La strana voglia di Lidia
di
gipso
genere
incesti
La nipote Gaia era ancora piccola quando Lidia le mise gli occhi addosso , e più passava il tempo e più diventava bella agli occhi di quella Donna sposata che con lei aveva un rapporto saltuario , ma quando la andava a trovare per un saluto , o quando si incontravano facendo feste in famiglia non riusciva a trattenersi nel desiderarla .
Bionda dai capelli lunghi che le arrivavano alle spalle e gli occhi color del mare , piccola che le arrivava al seno , era diventata per lei un'ossessione , un'ossessione da nascondere agli occhi di tutti , ma non a quelli del marito Osvaldo .
Sposati da quarant'anni si erano concessi poche avventure sessuali loro , un paio con coppie e un paio con singoli , niente di più , per curiosità più che altro , ma ora era diverso , si trattava di volere l'impossibile .
Lidia alta un metro e ottanta , mora dai capelli lunghi , sessantenne come il marito Osvaldo che era più piccolo di lei ma in compenso aveva una pancia prominente si lasciò andare raccontando al marito il suo disagio , l'ossessione che aveva verso quella ragazzina che ogniqualvolta la vedeva gli si illuminavano i sensi facendola sognare di averla .
Lo sospettavo , ho visto come l'hai guardata intensamente alla festa del suo compleanno mentre eravamo tutti a tavola , pensavo che volessi mangiare anche lei oltre la torta .
E da li iniziarono a sognarla assieme , sopra 'tutto durante i loro rapporti sessuali dove la evocavano come se in quei momenti ci fosse anche lei .
Dai fattela sedere sulla faccia e leccale la figa , succhiale le tette .
Queste erano le parole che ricorrevano in quei momenti .
Ma come fare .
Come fare a convincere una ragazzina come lei ad entrare nel loro letto .
L'occasione inaspettata arrivò quando la sorella di Osvaldo madre di Gaia si ruppe una gamba cadendo da una scala costringendola a restare in ospedale per una settimana e dato che il padre di Gaia facendo l'autista di camion sempre fuori casa dalla mattina alla sera e a volte anche di notte non poteva essere controllore della figlia Gaia ancora piccola delego la cognata Lidia di darle un'occhiata .
Lidia la portava di mattina a trovare la madre all'ospedale , il pomeriggio lo passava con lei aiutandola nelle faccende domestiche .
Poi un giorno , un tardo pomeriggio d'inverno mentre fuori pioveva a dirotto e loro stavano cambiando le lenzuola nel letto andò via la luce , ci fu il panico .
Oddio , non si vede niente , disse Gaia iniziando a tastare il letto come punto di riferimento .
Stai ferma , non muoverti vedrai che ora ritorna la luce .
Disse Lidia sgattaiolando sul letto fino a raggiungerla .
Vieni qui , stammi vicina .
Nel buio più assoluto se la abbracciò stringendosela al petto in uno stato di completa euforia mentale poi la baciò sulla fronte rassicurandola , le chiese dove fosse la centralina elettrica e lei rispose .
Penso di la in cucina ma mio padre non vuole che la tocchi .
Rispose Gaia col viso sul suo seno .
Ok , resteremo qui finche non ritornerà la luce , mettiamoci comode .
Si allungò sul letto poi volle Gaia vicina .
Vieni qui vicino a me , e raccontami , raccontami un po' dei tuoi segreti .
Alla tua età io avevo già un ragazzino che mi stava dietro , tu ce l'ahi !
Si ce ne uno che mi piace e ogniqualvolta ci si incontra fuori dalla scuola si ferma a parlare con me , pensa che una volta mentre ero con le mie amiche si è fermato in bicicletta e mi ha regalato una rosa colta da un cespuglio di rose che usciva dalla cancellata di una villetta facendomi imbarazzare non poco li in mezzo alle mie amiche .
E non ti ha ancora baciata ?
No .
Io alla tua età ero più spregiudicata , mi avvicinavo io a loro , ricordo di quel bel ragazzino che sedussi col mio seno mentre era intento a guardare le macchinine dell'autopista scontrarsi , mi avvicinai alle sue spalle , ricordo che era estate e che indossava una maglietta azzurra , e con la punta del mio seno lo sfiorai , lui non mi aveva neanche visto arrivargli dietro si accorse di me solo a quel contatto , si girò , mi guardò , poi restò impassibile timido come era , ed io continuai , continuai a provocarlo fino a quando lui vincendo la timidezza mi rivolse la parola .
Mi invitò a fare una passeggiata e dopo una ventina di minuti di passeggiata fra le vie del paese vedendo una casa in costruzione senza muratori che ci lavoravano ci eclissammo nascondendoci all'interno .
Penso che sia stata la prima volta per lui che baciava una ragazza , ci demmo i primi baci lunghi e appassionati poi si attaccò al mio seno che lo aveva circuito , succhiò e risucchio i miei capezzoli facendomi eccitare non poco mentre io gli tastavo il cazzo con la mano , poi gli feci una sega .
Lo sbottonai , glielo presi in mano e lo menai fino a farlo venire con una schizzata lunga mezzo merto che raggiunse la mia coscia mentre ancora mi succhiava il seno .
Ma zia , io non saprei arrivare a tanto .
Poi arrivò la luce .
Lo so che io sono particolare , quando si tratta di volere una cosa non ho limiti .
Come adesso mentre ti guardo negli occhi e vorrei baciarti .
In quel letto mezzo disfatto ancora abbracciate strette una all'altra la baciò , si avvicinò alle sue labbra , da prima solo a sfiorarle , poi vedendo che lei ci stava incollandosi con tutta la bocca .
Vedrai come sarà bello toccare un maschio e farti succhiare il seno , le disse la zia mentre con una mano indugiava sul suo seno .
Ti succhieranno come tanti bambini affamati vedrai , e li farai impazzire di piacere come succederà a te di impazzire ai loro toccamenti .
Posso vederlo il tuo seno ?
Chissà che belle tette che hai , disse Lidia sedendosi sul letto .
Ma sono ancora piccole le mie , disse Gaia sminuendo quello che per Lidia in quel momento era manna .
Dai fammele vedere , poi ti faccio vedere le mie , siamo fra Donne no .
Convinta dalle parole della zia Gaia si tirò su il maglioncino rosa mostrandole il piccolo reggiseno che indossava poi si fermò .
Aspetta che ti aiuto disse Lidia , la fece sedere sul letto poi agganciandogli con le dita i fermagli del reggiseno dietro alle spalle glielo tolse .
Che bella che sei , le disse guidandola a distendersi di nuovo .
Ammirò quelle piccole tettine dai capezzoli appuntiti come fossero diamanti poi le disse con voce suadente .
Ora ti faccio vedere le mie , disse Lidia iniziando a sfilarsi la camicia dalla gonna .
Si tolse la camicia , il reggiseno mostrando alla ragazzina un seno prosperoso a forma di pera , poi glielo mise davanti alla faccia dicendo : ti sembrano troppo grosse le mie .
No zia , le tue sono perfette , le vorrei avere io due belle tette come le tue non come queste birichine che non crescono .
Disse Gaia afferrandosi il seno con le mani .
Bisogna massaggiarle un po'cara Gaia , bisogna massaggiarsele mentre ti tocchi per stimolarle e farle crescere .
Toccarmi come ?
Cosi , tu stai ferma e lascia fare a me .
le disse Lidia iniziando a toglierle la gonna , le mutandine e tutto il resto lasciandola nuda .
Pareva un sogno ma ora era li quella ragazzina tanto desiderata , era li completamente nuda d'innanzi a lei che se la mangiava con gli occhi , bella coi suoi capelli biondi sparsi sul cuscino , bella col suo piccolo seno acerbo appena pronunciato , bella come lo era la sua fresca peluria bionda sulla figa .
Allungata al suo fianco Lidia da prima si avvicinò al suo capezzolo sinistro con le labbra , lo succhiò facendo fremere Gaia poi mettendole l'indice della mano sinistra sul clitoride iniziò a massaggiarla .
Così piccola , così come faccio io , ti piace ?
Si zia .
Disse Gaia con un fil di voce .
Un lampo , un tuono , poi ci fu di nuovo il buio .
Quale occasione migliore di quella per scatenare i propri desideri .
Si mise in ginocchio alla pecorina in mezzo alle sue gambe , gliele sollevò divaricandole , poi si mise a leccare , a leccare quella dolce figa profumata di giovinezza .
Quando ritornò la luce si trovarono a guardarsi negli occhi .
Quale immagine migliore di quella , lei che con la lingua sul suo piccolo clitoride la guardava godere .
In quel mentre risuonò il trillo del telefono .
Questo è mio padre , telefona sempre per avvisarmi che arriva .
Disse Gaia distogliendosi dal piacere .
Nuda si alzò dal letto raggiunse il telefonino che aveva lasciato in cucina e rispose .
Quando ritornò in camera da letto dove Lidia era rimasta ad aspettare che lei tornasse per continuare quel gioco tanto sottile quanto eccitante Gaia le disse porgendole il telefonino .
Mio padre ti vuole parlare .
Pronto , disse Lidia mettendosi seduta sul letto .
Sono Piero il papà di Gaia , purtroppo questa notte dovrò dormire in cabina del camion , sono restato bloccato in autostrada causa un incidente , ti chiedo un ulteriore favore , potresti tenermi Gaia .
Si capisco , non ci sono problemi , la porterò a casa mia .
Disse Lidia rassicurandolo .
Chiuse la comunicazione posò il telefonino sul comodino allungò le mani verso Gaia e la volle .
Vieni qui Gaia , dobbiamo finire una cosa io e te .
Da seduta Lidia fece allungare la nipote sul letto in modo che la sua testa le poggiasse sul grembo e le disse mentre le sue tette sfioravano il viso della piccola Gaia .
Tuo padre non viene a casa a dormire questa notte , mi ha incaricato di curarmi di te .
Ti porterò a casa mia .
Si zia , non lasciarmi sola questa notte .
Le disse quella piccola monella attaccandosi con le labbra a una di quelle due tette che le cadevano addosso .
Si cara , staremo ancora assieme .
Le disse mettendole il braccio destro sotto alla testa a reggerla mentre succhiava .
Le mise la mano sinistra in mezzo alle gambe , il polpastrello dell'indice sulla figa e mentre Gaia succhiava alternandosi i suoi capezzoli in bocca la fece venire .
Ooooo zia , ooo zia , riusciva a dire fra un capezzolo e l' altro fremendo al contatto di quel dito , fino alla fine , fino a quando esausta dal troppo godimento abbracciò Lidia baciandola .
Sei stata brava signorina , ti è piaciuto ?
Si tantissimo zia , sei stata brava anche tu .
Si stava facendo tardi , si ricomposero , Gaia prese il pigiama e le sue cose per passare la notte fuori casa e andarono a casa di Lidia dove a preparare la cena vi era Osvaldo il marito che non si aspettava che arrivassero assieme .
Fine prima parte
Bionda dai capelli lunghi che le arrivavano alle spalle e gli occhi color del mare , piccola che le arrivava al seno , era diventata per lei un'ossessione , un'ossessione da nascondere agli occhi di tutti , ma non a quelli del marito Osvaldo .
Sposati da quarant'anni si erano concessi poche avventure sessuali loro , un paio con coppie e un paio con singoli , niente di più , per curiosità più che altro , ma ora era diverso , si trattava di volere l'impossibile .
Lidia alta un metro e ottanta , mora dai capelli lunghi , sessantenne come il marito Osvaldo che era più piccolo di lei ma in compenso aveva una pancia prominente si lasciò andare raccontando al marito il suo disagio , l'ossessione che aveva verso quella ragazzina che ogniqualvolta la vedeva gli si illuminavano i sensi facendola sognare di averla .
Lo sospettavo , ho visto come l'hai guardata intensamente alla festa del suo compleanno mentre eravamo tutti a tavola , pensavo che volessi mangiare anche lei oltre la torta .
E da li iniziarono a sognarla assieme , sopra 'tutto durante i loro rapporti sessuali dove la evocavano come se in quei momenti ci fosse anche lei .
Dai fattela sedere sulla faccia e leccale la figa , succhiale le tette .
Queste erano le parole che ricorrevano in quei momenti .
Ma come fare .
Come fare a convincere una ragazzina come lei ad entrare nel loro letto .
L'occasione inaspettata arrivò quando la sorella di Osvaldo madre di Gaia si ruppe una gamba cadendo da una scala costringendola a restare in ospedale per una settimana e dato che il padre di Gaia facendo l'autista di camion sempre fuori casa dalla mattina alla sera e a volte anche di notte non poteva essere controllore della figlia Gaia ancora piccola delego la cognata Lidia di darle un'occhiata .
Lidia la portava di mattina a trovare la madre all'ospedale , il pomeriggio lo passava con lei aiutandola nelle faccende domestiche .
Poi un giorno , un tardo pomeriggio d'inverno mentre fuori pioveva a dirotto e loro stavano cambiando le lenzuola nel letto andò via la luce , ci fu il panico .
Oddio , non si vede niente , disse Gaia iniziando a tastare il letto come punto di riferimento .
Stai ferma , non muoverti vedrai che ora ritorna la luce .
Disse Lidia sgattaiolando sul letto fino a raggiungerla .
Vieni qui , stammi vicina .
Nel buio più assoluto se la abbracciò stringendosela al petto in uno stato di completa euforia mentale poi la baciò sulla fronte rassicurandola , le chiese dove fosse la centralina elettrica e lei rispose .
Penso di la in cucina ma mio padre non vuole che la tocchi .
Rispose Gaia col viso sul suo seno .
Ok , resteremo qui finche non ritornerà la luce , mettiamoci comode .
Si allungò sul letto poi volle Gaia vicina .
Vieni qui vicino a me , e raccontami , raccontami un po' dei tuoi segreti .
Alla tua età io avevo già un ragazzino che mi stava dietro , tu ce l'ahi !
Si ce ne uno che mi piace e ogniqualvolta ci si incontra fuori dalla scuola si ferma a parlare con me , pensa che una volta mentre ero con le mie amiche si è fermato in bicicletta e mi ha regalato una rosa colta da un cespuglio di rose che usciva dalla cancellata di una villetta facendomi imbarazzare non poco li in mezzo alle mie amiche .
E non ti ha ancora baciata ?
No .
Io alla tua età ero più spregiudicata , mi avvicinavo io a loro , ricordo di quel bel ragazzino che sedussi col mio seno mentre era intento a guardare le macchinine dell'autopista scontrarsi , mi avvicinai alle sue spalle , ricordo che era estate e che indossava una maglietta azzurra , e con la punta del mio seno lo sfiorai , lui non mi aveva neanche visto arrivargli dietro si accorse di me solo a quel contatto , si girò , mi guardò , poi restò impassibile timido come era , ed io continuai , continuai a provocarlo fino a quando lui vincendo la timidezza mi rivolse la parola .
Mi invitò a fare una passeggiata e dopo una ventina di minuti di passeggiata fra le vie del paese vedendo una casa in costruzione senza muratori che ci lavoravano ci eclissammo nascondendoci all'interno .
Penso che sia stata la prima volta per lui che baciava una ragazza , ci demmo i primi baci lunghi e appassionati poi si attaccò al mio seno che lo aveva circuito , succhiò e risucchio i miei capezzoli facendomi eccitare non poco mentre io gli tastavo il cazzo con la mano , poi gli feci una sega .
Lo sbottonai , glielo presi in mano e lo menai fino a farlo venire con una schizzata lunga mezzo merto che raggiunse la mia coscia mentre ancora mi succhiava il seno .
Ma zia , io non saprei arrivare a tanto .
Poi arrivò la luce .
Lo so che io sono particolare , quando si tratta di volere una cosa non ho limiti .
Come adesso mentre ti guardo negli occhi e vorrei baciarti .
In quel letto mezzo disfatto ancora abbracciate strette una all'altra la baciò , si avvicinò alle sue labbra , da prima solo a sfiorarle , poi vedendo che lei ci stava incollandosi con tutta la bocca .
Vedrai come sarà bello toccare un maschio e farti succhiare il seno , le disse la zia mentre con una mano indugiava sul suo seno .
Ti succhieranno come tanti bambini affamati vedrai , e li farai impazzire di piacere come succederà a te di impazzire ai loro toccamenti .
Posso vederlo il tuo seno ?
Chissà che belle tette che hai , disse Lidia sedendosi sul letto .
Ma sono ancora piccole le mie , disse Gaia sminuendo quello che per Lidia in quel momento era manna .
Dai fammele vedere , poi ti faccio vedere le mie , siamo fra Donne no .
Convinta dalle parole della zia Gaia si tirò su il maglioncino rosa mostrandole il piccolo reggiseno che indossava poi si fermò .
Aspetta che ti aiuto disse Lidia , la fece sedere sul letto poi agganciandogli con le dita i fermagli del reggiseno dietro alle spalle glielo tolse .
Che bella che sei , le disse guidandola a distendersi di nuovo .
Ammirò quelle piccole tettine dai capezzoli appuntiti come fossero diamanti poi le disse con voce suadente .
Ora ti faccio vedere le mie , disse Lidia iniziando a sfilarsi la camicia dalla gonna .
Si tolse la camicia , il reggiseno mostrando alla ragazzina un seno prosperoso a forma di pera , poi glielo mise davanti alla faccia dicendo : ti sembrano troppo grosse le mie .
No zia , le tue sono perfette , le vorrei avere io due belle tette come le tue non come queste birichine che non crescono .
Disse Gaia afferrandosi il seno con le mani .
Bisogna massaggiarle un po'cara Gaia , bisogna massaggiarsele mentre ti tocchi per stimolarle e farle crescere .
Toccarmi come ?
Cosi , tu stai ferma e lascia fare a me .
le disse Lidia iniziando a toglierle la gonna , le mutandine e tutto il resto lasciandola nuda .
Pareva un sogno ma ora era li quella ragazzina tanto desiderata , era li completamente nuda d'innanzi a lei che se la mangiava con gli occhi , bella coi suoi capelli biondi sparsi sul cuscino , bella col suo piccolo seno acerbo appena pronunciato , bella come lo era la sua fresca peluria bionda sulla figa .
Allungata al suo fianco Lidia da prima si avvicinò al suo capezzolo sinistro con le labbra , lo succhiò facendo fremere Gaia poi mettendole l'indice della mano sinistra sul clitoride iniziò a massaggiarla .
Così piccola , così come faccio io , ti piace ?
Si zia .
Disse Gaia con un fil di voce .
Un lampo , un tuono , poi ci fu di nuovo il buio .
Quale occasione migliore di quella per scatenare i propri desideri .
Si mise in ginocchio alla pecorina in mezzo alle sue gambe , gliele sollevò divaricandole , poi si mise a leccare , a leccare quella dolce figa profumata di giovinezza .
Quando ritornò la luce si trovarono a guardarsi negli occhi .
Quale immagine migliore di quella , lei che con la lingua sul suo piccolo clitoride la guardava godere .
In quel mentre risuonò il trillo del telefono .
Questo è mio padre , telefona sempre per avvisarmi che arriva .
Disse Gaia distogliendosi dal piacere .
Nuda si alzò dal letto raggiunse il telefonino che aveva lasciato in cucina e rispose .
Quando ritornò in camera da letto dove Lidia era rimasta ad aspettare che lei tornasse per continuare quel gioco tanto sottile quanto eccitante Gaia le disse porgendole il telefonino .
Mio padre ti vuole parlare .
Pronto , disse Lidia mettendosi seduta sul letto .
Sono Piero il papà di Gaia , purtroppo questa notte dovrò dormire in cabina del camion , sono restato bloccato in autostrada causa un incidente , ti chiedo un ulteriore favore , potresti tenermi Gaia .
Si capisco , non ci sono problemi , la porterò a casa mia .
Disse Lidia rassicurandolo .
Chiuse la comunicazione posò il telefonino sul comodino allungò le mani verso Gaia e la volle .
Vieni qui Gaia , dobbiamo finire una cosa io e te .
Da seduta Lidia fece allungare la nipote sul letto in modo che la sua testa le poggiasse sul grembo e le disse mentre le sue tette sfioravano il viso della piccola Gaia .
Tuo padre non viene a casa a dormire questa notte , mi ha incaricato di curarmi di te .
Ti porterò a casa mia .
Si zia , non lasciarmi sola questa notte .
Le disse quella piccola monella attaccandosi con le labbra a una di quelle due tette che le cadevano addosso .
Si cara , staremo ancora assieme .
Le disse mettendole il braccio destro sotto alla testa a reggerla mentre succhiava .
Le mise la mano sinistra in mezzo alle gambe , il polpastrello dell'indice sulla figa e mentre Gaia succhiava alternandosi i suoi capezzoli in bocca la fece venire .
Ooooo zia , ooo zia , riusciva a dire fra un capezzolo e l' altro fremendo al contatto di quel dito , fino alla fine , fino a quando esausta dal troppo godimento abbracciò Lidia baciandola .
Sei stata brava signorina , ti è piaciuto ?
Si tantissimo zia , sei stata brava anche tu .
Si stava facendo tardi , si ricomposero , Gaia prese il pigiama e le sue cose per passare la notte fuori casa e andarono a casa di Lidia dove a preparare la cena vi era Osvaldo il marito che non si aspettava che arrivassero assieme .
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