Il Piacere di Anna per gli Anziani cap 3
di
Anna_83
genere
prime esperienze
Capitolo 3
La Lezione
La stanza era in penombra, illuminata solo da una lampada da comodino che diffondeva una luce calda color ambra. L’aria profumava di talco, di pelle pulita e di anticipazione.
Anna aveva scelto con cura.
Si chiamava Sofia, diciotto anni appena compiuti, corpo esile da ragazzina ma con un viso dolce e due grandi occhi castani pieni di curiosità e paura. Era arrivata al centro volontariato da due settimane e arrossiva ogni volta che un anziano la guardava troppo a lungo. Vergine. Totalmente. Non aveva mai toccato un uomo, né era mai stata toccata.
«Oggi imparerai davvero,» le disse Anna con voce bassa e rassicurante, mentre chiudevano la porta della stanza di Marcello. «Niente teoria. Solo pratica. E lui è perfetto per questo.»
Marcello aveva settantanove anni, ex professore di letteratura, ancora lucido, gentile e con un appetito sessuale sorprendentemente vivo nonostante l’età. Capelli bianchi folti, occhi grigio-azzurri, un corpo magro ma ancora forte. Quando Anna gli aveva spiegato cosa volevano fare, lui aveva sorriso con una punta di malizia.
«Sarò onorato di essere il vostro… manichino,» aveva risposto con quella voce profonda che faceva ancora tremare le ginocchia a molte donne.
Sofia era in piedi accanto al letto, le mani intrecciate nervosamente davanti alla gonna plissettata. Indossava una camicetta rosa pallido che lasciava intravedere il piccolo seno alto e sodo.
Anna, come sempre splendida nella sua camicetta bianca aperta sul décolleté generoso, si avvicinò prima a Marcello. Gli slacciò lentamente i pantaloni del pigiama e li fece scendere insieme ai boxer. Il suo sesso era già mezzo duro, spesso, con una cappella larga e venosa.
«Guarda, Sofia,» disse Anna con tono dolce ma deciso. «Non devi avere paura. È solo carne, calore e desiderio.»
Prese la mano della ragazza e la guidò lentamente. Le dita di Sofia tremavano quando toccarono per la prima volta il membro di Marcello. Era caldo, la pelle vellutata, la vena dorsale che pulsava sotto il suo palmo.
«Così… accarezzalo piano dall’alto verso il basso. Senti quanto diventa più duro solo perché lo tocchi tu.»
Sofia obbedì, il respiro corto. Marcello emise un sospiro profondo quando la mano piccola e fresca della ragazza lo avvolse.
Anna si mise dietro Sofia, il seno pesante premuto contro la schiena della giovane, i capelli rossi che le sfioravano la guancia.
«Stringi un po’ di più alla base… sì, così. Ora sali lentamente fino alla cappella e passa il pollice sopra, proprio lì, dove è più sensibile.»
Sofia arrossì violentemente ma continuò. Marcello si indurì completamente sotto le sue dita inesperte. Anna sorrise.
«Brava. Vedi come reagisce? Ora impara a usare la bocca.»
Anna si inginocchiò con grazia accanto al letto, i seni che ondeggiavano pesanti mentre si chinava. Prese il sesso di Marcello tra le labbra con naturalezza, succhiando piano la cappella, la lingua che roteava intorno. Marcello gemette piano.
«Guarda bene come faccio io,» mormorò Anna, staccandosi solo un istante. «Non devi prenderlo tutto. Usa le labbra, la lingua, la saliva. Fagli sentire che lo desideri.»
Sofia si inginocchiò a sua volta, le ginocchia che tremavano. Anna le raccolse i capelli castani in una coda morbida e la guidò dolcemente verso il membro lucido di saliva.
«Apri la bocca… piano. Solo la cappella all’inizio.»
Le labbra vergini di Sofia si aprirono. Sentì il sapore salato e caldo di Marcello sulla lingua. Emise un piccolo suono sorpreso, ma non si tirò indietro. Anna le teneva la testa con dolcezza, insegnandole il ritmo: su e giù, lento, profondo ma senza forzare.
«Bravissima… usa la lingua sotto… sì. Senti come gli piace? Respira dal naso.»
Marcello aveva una mano tra i capelli rossi di Anna e l’altra sulla testa di Sofia, accarezzandole entrambe con gratitudine. Il suo respiro si faceva sempre più pesante.
Anna si alzò e si spogliò lentamente davanti agli occhi di Sofia, rivelando i seni enormi, i capezzoli già duri, il sesso liscio e lucido di eccitazione. Poi aiutò Sofia a togliersi la camicetta e il reggiseno. I piccoli seni della ragazza erano perfetti, rosei, con capezzoli minuscoli che si inturgidirono all’aria.
«Ora toccami mentre lo succhi,» le ordinò Anna con voce roca. «Impara anche cosa piace a una donna.»
Sofia, con il sesso di Marcello ancora in bocca, allungò una mano timida verso il seno di Anna. Lo strinse, lo soppesò, stupita dalla sua pesantezza e morbidezza. Anna gemette piano e le guidò la mano tra le proprie gambe.
«Senti quanto sono bagnata? È per voi due.»
Mentre Sofia continuava a succhiare Marcello con sempre maggiore sicurezza, Anna si mise a cavalcioni sul viso del vecchio, offrendogli la sua figa calda e bagnata. Marcello la leccò con avidità, la lingua esperta che scivolava tra le grandi labbra e sul clitoride.
«Guarda, Sofia,» ansimò Anna. «Vedi come mi lecca? Impara anche questo.»
La scena era incredibilmente erotica: la giovane vergine che succhiava con passione crescente, Anna che cavalcava la bocca di Marcello, i suoi seni enormi che ondeggiavano mentre si toccava i capezzoli.
«Ora voglio che lo prendi dentro di te,» disse Anna alla fine, la voce carica di eccitazione. «Ma prima io ti preparo.»
Fece sdraiare Sofia sul letto accanto a Marcello. Le aprì le gambe sottili e si chinò su di lei, leccandola con dolcezza, infilando la lingua dentro la fighetta stretta e vergine, succhiandole il clitoride fino a farla tremare e gemere. Quando Sofia fu fradicia e pronta, Anna la aiutò a mettersi a cavalcioni su Marcello.
«Piano… scendi quando sei pronta.»
Sofia, rossa in viso e con il respiro affannoso, si abbassò. Anna tenne il sesso di Marcello dritto e lo guidò dentro la ragazza. Centimetro dopo centimetro, la cappella larga aprì le piccole labbra vergini. Sofia emise un gemito lungo quando lo sentì entrare del tutto.
«Oddio… è enorme…» sussurrò.
Anna si mise dietro di lei, abbracciandola, i seni grandi premuti contro la schiena della ragazza mentre la faceva muovere su e giù.
«Muovi i fianchi… così. Senti come ti riempie? Goditelo.»
Marcello stringeva i fianchi sottili di Sofia, spingendo piano dal basso. Anna le accarezzava il clitoride con le dita mentre la baciava sul collo.
L’orgasmo arrivò prima per Sofia: un tremore violento, un grido soffocato, la fighetta che si contraeva forte intorno al membro di Marcello. Pochi secondi dopo fu lui a venire, spingendo in alto e riversando il suo seme caldo dentro la ragazza vergine, fiotto dopo fiotto.
Anna le tenne la mano per tutto il tempo, sussurrandole parole dolci: «Bravissima… sei stata bravissima… senti quanto piacere hai dato?»
Quando tutto finì, le tre figure rimasero intrecciate sul letto, sudate e ansimanti. Sofia aveva gli occhi lucidi di emozione e di piacere nuovo.
Anna le baciò la fronte, poi baciò Marcello sulle labbra.
«Questa è solo la prima lezione,» mormorò con un sorriso complice. «La prossima volta imparerai come fargli venire in bocca… e come prenderlo nel culo.»
Sofia arrossì ancora di più, ma annuì piano, un piccolo sorriso timido sulle labbra.
se vuoi scrivermi: Ale.one@yahoo.com
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La Lezione
La stanza era in penombra, illuminata solo da una lampada da comodino che diffondeva una luce calda color ambra. L’aria profumava di talco, di pelle pulita e di anticipazione.
Anna aveva scelto con cura.
Si chiamava Sofia, diciotto anni appena compiuti, corpo esile da ragazzina ma con un viso dolce e due grandi occhi castani pieni di curiosità e paura. Era arrivata al centro volontariato da due settimane e arrossiva ogni volta che un anziano la guardava troppo a lungo. Vergine. Totalmente. Non aveva mai toccato un uomo, né era mai stata toccata.
«Oggi imparerai davvero,» le disse Anna con voce bassa e rassicurante, mentre chiudevano la porta della stanza di Marcello. «Niente teoria. Solo pratica. E lui è perfetto per questo.»
Marcello aveva settantanove anni, ex professore di letteratura, ancora lucido, gentile e con un appetito sessuale sorprendentemente vivo nonostante l’età. Capelli bianchi folti, occhi grigio-azzurri, un corpo magro ma ancora forte. Quando Anna gli aveva spiegato cosa volevano fare, lui aveva sorriso con una punta di malizia.
«Sarò onorato di essere il vostro… manichino,» aveva risposto con quella voce profonda che faceva ancora tremare le ginocchia a molte donne.
Sofia era in piedi accanto al letto, le mani intrecciate nervosamente davanti alla gonna plissettata. Indossava una camicetta rosa pallido che lasciava intravedere il piccolo seno alto e sodo.
Anna, come sempre splendida nella sua camicetta bianca aperta sul décolleté generoso, si avvicinò prima a Marcello. Gli slacciò lentamente i pantaloni del pigiama e li fece scendere insieme ai boxer. Il suo sesso era già mezzo duro, spesso, con una cappella larga e venosa.
«Guarda, Sofia,» disse Anna con tono dolce ma deciso. «Non devi avere paura. È solo carne, calore e desiderio.»
Prese la mano della ragazza e la guidò lentamente. Le dita di Sofia tremavano quando toccarono per la prima volta il membro di Marcello. Era caldo, la pelle vellutata, la vena dorsale che pulsava sotto il suo palmo.
«Così… accarezzalo piano dall’alto verso il basso. Senti quanto diventa più duro solo perché lo tocchi tu.»
Sofia obbedì, il respiro corto. Marcello emise un sospiro profondo quando la mano piccola e fresca della ragazza lo avvolse.
Anna si mise dietro Sofia, il seno pesante premuto contro la schiena della giovane, i capelli rossi che le sfioravano la guancia.
«Stringi un po’ di più alla base… sì, così. Ora sali lentamente fino alla cappella e passa il pollice sopra, proprio lì, dove è più sensibile.»
Sofia arrossì violentemente ma continuò. Marcello si indurì completamente sotto le sue dita inesperte. Anna sorrise.
«Brava. Vedi come reagisce? Ora impara a usare la bocca.»
Anna si inginocchiò con grazia accanto al letto, i seni che ondeggiavano pesanti mentre si chinava. Prese il sesso di Marcello tra le labbra con naturalezza, succhiando piano la cappella, la lingua che roteava intorno. Marcello gemette piano.
«Guarda bene come faccio io,» mormorò Anna, staccandosi solo un istante. «Non devi prenderlo tutto. Usa le labbra, la lingua, la saliva. Fagli sentire che lo desideri.»
Sofia si inginocchiò a sua volta, le ginocchia che tremavano. Anna le raccolse i capelli castani in una coda morbida e la guidò dolcemente verso il membro lucido di saliva.
«Apri la bocca… piano. Solo la cappella all’inizio.»
Le labbra vergini di Sofia si aprirono. Sentì il sapore salato e caldo di Marcello sulla lingua. Emise un piccolo suono sorpreso, ma non si tirò indietro. Anna le teneva la testa con dolcezza, insegnandole il ritmo: su e giù, lento, profondo ma senza forzare.
«Bravissima… usa la lingua sotto… sì. Senti come gli piace? Respira dal naso.»
Marcello aveva una mano tra i capelli rossi di Anna e l’altra sulla testa di Sofia, accarezzandole entrambe con gratitudine. Il suo respiro si faceva sempre più pesante.
Anna si alzò e si spogliò lentamente davanti agli occhi di Sofia, rivelando i seni enormi, i capezzoli già duri, il sesso liscio e lucido di eccitazione. Poi aiutò Sofia a togliersi la camicetta e il reggiseno. I piccoli seni della ragazza erano perfetti, rosei, con capezzoli minuscoli che si inturgidirono all’aria.
«Ora toccami mentre lo succhi,» le ordinò Anna con voce roca. «Impara anche cosa piace a una donna.»
Sofia, con il sesso di Marcello ancora in bocca, allungò una mano timida verso il seno di Anna. Lo strinse, lo soppesò, stupita dalla sua pesantezza e morbidezza. Anna gemette piano e le guidò la mano tra le proprie gambe.
«Senti quanto sono bagnata? È per voi due.»
Mentre Sofia continuava a succhiare Marcello con sempre maggiore sicurezza, Anna si mise a cavalcioni sul viso del vecchio, offrendogli la sua figa calda e bagnata. Marcello la leccò con avidità, la lingua esperta che scivolava tra le grandi labbra e sul clitoride.
«Guarda, Sofia,» ansimò Anna. «Vedi come mi lecca? Impara anche questo.»
La scena era incredibilmente erotica: la giovane vergine che succhiava con passione crescente, Anna che cavalcava la bocca di Marcello, i suoi seni enormi che ondeggiavano mentre si toccava i capezzoli.
«Ora voglio che lo prendi dentro di te,» disse Anna alla fine, la voce carica di eccitazione. «Ma prima io ti preparo.»
Fece sdraiare Sofia sul letto accanto a Marcello. Le aprì le gambe sottili e si chinò su di lei, leccandola con dolcezza, infilando la lingua dentro la fighetta stretta e vergine, succhiandole il clitoride fino a farla tremare e gemere. Quando Sofia fu fradicia e pronta, Anna la aiutò a mettersi a cavalcioni su Marcello.
«Piano… scendi quando sei pronta.»
Sofia, rossa in viso e con il respiro affannoso, si abbassò. Anna tenne il sesso di Marcello dritto e lo guidò dentro la ragazza. Centimetro dopo centimetro, la cappella larga aprì le piccole labbra vergini. Sofia emise un gemito lungo quando lo sentì entrare del tutto.
«Oddio… è enorme…» sussurrò.
Anna si mise dietro di lei, abbracciandola, i seni grandi premuti contro la schiena della ragazza mentre la faceva muovere su e giù.
«Muovi i fianchi… così. Senti come ti riempie? Goditelo.»
Marcello stringeva i fianchi sottili di Sofia, spingendo piano dal basso. Anna le accarezzava il clitoride con le dita mentre la baciava sul collo.
L’orgasmo arrivò prima per Sofia: un tremore violento, un grido soffocato, la fighetta che si contraeva forte intorno al membro di Marcello. Pochi secondi dopo fu lui a venire, spingendo in alto e riversando il suo seme caldo dentro la ragazza vergine, fiotto dopo fiotto.
Anna le tenne la mano per tutto il tempo, sussurrandole parole dolci: «Bravissima… sei stata bravissima… senti quanto piacere hai dato?»
Quando tutto finì, le tre figure rimasero intrecciate sul letto, sudate e ansimanti. Sofia aveva gli occhi lucidi di emozione e di piacere nuovo.
Anna le baciò la fronte, poi baciò Marcello sulle labbra.
«Questa è solo la prima lezione,» mormorò con un sorriso complice. «La prossima volta imparerai come fargli venire in bocca… e come prenderlo nel culo.»
Sofia arrossì ancora di più, ma annuì piano, un piccolo sorriso timido sulle labbra.
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