Pomeriggio sospeso
di
EmmePi
genere
confessioni
Ora la pioggia scende con più insistenza così da dare un senso a questo pomeriggio che sembra sospeso.
Un cancello si chiude sbattendo e rompe il silenzio della domenica, un merlo è intento a raccogliere delle foglie e dei piccoli rametti per costruire il suo nido, mi fermo quasi incantato a guardare il pino che si staglia alto, com’è cresciuto dall’anno scorso, le assi del parquet scricchiolano sotto il peso dei tuoi passi, vieni verso di me, attendo.
Le tue mani mi coprono gli occhi, porto la testa delicatamente all’indietro trovando il tuo petto, forse la temperatura che non è quella che ti aspetti a metà maggio, o magari sei eccitata, sta di fatto che sento il tuo capezzolo duro premere contro la mia nuca che muovo a destra e a sinistra, provoco.
Ti porti un po’ in avanti muovendoti lentamente, ti pieghi per darmi un bacio sul collo, di riflesso chiudo le mani a pugno, cresce il desiderio di te, so che sei vestita solo con la mia maglia, t’ho vista mentre avanzavi verso di me attraverso il riflesso del vetro della finestra, liberami dai.
Adesso sono le tue labbra che insistono sulla mia pelle, m’incanta questo tuo fare, non so se riesco a rimanere fermo ancora a lungo prima di saltarti addosso e sbatterti sul letto ancora disfatto, non ti fermi e continui, le labbra ora le fai scivolare dal collo alla clavicola, andata e ritorno verso l’inferno, poi mi sussurri delle parole all’orecchio, il tuo modo per dirmi che è giunto il nostro momento, ti respiro.
Un cancello si chiude sbattendo e rompe il silenzio della domenica, un merlo è intento a raccogliere delle foglie e dei piccoli rametti per costruire il suo nido, mi fermo quasi incantato a guardare il pino che si staglia alto, com’è cresciuto dall’anno scorso, le assi del parquet scricchiolano sotto il peso dei tuoi passi, vieni verso di me, attendo.
Le tue mani mi coprono gli occhi, porto la testa delicatamente all’indietro trovando il tuo petto, forse la temperatura che non è quella che ti aspetti a metà maggio, o magari sei eccitata, sta di fatto che sento il tuo capezzolo duro premere contro la mia nuca che muovo a destra e a sinistra, provoco.
Ti porti un po’ in avanti muovendoti lentamente, ti pieghi per darmi un bacio sul collo, di riflesso chiudo le mani a pugno, cresce il desiderio di te, so che sei vestita solo con la mia maglia, t’ho vista mentre avanzavi verso di me attraverso il riflesso del vetro della finestra, liberami dai.
Adesso sono le tue labbra che insistono sulla mia pelle, m’incanta questo tuo fare, non so se riesco a rimanere fermo ancora a lungo prima di saltarti addosso e sbatterti sul letto ancora disfatto, non ti fermi e continui, le labbra ora le fai scivolare dal collo alla clavicola, andata e ritorno verso l’inferno, poi mi sussurri delle parole all’orecchio, il tuo modo per dirmi che è giunto il nostro momento, ti respiro.
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