Finto tonto

di
genere
gay

FINTO TONTO
Il capannone oggi è un deserto. Di tutta la squadra di maschi meltig pot che lavora qui oggi che è domenica ci siamo solo io e Matteo, assunti da poco e condannati al turno festivo. Ce la prendiamo comoda.
Sono le sei di mattina. Matteo è un po' in ansia. Gli chiedo cosa ha.
-”Niente niente”.
Arriviamo alle 8 senza muovere un dito. Ogni tanto qualche ronda per controllare che sia tutto a posto. Matteo mi sta diventando pallido come un lenzuolo.
-”Ma stai male?”
-”Mi succede. Non badarci”.
Poco prima delle nove lo vede che è quasi in crisi di panico.
-”Spiegami”.
-”Alle nove arriva il Padrone”.
-”E allora?”
-”Capirai”.
Eccolo infatti. A bordo della sua Mercedes. È in tuta sportiva sui cinquanta. Un bell'uomo, molto forte.
-”Buondì Capo. Tutto in ordine”.
-”Bene. Dove diavolo è Matteo?”
-”Credo che sia in bagno”.
-”Settimana scorsa è stato proprio Ok”.
In che senso mi chiedo. Intanto che ci penso il Capo mi dice: “Comincio da te allora. Vieni qua”.
Corro.
-”Che bel sederino sodo che hai”.
Allunga una mano e me lo palpa. Ma guarda che sfacciato.
-”Ti piace fra uomini?”
Non ha peli sulla lingua. Azzardo un “Dipende”.
-”Da cosa? Ah sì, da quanto cazzo hanno in saccoccia”.
Brutale. E intanto che mi parla con una mano si strofina il pacco con l'altra si infila nei miei pantaloni e mi pizzica il buco.
-”Voi giovanotti vi piazzo di domenica sai perché?”
Comincio a farmene un'idea. Mi tira giù la braga e se la tira giù anche lui.
-”Perché mi andate più che bene”.
Però è ben fornito. Giusto il tempo di dargli un'occhiata che mi ha già capovolto sopra un macchinario.
-”Fai la brava bambina ne”.
Detto fatto ce l'ho nel culo. Scopa duro. Mi insulta. Se la gode e io stramazzo. Gemo e sul più bello caccio degli urletti.
Finiti i suoi comodi: “Sei molto meglio di Matteo”.
Chissà perché.
-”Lui piange come un vitellino dopo. Lacrime di coccodrillo”.
Forse non gli va giù di essere trattato così.
-”Ti promuovo caposquadra”.
Urca.
-”Basta che me lo tieni lustro senza frigne”.
Ve lo confesso. Quelli della sua età sono i miei preferiti. Mi va bene anche un po' di grinta. Questo qui ne aveva anche troppa. Ha goduto lui e ho goduto anch'io la mia parte. Due piccioni con una fava.
-”Vieni che è ora del secondo round”.
A gambe aperte mi ha costretto in ginocchio. Gli ho succhiato una pompa coi fiocchi. Una mia specialità.
-”Dove hai imparato?”
-”Un po' qua e un po' là”.
-”Mi sa che farai molta strada da me in azienda. È tardi devo andare”.
Sbuca fuori Matteo: “Hai visto che tipo?”
-”Davvero tosto”.
-”Certe cose non le sopporto proprio. Sai: ci ho la fidanzata”.
-”E allora? Ce la ho anch'io. Mica gli racconto tutto. A proposito sono capo squadra da adesso”. Promozione sul campo.
L'ho fatto sgobbare tutto il giorno in magazzino. Ogni tanto mi facevo portare una birretta”. Così impara a piantarmi in asso di fronte al pericolo (pericùlo ops).
-”Sei stanco?”
-”Distrutto”.
-”Dai che fra un'oretta smontiamo”. Bella la vita.
scritto il
2026-03-22
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