Va bene, capo
di
Anna_83
genere
prime esperienze
Ciao, sono Anna. Credo che le storie migliori nascano spesso da un incontro di idee, per questo ho deciso di aprire uno spazio di collaborazione con voi.
Hai un’idea? Se hai una situazione o un’immagine che vorresti veder trasformata in racconto, scrivimi! Mi occuperò io di sviluppare la trama e darle vita.
Mettici la faccia: Se ti fa piacere, puoi inviarmi una tua foto. La userò come riferimento estetico per descrivere i tratti di uno dei miei prossimi personaggi e dimmi che nome devo assegnare a quel personaggio.
Nota importante sulla Privacy: La mail indicata è in sola lettura. Leggerò tutto con piacere, ma non aspettatevi una risposta diretta via mail; la risposta sarà il racconto stesso che pubblicherò qui!
Ale.one@yahoo.com
Anna_83
Anna entrò nel piccolo negozio di abbigliamento maschile con il cuore che le batteva forte. A ventidue anni, era il suo primo colloquio vero. Il curriculum era scarno, ma aveva bisogno di soldi. Franco, il proprietario, la accolse con un sorriso gentile. A settant’anni portati bene, aveva capelli bianchi folti, occhi azzurri vivaci e un corpo ancora solido nonostante l’età.
«Voglio ampliare il negozio alle donne», le disse mentre la faceva accomodare nel retro. «Mi serve una ragazza giovane e bella per provare i capi e fare le foto per il catalogo. Ti va di cominciare subito?»
Anna annuì, emozionata. Franco le porse diversi abiti: camicie eleganti, pantaloni aderenti, tailleur morbidi. Lei si cambiò dietro un paravento, ma dopo i primi scatti lui scosse la testa.
«Per le foto online serve naturalezza. La luce qui è perfetta solo se togliamo tutto di mezzo. Ti spiace provare senza reggiseno sotto la camicia? Si vede la forma… è importante per i clienti.»
Lei esitò un attimo, ma il pensiero dello stipendio la convinse. Si tolse il reggiseno. La camicia bianca le aderiva ai seni giovani e sodi, i capezzoli si intravedevano appena sotto il tessuto. Franco scattava, complimentandosi.
«Brava, così. Ora la gonna… ma senza mutandine, altrimenti si segnano le linee.»
Anna arrossì violentemente, ma obbedì. Si sfilò gli slip e rimase nuda sotto la gonna corta. Quando si voltò per una posa, la gonna si alzò leggermente e Franco vide tutto: il suo sesso liscio, le natiche tonde.
«Perfetta», mormorò lui, la voce più rauca. «Adesso… togli tutto. Voglio provare un capo nuovo, un abito lungo scollato. Per le foto serve pelle vera.»
Il cuore di Anna batteva all’impazzata. Si spogliò completamente davanti a lui. Rimase nuda al centro della stanza, illuminata dalla luce calda delle lampade. I seni alti e pieni, i capezzoli rosa induriti, il monte di Venere depilato che brillava leggermente di eccitazione nervosa.
Franco la guardava con occhi famelici. Mise giù la macchina fotografica.
«Anna… ho settant’anni. Mia moglie è morta da dieci. Sono solo, e tu sei così bella. Mi fai impazzire.» Si avvicinò lentamente. «Ti chiedo solo di soddisfarmi. Una volta. Ti pago il doppio del mese, ma soprattutto… ti prego. Ho bisogno di sentire una donna giovane.»
Lei lo guardò. Non era disgustata. Anzi, qualcosa dentro di lei si era acceso. Quel vecchio elegante, con la voce calda e lo sguardo adorante, la faceva sentire potente.
«Sì», sussurrò.
Franco le posò le mani sui fianchi. Le sue dita rugose le accarezzarono la pelle liscia, salirono a stringerle i seni. Si chinò e prese un capezzolo in bocca, succhiando piano. Anna gemette piano, sorpresa dal piacere.
Lui si inginocchiò con fatica. Le aprì le gambe e affondò il viso tra le sue cosce. La lingua, esperta nonostante l’età, le leccò il clitoride con movimenti lenti e circolari. Anna gli afferrò i capelli bianchi, spingendolo più forte. Venì quasi subito, tremando, bagnandogli la bocca.
Franco si alzò, il membro già duro nei pantaloni. Lo tirò fuori: era grosso, venoso, con la cappella lucida. Anna si mise in ginocchio sul tappeto e lo prese in bocca. Succhiò con passione, guardandolo negli occhi mentre lui gemeva di piacere.
«Brava ragazza… così…»
Lo fece godere per qualche minuto, poi lui la fece sdraiare su un divanetto nel retro. Le aprì le gambe e la penetrò lentamente. Anna sentì ogni centimetro entrare dentro di lei, caldo e duro. Franco cominciò a spingere, prima piano, poi più forte, le mani aggrappate ai suoi seni.
«Sei stretta… dio, quanto sei stretta», ansimava.
La scopò con vigore sorprendente per la sua età. Anna venne di nuovo, stringendogli il cazzo con le pareti interne. Lui resistette ancora qualche minuto, poi si tirò fuori e le schizzò sul ventre e sui seni, fiotti caldi e abbondanti.
Rimasero abbracciati, sudati e ansimanti.
«Puoi venire tutti i giorni», le sussurrò Franco all’orecchio. «Il lavoro è tuo… e anche questo.»
Anna sorrise, passandosi un dito sul suo sperma e portandoselo alle labbra.
«Va bene, capo.»
Hai un’idea? Se hai una situazione o un’immagine che vorresti veder trasformata in racconto, scrivimi! Mi occuperò io di sviluppare la trama e darle vita.
Mettici la faccia: Se ti fa piacere, puoi inviarmi una tua foto. La userò come riferimento estetico per descrivere i tratti di uno dei miei prossimi personaggi e dimmi che nome devo assegnare a quel personaggio.
Nota importante sulla Privacy: La mail indicata è in sola lettura. Leggerò tutto con piacere, ma non aspettatevi una risposta diretta via mail; la risposta sarà il racconto stesso che pubblicherò qui!
Ale.one@yahoo.com
Anna_83
Anna entrò nel piccolo negozio di abbigliamento maschile con il cuore che le batteva forte. A ventidue anni, era il suo primo colloquio vero. Il curriculum era scarno, ma aveva bisogno di soldi. Franco, il proprietario, la accolse con un sorriso gentile. A settant’anni portati bene, aveva capelli bianchi folti, occhi azzurri vivaci e un corpo ancora solido nonostante l’età.
«Voglio ampliare il negozio alle donne», le disse mentre la faceva accomodare nel retro. «Mi serve una ragazza giovane e bella per provare i capi e fare le foto per il catalogo. Ti va di cominciare subito?»
Anna annuì, emozionata. Franco le porse diversi abiti: camicie eleganti, pantaloni aderenti, tailleur morbidi. Lei si cambiò dietro un paravento, ma dopo i primi scatti lui scosse la testa.
«Per le foto online serve naturalezza. La luce qui è perfetta solo se togliamo tutto di mezzo. Ti spiace provare senza reggiseno sotto la camicia? Si vede la forma… è importante per i clienti.»
Lei esitò un attimo, ma il pensiero dello stipendio la convinse. Si tolse il reggiseno. La camicia bianca le aderiva ai seni giovani e sodi, i capezzoli si intravedevano appena sotto il tessuto. Franco scattava, complimentandosi.
«Brava, così. Ora la gonna… ma senza mutandine, altrimenti si segnano le linee.»
Anna arrossì violentemente, ma obbedì. Si sfilò gli slip e rimase nuda sotto la gonna corta. Quando si voltò per una posa, la gonna si alzò leggermente e Franco vide tutto: il suo sesso liscio, le natiche tonde.
«Perfetta», mormorò lui, la voce più rauca. «Adesso… togli tutto. Voglio provare un capo nuovo, un abito lungo scollato. Per le foto serve pelle vera.»
Il cuore di Anna batteva all’impazzata. Si spogliò completamente davanti a lui. Rimase nuda al centro della stanza, illuminata dalla luce calda delle lampade. I seni alti e pieni, i capezzoli rosa induriti, il monte di Venere depilato che brillava leggermente di eccitazione nervosa.
Franco la guardava con occhi famelici. Mise giù la macchina fotografica.
«Anna… ho settant’anni. Mia moglie è morta da dieci. Sono solo, e tu sei così bella. Mi fai impazzire.» Si avvicinò lentamente. «Ti chiedo solo di soddisfarmi. Una volta. Ti pago il doppio del mese, ma soprattutto… ti prego. Ho bisogno di sentire una donna giovane.»
Lei lo guardò. Non era disgustata. Anzi, qualcosa dentro di lei si era acceso. Quel vecchio elegante, con la voce calda e lo sguardo adorante, la faceva sentire potente.
«Sì», sussurrò.
Franco le posò le mani sui fianchi. Le sue dita rugose le accarezzarono la pelle liscia, salirono a stringerle i seni. Si chinò e prese un capezzolo in bocca, succhiando piano. Anna gemette piano, sorpresa dal piacere.
Lui si inginocchiò con fatica. Le aprì le gambe e affondò il viso tra le sue cosce. La lingua, esperta nonostante l’età, le leccò il clitoride con movimenti lenti e circolari. Anna gli afferrò i capelli bianchi, spingendolo più forte. Venì quasi subito, tremando, bagnandogli la bocca.
Franco si alzò, il membro già duro nei pantaloni. Lo tirò fuori: era grosso, venoso, con la cappella lucida. Anna si mise in ginocchio sul tappeto e lo prese in bocca. Succhiò con passione, guardandolo negli occhi mentre lui gemeva di piacere.
«Brava ragazza… così…»
Lo fece godere per qualche minuto, poi lui la fece sdraiare su un divanetto nel retro. Le aprì le gambe e la penetrò lentamente. Anna sentì ogni centimetro entrare dentro di lei, caldo e duro. Franco cominciò a spingere, prima piano, poi più forte, le mani aggrappate ai suoi seni.
«Sei stretta… dio, quanto sei stretta», ansimava.
La scopò con vigore sorprendente per la sua età. Anna venne di nuovo, stringendogli il cazzo con le pareti interne. Lui resistette ancora qualche minuto, poi si tirò fuori e le schizzò sul ventre e sui seni, fiotti caldi e abbondanti.
Rimasero abbracciati, sudati e ansimanti.
«Puoi venire tutti i giorni», le sussurrò Franco all’orecchio. «Il lavoro è tuo… e anche questo.»
Anna sorrise, passandosi un dito sul suo sperma e portandoselo alle labbra.
«Va bene, capo.»
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Grazie… per la prima notte di prova.racconto sucessivo
Ho trovato le scarpe perfette
Commenti dei lettori al racconto erotico