Sborrando con Nonna
di
Jack Off
genere
incesti
Mi ammazzavo di seghe!
Diciamola tutta non è facile vivere in una grande casa con 6 donne. La nonna, la mamma, le mie due sorelle e le due sorelle della nonna ossia le mie prozie facevano un bel mucchio.
E ognuna a modo suo me lo faceva diventare duro.
Ogni tanto capitava di vedere mia sorella più grande Vanessa togliersi i vestiti e notare quelle grandi poppe mature e sode nascoste da reggiseni troppo corti.
Oppure capitava di fare ancora la doccia insieme a Tanya la mia sorella gemella, abitudine che avevamo da sempre ma che adesso con quel fisico minuto e formoso che aveva messo su diventava sempre più problematica visto che il cazzo mi si alzava come un’asta e la sfiorava immancabilmente sui fianchi. Anche Tanya doveva avere qualche problema perchè mi fissava il cazzo ogni volta con trasparente imbarazzo. Inevitabilmente dopo la doccia aspettavo che lei se ne andasse e prima di uscire me lo menavo come un pazzo per non impazzire.
Poi c’era mia mamma Chantal con le sue gambe perfette, i capelli rosso fuoco, il viso bellissimo, i seducenti occhi azzurri, la pelle bianchissima. Bellissima e desiderabile con quelle minigonne corte da poter sbirciare fino all’inguine senza problemi ogni volta che si chinava. Impossibile non toccarsi ogni tanto pensando a mammina in calze a rete e così giù altra sborra.
C’era zia Luana, o meglio prozia visto che era sorella minore di nonna, una brunetta formosa con il seno gigante che dondolava ogni volta che muoveva un passo. Odorava sempre di buono ogni volta che le andavo accanto e nonostante i suoi sessanta e passa. Anche lei con gonne così corte da mostrare il reggicalze ogni volta che si sedeva. In più aveva un vizio strano. Ogni tanto, da soli, si metteva chinata in avanti sul tavolo col grosso culo teso in aria e si spogliava dalla vita in su. Certo aveva una mano sul petto e stava chinata a coprire il tettame ma sapere che era a poppe al vento mi metteva inevitabilmente una gran voglia dentro. In più la zia mi chiedeva di passarle sulla schiena una crema apposta perchè mi diceva che le piaceva essere pulita ovunque. E così ero l’ dietro di lei a due millimetri dal suo culo con lei chinata in avanti in perfetta posa da pecorina. Impossibile vista la posa e i movimenti non desiderare di darle un po’ della mia crema… E così appena finita la spalmata eccomi di nuovo a segare come un pazzo immaginando cosa sarebbe successo se quella gonna si fosse sollevata.
Sua sorella minore Mary aveva i capelli molto più chiari, era di dieci centimetri più alta e non somigliava affatto a Luana. A parte una cosa: le tettone. Forse erano di famiglia perchè anche Mary aveva due perone immense che con quel fisico asciutto parevano davvero due palloni gonfi in cielo. In più, forse proprio per l’altezza, non c’era mai una gonna che le coprisse davvero le gambe ed erano davvero delle belle gambe. E così altre seghe tanto più immaginando cosa avrebbe fatto zia Mary essendo a detta di tutta la famiglia ancora vergine e casta. Solo l’idea che ci saremmo potuti sverginare a vicenda mi faceva schizzare come un cavallo da riproduzione.
E infine c’era la nonna. In viaggio per i 70 ma ancora bellissima: bionda, formosa col suo bel seno gonfio ed immenso, gambe carnose e quella ciccia sul ventre che mi pareva meravigliosa. Quando gli ormoni iniziarono a pulsare insistentemente fu proprio lei la prima a mostrarmi che cosa desideravo…. Seduta sulla sua poltrona preferita a guardare la tv forse aveva allargato le gambe più del dovuto, forse si era solo dimenticata di mettere le mutande fatto stà che me la mise praticamente in faccia. Bella, pelosa invitante… La prima fica che vidi dal vivo. Ora quando mi smulinavo il cazzo avevo davvero qualcosa a cui dedicare i miei fluenti schizzi. E non c’era solo la gnocca. C’erano anche le calze. Chissà perchè ma quando le vedevo i gancetti da sotto la gonna che sorreggevano le sue calze di nylon trasparenti con quella giarrettiera decorata mi arrapavo da matti. Una volta che ne trovai un paio sopra la lavatrice in bagno mi venne da prenderli in mano e odorarli mentre schizzavo a tutta forza ancora e ancora. Ma di chi erano? Delle mie sorelle? No per loro erano troppo strette. Di zia Luana? No lei le aveva sempre nere fumè. Di zia Mary? No visto che una volta avevo scoperto che portava il collant. Di certo non di mamma che di solito aveva calze sgargianti in rosso, azzurro o verde. Non c’era dubbio erano di nonna e avevano tutto il suo odore. Un odore strano… odore di piedi? Odore di fica? Non saprei ma mi esaltava come un dannato. E così sborrai. Con la calza di nonna in faccia odorando ciò che potevo di lei. Ero proprio un porco e stavo peggiorando. Ormai ero arrivato anche a dieci seghe al giorno….me lo stavo consumando con la mano.
Ma se avessi immaginato cosa stava per accadere non me ne sarei preoccupatao così tanto. Il vero problema infatti mi arrivò addosso come una doccia gelata pochi minuti dopo. I fatti o meglio gli errori erano tre. Il primo di certo che mi facevo seghe a tutto spiano sulla tazza del cesso. Il secondo che mi ero messo sul naso una calza da donna. Il terzo che da un po’ di tempo la maniglia della porta del bagno piccolo non si chiudeva bene. Infatti le seghe me le facevo sempre di sopra nel bagno della camera da letto ma quel giorno non avevo salito la scala. Per pigrizia o forse solo leggerezza avevo segnati il destino e ormai era tardi per porvi rimedio. Troppo tardi. La porta era mezza spalancata. La nonna era lì con gli occhi sbarrati. Io con la calza sul naso e l’uccello tutto duro. Lei (che evidentemente non sapeva ci fossi io in bagno) con la gonna calata alle caviglie. Io con la mano sul cazzo a menarlo a gran forza. Lei con la fica in vista bella, bellissima. Quell’istante parve durare un secolo. Da sprofondare sotto al pavimento per la vergogna. Ma di nuovo stavo sbagliando. Non era un problema era la cura alla mania delle seghe. Da allora me ne feci davvero molte molte di meno.
‘Nonna!’. ‘Come mai con la mia calza?’ Il scuoto la testa e la lascio cadere sul pavimento ‘No scusa nonna è solo che…’. ‘Si fa niente. Hai finito che mi scappa!’. Dimenticavo di dire che nonna Gilberta non ha peli sulla lingua. Carattere forte di una donna rimasta vedova troppo presto e che ha cresciuto i figli quasi da sola. Mi scosto ‘Si io… esco è meglio’. Ma lei mi sbarra il pazzo e ora che mi sono un po’ voltato verso di lei me lo fissa bene bene ‘Accidenti che stanga che ti è cresciuta’. Io arrossisco ‘Dai nonna scusa ma non sfottere’. ‘E chi sfotte. Guarda George è una delle mitraglie più grosse che ho visto’. Il complimento è gradito perchè il mio ‘amico’ si alza ancor di più e la cappella è tutta fuori a pulsare pronta ad esplodere. Di scatto la nonna allunga una mano, me lo prende giusto sulla metà e lo stringe. La sensazione di avere una mano non mia sul cazzo è così nuova e diversa che non posso trattenermi. ‘Urgh!’ gemo digrignando i denti e un fiotto di sborra parte a mille all’ora fuori dalla cappella. Ne sparo così tanta che potrei riempire una bottiglia e prima che la nonna possa dire o fare qualcosa ho già diciamo così…. fatto centro.
La maggior parte è fintia sulla sua pancia. Con la gonna abbassata alle caviglie e la patata all’aria un po’ gli è arrivata direttamente sulla peluria. Altra sborra sulla camicetta dall’ombelico su fino al seno e altra ancora sugli occhiali. Cazzo ma come ha fatto a volare fino agli occhiali penso. Ma smetto di preoccuparmi quando mi accorgo che un altro po’ è accanto alle labbra….
Ci fissiamo. Ora che farà la nonna? Uno schiaffo sarebbe il minimo credo. Forse dovrei gettarmi ai suoi piedi e implorarla di non dire nulla a nessuno di questa ‘spruzzata!’. Temo proprio che la punizione sarà grande e continuo a pensarlo finchè la nonna con la punta della lingua si pulisce il labbro. Come se fosse maionese si porta lo sperma dal labbro alla gola e ingoia ‘Sai di dolce’ dice. Perchè ci sono anche i sapori dello sperma? E se si lei come fa a saperlo? Che dire? Non mi esce nulla dalla bocca… ‘Dai ora scansati che me la stò davvero facendo sotto. Come un automa le obbedisco e resto lì a fissare mia nonna, praticamente nuda dalla vita in giù che si siede sulla tazza, allarga bene le gambe e inizia a sparare lenti fiotti di urina che sgorgano dalla sua fica sempre più ammaliatrice per i miei occhi.
jackoffstorie@yahoo.com
Ogni tanto capitava di vedere mia sorella più grande Vanessa togliersi i vestiti e notare quelle grandi poppe mature e sode nascoste da reggiseni troppo corti.
Oppure capitava di fare ancora la doccia insieme a Tanya la mia sorella gemella, abitudine che avevamo da sempre ma che adesso con quel fisico minuto e formoso che aveva messo su diventava sempre più problematica visto che il cazzo mi si alzava come un’asta e la sfiorava immancabilmente sui fianchi. Anche Tanya doveva avere qualche problema perchè mi fissava il cazzo ogni volta con trasparente imbarazzo. Inevitabilmente dopo la doccia aspettavo che lei se ne andasse e prima di uscire me lo menavo come un pazzo per non impazzire.
Poi c’era mia mamma Chantal con le sue gambe perfette, i capelli rosso fuoco, il viso bellissimo, i seducenti occhi azzurri, la pelle bianchissima. Bellissima e desiderabile con quelle minigonne corte da poter sbirciare fino all’inguine senza problemi ogni volta che si chinava. Impossibile non toccarsi ogni tanto pensando a mammina in calze a rete e così giù altra sborra.
C’era zia Luana, o meglio prozia visto che era sorella minore di nonna, una brunetta formosa con il seno gigante che dondolava ogni volta che muoveva un passo. Odorava sempre di buono ogni volta che le andavo accanto e nonostante i suoi sessanta e passa. Anche lei con gonne così corte da mostrare il reggicalze ogni volta che si sedeva. In più aveva un vizio strano. Ogni tanto, da soli, si metteva chinata in avanti sul tavolo col grosso culo teso in aria e si spogliava dalla vita in su. Certo aveva una mano sul petto e stava chinata a coprire il tettame ma sapere che era a poppe al vento mi metteva inevitabilmente una gran voglia dentro. In più la zia mi chiedeva di passarle sulla schiena una crema apposta perchè mi diceva che le piaceva essere pulita ovunque. E così ero l’ dietro di lei a due millimetri dal suo culo con lei chinata in avanti in perfetta posa da pecorina. Impossibile vista la posa e i movimenti non desiderare di darle un po’ della mia crema… E così appena finita la spalmata eccomi di nuovo a segare come un pazzo immaginando cosa sarebbe successo se quella gonna si fosse sollevata.
Sua sorella minore Mary aveva i capelli molto più chiari, era di dieci centimetri più alta e non somigliava affatto a Luana. A parte una cosa: le tettone. Forse erano di famiglia perchè anche Mary aveva due perone immense che con quel fisico asciutto parevano davvero due palloni gonfi in cielo. In più, forse proprio per l’altezza, non c’era mai una gonna che le coprisse davvero le gambe ed erano davvero delle belle gambe. E così altre seghe tanto più immaginando cosa avrebbe fatto zia Mary essendo a detta di tutta la famiglia ancora vergine e casta. Solo l’idea che ci saremmo potuti sverginare a vicenda mi faceva schizzare come un cavallo da riproduzione.
E infine c’era la nonna. In viaggio per i 70 ma ancora bellissima: bionda, formosa col suo bel seno gonfio ed immenso, gambe carnose e quella ciccia sul ventre che mi pareva meravigliosa. Quando gli ormoni iniziarono a pulsare insistentemente fu proprio lei la prima a mostrarmi che cosa desideravo…. Seduta sulla sua poltrona preferita a guardare la tv forse aveva allargato le gambe più del dovuto, forse si era solo dimenticata di mettere le mutande fatto stà che me la mise praticamente in faccia. Bella, pelosa invitante… La prima fica che vidi dal vivo. Ora quando mi smulinavo il cazzo avevo davvero qualcosa a cui dedicare i miei fluenti schizzi. E non c’era solo la gnocca. C’erano anche le calze. Chissà perchè ma quando le vedevo i gancetti da sotto la gonna che sorreggevano le sue calze di nylon trasparenti con quella giarrettiera decorata mi arrapavo da matti. Una volta che ne trovai un paio sopra la lavatrice in bagno mi venne da prenderli in mano e odorarli mentre schizzavo a tutta forza ancora e ancora. Ma di chi erano? Delle mie sorelle? No per loro erano troppo strette. Di zia Luana? No lei le aveva sempre nere fumè. Di zia Mary? No visto che una volta avevo scoperto che portava il collant. Di certo non di mamma che di solito aveva calze sgargianti in rosso, azzurro o verde. Non c’era dubbio erano di nonna e avevano tutto il suo odore. Un odore strano… odore di piedi? Odore di fica? Non saprei ma mi esaltava come un dannato. E così sborrai. Con la calza di nonna in faccia odorando ciò che potevo di lei. Ero proprio un porco e stavo peggiorando. Ormai ero arrivato anche a dieci seghe al giorno….me lo stavo consumando con la mano.
Ma se avessi immaginato cosa stava per accadere non me ne sarei preoccupatao così tanto. Il vero problema infatti mi arrivò addosso come una doccia gelata pochi minuti dopo. I fatti o meglio gli errori erano tre. Il primo di certo che mi facevo seghe a tutto spiano sulla tazza del cesso. Il secondo che mi ero messo sul naso una calza da donna. Il terzo che da un po’ di tempo la maniglia della porta del bagno piccolo non si chiudeva bene. Infatti le seghe me le facevo sempre di sopra nel bagno della camera da letto ma quel giorno non avevo salito la scala. Per pigrizia o forse solo leggerezza avevo segnati il destino e ormai era tardi per porvi rimedio. Troppo tardi. La porta era mezza spalancata. La nonna era lì con gli occhi sbarrati. Io con la calza sul naso e l’uccello tutto duro. Lei (che evidentemente non sapeva ci fossi io in bagno) con la gonna calata alle caviglie. Io con la mano sul cazzo a menarlo a gran forza. Lei con la fica in vista bella, bellissima. Quell’istante parve durare un secolo. Da sprofondare sotto al pavimento per la vergogna. Ma di nuovo stavo sbagliando. Non era un problema era la cura alla mania delle seghe. Da allora me ne feci davvero molte molte di meno.
‘Nonna!’. ‘Come mai con la mia calza?’ Il scuoto la testa e la lascio cadere sul pavimento ‘No scusa nonna è solo che…’. ‘Si fa niente. Hai finito che mi scappa!’. Dimenticavo di dire che nonna Gilberta non ha peli sulla lingua. Carattere forte di una donna rimasta vedova troppo presto e che ha cresciuto i figli quasi da sola. Mi scosto ‘Si io… esco è meglio’. Ma lei mi sbarra il pazzo e ora che mi sono un po’ voltato verso di lei me lo fissa bene bene ‘Accidenti che stanga che ti è cresciuta’. Io arrossisco ‘Dai nonna scusa ma non sfottere’. ‘E chi sfotte. Guarda George è una delle mitraglie più grosse che ho visto’. Il complimento è gradito perchè il mio ‘amico’ si alza ancor di più e la cappella è tutta fuori a pulsare pronta ad esplodere. Di scatto la nonna allunga una mano, me lo prende giusto sulla metà e lo stringe. La sensazione di avere una mano non mia sul cazzo è così nuova e diversa che non posso trattenermi. ‘Urgh!’ gemo digrignando i denti e un fiotto di sborra parte a mille all’ora fuori dalla cappella. Ne sparo così tanta che potrei riempire una bottiglia e prima che la nonna possa dire o fare qualcosa ho già diciamo così…. fatto centro.
La maggior parte è fintia sulla sua pancia. Con la gonna abbassata alle caviglie e la patata all’aria un po’ gli è arrivata direttamente sulla peluria. Altra sborra sulla camicetta dall’ombelico su fino al seno e altra ancora sugli occhiali. Cazzo ma come ha fatto a volare fino agli occhiali penso. Ma smetto di preoccuparmi quando mi accorgo che un altro po’ è accanto alle labbra….
Ci fissiamo. Ora che farà la nonna? Uno schiaffo sarebbe il minimo credo. Forse dovrei gettarmi ai suoi piedi e implorarla di non dire nulla a nessuno di questa ‘spruzzata!’. Temo proprio che la punizione sarà grande e continuo a pensarlo finchè la nonna con la punta della lingua si pulisce il labbro. Come se fosse maionese si porta lo sperma dal labbro alla gola e ingoia ‘Sai di dolce’ dice. Perchè ci sono anche i sapori dello sperma? E se si lei come fa a saperlo? Che dire? Non mi esce nulla dalla bocca… ‘Dai ora scansati che me la stò davvero facendo sotto. Come un automa le obbedisco e resto lì a fissare mia nonna, praticamente nuda dalla vita in giù che si siede sulla tazza, allarga bene le gambe e inizia a sparare lenti fiotti di urina che sgorgano dalla sua fica sempre più ammaliatrice per i miei occhi.
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