L'amica di famglia

di
genere
etero

Lei era una amica dei miei genitori.
Non so bene come si siano conosciuti, io la conobbi quando un giorno venne a farci visita a casa.
Non abitava molto distante a noi e, dopo quella prima visita, ci veniva a far visita abbastanza spesso.
Lei era una donna sui 30 anni, magra e si può dire non molto formosa.. per capirci quasi piatta sia di seno che culo e anche di viso non era questo granché anche se non brutta. Non era il tipo che, se incrociata per strada, ti spinge a darle una seconda occhiata. In compenso aveva un carattere parecchio estroverso e una parlantina sciolta che sapeva usare per catturare l’attenzione.
Nelle sue visite monopolizzava la conversazione senza farsi tanti problemi nel parlare di fatti personali o intime.
Ad esempio sapevo che era sposata, aveva un figlio che andava alle elementari e che con il marito non andava molto bene.
A quanto avevo capito capitava spesso che si assentasse fino a tardi anche nei week-and o anche per un paio di giorni e una volta, preoccupata per il fatto di non avere sue notizie lo aveva chiamato e le aveva risposto un’altra donna.
Per un periodo si era anche messa a parlare di divorzio e avvocati ma alla fine la cosa si era sgonfiata e, lasciando perplessi i miei, non ne aveva più parlato.
Una altra cosa di lei che avevo notato era la sua tendenza a toccare con chi stava parlando.
Dipendeva un po’ dal contesto ma per lo più si trattava di braccia e mani ma, da alcune reazioni imbarazzate dei miei non posso escludere come minimo anche le gambe.
In certi momenti ho avuto anche la sensazione che lei ci stesse provando con loro, ma i miei non sembravano farci caso e quindi forse era solo una mia impressione.
Questa era l’idea che avevo di lei fino a quel giorno.
Io mi trovavo in salotto a fare degli esercizi di matematica, quando lei venne a farci visita.
Mi si sedette accanto e iniziò a scambiare qualche chiacchiera con mia madre finché lei non le chiese se voleva del caffè e, al suo si, andò in cucina a preparalo lasciandoci da soli.
Lei chinò un po’ verso di me chiedendomi cosa stessi facendo e dopo aver visto l’esercizio iniziò a spiegarmi l’esercizio ma la mia attenzione era rivolta ad altro.
Mentre mi parlava avevo sentito la sua mano appoggiarsi sulla mia coscia. La cosa mi aveva sorpreso e mi aveva fatto sussultare un attimo, ma sapendo che aveva l’abitudine di toccare le persone non gli diedi particolar peso. Poi però iniziò a muovere la mano, accarezzandomi la gamba e salendo lentamente fino al cavalo. Quando lo raggiunse e sentì le sue dita stimolarlo, mi voltai a guardarla e la trovai a sorridermi maliziosamente facendomi segno di non dire niente.
Sentito mia madre tornare con i caffè, lei si rimise dritta ma tenne fino all’ultimo la mano sul mio cavallo, togliendola solo quando mia madre le porse la tazzina.
Io mi chinai sui libri per cercare di non farle notare il probabile rossore del viso.
Loro ripresero a chiacchierare ma ogni tanto lei tornava a stuzzicarmi con la mano.
Quando alla fine andò via e mia madre la accompagnò alla porta, ne approfittai per alzarmi e scappare in bagno, dove poi sfogare l’eccitazione che lei aveva causato.
La cosa si ripeté nelle sue visite successive, tanto che ormai il solo vederla me lo faceva diventare duro e lei decise do spingersi oltre.
Quando mia madre ci lasciò soli per preparare il caffè si protese verso di me appoggiandosi contro il mio braccio e sussurrandomi all’orecchio “oggi facciamo un esercizio nuovo” e mi posò direttamente la mano sul cavallo dei pantaloni.
Trovandomi già eccitato ridacchiò piano per poi iniziare ad abbassarmi la cerniera.
Sentì le sue dita iniziare a stimolarmi da sopra i boxer, dandomi una sensazione più intensa delle altre volte.
Iniziò a baciarmi sul collo. La mia eccitazione era alle stelle ma non osavo fare niente con il pensiero di mia madre nella stanza accanto.
Poco dopo mia madre tornò nella stanza, lei si era già allontanata da me, ma continuò a stimolarmi con la mano e alla fine non resistetti più e venni. Lei tenne premute le dita contro il mio membro mentre era percorso dai spasmi di piacere e con la scusa di pulirsi le labbra, si copri il viso nascondendo a mia madre il sorrisino di soddisfazione che intravidi.
Dovetti aspettare che finissero di parlare per potermi andare andarmi una pulita e non sapevo bene come sentirmi.
Dopo quella volta evitai di farmi trovare in salotto durante le sue visite, prendendo le mie cose appena suonavano alla porta e spostandomi in camera. Non so nemmeno io perché, infondo dovevo ammettere che desideravo provare ancora quelle sensazioni e magari averne delle altre, ma al tempo stesso ero preoccupato e forse un po’ spaventato.
Passò del tempo senza che la vedessi ma un pomeriggio suonò alla porta.
Io ero da solo in casa e i miei sarebbero rientrati solo verso l’ora di cena a causa dei turni di lavoro che erano coincisi.
Trovandomela davanti la porta, la prima cosa che mi venne da dirle fu che i miei non c’erano e lei con il suo sorrisino malizioso mi rispose che lo sapeva.
Rimanemmo un attimo fermi l’uno davanti all’altra e vedendo che non accennavo a fare qualcosa mi chiese se la facevo entrare. Esitai un attimo ma poi mi spostai di lato e lei entrò in casa.
Chiusa la porta mi voltai e me la trovai davanti.
Mi spinse contro la porta, premendo il suo corpo contro il mio.
Le sue labbra si posarono sulle mie senza darmi la possibilità di reagire e avvertì la sua lingua farsi strada fino ad intrecciarsi con la mia.
Ero frastornato e sentivo l’eccitazione crescere in me.
Senza rendermene conto iniziai a ricambiare il suo bacio.
Quando si staccò da me, mi ritrovai confuso e senza fiato.
Mi disse qualcosa che non capì e preso per mano mi portò fino al divano, dove riprese a baciami e a trafficare con i miei pantaloni.
In breve tempo me li abbassò insieme ai boxer e si inginocchiò davanti a me.
I nostri sguardi si incrociano quando iniziò a passare la lingua sul mio membro.
Il mio corpo viene attraversato da un fremito. Mi sorrise e lo prense in bocca tutto.
Sentì il calore della sua bocca, la saliva che me lo bagnava e la lingua vi premeva e strofinava contro.
Mi sfuggì un gemito e lei iniziò a muoversi e a succhiarlo.
Non durai molto prima di riversarmi nella sua bocca.
Le sue labbra si strinsero contro il mio membro e la sentì mandare giù tutto.
Venuto del tutto, riprese a succhiarlo e leccarlo come a volermi assaporare fino all’ultima goccia, poi si rimise in piedi.
Mi fece sdraiare sul divano e prima di rendermene conto mi ritrovo la sua figa premuta contro la bocca.
Mi disse di leccargliela e io lo feci.
Muovevo la lingua sulla sua intimità, la spingevo dentro di lei, ne succhiai il clitoride.
Mi adeguavo come potevo ai suoi movimenti e ne seguivo le indicazioni.
Quando la sentì gemere ne fui felice.
Mentre mi davo da fare lei si tolse il resto dei vestiti.
Ammirai i capezzoli turgidi che trovai particolarmente lunghi rispetto ai piccoli seni e mi venne voglia di prenderli in bocca e succhiarglieli.
Vederne il corpo nudo sopra di me fece eccitare e sentì il mio membro iniziare a riprendersi.
Lei si spostò facendomi sentire la sua intimità bagnata strofinarsi prima contro il mio petto e il mio ventre, per poi premere contro una mia gamba. Mi sollevò la maglietta e fece premere il suo seno contro il mio petto, mentre le sue mani esploravano il mio corpo che fremeva ad ogni contatto.
Le sue labbra tornarono sulle mie e le nostre lingue si intrecciarono.
Quando si staccò da me aveva il viso arrossato per l’eccitazione e mi sorrise.
“volevo aspettare, ma non resisto” la sua voce aveva qualcosa di estremamente sensuale in quel momento e mentre pronunciava quelle parole sentì una sua mano andare sul mio membro.
Si spostò sopra di me e lentamente mi sentì entrare in lei completamente.
Lei emise un suono tra il gemito e il sospiro di sollievo e poi iniziò a muoversi su di me.
Lo stiamo facendo.
Il pensiero mi attraversò la mente come se solo in quel momento fossi diventato conscio che stava succedendo veramente. Lei si tirò su muovendo i fianchi e gemendo sopra di me.
Le mie mani si postarono sui suoi fianchi e iniziai muovermi insieme a lei cercando di assecondarne i movimenti. Era una sensazione intensa, mai provata prima e mi piaceva.
Unl piacere mi stava andando alla testa. Godevo e ne volevo di più. Sentirla si più.
I nostri movimenti si fecero più frenetici. Lei tornò ad appoggiarsi contro di me. Era calda e sudata.
Le nostre labbra si fusero di nuovo ma in modo più bramoso. Le mie mani andarono sulla sua schiena e la strinsi a me.
Lo sentivo, ero al limite. Diedi un ultimo affondo profondo e mi riversai dentro di lei.
Avvertì una strana sensazione, come se dentro di lei una piccola resistenza cedesse per poi accogliere tutto il mio piacere.
Lei si strinse a me con forza e la sentii venire a sua volta.
Rimanemmo fermi abbracciati per un pò, poi lei riprese ad accarezzarmi il corpo e a baciarmi dietro l’orecchio.
Con un filo di voce mi sussurrò
“Ora sei Mio.”
Ed io sapevo che volevo provare ancora quelle sensazioni, quel piacere travolgente e che era vero, ora le appartenevo.
scritto il
2026-05-06
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