In trasferta

di
genere
sadomaso

IN TRASFERTA
A Berlino sfilo con il Padrone che mi trascina a quattro zampe. Indosso collare e tanga che mi reclamizzano come schiavo. Si avvicina un Master curioso di me. Mi palpa le palle a strizzo facendomi penosamente sussultare e poi scosta la stringa che mi spartisce le natiche.
-”Wow. Diese Arsch ist Veri Good”.
-”Wills du welche machen”.
-”Auch mit Peitsche?”
-”Naturlich”.
-”Bitte kommen Sie zusammen bei meine Dungeon”.
-”Sofort”.
Parlottano fra di loro, tramano alle mie spalle.
-”Darf ich auch ihn pissen”.
-”Jawoll”
-”Er trinke?”
-”Wie du willst”.
-”Prima”.
Questi tipi tedeschi sono senza freni. Mi ha ridotto uno straccio a mandritta e a man rovescia.
-”Es ist genug?”
-”Noch ein wening”.
S'ciaff. S'ciaff. S'ciaff.
-”Ich muss es mir zu eigen machen”.
-”Setz dich. Keine Problem”.
È stato il mio primo cazzo in culo germanico. Robe da Gestapo.
-”Hat es dir gefallen?
-”Perfect. Es ist im Angebot?“
-“Das wird dich viel kosten“
-“Fünf Tausend Euro sind genau?“
-“Sehr gut“.
E fu così che fui transato a quel teutonico molto spilorcio che per rientrare dal debito oltre ad usarmi ad oltranza non si è fatto nessun scrupolo di cedermi a diversi connazionali del suo stesso stampo. Cento euri a sessione fino a pareggio della spesa sostenuta. Il mio sedere da tondo è diventato quadrato. Però che maschi che sono quando poi quelli qui mi sfondano. In seguito mi a tenuto tutto per sè vita natural durante. Mi concia per le feste ma mi vuole anche un gran bene. Ciao ciao Italia.
scritto il
2026-03-22
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