Risarcimento

di
genere
prime esperienze

Anna lesse il messaggio per la terza volta, seduta sul divano del suo appartamento, con le gambe accavallate e il cuore che batteva un po’ troppo forte. Era rossa di capelli, una cascata di rame che le ricadeva sulle spalle nude, e sì, era tettona: due seni pieni, pesanti, che tendevano sempre il tessuto dei suoi vestiti. A quarantadue anni sapeva esattamente l’effetto che faceva sugli uomini. E ora questo Luca, padre del ragazzino insolente che l’aveva insultata sulle scale, le stava offrendo un “compromesso”.
Massaggi a casa mia.
L’idea era umiliante. E pericolosamente eccitante.
Rispose solo:
«Va bene. Domani sera alle 20. Porta tutto il necessario.»
Quando aprì la porta, Luca era lì. Alto, spalle larghe, sui quarantacinque anni, con una camicia nera aderente che lasciava intuire il petto solido da chi lavora con il corpo tutti i giorni. I capelli scuri un po’ brizzolati, gli occhi verdi intensi, quasi colpevoli. Odorava di olio di mandorla e di uomo.
«Signora Anna… grazie per aver accettato.»
La voce era bassa, calda. Si capiva che era nervoso, ma anche che non era solo nervoso.
Lo fece entrare. Indossava solo una vestaglia di seta nera, corta, che le lasciava scoperte le gambe tornite e la curva generosa del seno. Sotto era nuda. Voleva che lui lo capisse subito.
«Spogliati pure della maglietta e prepara il lettino in camera da letto» ordinò, con un tono che non ammetteva repliche.
Luca obbedì. Quando rimase a torso nudo, Anna sentì un calore liquido tra le cosce. Aveva un corpo scolpito dal mestiere: braccia forti, addominali definiti ma non esagerati, la V dei fianchi che spariva nei jeans. Un uomo vero, non un ragazzino.
Si sdraiò prona sul lettino che lui aveva sistemato, lasciando che la vestaglia si aprisse completamente sulla schiena. I seni pesanti si schiacciarono contro il tessuto, i capezzoli già duri per l’anticipazione.
Luca versò l’olio caldo tra le sue scapole. Le sue mani grandi si posarono sulla pelle. All’inizio fu professionale: movimenti ampi, profondi, che scioglievano i nodi della schiena. Ma Anna sentiva la sua respirazione cambiare. Sentiva il suo sguardo scivolare lungo la curva della sua vita, fino al culo alto e rotondo che la vestaglia ormai copriva a malapena.
«Più giù» mormorò lei, la voce roca.
Le mani di Luca scesero. Lentamente. Quando raggiunsero la base della schiena, le dita sfiorarono l’inizio della fessura tra le natiche. Anna aprì leggermente le gambe. Un invito silenzioso.
Lui esitò solo un secondo. Poi l’olio caldo colò tra le sue cosce. Le mani forti risalirono l’interno delle gambe, massaggiando con una pressione che diventava sempre più intima. Quando le dita sfiorarono le grandi labbra già gonfie e bagnate, Anna non riuscì a trattenere un gemito basso.
«Luca…»
Non era più “signora Anna”. Era un sussurro carico di desiderio.
Lui si chinò su di lei, il petto caldo contro la sua schiena. Il suo respiro le sfiorava l’orecchio.
«Dimmi cosa vuoi davvero, Anna. Dimmi che non è solo per la querela.»
Lei si voltò di scatto, mettendosi supina. La vestaglia si aprì del tutto. I suoi seni grandi, pallidi, con i capezzoli rosa scuro eretti, erano offerti senza vergogna. La figa rasata luccicava di eccitazione.
«Voglio che paghi» disse lei, guardandolo negli occhi con una ferocia dolce. «Voglio che paghi con la lingua, con le mani, con il cazzo. Voglio sentirmi desiderata come una troia, proprio come mi ha chiamata tuo figlio. Ma questa volta decido io.»
Luca si inginocchiò tra le sue gambe aperte. Le sue mani grandi afferrarono i seni, li strinsero, li massaggiarono con l’olio mentre la bocca scendeva sul suo ventre. Quando la lingua affondò tra le labbra bagnate, Anna inarcò la schiena e gli afferrò i capelli.
Era bravo. Dio, se era bravo. Leccava con una fame lenta e profonda, succhiando il clitoride gonfio, infilando due dita spesse dentro di lei, curvandole proprio dove serviva. Anna sentiva ogni dettaglio: il suono osceno della sua bocca che la divorava, il modo in cui le sue dita la dilatavano, il calore del suo respiro contro la carne sensibile.
«Guardami mentre mi mangi» ordinò, tirandogli i capelli.
Luca alzò gli occhi verdi su di lei, la bocca lucida dei suoi umori, e continuò a leccare senza sosta. Anna sentì l’orgasmo arrivare come un’onda calda e violenta. Gridò, stringendo le cosce intorno alla sua testa, mentre il piacere le esplodeva dentro, bagnandogli il mento.
Ma non era abbastanza.
Si alzò, lo spinse sul lettino al suo posto. Gli abbassò i pantaloni. Il cazzo di Luca era grosso, venoso, con la cappella lucida e già bagnata di precum. Anna lo prese in mano, lo accarezzò lentamente, godendo del peso, della durezza, del calore pulsante.
«Questo è il vero risarcimento» sussurrò, salendo sopra di lui.
Si abbassò piano, centimetro dopo centimetro, sentendo le pareti della sua figa che si dilatavano intorno a quella carne spessa. Quando fu completamente seduta, entrambi gemettero. Anna iniziò a muoversi, roteando i fianchi, facendo ondeggiare i seni pesanti davanti al suo viso.
Luca li afferrò, li strinse, li succhiò con avidità mentre lei lo cavalcava. I suoi capelli rossi gli ricadevano sul petto come una cascata di fuoco. Ogni affondo era profondo, bagnato, osceno. Anna sentiva il suo clitoride strofinarsi contro il pube di lui, sentiva le sue palle bagnate contro il culo.
«Dimmi che sono la tua troia» ansimò, accelerando.
«Sei la mia troia» ringhiò Luca, stringendole i fianchi. «La più bella, la più bagnata, la più porca.»
L’orgasmo arrivò insieme. Anna si contrasse intorno al suo cazzo, spremendolo, mentre lui le veniva dentro con getti caldi e potenti, riempiendola fino a farle colare il suo sperma lungo le cosce.
Rimasero così, sudati, ansimanti. Luca le accarezzava la schiena con una tenerezza sorprendente.
«Domani sera?» chiese lui, la voce ancora rauca.
Anna sorrise, mordendogli il labbro inferiore.
«Domani sera. E la sera dopo. Finché non deciderò che il debito è saldato.»
Dentro di sé sapeva che quel debito non si sarebbe mai estinto del tutto. E la cosa le piaceva da morire.
scritto il
2026-04-18
1 . 1 K
visite
1 1
voti
valutazione
5.8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto sucessivo

Badante privata

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.