Ho trovato le scarpe perfette

di
genere
gay

Ciao, sono Anna. Credo che le storie migliori nascano spesso da un incontro di idee, per questo ho deciso di aprire uno spazio di collaborazione con voi.
​Hai un’idea? Se hai una situazione o un’immagine che vorresti veder trasformata in racconto, scrivimi! Mi occuperò io di sviluppare la trama e darle vita.
​Mettici la faccia: Se ti fa piacere, puoi inviarmi una tua foto. La userò come riferimento estetico per descrivere i tratti di uno dei miei prossimi personaggi e dimmi che nome devo assegnare a quel personaggio.
​Nota importante sulla Privacy: La mail indicata è in sola lettura. Leggerò tutto con piacere, ma non aspettatevi una risposta diretta via mail; la risposta sarà il racconto stesso che pubblicherò qui!
Ale.one@yahoo.com

Anna_83

Anna aveva perso la scommessa. Una stupida partita a poker con le amiche, una bottiglia di vino di troppo e la frase fatidica: «Se perdi, devi sedurre la prima commessa carina che incontri».
Era entrata nel negozio di scarpe del centro commerciale con il cuore che le batteva forte. Indossava un trench leggero sopra un vestitino nero corto, tacchi alti, capelli castani sciolti sulle spalle. L’aria condizionata le accarezzava le gambe nude.
Dietro il bancone c’era lei: Giulia, ventotto anni, capelli ramati raccolti in una coda morbida, camicetta bianca un po’ sbottonata sul décolleté e gonna nera stretta che fasciava fianchi generosi. Aveva un sorriso professionale, ma gli occhi verdi erano vivaci.
«Buongiorno, posso aiutarla?»
Anna si morse il labbro inferiore, fingendo indecisione. «Sto cercando un paio di décolleté nere, molto sexy. Qualcosa che faccia girare la testa.»
Giulia annuì e la accompagnò verso lo scaffale. Si chinò per prendere una scatola in basso e Anna non poté fare a meno di notare il modo in cui la gonna le si tendeva sul sedere rotondo. Quando si rialzò, i loro sguardi si incrociarono un secondo di troppo.
«Provi queste, credo che le staranno benissimo.»
Anna si sedette su uno degli sgabelli bassi. Giulia si inginocchiò davanti a lei per sfilarle le scarpe che indossava. Le sue dita calde sfiorarono la caviglia di Anna, risalendo lentamente lungo il polpaccio mentre le infilava la scarpa nuova. Il tocco era professionale, ma Anna lo prolungò, aprendo leggermente le gambe.
«Come le sembrano?» chiese Giulia, con la voce un po’ più bassa.
«Comode… ma voglio sentire anche l’altra.»
Giulia ripeté il gesto. Questa volta Anna lasciò che il ginocchio le sfiorasse il braccio. Quando la commessa alzò lo sguardo, Anna le sorrise lentamente, con intenzione.
«Sai, ho sempre pensato che le scarpe dicano molto di una donna. Tu che scarpe porti sotto quella gonna?»
Giulia arrossì, ma non si tirò indietro. «Stivaletti bassi. Niente di sexy.»
«Peccato. Mi piacerebbe vederti con qualcosa di più… audace.»
Anna si alzò, camminò davanti allo specchio fingendo di controllarsi i piedi, ma in realtà offriva a Giulia una visuale completa delle sue gambe lunghe e del fondoschiena che il vestitino corto metteva in risalto. Poi tornò a sedersi, stavolta più vicina al bordo dello sgabello.
«Mi aiuti a toglierle? Mi stringono un po’ qui…»
Indicò l’interno della coscia. Giulia esitò solo un istante, poi si inginocchiò di nuovo. Questa volta le sue dita risalirono più lentamente, sfiorando la pelle morbida sotto l’orlo del vestito. Anna sospirò piano, un suono basso e invitante.
«Sei brava con le mani» mormorò.
Giulia alzò gli occhi. Le pupille erano dilatate. «È il mio lavoro.»
«Non solo, spero.»
Il negozio era quasi vuoto, l’ora di chiusura si avvicinava. Anna si chinò in avanti, lasciando che il trench si aprisse e che Giulia vedesse il seno che premeva contro la scollatura del vestito. Le loro facce erano vicine.
«Voglio provare anche quelle rosse con il tacco a spillo» disse Anna, indicando lo scaffale più alto.
Giulia dovette salire su una scaletta. Mentre era in alto, Anna si alzò e si posizionò proprio sotto di lei, alzando lo sguardo. La gonna di Giulia era all’altezza dei suoi occhi. Quando la commessa scese, Anna le posò una mano sul fianco, fingendo di aiutarla.
«Attenta…»
Il contatto fu elettrico. Giulia non si spostò. Anna lasciò scivolare la mano più in basso, accarezzando la curva del sedere attraverso la stoffa.
«Sei bellissima» sussurrò. «E io ho perso una scommessa… devo sedurti.»
Giulia deglutì. «E stai andando molto bene.»
Anna non aspettò oltre. La spinse dolcemente contro il bancone, tra due scaffali alti che le nascondevano dalla vetrina. La baciò. Le labbra di Giulia erano morbide, calde, e dopo un secondo di sorpresa ricambiarono con urgenza. Le lingue si intrecciarono, le mani di Anna scivolarono sotto la camicetta, trovando pelle bollente e capezzoli già duri.
Giulia gemette piano quando Anna le strinse un seno, pizzicandolo tra le dita. Poi fu lei a prendere l’iniziativa: fece scivolare una mano tra le cosce di Anna, risalendo fino a sfiorare le mutandine già bagnate.
«Cazzo… sei fradicia» mormorò Giulia contro la sua bocca.
Anna sorrise, maliziosa. «Toccami.»
Giulia obbedì. Due dita scivolarono sotto il bordo delle mutandine e affondarono lentamente dentro di lei. Anna ansimò, aggrappandosi alle spalle della commessa, muovendo i fianchi contro la sua mano. Il suono umido dei movimenti riempiva il piccolo spazio tra gli scaffali.
Si baciarono di nuovo, più disperate. Anna infilò una mano sotto la gonna di Giulia, trovando anche lei bagnata e senza calze. Le abbassò le mutandine quel tanto che bastava per far scivolare due dita tra le labbra gonfie, accarezzando il clitoride con movimenti circolari.
Gemevano piano, cercando di non farsi sentire, ma il piacere era troppo intenso. Giulia spinse Anna contro lo specchio, le alzò una gamba e si premette contro di lei, strofinando il sesso caldo e bagnato contro la coscia di Anna mentre continuava a scoparla con le dita.
«Voglio farti venire» sussurrò Giulia.
«Allora non fermarti…»
Anna tremò, strinse i muscoli intorno alle dita di Giulia e venne con un gemito soffocato contro il suo collo, mordendole piano la pelle. Pochi secondi dopo fu Giulia a crollare, contraendosi contro la mano di Anna, bagnandole le dita con il suo orgasmo.
Rimasero abbracciate qualche secondo, respiri affannati, labbra che si sfioravano ancora.
Giulia sorrise, rossa in viso. «Scommessa vinta, direi.»
Anna le diede un ultimo bacio lento. «E ho trovato le scarpe perfette… ma credo che tornerò a provarne altre. Molto presto.»
Uscì dal negozio con un paio di décolleté rosse in borsa e il sapore di Giulia ancora sulle labbra.
scritto il
2026-04-16
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