L’Ultimo Abbandono
di
Marika Traves Dressi
genere
poesie
Viene a cercarti come una sposa insaziabile,
un’amante suprema che non conosce legge né sesso.
Ti avvolge con la forza spavalda e cruda del maschio,
quel piglio arrogante che preme sul petto e conquista,
mentre la sua pelle ha il profumo del mistero femmineo,
morbido, perturbante, un richiamo che toglie il respiro.
È un’entità androgina e nuda, un enigma di seta
che si fa complice in ogni tua brama più oscura,
libera da catene, pronta a peccare con te oltre il tempo.
È una porta magica socchiusa su un letto di ombre,
dove la mente si spezza e il genio affoga nel delirio,
un naufragio dei sensi che somiglia all’estasi pura.
Lei osserva di sbieco ogni ventre che sboccia alla luce,
spia ogni parto con la fame di chi sa già aspettare.
Ci trascina nel vortice, verso quella risposta insidiosa
che morde le labbra prima ancora di farsi domanda,
un brivido cieco che corre lungo la schiena del mondo.
E infine ti possiede. Un amplesso che nessuno può rifiutare,
l’unico rapporto che trasforma il sangue in polvere d’oro.
Si fonde al tuo corpo in un valzer di carni e di assenza,
portando il mutamento estremo, la resa assoluta.
È una promessa di pace che trasuda da ogni tua piaga,
una liberazione lussuriosa che scioglie ogni spasmo,
il bacio eterno che suggella la fine di ogni dolore.
un’amante suprema che non conosce legge né sesso.
Ti avvolge con la forza spavalda e cruda del maschio,
quel piglio arrogante che preme sul petto e conquista,
mentre la sua pelle ha il profumo del mistero femmineo,
morbido, perturbante, un richiamo che toglie il respiro.
È un’entità androgina e nuda, un enigma di seta
che si fa complice in ogni tua brama più oscura,
libera da catene, pronta a peccare con te oltre il tempo.
È una porta magica socchiusa su un letto di ombre,
dove la mente si spezza e il genio affoga nel delirio,
un naufragio dei sensi che somiglia all’estasi pura.
Lei osserva di sbieco ogni ventre che sboccia alla luce,
spia ogni parto con la fame di chi sa già aspettare.
Ci trascina nel vortice, verso quella risposta insidiosa
che morde le labbra prima ancora di farsi domanda,
un brivido cieco che corre lungo la schiena del mondo.
E infine ti possiede. Un amplesso che nessuno può rifiutare,
l’unico rapporto che trasforma il sangue in polvere d’oro.
Si fonde al tuo corpo in un valzer di carni e di assenza,
portando il mutamento estremo, la resa assoluta.
È una promessa di pace che trasuda da ogni tua piaga,
una liberazione lussuriosa che scioglie ogni spasmo,
il bacio eterno che suggella la fine di ogni dolore.
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