Viktor: Montagna Incestuosa
di
Jack Off
genere
incesti
La situazione è strana.
Divido la casa e il letto con la mia ospite, la signora Arianna, amica bisex di mia madre e gran troia in questa vacanza nella sua casa sotto al Cervino. Sole, aria pura, bei prati e tanta fica. Cosa chiedere di più.
In aggiunta, caso mai una gnocca non bastasse, ho subito messo le mani sulle tettone di Adele una matura mammellona valligiana che si occupa delle pulizie della nostra baita e non solo di quello.
Me la sono subito fatta, lei anche un po’ in astinenza, ha gradito molto. La mia padrona di casa bisex ha accolto la cosa con piacere anzi si è pure unita volentieri alla festa.
Ma non basta. Dopo una settimana circa mi sono trovato davanti una bella fichetta poco più che maggiorenne. Bel pezzo di gnocca nulla da dire. Io fra l’altro ero già nudo e pronto perché aspettavo la mia prosperosa badante quindi ho subito messo la ragazzina “davanti ai fatti”.
Mi ha spiegato che si chiama Aline ed è la figlia di Adele. Brava ragazza venuta a fare i lavori al posto della madre che aveva mal di schiena (probabilmente un po’ per colpa mia).
Buon sangue non mente quindi diciamo che ha fatto tutto “il lavoro” che spettava alla madre. Ha dato la verginità di quella stretta e morbida fichetta al mio uccellone. Una vera dedizione al lavoro…e al sesso.
Così adesso oltre a dormire (poco) con Arianna e farmi Adele ogni volta che viene a pulire ho anche questo filarino segreto con la giovane figlia di quest’ultima anche se la cosa, mi ha pregato, deve restare un segreto perché sua madre crede ancora che sia una santa.
Io però non sono bravo a tenere i segreti e poi, si sa, queste cose alla fine esplodono da sole.
Così, come era naturale, un pomeriggio mentre mi sto fottendo a pecora la giovane Aline sul letto non mi stupisco nemmeno troppo di trovare sulla soglia la madre che mi fissa con gli occhi iniettati di sangue. Camicione da lavoro, mani sui fianchi tipo body guard “maiali!” urla.
La ragazza schizza in avanti sul letto. L’uccello duro le salta fuori così in fretta da farle male e ne fa un po’ anche a me.
Alla madre cade l’occhio sull’asta di carne tesa e per un attimo si placa.
“Vergognati puttana” si riprende subito dopo mentre la ragazzina scappa in bagno tutta nuda e colante.
Io intanto mi siedo a bordo letto con una erezione da paura fra le gambe e mi attacco una sigaretta alla bocca.
“Mi hai sverginato la bimba cavolo!”.
“Mica tanto bimba dai ha vent’anni”.
“Sempre bimba è e poi non è sposata”.
“Tanto meglio no. Almeno non deve fare le corna a nessuno” e le faccio capire che alludo proprio a lei.
“Almeno sei venuto fuori?”.
“No. Mi ha detto che andava bene dentro”,
“E se me l’hai messa incinta?”.
“Speriamo di no, che devo dirti. Se una mi dice vieni pure, io eseguo”.
Si siede sul letto accanto a me come se fosse priva di forze. Si regge la testa con una mano “o mama mia che danno”.
Io col mio cazzo da cavallo fra le mani provo a consolarla. Una carezza sul viso, sulla spalla, scendo sulla tetta… insomma intanto il coso prende vita e le pulsa sulla schiena.
Tempo un attimo e le ho abbassato la scollatura, tirato fuori le tettazze e la sto mungendo come una vacca. La sua mano intanto afferra l’asta e inizia a menarmelo quasi senza pensarci.
Tempo due minuti, forse tre Adele non ha più i vestiti addosso ed è lunga sul letto a gambe spalancate. Io sopra con la faccia immersa nel tettame e il cazzone che pompa a più non posso.
Il sesso consola sempre.
Ci facciamo una trombata da mezz’ora con annessi orgasmi e urla. La signora Adele ha un brodo di roba fra le gambe che cola sul materasso quando lo tiro fuori. La guardo, mi faccio ancora un paio di carezze e SPRUZZ, c’era ancora un residuo che sparo a forza dritto sulla sua faccia.
A quel punto sento battere le mani. La figliola si è divertita, si è guardata con piacere tutto lo spettacolo della madre sbattuta come un tappeto. Ora la fissa con aria di sfida del tipo “chi è poi la puttana alla fine?”. Guarda la madre sdraiata a riprendere fiato e intenta a pulirsi lo sperma da dosso poi con fare prepotente sale sul letto. Si inginocchia giusto fra le mie gambe, lo prende in bocca. Sembra che le interessi solo farlo tornare duro il prima possibile.
Nessun problema, due minuti e sono operativo.
Sotto agli occhi allibiti della madre la ragazza mi sale sopra, si impala ben bene aiutandosi con una mano e inizia a zompare su e giù con tutte le forze che ha.
“Spaccami, vienimi dentro” urla guardando ma madre che è paralizzata probabilmente senza che fosse mai riuscita a immaginare quanto fosse troia la figlia.
Io do il ritmo col bacino, mi godo le sue belle tette che vanno su e giù a tutta forza. Ha la fica il fiamme il calore è al massimo, il mio cazzo beato sguazza nei suoi liquami con le palle che fremono.
Ma non basta ancora. Probabilmente Aline vuole chiudere la faccenda in tutto e per tutto. Si sgancia, il cazzo le sguscia fuori come una ventosa. Si gira con la faccia girata in fondo al letto e ci mostra il culetto. “Oddio” esclama la madre quando vede la ragazza ficcarsi due dita nel culo.
“Sfondamelo” urla.
Io fisso la madre, lei è scioccata, non risponde. Io non so che fare ma cazzo, che culo…
Prima che abbia modo di dire altro sono già sulla sua schiena. SPROK!
“Aia!”.
“Troppo!”.
“Spingi cazzo spaccamelo” urla Aline.
Mi spiace per la cara mamma ma non posso resistere. La afferro ai fianchi e me la inculo con tutta la forza che ho fin che non mi svuoto beatamente i coglioni con un ruggito che scarica tutta la mia potenza sessuale nel culetto della giovane scrofa. La ragazza gode guardando l’espressione ebete della madre, io fissato da quella faccia da troia a fotterle la figlia godo ancora di più.
Continuo a darci. Il culo di Aline si spana sotto al mio cazzone. La giovane troia trasforma il dolore in piacere e poi succede… Adele si ficca una mano fra le gambe, se la infila decisa nella vecchia ciospa pelosa e lurida di sperma. Vinta dalle sue perversioni inizia a masturbarsi in piedi facendo ciondolare la pancia e le tettone mentre si da dei colpi di mano sempre più a fondo.
Si avvicina. Mi accarezza, mi porge una tettona per farmi gustare il suo gran capezzolo. Io mollo una mano dal corpo della figlia che sta sempre a pecora a godersi l’impalata e le strizzo la morbida tettazza stritolandola fino a farle male.
Poi vedo quello sguardo diabolico, quella luce nei suoi occhi di chi ha deciso di andare oltre. Si stacca da me, si piazza davanti alla testa della figlia e la afferra con forza.
La ragazza fa un timido tentativo per dibattersi ma non pare troppo convinta tanto più che ho ancora il mio pisellone duro nel suo culo che non le dà tregua.
Tenendola per i capelli la madre guida la figlia nella sua sorca bagnata e colante “lecca puttanella lecca” urla in estasi.
Aline obbedisce. Tira fuori la lingua vellutata e inizia a leccare la madre a tutta forza come una obbediente cagnolina mentre la vecchia bagascia tenendola per i capelli sembra volerle dare il ritmo.
Intanto dietro SFLOP, SFLOP, SFLOP il suo culetto bagnato accompagna la mia monta anale. L’ho sfondata al massimo…
“O siiiii” urla Adele e praticamete piscia un orgasmo. Uno spruzzo assurdo che finisce metà in faccia alla figlia e metà sul pavimento.
Che spettacolo la fica che squirta!
“Vengo sto venendo!” urlo anche io deciso. Cazzo in fiamme, coglioni che pulsano. Devo avere un litro di roba pronta a esplodere. La vecchia puttana non si perde l’occasione. Ancora sconvolta per l’orgasmo procuratore dalla figlia, sale sul letto, mi scivola nel culo con la faccia e si da da fare.
La lingua della vecchia puttana nel buco del culo è il toccasana che mi serviva. Al culmine del piacere sparo!
Una bordata di sborra nel culo non più vergine della giovane scrofa. Lei urla “brucia cazzo brucia!”.
“Sta ferma” le dico cingendo più forte il suo corpo minuto. Le voglio fare il pieno fino all’ultima goccia.
Esausti siamo tutti e tre sul letto. Nudi. Io in mezzo, le due vacche, madre e figlia ai miei lati. I loro corpi sono unti di sperma e sudore. Le fiche e i culi pieni del mio seme colano sul materasso copiosamente. Le due porcelle paiono finalmente soddisfatte. La rabbia e l’odio che avevano l’una per l’altra sono scomparsi. Da ora in poi faranno fronte comune per farsi tutte le scopate che vogliono alle spalle del padre e marito cornuto. E, da come si guardano, da come si toccano più tardi quando si faranno la doccia insieme (in tre non ci stavamo) credo che queste due vacche bisessuali faranno sesso fra di loro il più spesso possibile.
Ora però, per quanto mi riguarda, hanno avuto la loro dose di cazzo. Nonostante siano esauste e un po’ ammaccate gli dico chiaro e tondo “adesso mi fate diventare questa casa uno specchio prima che torni la padrona”.
Le due non se ne capacitano che sia tanto autoritario nonostante il cazzo ciondolante e appagato ma sono irremovibile. Stasera quando tornerà la mia cara Arianna pronta per i nostri incontri serali non voglio certo fottere nel puzzo di sudore e urina di queste due montanare.
Obbediscono. E forse la cosa più bella è vederle fare le faccende completamente nude. È stata ovviamente una mia idea che loro, ubbidienti, hanno accettato seppur un po’ perplesse.
Uno spettacolo di carne flaccida, di tettone, di culi e di fiche pelose che ciondolano mentre scopano, lavano, piegano panni. Uno spettacolo che, non per altro, mi aiuta a ritrovare presto la giusta energia vitale cosicché, quando due ore dopo che sono andate via torna Arianna, in pantaloni di velluto e scarponi da montagna mi trova già nudo, duro e pronto.
Le vado vicino, abbasso la zip dei pantaloni cachi, ci infilo la mano. Scosto appena il miniscolo perizoma, mi chino davanti al suo buchino. “Sono tutta sporca e sudata tesoro”.
“Non preoccuparti” la rassicuro e inizio a farle un lavoretto di lingua da dieci e lode. Infatti viene quasi subito, raglia mentre si leva la camicia e il reggiseno e un attimo dopo sborra dalla fica.
Puro succo di gnocca. Il mio gusto preferito. Ne bevo più che posso. È un energizzante da paura.
Si fa la doccia. Poi torna, tutta nuda e bellissima, sexy coi suoi cinquant’anni suonati e il suo visino da cerbiatta. Mangiamo così, nudi e vogliosi di andare a letto…
Dopo una abbondante ripassata ad ognuno dei suoi buchi e un pieno di sperma alla patatina facciamo una pausa sigaretta. “Sbaglio o quelle sono mutande?” domanda Arianna notando un paio di slip abbandonati sulla mensola.
“È si. Mica puoi tenere le mutande per scopare” minimizzo.
“Sembrano piccole per quella vaccona di montanara”.
“Infatti sono di sua figlia” sorrido.
“A brutto porco ti fai la cameriera e pure la figlia?”.
“È capitata l’occasione ne ho approfittato, poi sai la doppia quanto mi piace”.
Sgrana gli occhi. Fa la stupita ma è tutta una fantomima, lei stessa ha fatto una doppia con me e quella gnocca bisex di madre e non le è dispiaciuto affatto. Per non contare quando il primo giorno in montagna mi ha beccato a farmi Anita e si è unita al gioco.
“Come è la figliola?” mi domanda.
“Gran fichetta, belle tette, buona lingua”
“Ummm” ride Arianna toccandosi meccanicamente la gnocca.
“Potrei chiederle di restare una sera, potremmo giocare un po’ con la ragazzina se ti va?” propongo.
L’idea non le dispiace affatto. La fica già le cola per i pensieri impuri.
Incontrollabile e vogliosa mi ficca la sigaretta in bocca poi si volta, mi sale in grembo e si impala guidandoselo dentro con una mano. “C’è la fai?” domanda iniziando a fare un po su e giù col suo corpo che si struscia sul mio petto.
“Ti pare una domanda da fare ?” ribatto dandole per tutta risposta una randellata con la cappella fino in fondo all’utero.
jackoffstorie@yahoo.com
Divido la casa e il letto con la mia ospite, la signora Arianna, amica bisex di mia madre e gran troia in questa vacanza nella sua casa sotto al Cervino. Sole, aria pura, bei prati e tanta fica. Cosa chiedere di più.
In aggiunta, caso mai una gnocca non bastasse, ho subito messo le mani sulle tettone di Adele una matura mammellona valligiana che si occupa delle pulizie della nostra baita e non solo di quello.
Me la sono subito fatta, lei anche un po’ in astinenza, ha gradito molto. La mia padrona di casa bisex ha accolto la cosa con piacere anzi si è pure unita volentieri alla festa.
Ma non basta. Dopo una settimana circa mi sono trovato davanti una bella fichetta poco più che maggiorenne. Bel pezzo di gnocca nulla da dire. Io fra l’altro ero già nudo e pronto perché aspettavo la mia prosperosa badante quindi ho subito messo la ragazzina “davanti ai fatti”.
Mi ha spiegato che si chiama Aline ed è la figlia di Adele. Brava ragazza venuta a fare i lavori al posto della madre che aveva mal di schiena (probabilmente un po’ per colpa mia).
Buon sangue non mente quindi diciamo che ha fatto tutto “il lavoro” che spettava alla madre. Ha dato la verginità di quella stretta e morbida fichetta al mio uccellone. Una vera dedizione al lavoro…e al sesso.
Così adesso oltre a dormire (poco) con Arianna e farmi Adele ogni volta che viene a pulire ho anche questo filarino segreto con la giovane figlia di quest’ultima anche se la cosa, mi ha pregato, deve restare un segreto perché sua madre crede ancora che sia una santa.
Io però non sono bravo a tenere i segreti e poi, si sa, queste cose alla fine esplodono da sole.
Così, come era naturale, un pomeriggio mentre mi sto fottendo a pecora la giovane Aline sul letto non mi stupisco nemmeno troppo di trovare sulla soglia la madre che mi fissa con gli occhi iniettati di sangue. Camicione da lavoro, mani sui fianchi tipo body guard “maiali!” urla.
La ragazza schizza in avanti sul letto. L’uccello duro le salta fuori così in fretta da farle male e ne fa un po’ anche a me.
Alla madre cade l’occhio sull’asta di carne tesa e per un attimo si placa.
“Vergognati puttana” si riprende subito dopo mentre la ragazzina scappa in bagno tutta nuda e colante.
Io intanto mi siedo a bordo letto con una erezione da paura fra le gambe e mi attacco una sigaretta alla bocca.
“Mi hai sverginato la bimba cavolo!”.
“Mica tanto bimba dai ha vent’anni”.
“Sempre bimba è e poi non è sposata”.
“Tanto meglio no. Almeno non deve fare le corna a nessuno” e le faccio capire che alludo proprio a lei.
“Almeno sei venuto fuori?”.
“No. Mi ha detto che andava bene dentro”,
“E se me l’hai messa incinta?”.
“Speriamo di no, che devo dirti. Se una mi dice vieni pure, io eseguo”.
Si siede sul letto accanto a me come se fosse priva di forze. Si regge la testa con una mano “o mama mia che danno”.
Io col mio cazzo da cavallo fra le mani provo a consolarla. Una carezza sul viso, sulla spalla, scendo sulla tetta… insomma intanto il coso prende vita e le pulsa sulla schiena.
Tempo un attimo e le ho abbassato la scollatura, tirato fuori le tettazze e la sto mungendo come una vacca. La sua mano intanto afferra l’asta e inizia a menarmelo quasi senza pensarci.
Tempo due minuti, forse tre Adele non ha più i vestiti addosso ed è lunga sul letto a gambe spalancate. Io sopra con la faccia immersa nel tettame e il cazzone che pompa a più non posso.
Il sesso consola sempre.
Ci facciamo una trombata da mezz’ora con annessi orgasmi e urla. La signora Adele ha un brodo di roba fra le gambe che cola sul materasso quando lo tiro fuori. La guardo, mi faccio ancora un paio di carezze e SPRUZZ, c’era ancora un residuo che sparo a forza dritto sulla sua faccia.
A quel punto sento battere le mani. La figliola si è divertita, si è guardata con piacere tutto lo spettacolo della madre sbattuta come un tappeto. Ora la fissa con aria di sfida del tipo “chi è poi la puttana alla fine?”. Guarda la madre sdraiata a riprendere fiato e intenta a pulirsi lo sperma da dosso poi con fare prepotente sale sul letto. Si inginocchia giusto fra le mie gambe, lo prende in bocca. Sembra che le interessi solo farlo tornare duro il prima possibile.
Nessun problema, due minuti e sono operativo.
Sotto agli occhi allibiti della madre la ragazza mi sale sopra, si impala ben bene aiutandosi con una mano e inizia a zompare su e giù con tutte le forze che ha.
“Spaccami, vienimi dentro” urla guardando ma madre che è paralizzata probabilmente senza che fosse mai riuscita a immaginare quanto fosse troia la figlia.
Io do il ritmo col bacino, mi godo le sue belle tette che vanno su e giù a tutta forza. Ha la fica il fiamme il calore è al massimo, il mio cazzo beato sguazza nei suoi liquami con le palle che fremono.
Ma non basta ancora. Probabilmente Aline vuole chiudere la faccenda in tutto e per tutto. Si sgancia, il cazzo le sguscia fuori come una ventosa. Si gira con la faccia girata in fondo al letto e ci mostra il culetto. “Oddio” esclama la madre quando vede la ragazza ficcarsi due dita nel culo.
“Sfondamelo” urla.
Io fisso la madre, lei è scioccata, non risponde. Io non so che fare ma cazzo, che culo…
Prima che abbia modo di dire altro sono già sulla sua schiena. SPROK!
“Aia!”.
“Troppo!”.
“Spingi cazzo spaccamelo” urla Aline.
Mi spiace per la cara mamma ma non posso resistere. La afferro ai fianchi e me la inculo con tutta la forza che ho fin che non mi svuoto beatamente i coglioni con un ruggito che scarica tutta la mia potenza sessuale nel culetto della giovane scrofa. La ragazza gode guardando l’espressione ebete della madre, io fissato da quella faccia da troia a fotterle la figlia godo ancora di più.
Continuo a darci. Il culo di Aline si spana sotto al mio cazzone. La giovane troia trasforma il dolore in piacere e poi succede… Adele si ficca una mano fra le gambe, se la infila decisa nella vecchia ciospa pelosa e lurida di sperma. Vinta dalle sue perversioni inizia a masturbarsi in piedi facendo ciondolare la pancia e le tettone mentre si da dei colpi di mano sempre più a fondo.
Si avvicina. Mi accarezza, mi porge una tettona per farmi gustare il suo gran capezzolo. Io mollo una mano dal corpo della figlia che sta sempre a pecora a godersi l’impalata e le strizzo la morbida tettazza stritolandola fino a farle male.
Poi vedo quello sguardo diabolico, quella luce nei suoi occhi di chi ha deciso di andare oltre. Si stacca da me, si piazza davanti alla testa della figlia e la afferra con forza.
La ragazza fa un timido tentativo per dibattersi ma non pare troppo convinta tanto più che ho ancora il mio pisellone duro nel suo culo che non le dà tregua.
Tenendola per i capelli la madre guida la figlia nella sua sorca bagnata e colante “lecca puttanella lecca” urla in estasi.
Aline obbedisce. Tira fuori la lingua vellutata e inizia a leccare la madre a tutta forza come una obbediente cagnolina mentre la vecchia bagascia tenendola per i capelli sembra volerle dare il ritmo.
Intanto dietro SFLOP, SFLOP, SFLOP il suo culetto bagnato accompagna la mia monta anale. L’ho sfondata al massimo…
“O siiiii” urla Adele e praticamete piscia un orgasmo. Uno spruzzo assurdo che finisce metà in faccia alla figlia e metà sul pavimento.
Che spettacolo la fica che squirta!
“Vengo sto venendo!” urlo anche io deciso. Cazzo in fiamme, coglioni che pulsano. Devo avere un litro di roba pronta a esplodere. La vecchia puttana non si perde l’occasione. Ancora sconvolta per l’orgasmo procuratore dalla figlia, sale sul letto, mi scivola nel culo con la faccia e si da da fare.
La lingua della vecchia puttana nel buco del culo è il toccasana che mi serviva. Al culmine del piacere sparo!
Una bordata di sborra nel culo non più vergine della giovane scrofa. Lei urla “brucia cazzo brucia!”.
“Sta ferma” le dico cingendo più forte il suo corpo minuto. Le voglio fare il pieno fino all’ultima goccia.
Esausti siamo tutti e tre sul letto. Nudi. Io in mezzo, le due vacche, madre e figlia ai miei lati. I loro corpi sono unti di sperma e sudore. Le fiche e i culi pieni del mio seme colano sul materasso copiosamente. Le due porcelle paiono finalmente soddisfatte. La rabbia e l’odio che avevano l’una per l’altra sono scomparsi. Da ora in poi faranno fronte comune per farsi tutte le scopate che vogliono alle spalle del padre e marito cornuto. E, da come si guardano, da come si toccano più tardi quando si faranno la doccia insieme (in tre non ci stavamo) credo che queste due vacche bisessuali faranno sesso fra di loro il più spesso possibile.
Ora però, per quanto mi riguarda, hanno avuto la loro dose di cazzo. Nonostante siano esauste e un po’ ammaccate gli dico chiaro e tondo “adesso mi fate diventare questa casa uno specchio prima che torni la padrona”.
Le due non se ne capacitano che sia tanto autoritario nonostante il cazzo ciondolante e appagato ma sono irremovibile. Stasera quando tornerà la mia cara Arianna pronta per i nostri incontri serali non voglio certo fottere nel puzzo di sudore e urina di queste due montanare.
Obbediscono. E forse la cosa più bella è vederle fare le faccende completamente nude. È stata ovviamente una mia idea che loro, ubbidienti, hanno accettato seppur un po’ perplesse.
Uno spettacolo di carne flaccida, di tettone, di culi e di fiche pelose che ciondolano mentre scopano, lavano, piegano panni. Uno spettacolo che, non per altro, mi aiuta a ritrovare presto la giusta energia vitale cosicché, quando due ore dopo che sono andate via torna Arianna, in pantaloni di velluto e scarponi da montagna mi trova già nudo, duro e pronto.
Le vado vicino, abbasso la zip dei pantaloni cachi, ci infilo la mano. Scosto appena il miniscolo perizoma, mi chino davanti al suo buchino. “Sono tutta sporca e sudata tesoro”.
“Non preoccuparti” la rassicuro e inizio a farle un lavoretto di lingua da dieci e lode. Infatti viene quasi subito, raglia mentre si leva la camicia e il reggiseno e un attimo dopo sborra dalla fica.
Puro succo di gnocca. Il mio gusto preferito. Ne bevo più che posso. È un energizzante da paura.
Si fa la doccia. Poi torna, tutta nuda e bellissima, sexy coi suoi cinquant’anni suonati e il suo visino da cerbiatta. Mangiamo così, nudi e vogliosi di andare a letto…
Dopo una abbondante ripassata ad ognuno dei suoi buchi e un pieno di sperma alla patatina facciamo una pausa sigaretta. “Sbaglio o quelle sono mutande?” domanda Arianna notando un paio di slip abbandonati sulla mensola.
“È si. Mica puoi tenere le mutande per scopare” minimizzo.
“Sembrano piccole per quella vaccona di montanara”.
“Infatti sono di sua figlia” sorrido.
“A brutto porco ti fai la cameriera e pure la figlia?”.
“È capitata l’occasione ne ho approfittato, poi sai la doppia quanto mi piace”.
Sgrana gli occhi. Fa la stupita ma è tutta una fantomima, lei stessa ha fatto una doppia con me e quella gnocca bisex di madre e non le è dispiaciuto affatto. Per non contare quando il primo giorno in montagna mi ha beccato a farmi Anita e si è unita al gioco.
“Come è la figliola?” mi domanda.
“Gran fichetta, belle tette, buona lingua”
“Ummm” ride Arianna toccandosi meccanicamente la gnocca.
“Potrei chiederle di restare una sera, potremmo giocare un po’ con la ragazzina se ti va?” propongo.
L’idea non le dispiace affatto. La fica già le cola per i pensieri impuri.
Incontrollabile e vogliosa mi ficca la sigaretta in bocca poi si volta, mi sale in grembo e si impala guidandoselo dentro con una mano. “C’è la fai?” domanda iniziando a fare un po su e giù col suo corpo che si struscia sul mio petto.
“Ti pare una domanda da fare ?” ribatto dandole per tutta risposta una randellata con la cappella fino in fondo all’utero.
jackoffstorie@yahoo.com
1
voti
voti
valutazione
10
10
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Barbara, mamma tettona
Commenti dei lettori al racconto erotico