Convegno notturno
di
IL MICROBO
genere
gay
CONVEGNO NOTTURNO
Nottetempo dopo le orazioni delle 22 ciascuno si ritira nella propria cella, dalla quale i confratelli dovrebbero uscire di buon ora all'alba intorno alla cinque per il mattutino.
Un silenzio di tomba cala sul cenobio. La giornata finisce in solitudine. C'è chi si addormenta alla grossa. Chi denuda la schiena e si flagella con rabbia a sangue per scontare i propri peccati. Chi si erge sul chi va là in attesa di chissà quale sviluppo. Il Priore mi ha pregato di raggiungerlo. Con passi felpati arrivo davanti alla sua porta e busso tre colpi.
-”Vieni avanti peccatore”.
Mi pongo in ginocchio sul nudo pavimento vestito solo di un corto e ispido cilicio che il superiore mi sfila di dosso.
-”Nudo nel corpo come nell'anima confessati”.
-”Ho ancora degli strani desideri Padre, che mi agitano e mi tormentano”.
-”Sei qui per parteciparmeli con cuore sincero”.
-”Alcuni confratelli mi turbano”.
-”Quali in particolare?”
-”Fra' Geppo e Fra' Selmo”.
-”Cosa ti suscitano?”
-”Pensieri orrendi Padre”.
-”Approfondiremo. Qualcun altro?”
-”Se posso ardire pure Lei Padre”.
-”Non temere figliolo. Apriti. Quali fantasie hai su di me?”
-”Che mi convochi in privato e mi sottoponga a sodomia”.
-”Fratello quello che mi dici è molto grave”.
-”Lo so bene Padre”.
-”Sotto il saio sono anch'io un uomo come gli altri”.
-”Sì Padre tanto uomo”.
-”Per estirpare il male alla radice voglio che tu mi veda”.
-”Sì Padre. Che spettacolo”.
-”Siamo tutti molto esposti ai pericoli della carne”.
-”Sì Padre”.
-”Chinati”.
-”Padre...”.
-”Che belle natiche sode e tentatrici che hai”.
-”Padre...”
-”Ricevimi dentro di te in comunione”.
Il suo casto cazzo mi ha puntato il buco. Con un colpo secco mi ha penetrato con forza. Una chiavata solenne. Ansimavamo insieme. Ho cacciato un urletto. Mi è venuto dentro.
-”Padre...”
-”Torna nel tuo solitario abitacolo. Ti aspetto domani per continuare questa cosa”.
-”Quale cosa, Padre?”
-”La tua oscura necessità di rettificazione e di espiazione”.
-”Grazie Padre”.
-”Mi sei piaciuto molto”.
-”Anche Lei proprio tanto”.
-”Non farne parola con i fratelli. A tua discolpa ti informo che non sono molto dissimili da te e che ormai me li sono fatti già tutti”.
-”Padre, finiremo tutti all'Inferno?”
-”Può darsi. Ma intanto ce la vediamo fra di noi”.
Nottetempo dopo le orazioni delle 22 ciascuno si ritira nella propria cella, dalla quale i confratelli dovrebbero uscire di buon ora all'alba intorno alla cinque per il mattutino.
Un silenzio di tomba cala sul cenobio. La giornata finisce in solitudine. C'è chi si addormenta alla grossa. Chi denuda la schiena e si flagella con rabbia a sangue per scontare i propri peccati. Chi si erge sul chi va là in attesa di chissà quale sviluppo. Il Priore mi ha pregato di raggiungerlo. Con passi felpati arrivo davanti alla sua porta e busso tre colpi.
-”Vieni avanti peccatore”.
Mi pongo in ginocchio sul nudo pavimento vestito solo di un corto e ispido cilicio che il superiore mi sfila di dosso.
-”Nudo nel corpo come nell'anima confessati”.
-”Ho ancora degli strani desideri Padre, che mi agitano e mi tormentano”.
-”Sei qui per parteciparmeli con cuore sincero”.
-”Alcuni confratelli mi turbano”.
-”Quali in particolare?”
-”Fra' Geppo e Fra' Selmo”.
-”Cosa ti suscitano?”
-”Pensieri orrendi Padre”.
-”Approfondiremo. Qualcun altro?”
-”Se posso ardire pure Lei Padre”.
-”Non temere figliolo. Apriti. Quali fantasie hai su di me?”
-”Che mi convochi in privato e mi sottoponga a sodomia”.
-”Fratello quello che mi dici è molto grave”.
-”Lo so bene Padre”.
-”Sotto il saio sono anch'io un uomo come gli altri”.
-”Sì Padre tanto uomo”.
-”Per estirpare il male alla radice voglio che tu mi veda”.
-”Sì Padre. Che spettacolo”.
-”Siamo tutti molto esposti ai pericoli della carne”.
-”Sì Padre”.
-”Chinati”.
-”Padre...”.
-”Che belle natiche sode e tentatrici che hai”.
-”Padre...”
-”Ricevimi dentro di te in comunione”.
Il suo casto cazzo mi ha puntato il buco. Con un colpo secco mi ha penetrato con forza. Una chiavata solenne. Ansimavamo insieme. Ho cacciato un urletto. Mi è venuto dentro.
-”Padre...”
-”Torna nel tuo solitario abitacolo. Ti aspetto domani per continuare questa cosa”.
-”Quale cosa, Padre?”
-”La tua oscura necessità di rettificazione e di espiazione”.
-”Grazie Padre”.
-”Mi sei piaciuto molto”.
-”Anche Lei proprio tanto”.
-”Non farne parola con i fratelli. A tua discolpa ti informo che non sono molto dissimili da te e che ormai me li sono fatti già tutti”.
-”Padre, finiremo tutti all'Inferno?”
-”Può darsi. Ma intanto ce la vediamo fra di noi”.
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