In ufficio per una consegna
di
alessia6868
genere
dominazione
ciao da alessia6868
Questa è una storia del tutto inventata ma che magari potrebbe diventare realtà se qualcuno riesce a costruire una storia vera.
L'idea mi è scaturita dal fatto che non ho mai scopato sopra una scrivania, anche perchè una scrivania si presume che si trovi in un ufficio e che l'ufficio sia pieno di persone quindi manca del tutto una certa privacy.
Però, fantasticando con la mente, si potrebbe creare quell'unico caso in cui ci si potrebbe trovare da soli a tu per tu con un ipotetico lavoratore uomo in ufficio oppure una ipotetica donna in carriera o ancora più eccitante trovare un capo ufficio che scopa con la segretaria e tu ti ritrovi nel mezzo.
Ecco cosa mi è saltato in testa.
IN UFFICIO PER UNA CONSEGNA.
Io, Alex o Alessia come nome scelto, lavoro facendo consegne postali(verità) e un giorno, (inizia la fantasia) mi sono ritrovata a consegnare un pacco per ultimo e avevo fatto tardi per via del traffico urbano.
Come al solito per lavorare più comoda indosso sempre la mia tuta leggera estiva ma sotto non smetto di indossare la lingerie sexy che compro saltuariamente nei negozi dei cinesi.
Quel giorno avevo un perizoma bianco di cotone quasi trasparente; non in pizzo perchè durante il lavoro dà un pò di fastidio.
Poi delle calze velate bianche e un reggiseno sempre bianco sotto la maglietta e la giacchetta del servizio.
Avevo pure un plug di medie dimensioni che mi teneva eccitata durante le mie pedalate con motorino elettrico fornito dall'azienda.
Certo non si vede nulla e posso stare tranquilla nel posto di lavoro.
Comunque questo pacco doveva essere consegnato presso l'ufficio di Assicurazione XXXXX al terzo piano di uno stabile in centro.
Giunta sul portone, il portiere doveva staccare dal lavoro e mi chiede se potevo direttamente consegnarlo di persona.
Io un pò arrabbiata per via dell'orario, sbuffando, prendo l'ascensore e salgo su.
Questo pacco era anonimo e la cosa mi aveva incuriosita, anche perchè quando lo scuotevo, fuoriusciva un suono di campanelline.
Mah, pensai, che forse erano dei sonagli ma non capivo per cosa poi.
Giunta al piano, dopo ripetuti tentativi sul campanello, stavo per andare via.
Ad un tratto mi apre la porta una donna con camicetta mezza sbottonata e la gonna sistemata alla rinfusa.
Mi accorsi pure che la cerniera laterale era aperta e quindi era stata indossata in fretta e furia.
Pure le scarpe notai che nella parte del tallone erano state schiacciate e una delle calze era indossata male e faceva delle pieghe verso il basso.
Il viso della donna sembrava come se avesse fatto la maratona olimpionica e il trucco mezzo sfiorito.
Capii subito che stava scopando di brutto e li avevo presi sul fatto.
Da buona troia che sono ho detto che dovevo consegnare il pacco direttamente nelle mani del titolare ma la segretaria si rifiutava di farmi entrare.
Avevo notato pure dello sperma sui capelli laterali e durante la discussione, senza aggiungere altro, allungai la mano e raccolsi quello sperma facendolo notare alla donna e portandolo in bocca lo leccai dal dito.
Guarda che sono come te e mentre degustavo quel sapore acro mi abbassai un pò la tuta mostrando il perizoma e piegandomi di lato mostrai il culetto con il plug inserito.
A quel punto lei sorrise e si alzò la gonna mostrando pure lei la figa e il culo e che quindi non aveva nulla addosso.
Ti posso aiutare con il tuo uomo se hai difficoltà, facendogli capire che poteva riposarsi un poco e che sarei subentrata io a darle manforte.
Lei mi disse di si e mi fece cenno di entrare e anche che mi potevo liberare dei vestiti.
Rimanendo con la lingerie addosso, nuda come una troia in calore, mi fece strada verso l'interno dell'ufficio con un sorriso da parte mia perchè ero già eccitata all'idea e un sorriso di lei perchè sapeva che avrebbe fatto una sorpresa al suo uomo.
Giunta dentro la stanza che doveva essere del capo ufficio, mi si presentò un omone anche lui vestito di fretta e furia, anzi con la sola camicia e senza pantaloni e scarpe.
Dapprima rimase allibito ma poi la donna, che era la sua segretaria, iniziò a spiegare che la "postina" aveva il pacco che era stato ordinato e presami per la spalla mi fece girare per mostrare il culetto e afferratami per le chiappe, le allargò per fare intravedere il plug nel culo.
Lui si mise a ridere e facendo cenno di avvicinarmi mi prese il pacco dalle mani e iniziò ad aprirlo.
Quello che spuntò all'apertura mi fece rimanere di stucco: si trattava di un cazzo finto di circa 25 centimetri e grosso come una lattina di birra, di colore bianco carne e insieme al dildo c'erano due copri capezzoli con le campanelline.
Ecco il rumore da dove proveniva.
"Questo era per la mia segretaria" disse il capoufficio, "ma siccome sei qui ora lo proverai tu per prima e mi aiuterà la segretaria a scoparti e a penetrarti con questo dildo" continuò iniziando nel frattempo a lubrificarlo con una crema che era sopra la scrivania.
"Nel frattempo togli il reggiseno e indossa questi copri capezzoli e appoggiati sulla scrivania a novanta gradi con la pancia sopra" continuando a lubrificare e a sorridere per quello che stava per fare.
Io ero ormai come un automa ed eseguii quei comandi senza battere ciglio.
La segretaria si era spogliata e si mise accanto a me sul fianco iniziando a baciarmi la bocca e poi scendendo sulla spalla e i fianchi.
Mi massaggiava la schiena con le dita leggere e i fianchi fino ad allargare le chiappe.
Iniziò a passare la lingua sui solchi, sulle chiappe e la bassa schiena, poi ad un tratto, con una mossa fulminea, mi strappo letteralmente il plug dal culo.
Io sobbalzai per il dolore ma anche per il piacere dopo, perchè iniziò a leccarmi quel buco aperto.
Ero una troia nelle sue mani e iniziavo ad ansimare e ad ogni slinguata gemevo e mi contorcevo come un lombrico che stava per essere torturato; facevo capire che ne volevo di più delle sue slinguate e lei, assecondando le mie voglie, continuava anche con le dita della mano e con l'altra mi teneva schiacciata sulla scrivania.
Ad un tratto, senza accorgermene, iniziai a sentire qualcosa di diverso dalle dita; qualcosa di grosso aveva puntato il mio buchetto e iniziava a farsi strada per penetrarmi.
Il cazzo finto aveva una cappella e un solco alla base la quale entrò con una spinta fulminea; il capoufficio iniziava a premere sopra di me spingendo quel palo e allargando il culo ad ogni spinta.
Gemevo, gridavo di fermarsi un poco, ma godevo come una matta ad ogni colpo per impalarmi.
La segretaria mi carezzava i glutei e mi allargava le gambe con le sue gambe e incitava il suo uomo di spaccarmi come una mela.
Dopo due spinte possenti, il dildo era dentro di me; mi sentivo piena, allargata, riempita di quel cazzo asinino e iniziai a gemere e a sborrare senza toccarmi.
" La troia sta sborrando" disse la segretaria, e lui "ora continua tu che gli do la mia di bevuta".
Cambiarono i ruoli e lei, forse perchè gelosa o invidiosa iniziò a scoparmi di brutto.
Certo quel cazzo era stato comprato per lei e il fatto che le avevo fregato il posto per primo l'aveva fatta ora infuriare e infoiare nello stesso tempo.
Lo tirava fuori per tutta la sua lunghezza e lo infilava di scatto fino alla fine e io, ad ogni colpo, gemevo e gridavo godendo come non mai.
Ad un tratto, appena avevo la bocca aperta, sento un cazzo di carne che mi si para davanti e io, con gli occhi socchiusi, lo feci mio senza neppure leccarlo prima.
Mi pompavano nel culetto e nella bocca con il capoufficio sopra la scrivania messosi scosciato che mi tirava la testa verso il suo arnese.
Dopo un pò iniziai a sentire i fremiti e i gemiti di lui; un colata di sborra inondò la mia gola all'improvviso, calda e succosa; non persi nemmeno una goccia perchè lui mi teneva la testa dal collo dietro e mi spingeva sulla sua pancia.
Per non soffocare iniziai a respirare dal naso e nel frattempo ingoiavo quel nettare aspro che mi toglieva la sete.
Si ammosciò dentro la mia bocca e la segretaria alla vista di questo tirò il cazzo di colpo e si mise a baciarmi sulla bocca per assaggiare un po di sperma pure lei.
Siamo rimasti un paio di minuti con io che mi tremavano le gambe, il culo aperto per aria come se volessi prenderne altri e il capoufficio con le mani dietro le gambe e schiena piegata.
La segretaria sul fianco che continuava a baciarmi ma ora leggermente e nell'orecchio mi disse: "grazie, senza di te non so come l'avrei preso quel dildo, te ne sono grata".
Andai in bagno per darmi una sistemata e un bidè; cazzo misi una mano e dietro avevo una caverna; provai a mettermi il plug ma camminando lo perdevo perchè il buco era troppo largo per ora.
Lo misi in tasca, salutai e promisi ad entrambi che sarei ritornata.
Un bacio da alessia6868@libero.it
Questa è una storia del tutto inventata ma che magari potrebbe diventare realtà se qualcuno riesce a costruire una storia vera.
L'idea mi è scaturita dal fatto che non ho mai scopato sopra una scrivania, anche perchè una scrivania si presume che si trovi in un ufficio e che l'ufficio sia pieno di persone quindi manca del tutto una certa privacy.
Però, fantasticando con la mente, si potrebbe creare quell'unico caso in cui ci si potrebbe trovare da soli a tu per tu con un ipotetico lavoratore uomo in ufficio oppure una ipotetica donna in carriera o ancora più eccitante trovare un capo ufficio che scopa con la segretaria e tu ti ritrovi nel mezzo.
Ecco cosa mi è saltato in testa.
IN UFFICIO PER UNA CONSEGNA.
Io, Alex o Alessia come nome scelto, lavoro facendo consegne postali(verità) e un giorno, (inizia la fantasia) mi sono ritrovata a consegnare un pacco per ultimo e avevo fatto tardi per via del traffico urbano.
Come al solito per lavorare più comoda indosso sempre la mia tuta leggera estiva ma sotto non smetto di indossare la lingerie sexy che compro saltuariamente nei negozi dei cinesi.
Quel giorno avevo un perizoma bianco di cotone quasi trasparente; non in pizzo perchè durante il lavoro dà un pò di fastidio.
Poi delle calze velate bianche e un reggiseno sempre bianco sotto la maglietta e la giacchetta del servizio.
Avevo pure un plug di medie dimensioni che mi teneva eccitata durante le mie pedalate con motorino elettrico fornito dall'azienda.
Certo non si vede nulla e posso stare tranquilla nel posto di lavoro.
Comunque questo pacco doveva essere consegnato presso l'ufficio di Assicurazione XXXXX al terzo piano di uno stabile in centro.
Giunta sul portone, il portiere doveva staccare dal lavoro e mi chiede se potevo direttamente consegnarlo di persona.
Io un pò arrabbiata per via dell'orario, sbuffando, prendo l'ascensore e salgo su.
Questo pacco era anonimo e la cosa mi aveva incuriosita, anche perchè quando lo scuotevo, fuoriusciva un suono di campanelline.
Mah, pensai, che forse erano dei sonagli ma non capivo per cosa poi.
Giunta al piano, dopo ripetuti tentativi sul campanello, stavo per andare via.
Ad un tratto mi apre la porta una donna con camicetta mezza sbottonata e la gonna sistemata alla rinfusa.
Mi accorsi pure che la cerniera laterale era aperta e quindi era stata indossata in fretta e furia.
Pure le scarpe notai che nella parte del tallone erano state schiacciate e una delle calze era indossata male e faceva delle pieghe verso il basso.
Il viso della donna sembrava come se avesse fatto la maratona olimpionica e il trucco mezzo sfiorito.
Capii subito che stava scopando di brutto e li avevo presi sul fatto.
Da buona troia che sono ho detto che dovevo consegnare il pacco direttamente nelle mani del titolare ma la segretaria si rifiutava di farmi entrare.
Avevo notato pure dello sperma sui capelli laterali e durante la discussione, senza aggiungere altro, allungai la mano e raccolsi quello sperma facendolo notare alla donna e portandolo in bocca lo leccai dal dito.
Guarda che sono come te e mentre degustavo quel sapore acro mi abbassai un pò la tuta mostrando il perizoma e piegandomi di lato mostrai il culetto con il plug inserito.
A quel punto lei sorrise e si alzò la gonna mostrando pure lei la figa e il culo e che quindi non aveva nulla addosso.
Ti posso aiutare con il tuo uomo se hai difficoltà, facendogli capire che poteva riposarsi un poco e che sarei subentrata io a darle manforte.
Lei mi disse di si e mi fece cenno di entrare e anche che mi potevo liberare dei vestiti.
Rimanendo con la lingerie addosso, nuda come una troia in calore, mi fece strada verso l'interno dell'ufficio con un sorriso da parte mia perchè ero già eccitata all'idea e un sorriso di lei perchè sapeva che avrebbe fatto una sorpresa al suo uomo.
Giunta dentro la stanza che doveva essere del capo ufficio, mi si presentò un omone anche lui vestito di fretta e furia, anzi con la sola camicia e senza pantaloni e scarpe.
Dapprima rimase allibito ma poi la donna, che era la sua segretaria, iniziò a spiegare che la "postina" aveva il pacco che era stato ordinato e presami per la spalla mi fece girare per mostrare il culetto e afferratami per le chiappe, le allargò per fare intravedere il plug nel culo.
Lui si mise a ridere e facendo cenno di avvicinarmi mi prese il pacco dalle mani e iniziò ad aprirlo.
Quello che spuntò all'apertura mi fece rimanere di stucco: si trattava di un cazzo finto di circa 25 centimetri e grosso come una lattina di birra, di colore bianco carne e insieme al dildo c'erano due copri capezzoli con le campanelline.
Ecco il rumore da dove proveniva.
"Questo era per la mia segretaria" disse il capoufficio, "ma siccome sei qui ora lo proverai tu per prima e mi aiuterà la segretaria a scoparti e a penetrarti con questo dildo" continuò iniziando nel frattempo a lubrificarlo con una crema che era sopra la scrivania.
"Nel frattempo togli il reggiseno e indossa questi copri capezzoli e appoggiati sulla scrivania a novanta gradi con la pancia sopra" continuando a lubrificare e a sorridere per quello che stava per fare.
Io ero ormai come un automa ed eseguii quei comandi senza battere ciglio.
La segretaria si era spogliata e si mise accanto a me sul fianco iniziando a baciarmi la bocca e poi scendendo sulla spalla e i fianchi.
Mi massaggiava la schiena con le dita leggere e i fianchi fino ad allargare le chiappe.
Iniziò a passare la lingua sui solchi, sulle chiappe e la bassa schiena, poi ad un tratto, con una mossa fulminea, mi strappo letteralmente il plug dal culo.
Io sobbalzai per il dolore ma anche per il piacere dopo, perchè iniziò a leccarmi quel buco aperto.
Ero una troia nelle sue mani e iniziavo ad ansimare e ad ogni slinguata gemevo e mi contorcevo come un lombrico che stava per essere torturato; facevo capire che ne volevo di più delle sue slinguate e lei, assecondando le mie voglie, continuava anche con le dita della mano e con l'altra mi teneva schiacciata sulla scrivania.
Ad un tratto, senza accorgermene, iniziai a sentire qualcosa di diverso dalle dita; qualcosa di grosso aveva puntato il mio buchetto e iniziava a farsi strada per penetrarmi.
Il cazzo finto aveva una cappella e un solco alla base la quale entrò con una spinta fulminea; il capoufficio iniziava a premere sopra di me spingendo quel palo e allargando il culo ad ogni spinta.
Gemevo, gridavo di fermarsi un poco, ma godevo come una matta ad ogni colpo per impalarmi.
La segretaria mi carezzava i glutei e mi allargava le gambe con le sue gambe e incitava il suo uomo di spaccarmi come una mela.
Dopo due spinte possenti, il dildo era dentro di me; mi sentivo piena, allargata, riempita di quel cazzo asinino e iniziai a gemere e a sborrare senza toccarmi.
" La troia sta sborrando" disse la segretaria, e lui "ora continua tu che gli do la mia di bevuta".
Cambiarono i ruoli e lei, forse perchè gelosa o invidiosa iniziò a scoparmi di brutto.
Certo quel cazzo era stato comprato per lei e il fatto che le avevo fregato il posto per primo l'aveva fatta ora infuriare e infoiare nello stesso tempo.
Lo tirava fuori per tutta la sua lunghezza e lo infilava di scatto fino alla fine e io, ad ogni colpo, gemevo e gridavo godendo come non mai.
Ad un tratto, appena avevo la bocca aperta, sento un cazzo di carne che mi si para davanti e io, con gli occhi socchiusi, lo feci mio senza neppure leccarlo prima.
Mi pompavano nel culetto e nella bocca con il capoufficio sopra la scrivania messosi scosciato che mi tirava la testa verso il suo arnese.
Dopo un pò iniziai a sentire i fremiti e i gemiti di lui; un colata di sborra inondò la mia gola all'improvviso, calda e succosa; non persi nemmeno una goccia perchè lui mi teneva la testa dal collo dietro e mi spingeva sulla sua pancia.
Per non soffocare iniziai a respirare dal naso e nel frattempo ingoiavo quel nettare aspro che mi toglieva la sete.
Si ammosciò dentro la mia bocca e la segretaria alla vista di questo tirò il cazzo di colpo e si mise a baciarmi sulla bocca per assaggiare un po di sperma pure lei.
Siamo rimasti un paio di minuti con io che mi tremavano le gambe, il culo aperto per aria come se volessi prenderne altri e il capoufficio con le mani dietro le gambe e schiena piegata.
La segretaria sul fianco che continuava a baciarmi ma ora leggermente e nell'orecchio mi disse: "grazie, senza di te non so come l'avrei preso quel dildo, te ne sono grata".
Andai in bagno per darmi una sistemata e un bidè; cazzo misi una mano e dietro avevo una caverna; provai a mettermi il plug ma camminando lo perdevo perchè il buco era troppo largo per ora.
Lo misi in tasca, salutai e promisi ad entrambi che sarei ritornata.
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