Fiorella Giunona - la mia capa - 5° cap.

di
genere
prime esperienze

Era una maschera di piacere Fiorella , la sua faccia colava col piacere stampato sopra , languida negli occhi , il respiro affannoso , le nostre tre venute sulla sul suo viso e quella del parroco dentro di lei la avevano spossata .
Mario il marito si abbassò su di lei a darle un bacio sulle labbra carnose e brillanti , io ed il sacrestano ci abbassammo su di lei a baciarle il seno .
Vieni qui , mi disse Fiorella .
Mi misi in ginocchio col cazzo che flaccido mi pendeva vicino al suo viso , lei mi mise una mano sul sedere e mi attirò a se .
Sei stato bravo Fabio .
Disse spalmandosi quel concentrato di piacere sul viso come fosse stata una crema di bellezza .
Me lo prese in bocca piccolo come era ripulendolo dalle poche tracce di piacere che vi erano restate sopra alla cappella poi iniziò a succhiarmi con impegno .
Il parroco mi si mise dietro palpandomi il culo , il sacrestano a succhiarmi i capezzoli , il marito chino su di lei a condividere quel momento a dieci centimetri dal suo viso e del mio cazzo che stava riprendendo vita .
Forse causa la mia giovane età o forse causa gli occhi di quella Donna amata da sempre che mi guardavano divenni presto teso , teso e bellissimo per Mario il marito di Fiorella che con due dita della mano destra lo rubò dalla bocca della moglie iniziando a farmi una sega .
Ricordo l'immenso piacere che provai a sborrarle sulla faccia per mano di Mario mentre lei da sotto alla mia cappella sibilava al marito che con due dita teneva il mio cazzo : sii , siii , dai dai fallo venire .
Con le sue due dita appena sotto alla cappella mi fece sborrare per poi strusciarglielo sulla faccia che ancora venivo , fino alla fine , fino alla fine percorrendola ogni dove sulla faccia con la mia cappella rimpicciolita .
Poi tutto finì , andammo tutti in cucina a dissetarci , poi andammo a casa .
Passarono mesi di assoluto silenzio riguardo a quella sera , sul lavoro nessun riferimento , solo sorrisi ricordando forse quei momenti fra noi .
Poi un giorno prima delle ferie natalizie che sarebbero durate una decina di giorni Mario mi disse di passare da casa sua prima di andarmene dal lavoro .
Quando suonai al campanello venne lui ad aprirmi , mi portò in cucina e disse , io e mia moglie vogliamo farti un regalo , prese una busta bianca che era sul tavolo poi e me la passò dicendo : questi sono per te come regalo di Natale , ti serviranno per portare le tue ragazze fuori .
Anzi parlando di ragazze , a Fiorella è venuta voglia di avere una giovane ragazze da baciare , una bella ragazzina giovane come te nel proprio letto e devo dire che la cosa eccita anche me .
Tu sei giovane e chissà quante ragazzine conosci , non e che ne conosci una un po' esuberante che possa fare al caso ?
Mi venne subito in mene Giovanna una mia vicina di cortile .
Una ragazzina giovane e carina che mi stava dietro , una ragazzina piccola e snella dai capelli lunghi e biondi che a volte mentre eseguivo piccoli lavoretti nel mio garage con varie scuse veniva ad attaccare bottone .
Una ragazzina giovane ma che conosceva già il sesso dato che in quel garage mi faceva le seghe .
Troppo rischioso disse Mario .
Una ragazzina del paese potrebbe sputtanarci .
Di me rischiando si erano fidati ma non volevano andare oltre sottolineo .
Mettetevi delle mascherine suggerii .
Gli si illuminarono gli occhi al mio datore di lavoro .
Si , si potrebbe fare che tu una certa sera , quando i nostri figli assenti perché in montagna , la portassi qui con una scusa , anzi , prima le parlerai di noi e del nostro desiderio di conoscere una ragazza disposta a giocare al sesso , poi con discrezione vedendo la sua reazione a tale discorso le chiederai se interessata .
Per fare che lei non riconosca il luogo dove abitiamo verrò a prendervi io mascherato in un posto prestabilito , diciamo al cimitero , poi vi porterò qui dove ad aspettarci ci sarà Fiorella anch'essa mascherata .
Fantastico esclamai .
Proverò a sondare il terreno e se vedrò che lei non è interessata lascerò stare .
Se riusciremo nell'intento regalerò dei soldi a tutti e due , questo è l'unico svago che ci concediamo io e mia moglie .
Detto questo ci salutammo con la promessa che appena avrei saputo qualcosa da Giovanna l'avrei informato .
Il giorno dopo lo passai in garage a sgranare quel sacco di pannocchie spigolate nel tempo della mietitura e lasciato li abbandonato .
Seduto con un catino in mezzo alle gambe dove far cadere i chicchi di grano , grano che poi sarebbe servito alle galline di mia madre la vidi Giovanna , la vidi entrare nel cortile con la borsa della spesa in mano ed entrare in casa , quale occasione migliore , ora dovevo richiamare la sua attenzione .

fine quinto capitolo
di
scritto il
2026-02-14
1 . 9 K
visite
9
voti
valutazione
5.2
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.