Adorano esser cornuti.
di
pennabianca.
genere
corna
Mi chiamo Pamela, ho 37 anni, sono alta, bionda, di fisico snello e ben modellato, un seno che riempie bene una terza misura, un bel culetto prominente, alto e sodo, e delle cosce lunghe e ben tornite. Sono sposata da sette anni con Paolo, che ha due anni più di me. È un bel maschio, alto, capelli neri, occhi scuri, fisico prestante. Ci siamo conosciuti nove anni fa, al matrimonio di un suo amico e, dopo due anni di fidanzamento, ci siamo sposati. Ero a quel matrimonio, in quanto fresca collega di lavoro della sposa, e lì ho scoperto che il novello sposo, oltre ad esser amico di Paolo, era anche amico di altri tre ragazzi. Li ho conosciuti tutti ed ho anche conosciuto le loro mogli, in quanto Paolo era l'unico ancora scapolo. Giulio, Fabio, Carlo e Stefano, che era lo sposo, con Paolo erano amici da una vita e, quando noi due ci siamo fidanzati, ho conosciuto anche le altre donne. È stata Michela, la sposa, a presentarmi Marina, moglie di Giulio, Luisa, moglie di Fabio, Silvia, moglie di Carlo, tre simpatiche ragazze, con cui, ben presto, son diventata amica. I nostri cinque mariti lavorano per Antonio, uno splendido maschio quarantacinquenne, alto, dall'aspetto imponente, sguardo profondo e penetrante, mani grandi, braccia forti ed un fisico tonico, molto prestante. Antonio non è sposato ed ho sentito dire che è un buon donnaiolo, anche se, per qualche tempo, ho pensato che potesse esser gay, perché non l'ho mai visto insieme ad una donna, mentre invece, spesso e volentieri, gioca a Padel insieme ai cinque ragazzi. Sono anni che lavorano con lui in un grande magazzino di distribuzione di materiali edili ed idraulici, e tra di loro c'è una profonda amicizia. Come ho detto non capivo perché non avesse una donna, ma poi, lentamente, mi son accorta che il motivo era un altro. L'ho scoperto per caso durante un weekend al mare. Antonio possiede una bella casa a poca distanza dal mare, dove ha anche una splendida piscina e, di volta in volta, invita uno o due dei suoi amici a passare il weekend da lui. Mi sembrava strano che invitasse tutti, tranne me e Paolo. Sentivo i racconti delle altre ragazze e tutte dicevano che era uno spettacolo, sia il posto che l'accoglienza e la disponibilità di Antonio a far mettere tutti a proprio agio. Però, nessuna delle mie nuove amiche, si era mai chiesta perché noi non fossimo mai stati invitati. Quest'anno, in occasione del pensionamento di uno dei dipendenti di Antonio, siamo stati invitati tutti ad una cena e, in quell'occasione, Antonio ha promosso Paolo a capo dell'ufficio contabile. Naturalmente, durante la cena, i brindisi si sono sprecati e tutti si sono complimentati con lui per il nuovo incarico. È stata in quella occasione che ho notato quanta confidenza ci fosse tra Antonio e le altre quattro mogli. Ho visto che ridevano e scherzavano con lui, anche in maniera abbastanza affettuosa, facendomi giungere alla conclusione che, tra loro, doveva esserci qualcosa di più di un semplice rapporto datore di lavoro/dipendente. Troppa confidenza, troppe moine, toccatine, battute a doppio senso ed altro che mi hanno fatto pensare che Antonio avesse un grande ascendente su di loro; quello che mi lasciava assolutamente stupita, era il fatto che i rispettivi compagni ridevano e scherzavano, senza neanche la pur minima preoccupazione sulle libertà che le loro donne si prendevano con lui o viceversa. L'unico che sembrava escluso era proprio Paolo. Anch'io mi son sentita un po' messa da parte, rispetto a loro e, poiché eravamo alla fine di giugno e le mie amiche erano già state tutte per un weekend al mare insieme ai mariti, Antonio, alla prima occasione, gli ha chiesto come mai avessero tanta confidenza, mentre io e Paolo sembravamo messi un po' in disparte. All'inizio hanno solo stretto le spalle, dicendo che poteva sembrare un'impressione, ma quando gli ho evidenziato con precisione il comportamento differente tra noi e loro, alla fine Michela mi ha fatto una domanda più che precisa.
«Quanto ti diverti con Paolo?»
L'ho guardata cercando di capire con esattezza cosa volesse sapere con questa domanda ed allora lei è stata molto più esplicita.
«Paolo, quanto ti fa divertire a letto? È un buon amante? Ti fa godere molto, quando ti scopa?»
Per un attimo, sono rimasta allibita, perché tra noi non avevamo mai fatto discorsi inerenti al sesso, anche se, qualche battuta, di tanto in tanto, ci era stata, ma non avevo mai avuto questo tipo di confidenze con loro.
«Che c'entra questo? Voglio dire: mi piace, mi fa divertire, è un buon marito!»
Loro si sono guardate negli occhi e Silvia, in maniera alquanto allusiva, mi ha detto una cosa che mi ha lasciato di stucco.
«Anche i nostri compagni sono degli ottimi mariti, ci fanno divertire, ma... soprattutto ci lasciano godere!»
Sono rimasta in silenzio, perché continuavo a non capire a cosa si riferisse; poi, Marina ha aggiunto una cosa che mi ha davvero stupito.
«Il punto è che tuo marito non è ancora pronto; non ha ancora deciso di fare il grande passo!»
Le ho guardate tutte in faccia e, alla fine, quasi un po' spazientita ho chiesto loro di parlar chiaro!
«Sentite, ragazze, io ormai vi conosco da abbastanza tempo e vi considero anche mie amiche, quindi perché non smettete di menar il can per l'aia e mi dite chiaramente come stanno le cose?»
Si son tutte zittite e solo Michela mi ha dato un consiglio.
«È meglio che ne parli con tuo marito. Non è una cosa semplice e deve esser assolutamente discussa tra di voi.»
Sono rimasta veramente stupefatta ed anche un po' delusa; la sera, a cena, ho chiesto a Paolo una spiegazione su questo fatto, e lui, per un istante, mi ha guardato con occhi sbalorditi.
«Ma... di che passo stai parlando? Non capisco a cosa ti riferisci! Perché non te lo sei fatto spiegare bene dalle tue amiche?»
A questo punto ero davvero infastidita da tutta questa reticenza nei miei confronti, così l'ho guardato bene in faccia ed ho capito che non mi avrebbe dato alcuna spiegazione plausibile, così ho lasciato perdere. Chi invece non ha lasciato perdere è stato Antonio, che mi è venuto a cercare due giorni dopo, all'uscita dal lavoro e, quando mi ha visto mi ha salutato cordialmente e mi ha offerto un aperitivo. Ci siamo seduti al tavolino di un bar, un po' defilato rispetto al resto del locale e, all'inizio, abbiamo parlato di cose banali, poi, visto che lui era in attesa che gli facessi una certa domanda, alla fine mi son fatta coraggio.
«Premetto che la mia è solo curiosità, ma… visto che, "casualmente" ti ho incontrato questa sera, ho come l'impressione che non sia stato un caso, ma una cosa voluta; perciò vorrei sapere perché mio marito dovrebbe far un certo passo e come mai tu, questa sera, sei qui?»
Lui mi ha sorriso, ho notato che mi ha scrutato attentamente e poi, in maniera abbastanza simpatica, mi ha risposto.
«Credimi, Pamela, non è niente di grave, anzi è solo una specie di gioco tra di noi e non so se… voglio dire: gli altri hanno deciso di divertirsi e di far divertire le proprie compagne, mentre invece tuo marito sembra alquanto restio a voler entrare in questo gioco; ora, vorrei sapere da te una certa cosa: sei soddisfatta di lui, come uomo? Non ti ha mai proposto qualcosa di diverso?» Ero decisamente incuriosita e mi son chiesta chi, al mio posto, non lo fosse stata.
«No! Non mi ha mai fatto strane proposte e… voglio dire: non so cosa intendi tu per "essere soddisfatta", in quanto ritengo che mio marito sia una ben valida persona.»
Lui ha sorriso e mi ha chiesto di esser più esplicita.
«Pamela, parliamoci chiaro: Sono a conoscenza del fatto che a tuo marito piacerebbe… vederti divertire; ma credo che il suo timore sia dovuto al fatto che tu non hai mai espresso certi desideri e, quindi, lui si trova nella più completa indecisione se proporti un certo gioco oppure lasciar perdere! Allora, io ti chiedo: quanto ti piace il sesso che fai con lui? Ti farebbe piacere provare qualcosa di diverso? Di più intenso, forte, appagante e molto soddisfacente?»
Mi son sentita decisamente in forte imbarazzo a rispondere a queste sue domande, così intime.
«Scusa, Antonio, ma continuo a non capire… voglio dire: cosa può importare a te del mio appagamento sessuale?»
Lui ha sorriso e mi ha chiesto se, cortesemente, rispondevo in maniera chiara e precisa alla sua domanda. Mossa da una vera curiosità, ho deciso di star al gioco.
«Poiché insisti, ti dirò che faccio sesso con Paolo una o due volte a settimana. Penso che sia un buon amante, mi porta a un buon livello di eccitazione e poi mi soddisfa, facendomi provare un orgasmo; questo è quanto!»
Mi ha ascoltato con molta attenzione e poi, dopo un attimo di riflessione, mi ha fatto una domanda ancora più precisa.
«Se ho capito bene, ti fa venire e poi finisce tutto lì, vero?»
Ho annuito e lui ha sorriso.
«Quindi mi dici che non hai mai provato una serie di orgasmi continui, un piacere continuo che dura molto a lungo?»
Naturalmente ho risposto che era una cosa che non avevo mai provato e lui allora è stato più chiaro.
«È proprio questo il punto! Diciamo che il gioco che facciamo noi, mette le tue amiche al centro delle attenzioni di persone capaci di farle godere tanto ed a lungo! So che lo hai chiesto alle amiche, ma loro non te lo hanno detto; la realtà è questa. Ai loro compagni, piace veder che le mogli godano molto e, sono certo, anche a Paolo piacerebbe, ma teme un tuo rifiuto. Ti piacerebbe vivere una simile esperienza, almeno una volta?»
Ammetto di esser rimasta stranita, non riuscivo nemmeno per un attimo a pensare a questa cosa, tanto mi aveva stupito.
«No.… cioè, forse sì... voglio dire: non lo so. Dovrei parlarne con Paolo e… ma, sei sicuro che… voglio dire: come si fa a… mi sembra tutto così folle!»
Antonio mi ha sorriso, poi mi ha detto che tutti erano concordi sul fatto che la vita scorre via veloce e, divertirsi quando se ne presenti l'occasione, era quanto di meglio potesse capitare per cui andava colta al volo.
«Vieni il prossimo weekend nella mia villa al mare insieme a Paolo e poi… Pamela, ti chiedo solo di provare… potrai fermarti in qualunque momento. Ho già chiesto a Paolo ed è stato proprio lui a dirmi di venirti a trovare e parlarti, per capire se potessi esser interessata a questa cosa. Vieni, provi e, se la cosa ti piace, bene, altrimenti sarai tu a decidere.»
Ho riflettuto un attimo ed ho pensato che, forse, valeva la pena provare, così gli ho detto che ero d'accordo e, quando sono tornata a casa, dentro di me c'era un subbuglio di emozioni contrastanti: da una parte ero incuriosita, ma, nello stesso tempo, mi sentivo fortemente intimidita. Avevo scoperto il sesso a 18 anni, ad opera di un mio coetaneo, con cui avevo una storia. Mi ha liberato dalla verginità in maniera abbastanza piacevole, senza forzature o ripensamenti. Dopo di lui, avevo fatto qualche scopata occasionale, ma niente di esaltante e, quando avevo conosciuto Paolo, anche con lui Il sesso non è che sia tanto sconvolgente. Ha un membro nella media ed è abbastanza piacevole tenerlo in bocca, perché non sono mai stata un'esperta fellatrice ed il suo si adatta bene alla mia cavità orale, credo che ne resti soddisfatto. Non mi è mai venuto in bocca e, dopo un po' che glielo succhio, me lo toglie e, in genere, me lo infila nella vagina, che ha preventivamente provveduto a masturbare quel tanto che basta per farla bagnare. Non ho mai fatto sesso anale e lui non me lo ha mai chiesto; per sentito dire, mi sembra che si provi anche un certo dolore a prenderlo nel culetto. Voglio dire, fino ad oggi, ho sempre pensato che il sesso che ho fatto fino a questo momento, fosse abbastanza soddisfacente; ora, invece, a cercar di capire cosa intendesse Antonio, era qualcosa che mi incuriosiva davvero tanto. Quando è tornato Paolo, mi ha guardato un attimo incerto, poi, ha abbassato lo sguardo e, per tutta la cena, non ha detto nulla, ma, quando siamo andati a letto, si è avvicinato a me ed ho sentito il suo membro duro come il ferro. Mi ha baciato, mi è salito sopra e me lo ha infilato dentro, trovandomi già abbastanza bagnata. È stata una scopata in silenzio, veloce e, quando è venuto, è rimasto sdraiato sopra di me.
«Pamela, io ti amo da morire e… non sono mai stato un grande amante e… ho sempre pensato che il sesso che facevamo fosse quello corretto e… loro si divertono tanto ed io ho paura che… amore, non voglio perderti.»
Per un attimo l'ho guardato e gli ho detto che proprio non capivo la sua preoccupazione, ma, in ogni caso sarei comunque sempre rimasta al suo fianco. Questa cosa mi ha un po' impensierito, ma, in ogni caso, il venerdì sera, siamo andati al mare nella casa di Antonio e, quando siamo arrivati, lui ci ha accolto molto calorosamente. Ha dato un bell'abbraccio a me ed una stretta di mano a Paolo.
«Benvenuti, ragazzi… Paolo mi fa tanto piacere averti qui con tua moglie! Pamela, rilassati e goditi questo weekend!»
Appena ci siamo sistemati, lui ci ha detto se volevamo darci una rinfrescata prima di andare a cena fuori, in un ristorante già prenotato. Paolo mi ha chiesto di mettermi molto carina e così ho indossato una gonna che mi arrivava appena sopra il ginocchio, una camicetta bianca e dei sandali a zeppa, che hanno ulteriormente inarcato il mio culetto, rendendolo ancor più provocante. Antonio ha sorriso e mi ha fatto i complimenti; durante tutta la cena è stato molto galante con me. Abbiamo parlato dapprima un po' in generale, poi siamo scesi sempre più nel dettaglio; mi ha spiegato che agli altri quattro ragazzi, piaceva molto veder le loro donne godere in primis con lui, e poi anche con altre persone, suoi amici, ma, comunque, tutte persone rispettose e molto riservate. Son rimasta un po' stupita da questa cosa, ma quando siamo tornati in villa, lui mi ha chiesto se mi andava di giocare un po'; io ho guardato Paolo e poi ho fatto un cenno d’assenso con la testa. Subito dopo lui si è avvicinato a me che ero in piedi davanti a lui, mentre Paolo era seduto sul divano, accanto a noi. Antonio mi ha abbracciato, ho sentito il suo corpo poderoso premere contro il mio e qualcosa di molto voluminoso premere contro il mio ventre. Mi ha accarezzato con delicatezza e poi, un bottone dopo l'altro, ha aperto la mia camicetta, lasciandola cadere per terra, mi ha slacciato il reggiseno ed ha ricoperto il mio seno di tanti suoi baci, oltre a svariate sue carezze. All'inizio, son rimasta immobile, quasi passiva. Ho girato lo sguardo ed ho incrociato gli occhi di Paolo, che mi ha sorriso ed ha fatto un cenno con la testa, facendomi capire che approvava. Allora ho iniziato a sbottonare la camicia di Antonio, fino a che gliel'ho tolta, lui ha sorriso. Le mie mani sono scese più in basso ed ho aperto i suoi pantaloni, facendoli cadere per terra; lui li ha scalciati via e, quando ho infilato una mano dentro le sue mutande, mi son sentita tra le dita qualcosa di veramente grosso. Intanto lui continuava a baciare i miei seni ed ho sentito bagnare la mia lumachina, che ha preso a schiumare; poi lui, delicatamente, ha appoggiato entrambe le mani sulle mie spalle e mi ha fatto accovacciare davanti a lui; mi son ritrovata con la faccia all'altezza del suo membro, appena nascosto sotto la sottile stoffa delle mutande. Lui stesso ha abbassato l'indumento e davanti alla mia faccia è comparso un membro molto più grosso di quello di Paolo e, sicuramente, anche più lungo. Sono rimasta un attimo a fissarlo, ho girato lo sguardo verso mio marito e ancora una volta mi ha fatto capire che potevo continuare; così ho spalancato la bocca ed ho sentito il suo glande farsi strada tra le mie labbra, lentamente cercare di violare la mia gola. Era grosso, enorme rispetto a qualunque altro membro avessi mai avuto tra le labbra. Mi riempiva la bocca ed ho preso a leccarlo come meglio potevo. Ho abbassato completamente l'indumento fino alle caviglie e mi son ritrovata in mano due grosse palle piene; mentre leccavo quella splendida colonna di carne viva, con la mano ho preso ad accarezzarle ed ho sentito che erano veramente gonfie e dure. Mi ha lasciato giocare per un po' con quel membro stupendo, poi mi ha sollevato, mi ha appoggiato sul divano accanto a Paolo e, dopo avermi sollevato le gambe, ha sfilato la gonna ed ha portato la sua bocca sulle mie mutandine, prendendo a leccarmi la vagina attraverso il sottile tessuto che ancora la ricopriva. È stato eccitante e, allorché lui ha sfilato l'indumento, ero già bagnata fradicia. Ha passato ripetutamente la lingua tra le pieghe della mia passera, raccogliendo il miele che emetteva, fin quando ho avuto un orgasmo così improvviso e potente da restarne stupita io stessa. Dopo di che, mi ha sollevato di peso, si è seduto e mi ha posto a cavallo su di sé; io ho afferrato quell'enorme scettro e l'ho puntato contro il mio spacco; molto lentamente ho sentito che quel palo rovente scivolava dentro di me e mi dilatava le pareti della vagina, scivolando con decisione fin in fondo. Mi son sentita veramente aprire: era una sensazione incredibile, mai provata, prima. Ero piena e, nello stesso tempo, aperta; sentivo la punta di quel membro premere contro la mia cervice; questo mi stimolava un piacere sottile, misto ad un certo strano dolore, che mi ha fatto godere all'istante.
«Oh no, così mi fai venire! Non è possibile che mi... vengo! Vengo!»
Mi ha fatto raggiungere un orgasmo incredibile, in maniera molto repentina. Ho girato lo sguardo verso Paolo, che mi ammirava in silenzio e, quando i nostri occhi si son incrociati, lui mi ha sorriso: a quel punto, mi son lasciata andare ed ho preso cavalcare quel membro, godendo, per la prima volta, in maniera totalmente nuova, quanto intensa. Mi ha scopato in quella posizione per oltre una ventina di minuti, durante i quali ho goduto a ripetizione. Poi mi ha posizionato sotto di sé, a gambe alzate e la testa appoggiata sulle gambe di Paolo. Me lo ha spinto di nuovo tutto dentro e, poi, si è rivolto a lui.
«Che aspetti? Tiralo fuori e mettiglielo in bocca! Paolo, tua moglie è una femmina che ha diritto a godere molto e, poiché questa sera siamo solo io e te, spetta a te aiutarmi a farla impazzire!»
Paolo era così eccitato che, appena mi ha messo il proprio cazzo in bocca, ha sborrato all'istante ed io, per la prima volta, ho ingoiato la sua sbroda, trovandola abbastanza gradevole. Nonostante l'abbondante sborrata, il cazzo di mio marito è rimasto ancora duro come il ferro ed io ho continuato a succhiarlo, godendo molto di questa strana situazione in cui mi trovavo. Non sono mai stata scopata da due maschi insieme, né tantomeno avevo mai immaginato di aver il cazzo di mio marito in bocca ed un altro che mi sfondasse la patata. Antonio sembrava molto soddisfatto di questo e si è complimentato anche con lui.
«Lo vedi, Paolo, che una femmina così ha bisogno di più cazzi? Lo vedi come si sta lasciando andare? Trovi che ora gode liberamente? Vedrai quando domani arriveranno i miei amici: le faremo provare tanto di quel piacere, che ne resterà stravolta.»
Ho provato uno strano brivido nel sentir le sue parole, ma, nello stesso tempo, mi son bagnata ancora di più, per cui ho preso a succhiare il cazzo di mio marito, ancor più forte e, d'un tratto, Antonio mi ha chiesto dove volevo che sborrasse; mi son tolta l'uccello di Paolo dalla bocca ed ho guardato mio marito negli occhi; ho visto che gli brillavano di gioia, così ho risposto:
«Vieni pure dove vuoi; mi stai scopando davanti a mio marito, quindi, credo che a lui non dispiaccia se mi vieni dentro!»
Antonio ha sorriso ed ha iniziato a pomparmi ancor più forte; ad un tratto, è rimasto piantato dentro di me ed allora ho cominciato a sentire schizzi bollenti, riempirmi la vagina. Me ne ha pompata davvero tanta dentro! Poi si è tirato fuori e mi ha presentato quell'enorme membro, ancora in tutto il suo virile fulgore, davanti alla bocca, mi ha chiesto di leccarlo, mentre, subito dopo, ha chiesto a Paolo di far la stessa cosa.
«Come è consuetudine di un cornuto che si rispetti, adesso devi leccare tua moglie, che è stata appena riempita da me!»
Ero stupita dalle sue parole e mi sarei aspettata un deciso rifiuto da parte di Paolo; invece si è inginocchiato tra le mie cosce ed ho sentito la sua lingua che veniva a lenire il leggero bruciore provocato dalla violenta chiavata, raccogliendo il rivolo di sbroda che stava colando fuori dalla mia fighetta, ormai ridotta ad una voragine Ho leccato bene quel membro, che è rimasto perfettamente duro e, dopo una decina di minuti, siamo finiti tutti nel suo letto, dove mi ha scopato ancora una volta bene ed a lungo. Ci siamo addormentati e, all'alba, quando mi son svegliata, ero sola con mio marito. Lui mi stava guardando in silenzio e, quando gli ho chiesto perché lo faceva, la sua risposta è stata quanto mai ovvia.
«Perché ti amo ed è stato bello vederti godere con lui; ho sempre saputo cosa facevano qui gli altri ed ho sempre avuto timore che tu potessi preferir lui a me.»
Mi ha fatto tenerezza, così l'ho abbracciato e baciato in bocca, poi l’ho stretto forte a me.
«Paolo ti amo anch'io e non ho nessuna intenzione di lasciarti, anche se ammetto che, scopare con Antonio, è stato qualcosa davvero fantastico. Non voglio metter in discussione i nostri sentimenti, perché voglio che sia ben chiaro che con lui farò solo sesso; alla luce di tanto, ti prego di non sentirti scartato da me, perché nel mio cuore c'è posto solo per te, mentre credo che, a partire da oggi, tra le mie cosce ci sarà posto anche per un bel cazzone, come quello di Antonio!»
Mi ha baciato e mi ha detto che era felice; che quello che gli avevo detto era ciò che sperava; mi è salito sopra ed ha infilato il suo membro dentro di me e, devo dire, che ero ancora così aperta che a malapena l'ho sentito. Mi ha scopato velocemente ed è venuto rapidamente; ci siamo alzati e siamo andati in cucina, dove abbiamo incontrato Antonio, completamente nudo, che ha detto che potevamo restar nudi anche noi. Dopo aver fatto colazione, tutti e tre assieme, ci siamo sdraiati nudi in piscina e, mentre stavo facendo il bagno, ho visto arrivare Giulio, Fabio, Carlo, Stefano e, insieme a loro, anche le rispettive mogli. Subito si son messe tutte nude e son venute in piscina a fare il bagno con me; mi si sono strette intorno e mi hanno abbracciato felici.
«Finalmente, hai provato anche tu il piacere di godere con Antonio e, adesso, vedrai quel che succederà quando arriveranno i suoi amici. Sicuramente avrà organizzato una bella festicciola con una decina o, forse, dodici maschi, tutti molto validi, che ci faranno godere all'impazzata! Ora capisci quanto è bello godere con un maschio come lui? Devi solo provare quanto gli altri sapranno farti impazzire. Antonio ha convinto i nostri mariti ad esser cornuti contenti e loro hanno apprezzato; ora sono felici quando ci vedono godere con più maschi ed era importante che anche tu provassi questa splendida emozione. Pamela, vedrai che non te ne pentirai!»
Ero emozionata, anche se ancora un po' titubante, ma quando, una mezz'oretta dopo, ho visto comparire una dozzina di maschi, tutti giovani, belli e prestanti e, soprattutto, dotati di mazze veramente notevoli, allora ho capito che il sesso era qualcosa che andava vissuto senza alcun ritegno. Ci hanno accarezzate tutte e, quando hanno scoperto che il mio culetto era ancora vergine, è stato Antonio a premunirsi per aprirlo. Mi ha lubrificato bene, usando un'apposita crema e me lo ha allargato per bene, prima con un dito e poi con due, alla fine anche con tre. Mi è entrato dentro molto lentamente e, dopo qualche istante di dolore, mi son sentita anche quel foro riempito e pieno. È stata un'esperienza sconvolgente! Da quel momento, mi hanno scopato in doppia per l'intero sabato e successiva domenica; ho goduto come non mi era mai successo in vita mia. La cosa più bella è stata veder mio marito insieme ai suoi amici, allegro e contento ed è stato anche festeggiato da loro.
«Paolo, benvenuto tra noi cornuti! Guarda come godono le nostre donne, con questi maschi molto dotati ed esperti!»
Mio marito era veramente felice e, in un momento in cui stavo riprendendo fiato, dopo aver goduto con tre uomini che mi avevano riempito ogni buco, mi si è avvicinato, mi ha baciato e mi ha detto: «Amor mio, ti amo da pazzi e son felice a vederti godere» Gli ho sorriso e gli ho detto che anch'io ero felice di vederlo contento, assieme ai suoi amici cornuti.
«Quanto ti diverti con Paolo?»
L'ho guardata cercando di capire con esattezza cosa volesse sapere con questa domanda ed allora lei è stata molto più esplicita.
«Paolo, quanto ti fa divertire a letto? È un buon amante? Ti fa godere molto, quando ti scopa?»
Per un attimo, sono rimasta allibita, perché tra noi non avevamo mai fatto discorsi inerenti al sesso, anche se, qualche battuta, di tanto in tanto, ci era stata, ma non avevo mai avuto questo tipo di confidenze con loro.
«Che c'entra questo? Voglio dire: mi piace, mi fa divertire, è un buon marito!»
Loro si sono guardate negli occhi e Silvia, in maniera alquanto allusiva, mi ha detto una cosa che mi ha lasciato di stucco.
«Anche i nostri compagni sono degli ottimi mariti, ci fanno divertire, ma... soprattutto ci lasciano godere!»
Sono rimasta in silenzio, perché continuavo a non capire a cosa si riferisse; poi, Marina ha aggiunto una cosa che mi ha davvero stupito.
«Il punto è che tuo marito non è ancora pronto; non ha ancora deciso di fare il grande passo!»
Le ho guardate tutte in faccia e, alla fine, quasi un po' spazientita ho chiesto loro di parlar chiaro!
«Sentite, ragazze, io ormai vi conosco da abbastanza tempo e vi considero anche mie amiche, quindi perché non smettete di menar il can per l'aia e mi dite chiaramente come stanno le cose?»
Si son tutte zittite e solo Michela mi ha dato un consiglio.
«È meglio che ne parli con tuo marito. Non è una cosa semplice e deve esser assolutamente discussa tra di voi.»
Sono rimasta veramente stupefatta ed anche un po' delusa; la sera, a cena, ho chiesto a Paolo una spiegazione su questo fatto, e lui, per un istante, mi ha guardato con occhi sbalorditi.
«Ma... di che passo stai parlando? Non capisco a cosa ti riferisci! Perché non te lo sei fatto spiegare bene dalle tue amiche?»
A questo punto ero davvero infastidita da tutta questa reticenza nei miei confronti, così l'ho guardato bene in faccia ed ho capito che non mi avrebbe dato alcuna spiegazione plausibile, così ho lasciato perdere. Chi invece non ha lasciato perdere è stato Antonio, che mi è venuto a cercare due giorni dopo, all'uscita dal lavoro e, quando mi ha visto mi ha salutato cordialmente e mi ha offerto un aperitivo. Ci siamo seduti al tavolino di un bar, un po' defilato rispetto al resto del locale e, all'inizio, abbiamo parlato di cose banali, poi, visto che lui era in attesa che gli facessi una certa domanda, alla fine mi son fatta coraggio.
«Premetto che la mia è solo curiosità, ma… visto che, "casualmente" ti ho incontrato questa sera, ho come l'impressione che non sia stato un caso, ma una cosa voluta; perciò vorrei sapere perché mio marito dovrebbe far un certo passo e come mai tu, questa sera, sei qui?»
Lui mi ha sorriso, ho notato che mi ha scrutato attentamente e poi, in maniera abbastanza simpatica, mi ha risposto.
«Credimi, Pamela, non è niente di grave, anzi è solo una specie di gioco tra di noi e non so se… voglio dire: gli altri hanno deciso di divertirsi e di far divertire le proprie compagne, mentre invece tuo marito sembra alquanto restio a voler entrare in questo gioco; ora, vorrei sapere da te una certa cosa: sei soddisfatta di lui, come uomo? Non ti ha mai proposto qualcosa di diverso?» Ero decisamente incuriosita e mi son chiesta chi, al mio posto, non lo fosse stata.
«No! Non mi ha mai fatto strane proposte e… voglio dire: non so cosa intendi tu per "essere soddisfatta", in quanto ritengo che mio marito sia una ben valida persona.»
Lui ha sorriso e mi ha chiesto di esser più esplicita.
«Pamela, parliamoci chiaro: Sono a conoscenza del fatto che a tuo marito piacerebbe… vederti divertire; ma credo che il suo timore sia dovuto al fatto che tu non hai mai espresso certi desideri e, quindi, lui si trova nella più completa indecisione se proporti un certo gioco oppure lasciar perdere! Allora, io ti chiedo: quanto ti piace il sesso che fai con lui? Ti farebbe piacere provare qualcosa di diverso? Di più intenso, forte, appagante e molto soddisfacente?»
Mi son sentita decisamente in forte imbarazzo a rispondere a queste sue domande, così intime.
«Scusa, Antonio, ma continuo a non capire… voglio dire: cosa può importare a te del mio appagamento sessuale?»
Lui ha sorriso e mi ha chiesto se, cortesemente, rispondevo in maniera chiara e precisa alla sua domanda. Mossa da una vera curiosità, ho deciso di star al gioco.
«Poiché insisti, ti dirò che faccio sesso con Paolo una o due volte a settimana. Penso che sia un buon amante, mi porta a un buon livello di eccitazione e poi mi soddisfa, facendomi provare un orgasmo; questo è quanto!»
Mi ha ascoltato con molta attenzione e poi, dopo un attimo di riflessione, mi ha fatto una domanda ancora più precisa.
«Se ho capito bene, ti fa venire e poi finisce tutto lì, vero?»
Ho annuito e lui ha sorriso.
«Quindi mi dici che non hai mai provato una serie di orgasmi continui, un piacere continuo che dura molto a lungo?»
Naturalmente ho risposto che era una cosa che non avevo mai provato e lui allora è stato più chiaro.
«È proprio questo il punto! Diciamo che il gioco che facciamo noi, mette le tue amiche al centro delle attenzioni di persone capaci di farle godere tanto ed a lungo! So che lo hai chiesto alle amiche, ma loro non te lo hanno detto; la realtà è questa. Ai loro compagni, piace veder che le mogli godano molto e, sono certo, anche a Paolo piacerebbe, ma teme un tuo rifiuto. Ti piacerebbe vivere una simile esperienza, almeno una volta?»
Ammetto di esser rimasta stranita, non riuscivo nemmeno per un attimo a pensare a questa cosa, tanto mi aveva stupito.
«No.… cioè, forse sì... voglio dire: non lo so. Dovrei parlarne con Paolo e… ma, sei sicuro che… voglio dire: come si fa a… mi sembra tutto così folle!»
Antonio mi ha sorriso, poi mi ha detto che tutti erano concordi sul fatto che la vita scorre via veloce e, divertirsi quando se ne presenti l'occasione, era quanto di meglio potesse capitare per cui andava colta al volo.
«Vieni il prossimo weekend nella mia villa al mare insieme a Paolo e poi… Pamela, ti chiedo solo di provare… potrai fermarti in qualunque momento. Ho già chiesto a Paolo ed è stato proprio lui a dirmi di venirti a trovare e parlarti, per capire se potessi esser interessata a questa cosa. Vieni, provi e, se la cosa ti piace, bene, altrimenti sarai tu a decidere.»
Ho riflettuto un attimo ed ho pensato che, forse, valeva la pena provare, così gli ho detto che ero d'accordo e, quando sono tornata a casa, dentro di me c'era un subbuglio di emozioni contrastanti: da una parte ero incuriosita, ma, nello stesso tempo, mi sentivo fortemente intimidita. Avevo scoperto il sesso a 18 anni, ad opera di un mio coetaneo, con cui avevo una storia. Mi ha liberato dalla verginità in maniera abbastanza piacevole, senza forzature o ripensamenti. Dopo di lui, avevo fatto qualche scopata occasionale, ma niente di esaltante e, quando avevo conosciuto Paolo, anche con lui Il sesso non è che sia tanto sconvolgente. Ha un membro nella media ed è abbastanza piacevole tenerlo in bocca, perché non sono mai stata un'esperta fellatrice ed il suo si adatta bene alla mia cavità orale, credo che ne resti soddisfatto. Non mi è mai venuto in bocca e, dopo un po' che glielo succhio, me lo toglie e, in genere, me lo infila nella vagina, che ha preventivamente provveduto a masturbare quel tanto che basta per farla bagnare. Non ho mai fatto sesso anale e lui non me lo ha mai chiesto; per sentito dire, mi sembra che si provi anche un certo dolore a prenderlo nel culetto. Voglio dire, fino ad oggi, ho sempre pensato che il sesso che ho fatto fino a questo momento, fosse abbastanza soddisfacente; ora, invece, a cercar di capire cosa intendesse Antonio, era qualcosa che mi incuriosiva davvero tanto. Quando è tornato Paolo, mi ha guardato un attimo incerto, poi, ha abbassato lo sguardo e, per tutta la cena, non ha detto nulla, ma, quando siamo andati a letto, si è avvicinato a me ed ho sentito il suo membro duro come il ferro. Mi ha baciato, mi è salito sopra e me lo ha infilato dentro, trovandomi già abbastanza bagnata. È stata una scopata in silenzio, veloce e, quando è venuto, è rimasto sdraiato sopra di me.
«Pamela, io ti amo da morire e… non sono mai stato un grande amante e… ho sempre pensato che il sesso che facevamo fosse quello corretto e… loro si divertono tanto ed io ho paura che… amore, non voglio perderti.»
Per un attimo l'ho guardato e gli ho detto che proprio non capivo la sua preoccupazione, ma, in ogni caso sarei comunque sempre rimasta al suo fianco. Questa cosa mi ha un po' impensierito, ma, in ogni caso, il venerdì sera, siamo andati al mare nella casa di Antonio e, quando siamo arrivati, lui ci ha accolto molto calorosamente. Ha dato un bell'abbraccio a me ed una stretta di mano a Paolo.
«Benvenuti, ragazzi… Paolo mi fa tanto piacere averti qui con tua moglie! Pamela, rilassati e goditi questo weekend!»
Appena ci siamo sistemati, lui ci ha detto se volevamo darci una rinfrescata prima di andare a cena fuori, in un ristorante già prenotato. Paolo mi ha chiesto di mettermi molto carina e così ho indossato una gonna che mi arrivava appena sopra il ginocchio, una camicetta bianca e dei sandali a zeppa, che hanno ulteriormente inarcato il mio culetto, rendendolo ancor più provocante. Antonio ha sorriso e mi ha fatto i complimenti; durante tutta la cena è stato molto galante con me. Abbiamo parlato dapprima un po' in generale, poi siamo scesi sempre più nel dettaglio; mi ha spiegato che agli altri quattro ragazzi, piaceva molto veder le loro donne godere in primis con lui, e poi anche con altre persone, suoi amici, ma, comunque, tutte persone rispettose e molto riservate. Son rimasta un po' stupita da questa cosa, ma quando siamo tornati in villa, lui mi ha chiesto se mi andava di giocare un po'; io ho guardato Paolo e poi ho fatto un cenno d’assenso con la testa. Subito dopo lui si è avvicinato a me che ero in piedi davanti a lui, mentre Paolo era seduto sul divano, accanto a noi. Antonio mi ha abbracciato, ho sentito il suo corpo poderoso premere contro il mio e qualcosa di molto voluminoso premere contro il mio ventre. Mi ha accarezzato con delicatezza e poi, un bottone dopo l'altro, ha aperto la mia camicetta, lasciandola cadere per terra, mi ha slacciato il reggiseno ed ha ricoperto il mio seno di tanti suoi baci, oltre a svariate sue carezze. All'inizio, son rimasta immobile, quasi passiva. Ho girato lo sguardo ed ho incrociato gli occhi di Paolo, che mi ha sorriso ed ha fatto un cenno con la testa, facendomi capire che approvava. Allora ho iniziato a sbottonare la camicia di Antonio, fino a che gliel'ho tolta, lui ha sorriso. Le mie mani sono scese più in basso ed ho aperto i suoi pantaloni, facendoli cadere per terra; lui li ha scalciati via e, quando ho infilato una mano dentro le sue mutande, mi son sentita tra le dita qualcosa di veramente grosso. Intanto lui continuava a baciare i miei seni ed ho sentito bagnare la mia lumachina, che ha preso a schiumare; poi lui, delicatamente, ha appoggiato entrambe le mani sulle mie spalle e mi ha fatto accovacciare davanti a lui; mi son ritrovata con la faccia all'altezza del suo membro, appena nascosto sotto la sottile stoffa delle mutande. Lui stesso ha abbassato l'indumento e davanti alla mia faccia è comparso un membro molto più grosso di quello di Paolo e, sicuramente, anche più lungo. Sono rimasta un attimo a fissarlo, ho girato lo sguardo verso mio marito e ancora una volta mi ha fatto capire che potevo continuare; così ho spalancato la bocca ed ho sentito il suo glande farsi strada tra le mie labbra, lentamente cercare di violare la mia gola. Era grosso, enorme rispetto a qualunque altro membro avessi mai avuto tra le labbra. Mi riempiva la bocca ed ho preso a leccarlo come meglio potevo. Ho abbassato completamente l'indumento fino alle caviglie e mi son ritrovata in mano due grosse palle piene; mentre leccavo quella splendida colonna di carne viva, con la mano ho preso ad accarezzarle ed ho sentito che erano veramente gonfie e dure. Mi ha lasciato giocare per un po' con quel membro stupendo, poi mi ha sollevato, mi ha appoggiato sul divano accanto a Paolo e, dopo avermi sollevato le gambe, ha sfilato la gonna ed ha portato la sua bocca sulle mie mutandine, prendendo a leccarmi la vagina attraverso il sottile tessuto che ancora la ricopriva. È stato eccitante e, allorché lui ha sfilato l'indumento, ero già bagnata fradicia. Ha passato ripetutamente la lingua tra le pieghe della mia passera, raccogliendo il miele che emetteva, fin quando ho avuto un orgasmo così improvviso e potente da restarne stupita io stessa. Dopo di che, mi ha sollevato di peso, si è seduto e mi ha posto a cavallo su di sé; io ho afferrato quell'enorme scettro e l'ho puntato contro il mio spacco; molto lentamente ho sentito che quel palo rovente scivolava dentro di me e mi dilatava le pareti della vagina, scivolando con decisione fin in fondo. Mi son sentita veramente aprire: era una sensazione incredibile, mai provata, prima. Ero piena e, nello stesso tempo, aperta; sentivo la punta di quel membro premere contro la mia cervice; questo mi stimolava un piacere sottile, misto ad un certo strano dolore, che mi ha fatto godere all'istante.
«Oh no, così mi fai venire! Non è possibile che mi... vengo! Vengo!»
Mi ha fatto raggiungere un orgasmo incredibile, in maniera molto repentina. Ho girato lo sguardo verso Paolo, che mi ammirava in silenzio e, quando i nostri occhi si son incrociati, lui mi ha sorriso: a quel punto, mi son lasciata andare ed ho preso cavalcare quel membro, godendo, per la prima volta, in maniera totalmente nuova, quanto intensa. Mi ha scopato in quella posizione per oltre una ventina di minuti, durante i quali ho goduto a ripetizione. Poi mi ha posizionato sotto di sé, a gambe alzate e la testa appoggiata sulle gambe di Paolo. Me lo ha spinto di nuovo tutto dentro e, poi, si è rivolto a lui.
«Che aspetti? Tiralo fuori e mettiglielo in bocca! Paolo, tua moglie è una femmina che ha diritto a godere molto e, poiché questa sera siamo solo io e te, spetta a te aiutarmi a farla impazzire!»
Paolo era così eccitato che, appena mi ha messo il proprio cazzo in bocca, ha sborrato all'istante ed io, per la prima volta, ho ingoiato la sua sbroda, trovandola abbastanza gradevole. Nonostante l'abbondante sborrata, il cazzo di mio marito è rimasto ancora duro come il ferro ed io ho continuato a succhiarlo, godendo molto di questa strana situazione in cui mi trovavo. Non sono mai stata scopata da due maschi insieme, né tantomeno avevo mai immaginato di aver il cazzo di mio marito in bocca ed un altro che mi sfondasse la patata. Antonio sembrava molto soddisfatto di questo e si è complimentato anche con lui.
«Lo vedi, Paolo, che una femmina così ha bisogno di più cazzi? Lo vedi come si sta lasciando andare? Trovi che ora gode liberamente? Vedrai quando domani arriveranno i miei amici: le faremo provare tanto di quel piacere, che ne resterà stravolta.»
Ho provato uno strano brivido nel sentir le sue parole, ma, nello stesso tempo, mi son bagnata ancora di più, per cui ho preso a succhiare il cazzo di mio marito, ancor più forte e, d'un tratto, Antonio mi ha chiesto dove volevo che sborrasse; mi son tolta l'uccello di Paolo dalla bocca ed ho guardato mio marito negli occhi; ho visto che gli brillavano di gioia, così ho risposto:
«Vieni pure dove vuoi; mi stai scopando davanti a mio marito, quindi, credo che a lui non dispiaccia se mi vieni dentro!»
Antonio ha sorriso ed ha iniziato a pomparmi ancor più forte; ad un tratto, è rimasto piantato dentro di me ed allora ho cominciato a sentire schizzi bollenti, riempirmi la vagina. Me ne ha pompata davvero tanta dentro! Poi si è tirato fuori e mi ha presentato quell'enorme membro, ancora in tutto il suo virile fulgore, davanti alla bocca, mi ha chiesto di leccarlo, mentre, subito dopo, ha chiesto a Paolo di far la stessa cosa.
«Come è consuetudine di un cornuto che si rispetti, adesso devi leccare tua moglie, che è stata appena riempita da me!»
Ero stupita dalle sue parole e mi sarei aspettata un deciso rifiuto da parte di Paolo; invece si è inginocchiato tra le mie cosce ed ho sentito la sua lingua che veniva a lenire il leggero bruciore provocato dalla violenta chiavata, raccogliendo il rivolo di sbroda che stava colando fuori dalla mia fighetta, ormai ridotta ad una voragine Ho leccato bene quel membro, che è rimasto perfettamente duro e, dopo una decina di minuti, siamo finiti tutti nel suo letto, dove mi ha scopato ancora una volta bene ed a lungo. Ci siamo addormentati e, all'alba, quando mi son svegliata, ero sola con mio marito. Lui mi stava guardando in silenzio e, quando gli ho chiesto perché lo faceva, la sua risposta è stata quanto mai ovvia.
«Perché ti amo ed è stato bello vederti godere con lui; ho sempre saputo cosa facevano qui gli altri ed ho sempre avuto timore che tu potessi preferir lui a me.»
Mi ha fatto tenerezza, così l'ho abbracciato e baciato in bocca, poi l’ho stretto forte a me.
«Paolo ti amo anch'io e non ho nessuna intenzione di lasciarti, anche se ammetto che, scopare con Antonio, è stato qualcosa davvero fantastico. Non voglio metter in discussione i nostri sentimenti, perché voglio che sia ben chiaro che con lui farò solo sesso; alla luce di tanto, ti prego di non sentirti scartato da me, perché nel mio cuore c'è posto solo per te, mentre credo che, a partire da oggi, tra le mie cosce ci sarà posto anche per un bel cazzone, come quello di Antonio!»
Mi ha baciato e mi ha detto che era felice; che quello che gli avevo detto era ciò che sperava; mi è salito sopra ed ha infilato il suo membro dentro di me e, devo dire, che ero ancora così aperta che a malapena l'ho sentito. Mi ha scopato velocemente ed è venuto rapidamente; ci siamo alzati e siamo andati in cucina, dove abbiamo incontrato Antonio, completamente nudo, che ha detto che potevamo restar nudi anche noi. Dopo aver fatto colazione, tutti e tre assieme, ci siamo sdraiati nudi in piscina e, mentre stavo facendo il bagno, ho visto arrivare Giulio, Fabio, Carlo, Stefano e, insieme a loro, anche le rispettive mogli. Subito si son messe tutte nude e son venute in piscina a fare il bagno con me; mi si sono strette intorno e mi hanno abbracciato felici.
«Finalmente, hai provato anche tu il piacere di godere con Antonio e, adesso, vedrai quel che succederà quando arriveranno i suoi amici. Sicuramente avrà organizzato una bella festicciola con una decina o, forse, dodici maschi, tutti molto validi, che ci faranno godere all'impazzata! Ora capisci quanto è bello godere con un maschio come lui? Devi solo provare quanto gli altri sapranno farti impazzire. Antonio ha convinto i nostri mariti ad esser cornuti contenti e loro hanno apprezzato; ora sono felici quando ci vedono godere con più maschi ed era importante che anche tu provassi questa splendida emozione. Pamela, vedrai che non te ne pentirai!»
Ero emozionata, anche se ancora un po' titubante, ma quando, una mezz'oretta dopo, ho visto comparire una dozzina di maschi, tutti giovani, belli e prestanti e, soprattutto, dotati di mazze veramente notevoli, allora ho capito che il sesso era qualcosa che andava vissuto senza alcun ritegno. Ci hanno accarezzate tutte e, quando hanno scoperto che il mio culetto era ancora vergine, è stato Antonio a premunirsi per aprirlo. Mi ha lubrificato bene, usando un'apposita crema e me lo ha allargato per bene, prima con un dito e poi con due, alla fine anche con tre. Mi è entrato dentro molto lentamente e, dopo qualche istante di dolore, mi son sentita anche quel foro riempito e pieno. È stata un'esperienza sconvolgente! Da quel momento, mi hanno scopato in doppia per l'intero sabato e successiva domenica; ho goduto come non mi era mai successo in vita mia. La cosa più bella è stata veder mio marito insieme ai suoi amici, allegro e contento ed è stato anche festeggiato da loro.
«Paolo, benvenuto tra noi cornuti! Guarda come godono le nostre donne, con questi maschi molto dotati ed esperti!»
Mio marito era veramente felice e, in un momento in cui stavo riprendendo fiato, dopo aver goduto con tre uomini che mi avevano riempito ogni buco, mi si è avvicinato, mi ha baciato e mi ha detto: «Amor mio, ti amo da pazzi e son felice a vederti godere» Gli ho sorriso e gli ho detto che anch'io ero felice di vederlo contento, assieme ai suoi amici cornuti.
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