Il piacere intenso - parte prima -
di
gipso
genere
incesti
Al raggiungimento dell'età pensionistica , dopo una vita spesa in una fabbrica di componenti elettronici , mi resi conto di non aver nessun interesse o hobby se non quello di passare i pomeriggi al parco e di vedere la televisione la sera .
Vedovo oramai da anni , assuefatto alla solitudine e con pochi sprazzi di vita , andavo avanti così " vegetando in questo Mondo come messo da parte " , poi un pomeriggio passeggiando lungo le poco frequentate stradine del parco Lambro " polmone vere di Milano " in una giornata calda di settembre , immerso nei miei pensieri , non mi accorsi di essere seguito da tre ragazzini che poi superandomi mi sbarrarono la strada .
Mi chiesero dei soldi e me lo chiesero in tono arrogante e deciso tanto da farmi preoccupare , ed io , calmo ma nello stesso tempo disorientato da quello che mi stava accadendo per evitarmi guai misi mano al portafogli e dissi : posso darvi solo una decina di Euro .
Aprii il portafogli presi la banconota e la allungai a quello che mi sembrava il più grande dei tre commettendo un grave errore purtroppo , senza volerlo preso dall'emozione del momento mostrai loro il contenuto del portafogli che conteneva altre banconote , due da cinquanta Euro e tre da dieci .
Alla vista di quei soldi il più piccolo di quella baby gang mi si avvicinò dicendomi : e a me non dai niente ?
Vi dò ancora dieci Euro se poi mi lasciate in pace .
Dissi in tono serio e deciso pensando di cavarmela così .
Si , certo , disse il ragazzino che mi si era avvicinato facendo un passo in dietro .
Presi di nuovo il portafogli in mano lo aprii e .
Fu un lampo il ragazzino ad afferrarlo e furono altrettanto veloci i suoi compagni a spingermi in dietro facendomi perdere l'attimo di reazione .
Li vedevo correre come lepri tagliando per i prati quei piccoli delinquenti " giovani ladruncoli figli della metropoli " .
Sconsolato me ne tornai a casa promettendo a me stesso vendetta .
Iniziò così un lungo appostamento , nascosto fra i cespugli che costeggiavano il vialetto dove mi fu fatta violenza , seduto su di una radice che mi faceva da seggiolino ci passavo le ore nella speranza di vederli passare .
Da quella posizione tenevo sott'occhio un centinaio di metri di quel vialetto nella speranza di vederli , poi un giorno , dopo una settimana di appostamento lo vidi avvicinarsi quel piccolo ragazzino della mano lesta , lo vidi venire verso di me assieme ad un altro ragazzo suo coetaneo : quale occasione migliore .
Quando furono a portata di mano sbucai fuori all'improvviso sorprendendoli , afferrai il ragazzino che mi aveva preso il portafogli per un braccio deciso a non mollarlo e gli urlai : dove sono i miei soldi .
Lui bestemmiava , tirava con forza nel tentativo di liberarsi dalla mia morsa al braccio ma io fui irremovibile .
Il suo amichetto era scappato dalla paura , dalla mia irruenza che stupì anche me ,
ora eravamo soli io e lui .
Dove sono i miei soldi e i miei documenti , rivoglio il mio portafogli capito ! .
Più calmo ma sempre spaventato dalla mia irruenza lui balbettò : sono a casa , sono a casa mia .
Fulminio gli misi il braccio sinistro attorno al collo bloccandolo poi gli frugai nelle tasche con la mano destra cercando il suo di portafogli finche lo trovai , ora potevo lasciare la presa .
Sulla sua carta di identità lessi , Mario F..... via Larga Milano , di anni quattordici dedussi facendo un piccolo calcolo , occhi castani , capelli castani , statura un metro e quarantacinque .
Questa sera alle otto sarò a casa tua , non vedo l'ora di parlare con tuo padre .
Dissi in tono minaccioso non facendo caso alle suppliche di quel ragazzino che mi chiedeva di riavere il suo portafogli .
Quella sera andai all'indirizzo indicato dal suo documento e all'ora prestabilita mi presentai di fronte alla porta d'ingresso di quell'appartamento situato al terzo piano di quel palazzo uguale a tanti altri palazzi della zona .
Suonai , ad aprirmi venne lui , Mario , venne ad aprire indossando solo un paio di slippini bianchi .
Entra , disse scostandosi per farmi entrare , poi iniziò a dirmi che suo padre e sua sorella erano al lavoro e che facendo i turni non sarebbero rientrati prima delle dieci e mezza , io sono qui con un mio amico a guardare la televisione .
E tua madre dov'è , gli chiesi già intuendo che non sarei stato in grado di parlare con un adulto .
Mia madre non vive con noi , disse mestamente .
Ritornai a minacciare il ragazzino dicendogli che se non mi avesse restituito i soldi ed i documenti l'avrei denunciato ai carabinieri .
Lui come risposta alla mia minaccia aprì le braccia e disse .
Per i documenti non ci sono problemi , sono di la , per i soldi purtroppo si , li ho spesi ma se posso sdebitarmi in qualche maniera te ne sarei grato , riconosco di non aver fatto un bel gesto rubandoti il portafogli , ma qui si vive alla giornata .
Parlava come un grande e mi stupiva il suo modo nel darmi del tu , a me , una persona avanti con gli anni tanto da poter essere benissimo suo nonno .
Preso in contropiede non seppi cosa dire .
Guardai quel ragazzino seminudo di fronte a me e mi vergognai di me stesso quando mi accorsi di soffermarmi il più del dovuto sui suoi slippini cercando di intravvedere i lineamenti del suo sesso .
Lui se ne accorse e disse .
Di la c'è un mio amico che a volte se lo fa prendere in bocca , so che a voi vecchietti piace fare del sesso con i ragazzini , perché non ne approfitti .
La proposta mi arrivò come una sferzata perché non era nei miei canoni avere rapporti di sesso con ragazzini , restai sbalordito , impappinato di fronte a lui che mi guardava sorridente con una mano sul cazzo .
Vieni che te lo faccio conoscere , è di la dove ci sono i tuoi documenti .
Mi feci guidare dalle sue parole che esaltavano la bellezza del suo amico e lo seguii fino ad una stanzetta dove all'interno vi erano due lettini , su di uno lui , il ragazzino suo amico e coetaneo anch'esso a torso nudo e come Mario con addosso solo uno slippino , slippino di color azzurro .
Un brivido di piacere cerebrale mi prese quando vidi che era eccitato sotto agli slip , lo si notava chiaramente dalla dimensione del suo cazzo nascosto ed alla piccola chiazza umida all'altezza del glande , e ne capii il motivo : al suo fianco aperta vi era una rivista pornografica .
Sull'altro letto si mise Mario , io in mezzo a loro , in piedi inebetito .
Questo è Michele , disse Mario alzandosi solo per un attimo andando scherzosamente a palpare il cazzo dell'amico .
Ciao , disse quel bellissimo ragazzo giocando a toccarsi le palle eccitato dalla situazione .
Mi sentivo adescato , usato , ma nello stesso tempo curioso di vedere gli sviluppi di quel gioco tanto sottile e pericoloso .
Mario prese posto vicino all'amico e gli disse .
Ho un debito con questo signore , fattelo prendere in bocca , so che a te piace , ricambierò il favore non preoccuparti .
Gli agganciò l'elastico dello slip e glielo abbassò fino a toglierlo poi tornò a sedersi al suo posto facendolo restare completamente nudo sul letto col cazzo in tiro che puntava il soffitto .
Michele mi guardò , mi fece un sorriso strizzandosi i capezzoli coi polpastrelli delle dita e mi disse : puoi toccarmi se vuoi .
Come un automa mi inginocchiai in mezzo ai due letti rivolto verso Michele , gli afferrai il suo giovane cazzo dalla cappella luccicante tenendomelo stretto nel palmo della mano destra poi lo guardai in viso vedendo un angelo .
Prendilo in bocca e succhialo , sentirai quanto è buono , incalzò Mario .
Una piccola goccia di piacere ferma sulla cappella di Michele pareva dirmi bevimi .
Non resistetti alla tentazione .
Mi avvicinai con le labbra e la raccolsi come fosse nettare poi affondai le mie fauci su quel giovane cazzo andando fino alla base e lo succhiai goloso fino a che non mi venne letteralmente in bocca spruzzandomi poderosi schizzi di seme giovanile in gola .
Mandai giù tutto e me lo tenni in bocca godendomelo nel cervello fino a che non si rimpicciolisse quel dolce cazzo .
Non capivo cosa mi stesse succedendo ma una cosa rea certa , avevo provato piacere , un piacere intenso .
Consapevole che quell'atto sessuale mi sarebbe costato l'intero contenuto monetario del mio portafogli mi dissi : un'esperienza così non aveva prezzo .
Mi alzai e li in piedi in mezzo a loro con il sapore di Michele ancora in bocca rivolgendomi a Mario dissi : è stato bello ma ora perché non mi fai vedere anche il tuo di cazzo .
Ora volevo anche lui .
Mi avvicinai al letto di Mario e mi inginocchiai di nuovo , questa volta verso di lui , gli misi una mano sulla coscia , gliela palpai , ma lui non volle , mi prese la mano e me la scostò .
La voce mi si fece roca quando lo implorai di farselo prendere in bocca .
In quel momento lo volevo più di qualunque altra cosa il suo cazzo , ma lui come risposta alle mie avance si allungò sul letto a pancia sotto mostrandomi il suo culetto tutto da baciare .
Non resistetti , gli misi una mano sopra .
No! non voglio , disse dimenando il sedere cercando di sfuggire alle mie carezze .
Dai fattelo succhiare anche tu , ti farò un regalino .
Gli dissi con voce suadente .
Forse allettato dalla mia promessa di denaro o forse dalla troppa voglia di godere , fatto sta che con mio sommo piacere si girò e si mise in ginocchio sul letto , si chinò in avanti e attese .
Non stavo più nella pelle .
Gli agganciai l'elastico dello slip con le dita e facendoglielo scivolare sul sedere glielo abbassai fino a toglierglielo scoprendo la perfezione , le belle rotondità della giovinezza .
Apri .
Gli dissi facendo una leggera pressione su una coscia .
Lui allargò le gambe .
Ora oltre che a palpargli il culo avevo a disposizione anche i suoi gioielli .
Con due dita della mano destra iniziai a mungere quel piccolo uccellino in tiro non più lungo di una decina di centimetri baciandogli il culo poi a fatica da dietro mi infilai strusciando sul letto in mezzo alle sue gambe aperte sentendomi scivolare duro sulla faccia il suo cazzo .
Morivo dalla voglia di sentirmelo in bocca : lo mangiai .
Gli presi la cappella in bocca e andai giù , in giù fino alla base sentendomelo duro in bocca , poi con una mano facendogliela passare sul culo andai ad imprigionargli le palle e dolcemente con due dita a fargli una sega a fil di labbra .
Ero pronto a ricevere il latte di quel giovane cazzo , cazzo che mi faceva godere .
Iniziò a schizzare piccoli getti di sperma che io indirizzai sulle mie labbra , sulla mia faccia e nella mia bocca , poi glielo presi in bocca e lo tenni fino alla fine , fino a quando mi si rimpicciolì dentro .
Mi sentivo imbrattato e felice .
Eccitato dentro di me e ingordo di cazzo non avrei mai voluto staccarmi da quel ragazzino ma consapevole ancora una volta del rischio che correvo farmi trovare in quella situazione da parenti e amici dei ragazzi mi ricomposi , diedi una pacca sul culetto di Mario e mi rialzai in piedi .
Lui si allungò sul letto a pancia sopra mostrandomi il suo corpo giovene e bellissimo poi ci guardammo , gli misi una mano sui capelli accarezzandoglieli poi dalla tasca presi delle banconote .
Queste sono per voi dissi mettendole sul comodino in mezzo ai due letti .
Mario le prese le mise nel cassetto del comodino poi da questi tirò fuori il mio portafogli .
Li salutai dicendo loro che erano stati bravi poi me ne andai .
Uscii da quella casa col viso ancora imbrattato di sperma che a volte mentre passavo in mezzo alla gente mi spalmavo come fosse crema , chiazze ancora fresche e profumate che mi inebriavano il cervello facendomi ricordare quei momenti appena vissuti , inebrianti fino al punto di eccitarmi di nuovo li seduto in mezzo alla gente sul metrò .
Quando arrivai a casa mi allungai nudo sul letto e mi masturbai , mi succhiai le dita ancora profumate di giovinezza e sborrai .
fine prima parte
Vedovo oramai da anni , assuefatto alla solitudine e con pochi sprazzi di vita , andavo avanti così " vegetando in questo Mondo come messo da parte " , poi un pomeriggio passeggiando lungo le poco frequentate stradine del parco Lambro " polmone vere di Milano " in una giornata calda di settembre , immerso nei miei pensieri , non mi accorsi di essere seguito da tre ragazzini che poi superandomi mi sbarrarono la strada .
Mi chiesero dei soldi e me lo chiesero in tono arrogante e deciso tanto da farmi preoccupare , ed io , calmo ma nello stesso tempo disorientato da quello che mi stava accadendo per evitarmi guai misi mano al portafogli e dissi : posso darvi solo una decina di Euro .
Aprii il portafogli presi la banconota e la allungai a quello che mi sembrava il più grande dei tre commettendo un grave errore purtroppo , senza volerlo preso dall'emozione del momento mostrai loro il contenuto del portafogli che conteneva altre banconote , due da cinquanta Euro e tre da dieci .
Alla vista di quei soldi il più piccolo di quella baby gang mi si avvicinò dicendomi : e a me non dai niente ?
Vi dò ancora dieci Euro se poi mi lasciate in pace .
Dissi in tono serio e deciso pensando di cavarmela così .
Si , certo , disse il ragazzino che mi si era avvicinato facendo un passo in dietro .
Presi di nuovo il portafogli in mano lo aprii e .
Fu un lampo il ragazzino ad afferrarlo e furono altrettanto veloci i suoi compagni a spingermi in dietro facendomi perdere l'attimo di reazione .
Li vedevo correre come lepri tagliando per i prati quei piccoli delinquenti " giovani ladruncoli figli della metropoli " .
Sconsolato me ne tornai a casa promettendo a me stesso vendetta .
Iniziò così un lungo appostamento , nascosto fra i cespugli che costeggiavano il vialetto dove mi fu fatta violenza , seduto su di una radice che mi faceva da seggiolino ci passavo le ore nella speranza di vederli passare .
Da quella posizione tenevo sott'occhio un centinaio di metri di quel vialetto nella speranza di vederli , poi un giorno , dopo una settimana di appostamento lo vidi avvicinarsi quel piccolo ragazzino della mano lesta , lo vidi venire verso di me assieme ad un altro ragazzo suo coetaneo : quale occasione migliore .
Quando furono a portata di mano sbucai fuori all'improvviso sorprendendoli , afferrai il ragazzino che mi aveva preso il portafogli per un braccio deciso a non mollarlo e gli urlai : dove sono i miei soldi .
Lui bestemmiava , tirava con forza nel tentativo di liberarsi dalla mia morsa al braccio ma io fui irremovibile .
Il suo amichetto era scappato dalla paura , dalla mia irruenza che stupì anche me ,
ora eravamo soli io e lui .
Dove sono i miei soldi e i miei documenti , rivoglio il mio portafogli capito ! .
Più calmo ma sempre spaventato dalla mia irruenza lui balbettò : sono a casa , sono a casa mia .
Fulminio gli misi il braccio sinistro attorno al collo bloccandolo poi gli frugai nelle tasche con la mano destra cercando il suo di portafogli finche lo trovai , ora potevo lasciare la presa .
Sulla sua carta di identità lessi , Mario F..... via Larga Milano , di anni quattordici dedussi facendo un piccolo calcolo , occhi castani , capelli castani , statura un metro e quarantacinque .
Questa sera alle otto sarò a casa tua , non vedo l'ora di parlare con tuo padre .
Dissi in tono minaccioso non facendo caso alle suppliche di quel ragazzino che mi chiedeva di riavere il suo portafogli .
Quella sera andai all'indirizzo indicato dal suo documento e all'ora prestabilita mi presentai di fronte alla porta d'ingresso di quell'appartamento situato al terzo piano di quel palazzo uguale a tanti altri palazzi della zona .
Suonai , ad aprirmi venne lui , Mario , venne ad aprire indossando solo un paio di slippini bianchi .
Entra , disse scostandosi per farmi entrare , poi iniziò a dirmi che suo padre e sua sorella erano al lavoro e che facendo i turni non sarebbero rientrati prima delle dieci e mezza , io sono qui con un mio amico a guardare la televisione .
E tua madre dov'è , gli chiesi già intuendo che non sarei stato in grado di parlare con un adulto .
Mia madre non vive con noi , disse mestamente .
Ritornai a minacciare il ragazzino dicendogli che se non mi avesse restituito i soldi ed i documenti l'avrei denunciato ai carabinieri .
Lui come risposta alla mia minaccia aprì le braccia e disse .
Per i documenti non ci sono problemi , sono di la , per i soldi purtroppo si , li ho spesi ma se posso sdebitarmi in qualche maniera te ne sarei grato , riconosco di non aver fatto un bel gesto rubandoti il portafogli , ma qui si vive alla giornata .
Parlava come un grande e mi stupiva il suo modo nel darmi del tu , a me , una persona avanti con gli anni tanto da poter essere benissimo suo nonno .
Preso in contropiede non seppi cosa dire .
Guardai quel ragazzino seminudo di fronte a me e mi vergognai di me stesso quando mi accorsi di soffermarmi il più del dovuto sui suoi slippini cercando di intravvedere i lineamenti del suo sesso .
Lui se ne accorse e disse .
Di la c'è un mio amico che a volte se lo fa prendere in bocca , so che a voi vecchietti piace fare del sesso con i ragazzini , perché non ne approfitti .
La proposta mi arrivò come una sferzata perché non era nei miei canoni avere rapporti di sesso con ragazzini , restai sbalordito , impappinato di fronte a lui che mi guardava sorridente con una mano sul cazzo .
Vieni che te lo faccio conoscere , è di la dove ci sono i tuoi documenti .
Mi feci guidare dalle sue parole che esaltavano la bellezza del suo amico e lo seguii fino ad una stanzetta dove all'interno vi erano due lettini , su di uno lui , il ragazzino suo amico e coetaneo anch'esso a torso nudo e come Mario con addosso solo uno slippino , slippino di color azzurro .
Un brivido di piacere cerebrale mi prese quando vidi che era eccitato sotto agli slip , lo si notava chiaramente dalla dimensione del suo cazzo nascosto ed alla piccola chiazza umida all'altezza del glande , e ne capii il motivo : al suo fianco aperta vi era una rivista pornografica .
Sull'altro letto si mise Mario , io in mezzo a loro , in piedi inebetito .
Questo è Michele , disse Mario alzandosi solo per un attimo andando scherzosamente a palpare il cazzo dell'amico .
Ciao , disse quel bellissimo ragazzo giocando a toccarsi le palle eccitato dalla situazione .
Mi sentivo adescato , usato , ma nello stesso tempo curioso di vedere gli sviluppi di quel gioco tanto sottile e pericoloso .
Mario prese posto vicino all'amico e gli disse .
Ho un debito con questo signore , fattelo prendere in bocca , so che a te piace , ricambierò il favore non preoccuparti .
Gli agganciò l'elastico dello slip e glielo abbassò fino a toglierlo poi tornò a sedersi al suo posto facendolo restare completamente nudo sul letto col cazzo in tiro che puntava il soffitto .
Michele mi guardò , mi fece un sorriso strizzandosi i capezzoli coi polpastrelli delle dita e mi disse : puoi toccarmi se vuoi .
Come un automa mi inginocchiai in mezzo ai due letti rivolto verso Michele , gli afferrai il suo giovane cazzo dalla cappella luccicante tenendomelo stretto nel palmo della mano destra poi lo guardai in viso vedendo un angelo .
Prendilo in bocca e succhialo , sentirai quanto è buono , incalzò Mario .
Una piccola goccia di piacere ferma sulla cappella di Michele pareva dirmi bevimi .
Non resistetti alla tentazione .
Mi avvicinai con le labbra e la raccolsi come fosse nettare poi affondai le mie fauci su quel giovane cazzo andando fino alla base e lo succhiai goloso fino a che non mi venne letteralmente in bocca spruzzandomi poderosi schizzi di seme giovanile in gola .
Mandai giù tutto e me lo tenni in bocca godendomelo nel cervello fino a che non si rimpicciolisse quel dolce cazzo .
Non capivo cosa mi stesse succedendo ma una cosa rea certa , avevo provato piacere , un piacere intenso .
Consapevole che quell'atto sessuale mi sarebbe costato l'intero contenuto monetario del mio portafogli mi dissi : un'esperienza così non aveva prezzo .
Mi alzai e li in piedi in mezzo a loro con il sapore di Michele ancora in bocca rivolgendomi a Mario dissi : è stato bello ma ora perché non mi fai vedere anche il tuo di cazzo .
Ora volevo anche lui .
Mi avvicinai al letto di Mario e mi inginocchiai di nuovo , questa volta verso di lui , gli misi una mano sulla coscia , gliela palpai , ma lui non volle , mi prese la mano e me la scostò .
La voce mi si fece roca quando lo implorai di farselo prendere in bocca .
In quel momento lo volevo più di qualunque altra cosa il suo cazzo , ma lui come risposta alle mie avance si allungò sul letto a pancia sotto mostrandomi il suo culetto tutto da baciare .
Non resistetti , gli misi una mano sopra .
No! non voglio , disse dimenando il sedere cercando di sfuggire alle mie carezze .
Dai fattelo succhiare anche tu , ti farò un regalino .
Gli dissi con voce suadente .
Forse allettato dalla mia promessa di denaro o forse dalla troppa voglia di godere , fatto sta che con mio sommo piacere si girò e si mise in ginocchio sul letto , si chinò in avanti e attese .
Non stavo più nella pelle .
Gli agganciai l'elastico dello slip con le dita e facendoglielo scivolare sul sedere glielo abbassai fino a toglierglielo scoprendo la perfezione , le belle rotondità della giovinezza .
Apri .
Gli dissi facendo una leggera pressione su una coscia .
Lui allargò le gambe .
Ora oltre che a palpargli il culo avevo a disposizione anche i suoi gioielli .
Con due dita della mano destra iniziai a mungere quel piccolo uccellino in tiro non più lungo di una decina di centimetri baciandogli il culo poi a fatica da dietro mi infilai strusciando sul letto in mezzo alle sue gambe aperte sentendomi scivolare duro sulla faccia il suo cazzo .
Morivo dalla voglia di sentirmelo in bocca : lo mangiai .
Gli presi la cappella in bocca e andai giù , in giù fino alla base sentendomelo duro in bocca , poi con una mano facendogliela passare sul culo andai ad imprigionargli le palle e dolcemente con due dita a fargli una sega a fil di labbra .
Ero pronto a ricevere il latte di quel giovane cazzo , cazzo che mi faceva godere .
Iniziò a schizzare piccoli getti di sperma che io indirizzai sulle mie labbra , sulla mia faccia e nella mia bocca , poi glielo presi in bocca e lo tenni fino alla fine , fino a quando mi si rimpicciolì dentro .
Mi sentivo imbrattato e felice .
Eccitato dentro di me e ingordo di cazzo non avrei mai voluto staccarmi da quel ragazzino ma consapevole ancora una volta del rischio che correvo farmi trovare in quella situazione da parenti e amici dei ragazzi mi ricomposi , diedi una pacca sul culetto di Mario e mi rialzai in piedi .
Lui si allungò sul letto a pancia sopra mostrandomi il suo corpo giovene e bellissimo poi ci guardammo , gli misi una mano sui capelli accarezzandoglieli poi dalla tasca presi delle banconote .
Queste sono per voi dissi mettendole sul comodino in mezzo ai due letti .
Mario le prese le mise nel cassetto del comodino poi da questi tirò fuori il mio portafogli .
Li salutai dicendo loro che erano stati bravi poi me ne andai .
Uscii da quella casa col viso ancora imbrattato di sperma che a volte mentre passavo in mezzo alla gente mi spalmavo come fosse crema , chiazze ancora fresche e profumate che mi inebriavano il cervello facendomi ricordare quei momenti appena vissuti , inebrianti fino al punto di eccitarmi di nuovo li seduto in mezzo alla gente sul metrò .
Quando arrivai a casa mi allungai nudo sul letto e mi masturbai , mi succhiai le dita ancora profumate di giovinezza e sborrai .
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