Il soldatino
di
IL MICROBO
genere
gay
IL SOLDATINO
Un orientale non si rifiuta mai. Pulito, ordinato, ubbidiente, anzi no: ligio agli ordini. Guarda te che bel fisico, pelle chiara, liscia, due capezzolini mmm, il suo cespuglietto moro sul pube e dietro un culetto piccolo, sodo, ano di sicuro poco frequentato. Me lo porto a casa. Lo spoglio, Lo metto in piega supino sul letto con il sedere alzato, provocante, pronto, lo osservo e lo accarezzo, gli stuzzico i bottoni d'oro. Ce l'ho fra le mani come un bestiolina sul bancone del veterinario. Ora me lo faccio. Resta immobile, aspetta me. Suo dovere è darmi piacere. Gli punto l'uccello, freme un po'. Lo pigio. Guaisce. Lo bombardo. Quanti urletti che caccia. Lo insegno a stringere quando sono dentro tutto, e a rilassare quando lo tiro fuori. Impara subito. Mi aggrappo a lui, do gli ultimi colpi. Vengo. Caspita come è felice.
-”Ti è piaciuto?”
-”Molto Signore”.
-”Domani sei da me?”
-”A disposizione”.
Mi torna tutti i giorni, non da mai buca. Ricevere mance non è nel suo stile. Ricevere cazzo sì. Lo aiuto come posso a sbrigare carte e documenti in questura. Forse me lo prendo a vivere qui da servetto.
-”Che ne dici?”
-”Ohh sì. Anche altro padrone voleva così”.
Carino Ve! Mi lustra la casa e fa anche cucina, poi quando arrivo lo lustro e lo cucino io per bene, sempre in calore per come lo sguazzo, puntuale preciso docile e bravo in tutto il resto. Sembra finto ma invece è genuino. Mi imbandisce la cena. Andiamo a materasso per coccole. Un bel acquisto. Me lo tengo stretto.
Un orientale non si rifiuta mai. Pulito, ordinato, ubbidiente, anzi no: ligio agli ordini. Guarda te che bel fisico, pelle chiara, liscia, due capezzolini mmm, il suo cespuglietto moro sul pube e dietro un culetto piccolo, sodo, ano di sicuro poco frequentato. Me lo porto a casa. Lo spoglio, Lo metto in piega supino sul letto con il sedere alzato, provocante, pronto, lo osservo e lo accarezzo, gli stuzzico i bottoni d'oro. Ce l'ho fra le mani come un bestiolina sul bancone del veterinario. Ora me lo faccio. Resta immobile, aspetta me. Suo dovere è darmi piacere. Gli punto l'uccello, freme un po'. Lo pigio. Guaisce. Lo bombardo. Quanti urletti che caccia. Lo insegno a stringere quando sono dentro tutto, e a rilassare quando lo tiro fuori. Impara subito. Mi aggrappo a lui, do gli ultimi colpi. Vengo. Caspita come è felice.
-”Ti è piaciuto?”
-”Molto Signore”.
-”Domani sei da me?”
-”A disposizione”.
Mi torna tutti i giorni, non da mai buca. Ricevere mance non è nel suo stile. Ricevere cazzo sì. Lo aiuto come posso a sbrigare carte e documenti in questura. Forse me lo prendo a vivere qui da servetto.
-”Che ne dici?”
-”Ohh sì. Anche altro padrone voleva così”.
Carino Ve! Mi lustra la casa e fa anche cucina, poi quando arrivo lo lustro e lo cucino io per bene, sempre in calore per come lo sguazzo, puntuale preciso docile e bravo in tutto il resto. Sembra finto ma invece è genuino. Mi imbandisce la cena. Andiamo a materasso per coccole. Un bel acquisto. Me lo tengo stretto.
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