membro di notevi dimensioni, quando è moscio raggiunge i 15 cm mentre quando è eretto raggiunge i 25 cm ma oltre la lunghezza, è anche molto largo.
Non avendo molta resistenza con le braccia, spesso faccio fatica a farmi le seghe ma quando riesco a raggiungere l’orgasmo, esce circa un litro di sperma.
Quest’anno per la gita di fine anno, avevano organizzato un viaggio di 10 giorni divisi equamente tra Praga e Berlino.
Nonostante non ne avessi voglia di viaggiare con i miei compagni, i miei genitori mi imposero di andare.
Trascorsi i primi 5 giorni a Praga, dovevamo spostarci in pullman per andare a Berlino ed avremmo viaggiato durante la notte. Come sempre mi posizionai nelle prime file del pullman mentre Carmen era nelle ultime file con il suo ragazzo ed i suoi amici.
Durante la notte, Carmen non si sentì bene e fu costretta a venire nelle prime file del pullman sedendosi al mio posto, mentre io fui costretto ad andare al suo posto.
Ci fermammo in un autogrill per una sosta veloce ed è qui che parte la storia che volevo raccontarvi.
Io ero ultimo nella fila dei maschi e Carmen era l’ultima nella fila delle ragazze. Quando uscimmo dal bagno non c’era nessuno dei nostri compagni e mentre mi stavo dirigendo verso il pullman, Carmen corre verso di me e mi da uno scappellotto sulla nuca. Il terreno era bagnato e poco resistente e quando eravamo vicini, il nostro pese fece franare il terreno sottostante e sia io che Carmen franammo per una cinquatina di metri.
Nel pullman i ragazzi si stavano facendo gli scherzi a vicenda e le professoresse non riuscirono a contare bene il numero degli studenti presenti nel pullman. I ragazzi non vedendo Carmen pensavano che era ancora seduta avanti, mentre di me nemmeno mi consideravano. Le professoresse non vedendo Carmen seduta al suo posto pensavano che era tornata al suo vecchio posto insieme al ragazzo. Il pullman partì senza di noi, mentre noi eravamo atterrati in una strada sterrata per niente illuminata. Sfiga ha voluto che i cellulari quasi scarichi, in quella zona non prendevano. Mi avvicino a Carmen e mi accorgo che ha una brutta ferita alla gamba, così come posso cerco di steccargli la gamba con dei legni, in modo che potesse camminare.
C: Cazzo, con tutti quelli che potevano capitarmi, proprio con il più sfigato dovevo trovarmi in questa situazione?
Io: Poco prima di fermarci, ho visto una casa, cerchiamo di raggiungerla e speriamo di trovare qualcuno che possa aiutarci. Ce la fai a camminare?
C: Certo che no, mi fa malissimo la gamba, è tutta colpa tua coglione.
Io: Sei tu che mi sei venuta addosso, quindi è colpa tua. Resta qui, vado io a vedere se c’è qualcuno in quella casa.
C: No, no non lasciarmi sola qui, vengo con te.
Nel mio borsello porto sempre un coltellino svizzero e prendendo un ramo abbastanza robusto, dopo aver tragliato la parte superflua gliela diedi a Carmen per potersi appoggiare mentre camminavano.
Con una mano si appoggia alla mia spalla e con l’altra si appoggia al bastone, mentre ci incamminiamo.
Devo ammetterlo, era la prima donna che mi toccava oltre mia madre da piccolo, in più era la donna di cui ero innamorato, quindi iniziavo ad avere una forte eccitazione, ma lei subito mi fa ritornare con i piedi per terra.
C: Questa è la prima volta che vieni toccato eh sfigato? Se noto che ti stai eccitando glielo dico a Giuseppe e ti farò picchiare a sangue.
Io: Siamo solo noi due ora, non c’è nessuno che ti vede fare la stronza. In più posso benissimo lasciarti qui da sola senza aiutarti, sei tu che in questo momento ha bisogno di me non il contrario. Poi se devo proprio dirtela tutta, sono l’unico tra i tuoi amici a poterne uscire bene da questa situazione. Quindi non rompere e pensa a camminare.
C: Stronza io? Sei tu il coglione sfigato
Tolgo il braccio di Carmen dalla mia spalla ed alzo il passo lasciandola qualche metro dietro
Io: Visto che continui a fare la stronza, buona fortuna, cavate da sola e spera che raggiunga i soccorsi prima che arrivino i lupi.
Carmen spavantata: Ok, ok hai vinto la finisco, ma non lasciarmi sola.
Dopo una decina di minuti raggiungiamo quella casa che avevo avvistato, ma rimaniamo delusi quando la vediamo abbandonata.
Stava per piovere nuovamente e Carmen prende una pietra grossa e la lancia contro la finesta rompendola
C: Entra ed aprimi la porta, non possiamo rimanere ancora qui fuori, sta per piovere.
Nonostante la paura per l’inflazione, Carmen aveva ragione, non potevamo continuare a restare fuori sotto la pioggia, così scavalco e le apro la porta.
Carmen è completamente sfinita dalla fatica e dal dolore, così si sdraia sul divano e crolla in un sonno profondo.
Nonostante la pioggia, esco per raccogliere un po' di legna per accendere il caminetto e quando rientro sono completamente zuppo.
Visto che Carmen riposava beatamente, mi spoglio e nudo resto vicino il fuoco a riscaldarmi e a far asciugare le robe zuppe d’acqua.
L’indomani mattina quando Carmen si alza mi vede completamente nudo ma non si accorge delle dimensioni del mio cazzo.
Durante la mattina, noto in lei un cambiamento che mi fa piacere, è gentile e simpatica mentre le medico le ferite.
C: Dimmi la verità, secondo te verranno a salvarci?
Io: Penso di si, ma secondo me li vedremo domani alla porta, oggi si saranno accorti della nostra assenza ed avranno dato l’allarme ma da Berlino. Ti fa male ancora la gamba? Con l’intruglio che ti ho preparato, dovrebbe passarti velocemente
C: Si, sento molto meno il dolore. Ma perché lo fai? Sono sempre stata cattiva con te
Io: Potevo lasciarti li e vendicarmi ma come mi avete detto per anni … sono uno stupido.
C: Sai, mi fai così pena in questo momento che ti farei un pompino per farmi perdonare
Io: Tranquilla, non sono interessato
C: Cosa c’è, hai paura di farmi vedere che hai un cazzo piccolo? Giuseppe si che ce l’ha grande, quando è eretto arriva a 16 cm.
Io: Non mi vergogno, anzi …
Carmen ridendo: Anzi? Ahahaha ora vorrai farmi credere che uno sfigato come te ce l’ha più grande di quello del mio ragazzo.
Preso dall’orgoglio, mi abbasso pantaloni e mutande mettendo il mio cazzo di 15 cm moscio davanti ai suoi occhi.
Carmen resta incredula, soprattutto mentre lo vede allungarsi ed ingrandirsi mentre me lo menavo
Io: Non voglio un pompino da te perché non credo tu sia capace di farmelo quando è in completa erezione.
Carmen come ipnotizzata, si alza e si avvicina al mio cazzo e con le dita me lo tocca per vedere se è reale.
Io: E’ tutto vero e quando sarà in piena erezione sarà di 25 cm ma così largo che non credo ti entrerà in bocca.
Carmen continua a toccarmelo senza dire nulla ed a impastarsi la lingua mentre guarda fisso il mio cazzo prendere vigore.
Con una mano le afferro la nuca e la guido verso il mio cazzo e quando è a pochi centimetri esce la lingua ed inizia a leccarmi la cappella mentre con la mano me lo mena.
Io: Oh cazzo si, continua troia
Avevo dato della troia a Carmen senza accorgermene e lei senza replicare aumenta il ritmo della masturbazione mentre prende tutta la cappella con la bocca.
Mi stendo sul divano e ci mettiamo in posizione 69, con lei che si fa fare tutto senza replicare.
Lecco la sua figa e ancor prima di iniziare mi accorgo che è un lago, ci infilo due dita con estrema facilità.
Carmen continua a prendere il mio cazzo in gola ma non resce ad andare oltre i 2 centimetri oltre la cappella, mentre con le mani mi massaggia le palle.
Si vede che ha molta esperienza mentre io solo quella dei video porno, ma è così presa che non si accorge della mia inesperienza.
Sputa sul mio cazzo per poterlo lubrificare mentre la sua figa è bella pronta, così la faccio girare e lei da sola si punta il mio cazzo contro la sua figa.
Piano piano, il mio cazzo entra dentro e lei si contorce per il dolore e spasmi di piacere, ma dopo qualche minuto perde completamente il controllo ed inizia a dirmene di tutti i colori
C: Forza sfondami la figa … sfondami con il tuo cazzone … spaccamela in due … sto godendo
Incoraggiato dal suo comportamento, la provoco: Ti piace il mio cazzo eh? Sei una troia
C: Siiii mi piace e mi piace anche che mi chiami troia.
Io: Ti piace come te lo spingo dentro?
C: Il tuo cazzo mi sta spaccando, è come se mi stai sverginando di nuovo
Io: Hai detto che il tuo ragazzo ce l’ha grosso e io ti sto sverginando?
Carmen sempre più in estasi: Il tuo è grosso, lui ce l’ha piccolo, voglio il tuo cazzo, scopami … spingilo tutto dentro.
Il mio cazzo era metà dentro di lei ma preso dalla foga, le blocco le braccia e con un colpo di reni le faccio entrate tutto il cazzo dentro, facendola urlare forte.
Carmen si accascia sul mio petto stremata mentre io continuo a spingere tutto il mio cazzo dentro di lei con un ritmo veloce.
Io: Dai troia, voglio vederti venire che poi voglio sborrare anch’io.
Carmen alza la testa dal mio petto e con un filo di voce: Sono già venuta diverse volte, quella più forte è stata quando me l’hai spinto tutto dentro. Non ho mai goduto così tanto e con questa intensità
Io: Ottimo, ma ora voglio sborrare io, alzati altrimenti oggi ti metto incinta
Carmen si alza subito e si inginocchia ai piedi del divano mentre con una mano si tiene i capelli raccolti.
C: Sborrami in bocca, voglio ingoiare la tua sborra come fanno le troie
Io: Ok, ma ho un’altra sorpresa per te, bella troia
C: Siiii sorprendimi di nuovo, sorprendi la tua troia
Mi alzo e con due mani me lo meno forte mentre lei apre la bocca ed allunga la lingua.
Dopo altri due minuti urlo: Veeeeennnnngggooooooo
Punto il mio cazzo contro la sua bocca, ma il getto esce forte e la colpisce in faccia ed in gola entra forte strozzandola.
Mentre lei si butta a terra con la mano si tiene la gola, ma io continuo a sborrarle addosso, ricoprendola completamente di sborra.
Io preso anche dall’eccitazione: Forza troia, alzati e ripuliscimelo.
Carmen nonostante la gola dolorante, si rialza e mi lecca tutto il cazzo gocciolante.
Io: Vatti a fare una doccia che se ti vede in questo stato il tuo cornuto ti lascia subito
C: Da oggi in poi lo farò sempre cornuto quando avrò davanti questo palo di carne
Io: Non immagini quante seghe mi sono fatto immaginandoti
C: Da oggi quando mi masturberò sola immaginerò il tuo cazzo che mi apre in due
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