Viktor: Montagna Ghiacciata
di
Jack Off
genere
trio
Dopo una notte infuocata nello chalet valdostano a 2000 e qualcosa metri (circa) mi sveglio nudo fra le braccia della mia padrona di casa Arianna. Mica male come inizio della breve vacanza in Val d’Aosta. Tutta nuda col suo corpo esile coperto di sudore e sperma come medaglie al merito per l’eroica nottata in cui ha resistito strenuamente alla mia potenza sessuale che non domandava altro che sbatterla in ogni modo. Anche il mio cazzone si meriterebbe almeno una fanfara d’onore e, forse, sarà per quello che si è svegliato con me ritto sull’attenti.
“Ma non ne hai mai abbastanza?” gli chiedo.
Lui dondola un po’ di lato. Probabilmente sta dicendo no.
Rinuncio a pisciare, troppo duro e vado verso la cucina. Ho bisogno di vitamine, di caffè, tanto caffè… speriamo ci sia in casa perché ieri la mia ospite aveva accennato qualcosa in merito al dover fare la spesa.
“Al limite un frutto” sospiro.
E in effetti appena entrò in cucina la frutta c’è. Due pere!
E che pere sarà almeno una quinta. Sono attaccate a una donna sui 50, bionda, un po’ grassoccia con un grembiule blu corto che le fa dondolare il davanzale mentre si agita con la scopa in mano.
“Salve” dico.
Lei alza gli occhi, mi fissa sgranandoli. Un misto di paura, vergogna e curiosità. Soprattutto quando mi fissa il cazzo. “E tu chi sei?” sbotta.
“Io sarei un…amico della dottoressa”.
Sorride e capisce. Probabilmente non sono il primo che la baldracca si porta in montagna nonostante ciò che racconta.
Mi avvicino. Il grembiule da lavoro è così corto che si vede mezza natica appena nascosta dalle mutande nere. Gran bel culone.
Il bello però sono le tettone. Certo ne ho viste, annusate e palpate di più grosse ma, sarà che nonostante la sua porcaggine e il suo impegno, il suo fisico da palestra, il suo gran bel culetto di tette Arianna non ne ha proprio. Una seconda scarsa. Belle nulla da dire, buone da assaggiare e leccare ma per un peromane come me che ama il popi-popi tipo tromba…
Insomma forse ne inizio a sentire la nostalgia e le poppe della cameriera mi paiono meglio di quanto sono.
Preso da una forza inarrestabile allungo una mano, le accarezzo il fianco sorridente ma, nel mentre, ne approfitto per tirare un po’ il grembiule. Questo si abbassa un po’, quel tanto che basta per far fare capolino a quasi tutto un seno.
“Dio come sei bella…. Come ti chiami?”.
“Adele…” sussurra lei.
“Sposata?”.
“Si” sussurra.
“Felicemente?” insisto.
“No” risponde tendendomi una mano sul cazzo duro che ormai quasi la sfiora.
Stringe la mano sul mio attrezzo “c’è l’hai enorme” sospira mentre inizia a farmi una sega con convinzione. Avvicino le mie labbra alle sue, la bacio. Il suo grembiule crolla a terra e non avendo reggiseno, le belle poppe sono al mio cospetto.
Ne afferro una per mano, le strizzo “che pere tesoro mio”.
Lei sorride lusingata, stringe più forte la mano sul mio uccello “non mi chiava da sei mesi, dice che sono vecchia”.
“Ma va sei un fiore” e la spingo contro la poltrona. Lei abilissima compie una mezza piroetta e ci atterra con la testa sullo schienale già chinata in avanti dimenando il gran culo.
“Niente preliminari, prendimi, ho voglia di cazzo”.
“Come posso dire no a una signora” sospiro. Mi avvicino, mi chino appena e glielo infilo deciso in una gran gnocca pelosa, umida e stretta…
“Cazzz sembri vergine”.
“Sei tu che sei grosso amore” ansima la donna.
La prendo in questa strana pecorina, allungo le mani, le afferro le poppe una per mano godendomi ogni millimetro di questi morbidi globi gonfi.
Il mio cazzo intanto penetra fino all’età palle. La vacca gode. Ogni pompata è un sussulto è un mugolio di piacere “godo cazzo godo. Sbattimi tutta alla faccia del cornuto”.
“Obbedisco” replico alla Garibaldina e giù, come un cane in calore a darci di bacino con tutte le mie forze. La ficona si bagna di piacere, il mio cazzo ci sguazza dentro su e giù con dei sonori SQUEK.
“Hai la fica di fuoco!” godo mentre le do un bello schiaffone sul culo poi le strizzo la natica molle mentre un dito, curioso, si infila nel solco e fa il solletico al buco del culo. Un culone morbido di quelli che meritano di essere tappati penso.
Intanto la sua vulva di fuoco mi ha portato all’orgasmo “sborrooooooooo” urlo venendole dentro con tutte le mie forze.
“Ne hai ancora?” dice una voce alle nostre spalle.
Mi volto. La dottoressa Arianna nuda come mamma l’ha fatta ci fissa. “E bravi i porcelli” commenta mentre una mano le scivola fra le gambe.
Adele si rende conto della sua presenza, fa un mezzo balzo all’indietro che per poco non mi fa cadere per terra e con la gnocca che cola a fiotti si getta verso il suo grembiule. “Oddio che vergogna”.
Per un attimo mi frulla in testa di essermi giocato la vacanza ancor prima di iniziarla ma ho dimenticato due cose: Arianna è una gran vacca e in più è bisex.
Si avvicina alla cameriera nuda col suo grembiule in mano nel vano tentativo di coprirsi, la testa bassa in penitenza. Allunga una mano, accarezza il volto alla cameriera.
“Non credevo venissi anche oggi cara”.
“Signora io, volevo farle trovare tutto pulito prima che iniziasse le ferie ma mi ha fatto una improvvisata e…”.
“Sempre così prodiga la nostra Adele” sorride e allunga una mano accarezzandole un seno.
“Mi scusi signora io…” borbotta.
“Lo so, lo so, ho visto tuo marito, lo immagino cosa hai provato davanti al cazzo del mio ospite”.
“È si…” sorride la badante.
“Scusate signore ma la natura chiama” dico io infilandomi in bagno. Mai fottere prima di aver pisciato, adesso ho la prostata che sta scoppiando. Ci è anche mancato poco che le pisciassi in fica mentre venivo. D’altra parte diciamo che questa mega pisciata arriva al momento giusto. Lasciamo che padrona e serva si chiariscano e speriamo che finisca bene…
Torno dal bagno.
Il cazzo molle per la gran pisciata dura poco davanti allo spettacolo che gli si para di fronte.
La tettona se ne sta a terra sdraiata come un cane mentre la nostra padrona di casa, seduta in poltrona tiene le gambe belle larghe e si gode un fantastico lavoretto di lingua.
Passo accanto a Arianna, il mio cazzo quasi le sfiora la faccia e lei persa nel godersi gli orgasmi che Amelia le provoca li sotto sembra gradire la mia cappella gonfia.
Visto che ci sono glielo schiaffo in bocca.
Arianna ingoia decisa. Il piacere è doppio: il mio cazzo soffocato dalla sua gola e i miei occhi ammaliati dalle tettone della cameriera che dondolano mentre, sempre a pecora, delizia la fica di Arianna.
Il cazzo diventa di marmo, voglio fottere. Mi allontano da Arianna e mi piazzo dietro a Adele pronto a colpire. Le smanetto un po’ la gnocca, la baldracca inarca la schiena, le piace. Le infilo due dita nella sorca, la smanetto a dovere pronto a penetrarla quando Arianna, che si gode la scena, esclama “inculala dai”.
La cameriera smette di leccare ed emette un urletto quasi spaventato. “Signora ma…”.
“Zitta tu. Farti fare il culo mi pare il minimo no?”.
La donna non ha coraggio di obiettare alla sua padrona, si rassegna e io, arrapato, comincio a giocare con le sue grasse natiche strizzandole e allargandole bene per dare aria al buco del culo.
Le sputo sul buco del culo, tanto per lubrificare un po’ e poi la penetro. Deciso.. senza mezze misure. L’anello del culo di Adele fa un secco CRAK mentre si spacca travolto dal mio uccellone.
“Orkokane!” urla la ciabatta mentre Arianna con gli occhi iniettati di perversa rabbia sadica le afferra la testa e la tira ancor di più contro la sua vagina quasi soffocandola.
“Dai spingi, sfondala” mi incita Arianna e io, sollevandomi a dovere sulle ginocchia, con tutto il mio peso del corpo posato sulla grassoccia cameriera spingo a più non posso come se potessi farglielo uscire dalla gola.
“O si così dai” incita la padrona di casa che continua a muovere la testa della cameriera a forza. A un certo punto la vedo venire. Spruzza! Una specie di pisciatina di orgasmo che allaga la faccia di Adele mentre io tutto beato godo in quel gran culone molliccio sentendo il mio vigore e il mio diametro aumentare a ogni pompata.
Andiamo avanti così, pompando senza sosta fin che uno spruzzo rovente come lava inonda il culo della matura befana che, per sua stessa ammissione non ha mai chiavato e goduto così tanto.
Dopo averla spedita in bagno a darsi una lavata e farsi un bidet ancora nuda ci prepara la colazione. Caffè, latte e pane casereccio con marmellata fatta in casa.
Arianna si è messa una vestaglia rossa che non nasconde gran che, io giusto un paio di pantaloncini corti. Facciamo colazione in veranda, attavolati al grande tavolo di noce fatto a mano. Il sole brilla già alto, la temperatura però è piacevole appena appena placata da una brezzolina di vento. Nessuna delle due parla più di quanto è successo anche se la nostra cameriera pare parecchio in imbarazzo oltre che dolorante.
Una volta che ci ha serviti sparisce in casa e si da da fare veloce con la scopa e gli strofinacci.
“Non ne hai abbastanza di scopare?” ridacchia ad alta voce Arianna.
“Ah ah ah no no” ridacchia in modo un po’ forzato la cameriera.
Terminato il suo caffè nero e dopo una pagnotta e mezza di pane spalmato al mirtillo, Arianna si alza, cammina scalza lungo il tavolo e mi si siede in braccio.
“Hai ripreso un po’ di energie amore?” chiede palapandomi il cazzo sotto ai panataloncini.
Lui risponde a comando iniziando a gonfiarsi fin che non ne sbuca fuori un pezzo lungo la gamba.
Arianna si sposta ancora un po’, se lo fa scivolare giusto fra le gambe e come se fosse un cavallo cilindrico inizia ad andare avanti e indietro strusciando la sua fica.
In un attimo i pantaloncini cadono a terra e si trova seduta su un pezzo di marmo dolorante per la voglia. La sollevo con le mani sotto al culetto mentre lei, abile, lo afferra e se lo guida dritta nel buco. SPLOSH! è di nuovo dentro.
La afferro per i piccoli seni, glieli massaggio a dovere mentre le lecco il collo strusciandomi sulla sua bella schiena. Agile Arianna da dei colpi di bacino e inizia la cavalcata.
“Il mio cavallone da monta” mormora.
“La mia amazzone in calore” sospiro impegnandomi a spingere meglio che posso.
Nel frattempo appare Adele. Quando si rende conto che stiamo fottendo distoglie lo sguardo. “Io per oggi avrei finito signora. Le spiace se i vetri li faccio la prossima volta, sono un po’ stanchina”.
“Immagino” ride Arianna senza perdere il ritmo.
“Allora ci vediamo fra tre giorni -dichiara la cameriera- come al solito”.
“Perché non vieni anche domani?” risponde la dottoressa.
La cameriera la guarda basita cercando di non fissare direttamente il mio cazzo nella fica. “Come hai visto il mio cavallone ha bisogno di svuotarsi le palle appena sveglio ma io, lo sai, da domani inizio le escursioni con le mie amiche. Secondo me potresti passare ogni mattina, fargli svuotare le palle a dovere e dare una pulita. Ti va?”.
La cameriera non osa dire di no ma da come si sta mordendo le labbra mi pare che l’idea non le spiaccia più di tanto.
“Non preoccuparti per i soldi, ti pago anche queste ore tranquilla” ribatte secca la padrona sempre senza perdere il ritmo.
“Allora vengo domani alle otto va bene?” domanda la donna.
“Si brava vieni domani alle otto cara” rispondo io perché Arianna sta venendo e non la degna nemmeno più di uno sguardo.
Io invece le faccio un sorriso. “Non me lo dai un bel bacio prima di andare via”
Lei, un po’ in soggezione, si avvicina, si abbassa. Le ficco la lingua in bocca. Il mio cazzo ne trae energia tutta a vantaggio di Arianna che se lo sente più gonfio di prima dentro alla gnocca. Forse solleticata dalla situazione vuole essere baciata anche lei.
La sguattera le ficca la lingua in bocca. Limonano mentre io con una mano mi insinuo sotto al vestito della culona. Senza ritegno le afferro una bella tettona e la strizzo a dovere fin quasi a farle male. Sento dai suoi fremiti che la mia ospite bisessuale si farebbe la cara badante un’altra volta.
Lei, forse alla sua prima esperienza omosessuale, sembra sempre più in imbarazzo. Non bada nemmeno alla mia mano che strizza quella tettona godendo della sua morbidezza.
Prende coraggio, fa un balzo indietro e riassettata meglio che può fa sparire i seni sotto al vestito poi ci guarda “devo proprio andare adesso”.
Mentre la donna si avvia a piedi verso il paese con passo un po’ incerto noi chiudiamo in bellezza. Inondo la fica ad Arianna e lei raggiunge un’altro poderoso orgasmo poi volta la testa e ci baciamo. “Sei fantastico Viktor”.
“Tu sei fantastica tesoro…” rispondo io
“Ora non è che ti fai svuotare i testicoli da quella montanara e la sera non mi funzioni più vero tesoro?” ammicca la mia cara ospite.
Per tutta risposta le mostro un cazzo duro anche se grondante di sperma. Prima che possa dire qualcosa la spingo a novanta contro il tavolo di legno e la prendo così, dritto nel culo.
Con le mie chiappe che sentono il fresco venticello alpino, il panorama dei prati verdi immensi davanti a noi. Non è la prima volta che scopo all’aperto dando esibizione del mio corpo ma forse mai a questa altitudine. Incuranti che ci possa vedere qualcuno nudi alla natura fottiamo a tutto spiano finché Arianna non implora pietà….
“C’è qualcosa di solido da ingoiare in questa casa? Ho bisogno di energie”.
“Lo immagino” annuisce Arianna stesa nella vasca da bagno a togliersi di dosso stanchezza, sperma e sudore.
“In questo frigo c’è solo il ghiaccio”.
“Lo so amore avremmo dovuto fare la spesa ma…”.
“Volevi subito la salsiccia” rido.
“Porcone… Comunque in casi di emergenza chiamo uno dei negozi del paese e con un piccolo extra fa consegne a domicilio. Se mi passi il cellulare lo chiamo”.
“Ottimo” dico mentre le cerco l’apparecchio nella borsetta, lo prende in mano, cerca il numero poi si mette a ridere.
“Qualcosa di buffo?”.
“Sai chi fa le consegne?”.
“Un’altra porcona? Se è così passo per oggi mi hai sfiancato amore”.
(In realtà è una balla per farla contenta. Mai detto no a una fica).
“No, no signor porcello. È un uomo, mi spiace per te, per la precisione il marito della Adele”.
“Il cornuto!”.
“Proprio lui…”.
Ora rido divertito anche io.
“Spero proprio che non accoglierai lui come gli hai accolto la moglie”.
“Ha le tettone e un bel culo?”.
“Direi di no”.
“Allora nessun pericolo stanne certa” e ridiamo in coro felici più che mai.
jackoffstorie@yahoo.com
“Ma non ne hai mai abbastanza?” gli chiedo.
Lui dondola un po’ di lato. Probabilmente sta dicendo no.
Rinuncio a pisciare, troppo duro e vado verso la cucina. Ho bisogno di vitamine, di caffè, tanto caffè… speriamo ci sia in casa perché ieri la mia ospite aveva accennato qualcosa in merito al dover fare la spesa.
“Al limite un frutto” sospiro.
E in effetti appena entrò in cucina la frutta c’è. Due pere!
E che pere sarà almeno una quinta. Sono attaccate a una donna sui 50, bionda, un po’ grassoccia con un grembiule blu corto che le fa dondolare il davanzale mentre si agita con la scopa in mano.
“Salve” dico.
Lei alza gli occhi, mi fissa sgranandoli. Un misto di paura, vergogna e curiosità. Soprattutto quando mi fissa il cazzo. “E tu chi sei?” sbotta.
“Io sarei un…amico della dottoressa”.
Sorride e capisce. Probabilmente non sono il primo che la baldracca si porta in montagna nonostante ciò che racconta.
Mi avvicino. Il grembiule da lavoro è così corto che si vede mezza natica appena nascosta dalle mutande nere. Gran bel culone.
Il bello però sono le tettone. Certo ne ho viste, annusate e palpate di più grosse ma, sarà che nonostante la sua porcaggine e il suo impegno, il suo fisico da palestra, il suo gran bel culetto di tette Arianna non ne ha proprio. Una seconda scarsa. Belle nulla da dire, buone da assaggiare e leccare ma per un peromane come me che ama il popi-popi tipo tromba…
Insomma forse ne inizio a sentire la nostalgia e le poppe della cameriera mi paiono meglio di quanto sono.
Preso da una forza inarrestabile allungo una mano, le accarezzo il fianco sorridente ma, nel mentre, ne approfitto per tirare un po’ il grembiule. Questo si abbassa un po’, quel tanto che basta per far fare capolino a quasi tutto un seno.
“Dio come sei bella…. Come ti chiami?”.
“Adele…” sussurra lei.
“Sposata?”.
“Si” sussurra.
“Felicemente?” insisto.
“No” risponde tendendomi una mano sul cazzo duro che ormai quasi la sfiora.
Stringe la mano sul mio attrezzo “c’è l’hai enorme” sospira mentre inizia a farmi una sega con convinzione. Avvicino le mie labbra alle sue, la bacio. Il suo grembiule crolla a terra e non avendo reggiseno, le belle poppe sono al mio cospetto.
Ne afferro una per mano, le strizzo “che pere tesoro mio”.
Lei sorride lusingata, stringe più forte la mano sul mio uccello “non mi chiava da sei mesi, dice che sono vecchia”.
“Ma va sei un fiore” e la spingo contro la poltrona. Lei abilissima compie una mezza piroetta e ci atterra con la testa sullo schienale già chinata in avanti dimenando il gran culo.
“Niente preliminari, prendimi, ho voglia di cazzo”.
“Come posso dire no a una signora” sospiro. Mi avvicino, mi chino appena e glielo infilo deciso in una gran gnocca pelosa, umida e stretta…
“Cazzz sembri vergine”.
“Sei tu che sei grosso amore” ansima la donna.
La prendo in questa strana pecorina, allungo le mani, le afferro le poppe una per mano godendomi ogni millimetro di questi morbidi globi gonfi.
Il mio cazzo intanto penetra fino all’età palle. La vacca gode. Ogni pompata è un sussulto è un mugolio di piacere “godo cazzo godo. Sbattimi tutta alla faccia del cornuto”.
“Obbedisco” replico alla Garibaldina e giù, come un cane in calore a darci di bacino con tutte le mie forze. La ficona si bagna di piacere, il mio cazzo ci sguazza dentro su e giù con dei sonori SQUEK.
“Hai la fica di fuoco!” godo mentre le do un bello schiaffone sul culo poi le strizzo la natica molle mentre un dito, curioso, si infila nel solco e fa il solletico al buco del culo. Un culone morbido di quelli che meritano di essere tappati penso.
Intanto la sua vulva di fuoco mi ha portato all’orgasmo “sborrooooooooo” urlo venendole dentro con tutte le mie forze.
“Ne hai ancora?” dice una voce alle nostre spalle.
Mi volto. La dottoressa Arianna nuda come mamma l’ha fatta ci fissa. “E bravi i porcelli” commenta mentre una mano le scivola fra le gambe.
Adele si rende conto della sua presenza, fa un mezzo balzo all’indietro che per poco non mi fa cadere per terra e con la gnocca che cola a fiotti si getta verso il suo grembiule. “Oddio che vergogna”.
Per un attimo mi frulla in testa di essermi giocato la vacanza ancor prima di iniziarla ma ho dimenticato due cose: Arianna è una gran vacca e in più è bisex.
Si avvicina alla cameriera nuda col suo grembiule in mano nel vano tentativo di coprirsi, la testa bassa in penitenza. Allunga una mano, accarezza il volto alla cameriera.
“Non credevo venissi anche oggi cara”.
“Signora io, volevo farle trovare tutto pulito prima che iniziasse le ferie ma mi ha fatto una improvvisata e…”.
“Sempre così prodiga la nostra Adele” sorride e allunga una mano accarezzandole un seno.
“Mi scusi signora io…” borbotta.
“Lo so, lo so, ho visto tuo marito, lo immagino cosa hai provato davanti al cazzo del mio ospite”.
“È si…” sorride la badante.
“Scusate signore ma la natura chiama” dico io infilandomi in bagno. Mai fottere prima di aver pisciato, adesso ho la prostata che sta scoppiando. Ci è anche mancato poco che le pisciassi in fica mentre venivo. D’altra parte diciamo che questa mega pisciata arriva al momento giusto. Lasciamo che padrona e serva si chiariscano e speriamo che finisca bene…
Torno dal bagno.
Il cazzo molle per la gran pisciata dura poco davanti allo spettacolo che gli si para di fronte.
La tettona se ne sta a terra sdraiata come un cane mentre la nostra padrona di casa, seduta in poltrona tiene le gambe belle larghe e si gode un fantastico lavoretto di lingua.
Passo accanto a Arianna, il mio cazzo quasi le sfiora la faccia e lei persa nel godersi gli orgasmi che Amelia le provoca li sotto sembra gradire la mia cappella gonfia.
Visto che ci sono glielo schiaffo in bocca.
Arianna ingoia decisa. Il piacere è doppio: il mio cazzo soffocato dalla sua gola e i miei occhi ammaliati dalle tettone della cameriera che dondolano mentre, sempre a pecora, delizia la fica di Arianna.
Il cazzo diventa di marmo, voglio fottere. Mi allontano da Arianna e mi piazzo dietro a Adele pronto a colpire. Le smanetto un po’ la gnocca, la baldracca inarca la schiena, le piace. Le infilo due dita nella sorca, la smanetto a dovere pronto a penetrarla quando Arianna, che si gode la scena, esclama “inculala dai”.
La cameriera smette di leccare ed emette un urletto quasi spaventato. “Signora ma…”.
“Zitta tu. Farti fare il culo mi pare il minimo no?”.
La donna non ha coraggio di obiettare alla sua padrona, si rassegna e io, arrapato, comincio a giocare con le sue grasse natiche strizzandole e allargandole bene per dare aria al buco del culo.
Le sputo sul buco del culo, tanto per lubrificare un po’ e poi la penetro. Deciso.. senza mezze misure. L’anello del culo di Adele fa un secco CRAK mentre si spacca travolto dal mio uccellone.
“Orkokane!” urla la ciabatta mentre Arianna con gli occhi iniettati di perversa rabbia sadica le afferra la testa e la tira ancor di più contro la sua vagina quasi soffocandola.
“Dai spingi, sfondala” mi incita Arianna e io, sollevandomi a dovere sulle ginocchia, con tutto il mio peso del corpo posato sulla grassoccia cameriera spingo a più non posso come se potessi farglielo uscire dalla gola.
“O si così dai” incita la padrona di casa che continua a muovere la testa della cameriera a forza. A un certo punto la vedo venire. Spruzza! Una specie di pisciatina di orgasmo che allaga la faccia di Adele mentre io tutto beato godo in quel gran culone molliccio sentendo il mio vigore e il mio diametro aumentare a ogni pompata.
Andiamo avanti così, pompando senza sosta fin che uno spruzzo rovente come lava inonda il culo della matura befana che, per sua stessa ammissione non ha mai chiavato e goduto così tanto.
Dopo averla spedita in bagno a darsi una lavata e farsi un bidet ancora nuda ci prepara la colazione. Caffè, latte e pane casereccio con marmellata fatta in casa.
Arianna si è messa una vestaglia rossa che non nasconde gran che, io giusto un paio di pantaloncini corti. Facciamo colazione in veranda, attavolati al grande tavolo di noce fatto a mano. Il sole brilla già alto, la temperatura però è piacevole appena appena placata da una brezzolina di vento. Nessuna delle due parla più di quanto è successo anche se la nostra cameriera pare parecchio in imbarazzo oltre che dolorante.
Una volta che ci ha serviti sparisce in casa e si da da fare veloce con la scopa e gli strofinacci.
“Non ne hai abbastanza di scopare?” ridacchia ad alta voce Arianna.
“Ah ah ah no no” ridacchia in modo un po’ forzato la cameriera.
Terminato il suo caffè nero e dopo una pagnotta e mezza di pane spalmato al mirtillo, Arianna si alza, cammina scalza lungo il tavolo e mi si siede in braccio.
“Hai ripreso un po’ di energie amore?” chiede palapandomi il cazzo sotto ai panataloncini.
Lui risponde a comando iniziando a gonfiarsi fin che non ne sbuca fuori un pezzo lungo la gamba.
Arianna si sposta ancora un po’, se lo fa scivolare giusto fra le gambe e come se fosse un cavallo cilindrico inizia ad andare avanti e indietro strusciando la sua fica.
In un attimo i pantaloncini cadono a terra e si trova seduta su un pezzo di marmo dolorante per la voglia. La sollevo con le mani sotto al culetto mentre lei, abile, lo afferra e se lo guida dritta nel buco. SPLOSH! è di nuovo dentro.
La afferro per i piccoli seni, glieli massaggio a dovere mentre le lecco il collo strusciandomi sulla sua bella schiena. Agile Arianna da dei colpi di bacino e inizia la cavalcata.
“Il mio cavallone da monta” mormora.
“La mia amazzone in calore” sospiro impegnandomi a spingere meglio che posso.
Nel frattempo appare Adele. Quando si rende conto che stiamo fottendo distoglie lo sguardo. “Io per oggi avrei finito signora. Le spiace se i vetri li faccio la prossima volta, sono un po’ stanchina”.
“Immagino” ride Arianna senza perdere il ritmo.
“Allora ci vediamo fra tre giorni -dichiara la cameriera- come al solito”.
“Perché non vieni anche domani?” risponde la dottoressa.
La cameriera la guarda basita cercando di non fissare direttamente il mio cazzo nella fica. “Come hai visto il mio cavallone ha bisogno di svuotarsi le palle appena sveglio ma io, lo sai, da domani inizio le escursioni con le mie amiche. Secondo me potresti passare ogni mattina, fargli svuotare le palle a dovere e dare una pulita. Ti va?”.
La cameriera non osa dire di no ma da come si sta mordendo le labbra mi pare che l’idea non le spiaccia più di tanto.
“Non preoccuparti per i soldi, ti pago anche queste ore tranquilla” ribatte secca la padrona sempre senza perdere il ritmo.
“Allora vengo domani alle otto va bene?” domanda la donna.
“Si brava vieni domani alle otto cara” rispondo io perché Arianna sta venendo e non la degna nemmeno più di uno sguardo.
Io invece le faccio un sorriso. “Non me lo dai un bel bacio prima di andare via”
Lei, un po’ in soggezione, si avvicina, si abbassa. Le ficco la lingua in bocca. Il mio cazzo ne trae energia tutta a vantaggio di Arianna che se lo sente più gonfio di prima dentro alla gnocca. Forse solleticata dalla situazione vuole essere baciata anche lei.
La sguattera le ficca la lingua in bocca. Limonano mentre io con una mano mi insinuo sotto al vestito della culona. Senza ritegno le afferro una bella tettona e la strizzo a dovere fin quasi a farle male. Sento dai suoi fremiti che la mia ospite bisessuale si farebbe la cara badante un’altra volta.
Lei, forse alla sua prima esperienza omosessuale, sembra sempre più in imbarazzo. Non bada nemmeno alla mia mano che strizza quella tettona godendo della sua morbidezza.
Prende coraggio, fa un balzo indietro e riassettata meglio che può fa sparire i seni sotto al vestito poi ci guarda “devo proprio andare adesso”.
Mentre la donna si avvia a piedi verso il paese con passo un po’ incerto noi chiudiamo in bellezza. Inondo la fica ad Arianna e lei raggiunge un’altro poderoso orgasmo poi volta la testa e ci baciamo. “Sei fantastico Viktor”.
“Tu sei fantastica tesoro…” rispondo io
“Ora non è che ti fai svuotare i testicoli da quella montanara e la sera non mi funzioni più vero tesoro?” ammicca la mia cara ospite.
Per tutta risposta le mostro un cazzo duro anche se grondante di sperma. Prima che possa dire qualcosa la spingo a novanta contro il tavolo di legno e la prendo così, dritto nel culo.
Con le mie chiappe che sentono il fresco venticello alpino, il panorama dei prati verdi immensi davanti a noi. Non è la prima volta che scopo all’aperto dando esibizione del mio corpo ma forse mai a questa altitudine. Incuranti che ci possa vedere qualcuno nudi alla natura fottiamo a tutto spiano finché Arianna non implora pietà….
“C’è qualcosa di solido da ingoiare in questa casa? Ho bisogno di energie”.
“Lo immagino” annuisce Arianna stesa nella vasca da bagno a togliersi di dosso stanchezza, sperma e sudore.
“In questo frigo c’è solo il ghiaccio”.
“Lo so amore avremmo dovuto fare la spesa ma…”.
“Volevi subito la salsiccia” rido.
“Porcone… Comunque in casi di emergenza chiamo uno dei negozi del paese e con un piccolo extra fa consegne a domicilio. Se mi passi il cellulare lo chiamo”.
“Ottimo” dico mentre le cerco l’apparecchio nella borsetta, lo prende in mano, cerca il numero poi si mette a ridere.
“Qualcosa di buffo?”.
“Sai chi fa le consegne?”.
“Un’altra porcona? Se è così passo per oggi mi hai sfiancato amore”.
(In realtà è una balla per farla contenta. Mai detto no a una fica).
“No, no signor porcello. È un uomo, mi spiace per te, per la precisione il marito della Adele”.
“Il cornuto!”.
“Proprio lui…”.
Ora rido divertito anche io.
“Spero proprio che non accoglierai lui come gli hai accolto la moglie”.
“Ha le tettone e un bel culo?”.
“Direi di no”.
“Allora nessun pericolo stanne certa” e ridiamo in coro felici più che mai.
jackoffstorie@yahoo.com
4
voti
voti
valutazione
3.3
3.3
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La futura suocera -seduzione-racconto sucessivo
Sverginato dalla Nonna
Commenti dei lettori al racconto erotico