Guardo fuori dalla finestra

di
genere
confessioni

Il letto è ancora disfatto, c’è solo della polvere sullo schienale e l’aria un po’ stantia, le tue ciabatte sono a terra e distanti tra loro, quando mi faceva incazzare quando le lanciavi e quanto mi piaceva la tua espressione quando ti rimproveravo, i tuoi occhi mi ammorbidivano sempre, quel marrone chiaro che con la luce diventavano quasi verdi, si quasi, guardo fuori dalla finestra anche i calzini sono sparsi ovunque nella stanza, ben tre paia ora che guardo bene, uno l’ho trovato sotto al letto, uno è perso addirittura tra le lenzuola, ma come facevi ad essere così disordinato, dimmi come, silenzio, apro la finestra, guardo fuori dalla finestra.

E’ tutto così buio, ma perché è così buio, lo sai che lo detesta, a volte ne avevo anche paura, ti ricordi quella sera, si dai che lo ricordi, e non fare finta di nulla come al tuo solito, parlo della sera che c’è stato quel forte temporale ed è saltata la luce, io ero da sola a casa e ti ho chiamato, dove sei, perché c’è tutto questo buio, apro altre finestre, guardo fuori dalla finestra.

Ora mi dirai che non ti ricordi neppure come mi ha tranquillizzata, che stronzo che sei quando fai così, comunque le paia di calzini sono diventati quattro, uno l’ho appena trovato in cucina, non ho parole, ma lo vuoi un caffè, dai lo preparo, senza zucchero come piace a te, e allora ti è tornata la memoria, io dico di si, anche se tu continui a fare il vago, a fare quello che, lasciamo perdere, comunque sento ancora la schiena che brucia, sadico, e le natiche, per tre giorni ogni volta che mi sedevo imprecavano e tu che ridevi, però che bello quando ridevi, mi manca il tuo sorriso, lo sai vero? Guardo fuori dalla finestra.

Che disordine in questa casa, l’ho già detto vero? Ma adesso mi faccio una doccia, mi spoglio, levo ogni indumento che indosso e lo lascio cadere a terra, nel pavimento del bagno, come se tu mi stessi osservando, ma da te fa veramente così freddo come si dice, ecco, guardami, sono solo col perizoma che mi hai regalato l’ultimo Natale, silenzio, e adesso sgancio il reggiseno, io non ho freddo, e dimmi, come vuoi che mi levo il perizoma, lo accompagno con le mani fino alle ginocchia e poi sculettando lo lascio cadere a terra, magari lo prendo con il piede, me lo porto alle labbra e al naso, respiro il mio odore, il mio sapore, sai che sono bagnata in questo momento. Guardo fuori dalla finestra.

O preferisci levarmelo tu, a pensarci bene è meglio di no, sei così irruento, però quanto mi piace, allora ho deciso, lo sfilo io, lo respiro, lo accarezzo e poi te lo lancio contro al viso, e dimmi, poi cosa te ne fai, cosa mi faresti, dai parlami, sei sempre con la battuta pronta, una scusa per ogni occasione, anche se…no questo non te lo voglio dire, non voglio darti anche questa soddisfazione, si si ora ho le guance rosse, ora potrei iniziare a biascicare parole in pensieri confusi, ora, ora , ora, dai ora prendimi. Guardo fuori dalla finestra.

Che bella sensazione mi da la doccia calda, amo quando l’acqua sbatte nel mio corpo, ovunque, la sento penetrare in ogni dove, mi arrendo a lei, alla sua potenza, adesso sono con le braccia alzate che mi sorreggo alle piastrelle, ora sei tu dentro di me, ora sei tu il mio getto di acqua bollente che mi penetra in ogni dove, ovunque, nel cervello, in fondo al mio piacere che è tuo, solo tuo, e ti ascolto, il respiro che cresce, aumenta, come i colpi che ti piace darmi, le sento quelle mani che mi stringono forte, che mi lasciano altri segni di te che poi guarderò bruciarmi tutta, si dopo, da sola, quando tu non ci sei, non mi guardi, ma intanto continua ti prego. Guardo fuori dalla finestra.


Stai ascoltando questi miei gemiti di piacere, sono come risacca di un mare in tempesta, un'onda lunga che cerca il suo scoglio dove infrangersi per poi esplodere alta al cielo e in mille bolle di schiuma bianca e trasparente, fino alla prossima onda, e un'altra ancora e ancora che non arriverà mai più, affogo nel tuo mare che sa donarmi ogni volta una vita diversa, dai ora lascia la mia coscia, ora esci dal mio piacere e fammi prendere il tuo, ho fame di te, la mia impazienza è bagnata, voglio portarti lentamente ad esplodere, cosa darei per guardarmi coi tuoi occhi, cosa darei per poter guardare ancora i tuoi occhi.

Ora è diventato tutto così buio, lo sai che ho paura del buio, dai mamma basta guardare fuori da quella finestra, oggi è il giorno, andiamo che il viaggio è molto lungo.
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2026-04-02
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