Notte d'agosto

di
genere
etero

LUI:
Era agosto ed ero ospite a casa di parenti per le vacanze.
Per un disguido o un incomprensione, da qualche giorno erano arrivati anche dei miei zii con loro figlia e ci eravamo dovuti un po’ arrangiare per lo spazio dove dormire.
Alla fine mi ero ritrovato a dover dividere la stanza con mia cugina Giulia.
Si poteva dire che i nostri rapporti non erano ne buoni ne cattivi, visto che erano anni che non ci vedevamo, più che parenti eravamo due sconosciuti a cui toccava vivere sotto lo stesso tetto per qualche settimana.
Lei era un tipo estroverso con già un gruppo di amici in zona con cui passava le giornate. Io ero invece il classico introverso e non conoscevo praticamente nessuno lì. Passavo la giornata seduto nel cortile ammazzando il tempo leggendo uno dei romanzi che mi ero portato. Sotto suggerimento dei nostri genitori aveva anche provato ad invitarmi ad uscire con loro ma avevo cortesemente rifiutato.
All’inizio non ci furono problemi, poi una notte mi svegliai per andare al bagno e rientrando in camera mi bloccai sulla porta.
La luce del corridoio illuminava parzialmente il suo letto e sopratutto lei.
Era una notte calda ed era scoperta.
Il mio sguardo scivolò lungo le sue gambe nude, la cui pelle liscia un po’ abbronzata risaltavano sul copri materasso chiaro del letto. I pantaloncini che usava come pigiama si erano leggermente arrotolati e abbassati, lasciando vedere la biancheria sottostante.
Ma la cosa che attirava maggiormente la mia attenzione era la canottiera.
Si era un po’ sollevata e lasciando scoperto il suo ventre piatto e una spallina era scesa lasciando in bella vista e in modo particolarmente sensuale un seno il cui capezzolo turgido era ben visibile.
Con un certo sforzo mi costrinsi a tornare a letto e sdraiarmi, ma senza riuscire a smettere di guardare quel corpo eccitante. Mi ritrovai ad immaginarmi a stringerle quel seno passandone il capezzolo tra le dita, oppure di prenderlo tra le labbra e succhiarlo.
Iniziai a sentire il mio membro irrigidirsi e premere contro gli slip e i pantaloncini.
Fui tentato di tirarlo fuori e segarmi per darmi sollievo ma non osai.
Passarono forse una decina di minuti, quando la vidi stiracchiarsi e mettersi seduta sul letto bordo del letto.
Per un attimo potei ammirare in tutto il suo splendore quel seno sodo, poi lei si rese conto di essere scoperta, si sistemò rapidamente la canottiera e si voltò verso di me.
Il mio letto era completamente in ombra e difficilmente poteva aver notato che avevo gli occhi aperti.
Per non rischiare li socchiusi il più possibile e mi sforzai di respirare lentamente, in modo costante.
Lei si alzò dal letto e si avvicinò a me. Mi fissò per un po’ come a voler controllare che stessi dormendo poi fece per tornare a letto ma si blocco e la sentii ridacchiare.
Allungò una mano verso di me e premette un dito contro la protuberanza del mio cavallo, che subito reagì irrigidendosi ancora di più.
La sentì ridacchiare di nuovo per poi tornare a letto.
Il mio cuore batteva a mille. Non potevo credere che mi avesse toccato così, con non curanza.
Tornai a fissarla. Sembrava un po’ irrequieta. Si girava da un lato, dandomi la schiena, poi tornava a sdraiarsi sulla schiena. Ad un tratto mi arrivò all’orecchio il suono del suo respiro leggermente affannoso, seguito da quello che mi sembrò un gemito soffocato. Fu in quel momento che notai le sue mani.
Una era dentro la sua maglietta, all’altezza dei seni. L’altra era dentro i pantaloncini o forse gli slip.
Si stava toccando con me nella stanza.
Il mio membro eccitato premeva in modo quasi doloroso. Quando lei si voltò a pancia sotto, con il viso dal lato opposto al mio, ne approfittai per liberarlo almeno dagli slip e avere un minimo di sollievo, solo che la mia erezione ora era ben visibile nei pantaloncini.
Per cercare di dissimularla mi voltai di lato.
Lei probabilmente si accorse del mio movimento e si bloccò, voltandosi verso di me.
Io cercai di fingermi addormentato come prima.
Rimanemmo entrambi immobili per un po’, poi le si alzò e si avvicinò a me.
Rimase un attimo a fissarmi per poi proseguire fuori dalla stanza, forse per andare in bagno e continuare quello che avevo involontariamente interrotto.
Passarono alcuni minuti e, forse per il ridursi della tensione, mi addormentai per un po’.
Fu una strana sensazione a svegliarmi e la prima cosa che vidi fu lei.
Era a cavalcioni su di me, il mio membro ancora eccitato premeva contro di lei.
Si accorse che mi ero svegliato e mi fece cenno di stare in silenzio.
Si stava strofinando lentamente contro il mio membro, provocandomi una fitta di piacere.
Le strinsi le cosce con le mani e la attirai verso di me. Notai che si era tolta i pantaloncini ed era solo con gli slip. La guardai in viso e lei mi sorrise maliziosamente.
Si appoggiò con le mani contro il mio petto e iniziò a muoversi più in fretta.
Le spalline della canottiera scesero entrambe lungo le spalle, facendo scoprire parzialmente il suo seno fino ai capezzoli.
La vidi chiudere gli occhi e mordesi le labbra. Era uno spettacolo erotico strepitoso. Desideravo farla mia.
Iniziai a stimolarle la parte superiore della sua intimità con le dita di una mano, mentre con l’altra le afferrai un seno.
Le sentì sfuggire un piccolo gemito e la cosa mi eccitò ancora di più.
Mi tirai un po’ su e la baciai.
Lei sembrò per un attimo sorpresa ma poi inizio a ricambiare il mio bacio, portando le braccia intorno al mio collo. Le nostre lingue si cercarono e intrecciarono come i nostri corpi.
Potevo sentire che il suo desiderio di appagamento era pari al mio.
Le nostre labbra si separarono. Oramai eravamo al limite.
Poco prima di venire, forse per evitare di farsi scappare un suono, mi morse sulla spalla e a quel punto venni pure io crollando sul letto con lei sopra di me.
Con lei ancora scossa dai fremiti dell’orgasmo, mi addormentai.
Quando mi svegliai era quasi mattina, lei era nel suo letto e dormiva dandomi le spalle.
Mi domandai se per caso non mi fossi sognato tutto.
Guardando il mio cavallo, costatai con disappunto che di sicuro ero venuto nei pantaloncini.
Mi alzai per andare in bagno e provare a pulirli e pulirmi.
Entrato e chiusa la porta, mi guardai allo specchio.
Il mio sguardo cadde sulla mia spalla, dove in modo fin troppo evidente spiccava il segno di un morso.

LEI:
Era agosto e come ogni anno eravamo andati a stare a casa di parenti.
Quelle vacanze non sembravano iniziate bene.
I miei programmi erano saltati perché i miei avevano anticipato le ferie di un paio di settimane e in più in casa dei parenti c’era già qualcun’altro ed ero finita con il dover dividere la stanza con un cugino che non vedevo da anni.
Lui era un tipo taciturno che passava le giornate seduto nel cortile a leggere un libro.
Mi era stato chiesto di provare ad invitarlo ad uscire e presentargli gli amici che vedevo ogni anno ma lui aveva rifiutato. Forse era meglio così. Probabilmente con me e loro si sarebbe sentito fuori posto e a disagio. Ad ogni modo era cortese e ordinato e non potevo lamentarmi della nostra convivenza, l’unica cosa che mi infastidiva era che non mi degnasse di uno sguardo.
I miei amici dicono che sono un tipo esuberante, estroversa, un po’ esibizionista e devo ammettere che è vero. Mi piace essere al centro dell’attenzione, essere guardata con desiderio dai ragazzi e mi piace stuzzicarli ma cercando di non esagerare per non mettermi in situazioni.. complicate.
Quindi l’essere ignorata così, anche se da un cugino, mi infastidiva un po’ .
Poi una notte mi svegliai a causa del caldo.
Mi sentivo accaldata e mi misi seduta sul letto per cercare un po’ di sollievo.
La sensazione del pavimento fresco sotto i piedi era piacevole.
Notai che la canottiera mi era scesa da un lato scoprendomi un seno e me la sistemai.
Istintivamente guardai verso il letto di lui, chiedendomi se mi avesse vista.
Il suo letto era in ombra e non riuscivo a capire se dormisse o fosse sveglio.
Io dovevo essere ancora mezza addormentata visto che mi alzai per controllare da vicino.
Arrivata accanto al suo letto lo guardai un attimo. Sembrava dormire ma c’era qualcosa di diverso rispetto alle altre notti ma lasciai perdere e mi voltai per tornare a letto.
La mia attenzione cadde su un rigonfiamento nei suoi pantaloncini.
Mi sfuggi una risatina. Qualcuno era eccitato. Chissà che sogni stava facendo.
Nel mio stato di mente un po’ annebbiato mi ritrovai ad allungare la mano e premere un dito contro la sua erezione. Subito sentì il suo membro ricambiare la spianta del dito e mi sfuggì un altra risatina.
Me ne tornai a letto.
Li sdraiata iniziai ad immaginarmi lui che mi guardava.. che si eccitava per questo.
Senza quasi rendermene conto iniziai ad accarezzare il mio seno. Mi accarezzai il ventre con l’altra mano e la feci scialare tra le mie gambe. Pensando alla sua erezione iniziai a darmi piacere cercando di fare meno rumore possibile. Il sapere che ci fosse anche lui nella stanza non faceva altro che aumentare la mia eccitazione. Cosa avrei fatto se si fosse svegliato? Avrei continuato lasciandolo guardare? Facendolo eccitare? La realtà si mischiò alla fantasia quando un rumore dal suo letto catturò la mia attenzione.
Mi fermai e mi voltai a guardarlo. Era sveglio?
Sembrava essersi solo voltato di lato. Mi alzai e mi avvicinai al suo letto.
Stava dormendo. Provai una strana sensazione di delusione che mi colse di sorpresa.
Uscii dalla stanza e andai in bagno.
Mi sentivo ancora eccitata e provai a darmi piacere lì ma non era la stessa cosa.
Insoddisfatta tornai in camera.
Passando accanto al suo letto notai che si era di nuovo girato sulla schiena.
La sua erezione era ancora più evidente di prima e poi.. il suo respiro.. era più pesante e rumoroso di prima.
Ora stava dormendo ma prima.. stava fingendo? Quindi prima era sveglio.
Quella consapevolezza mi fece fremere e un ondata di calore attraversò il mio corpo.
L’erezione che aveva era per me.
Lasciai scivolare i pantaloncini a terra e senza quasi rendermene conto mi ritrovai a cavalcioni su di lui, proprio sul suo membro.
Sentirmelo premere contro mi diede una scossa di piacere.
Iniziai a strofinarmici contro lentamente e mi trovai a chiedermi come sarebbe stato prenderlo dentro.
L’idea mi eccitava ma non era il caso di arrivare fino a quel punto.
Sentì il suo respiro tornare silenzioso e i nostri occhi si incrociarono.
Gli feci segno di rimanere in silenzio e come risposta sentì le sue mani afferrarmi e tirarmi contro di se.
Non potei fare a meno di sorridergli. Mi piegai un po’ in avanti appoggiandomi con le mani al suo petto.
Iniziai a muovermi su di lui più in fretta.
Le sue mani iniziarono a esplorare il mio corpo.
Con una mi strava stringendo un seno e stuzzicando un capezzolo, mentre l’altra mi stimolava a tratti il clitoride. Non lo facevo così intraprendente.
Cercai di soffocare un gemito di piacere ma un po’ mi sfuggì e a quel punto lui si tirò su e mi baciò.
La cosa mi sorprese ma mi ritrovai a ricambiare il bacio e, stringendogli le braccia introno al collo lo attirai di più a me.
Stavo godendo e non ragionavo più. Se me lo avesse chiesto mi sarei concessa completamente a lui.
Lasciai le sue labbra incapace di trattenermi per il piacere.
Lo sentivo.. stavo per venire e un attimo prima mi ritrovai a mordergli una spalla per non farmi sentire.
Venne anche lui e crollammo sul letto.
Quando mi fui calmata mi tirai su e lo trovai addormentato.
Mi venne da ridere. Mi chinai su di lui e gli diedi un leggero bacio.
Mentre scendevo dal letto notai il segno del morso che gli avevo lasciato.
Il giorno dopo avremmo dovuto coprirlo o inventare una scusa plausibile.
Cambiati gli slip e rimessi pantaloncini tornai nel mio letto e mi addormentai subito.
scritto il
2026-04-02
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