Questo o quello per me pari sono
di
IL MICROBO
genere
gay
QUESTO O QUELLO PER ME PARI SONO
Chi fra i miei amati Culetti mi cucino stasera? Il Giovanni? Sentiamo se è libero. Accidenti sta in riunione fino a tardi. Passiamo ad Alberto. Quel cane non risponde. Cerco Toni. È a letto col raffreddore. Lucio è fuori città. Sandro ha parenti in casa per tutto il week end. Giorgio è prenotato. Marco mi dice che ha avuto una giornataccia tutta da dimenticare. L'ultimo della serie è Angelo. Un Angelo di nome e anche di fatto. Non tira mai fuori storie. Lo promuoverò come primo della lista.
-”Ti aspetto a mutande aperte”.
-”Mezz'ora e arrivo”.
Entra. Corre in bagno a spogliarsi. Mi appare radioso. Mi bacia l'uccello. Lo porto in camera (che fra di noi la chiamiamo “lo scannatoio”). Si rovescia sul letto. Alza le gambe a forbice da grande Troia. Mi ci avvento. Lo penetro. Mi sazia di fica. Lo squarto.
-”Cavolo Martino come ce l'hai grosso”.
-”Sei il mio primo e unico che ho sempre in mente”.
-”Il tuo preferito dimmelo?”
-”In cima ai miei pensieri”.
-”Mi vuoi anche domani?”
-”Ma certo”.
Gli altri che vadano a farsi friggere. Che imparino a mettersi in fila da postulanti e forse potranno ottenere udienza.
Mi suonano alla porta. Sono due orfanelli Last Minute.
-”Ci siamo liberati”.
Il richiamo della foresta.
-”Mi fate fare gli straordinari?”
-”Ti supplichiamo”.
-”Tirate fuori il culo e vedo se riesco a risorgere”.
Tre in una sera sono faticosi.
-”Giratevi sul divano”.
Qualche colpo al primo e poi al secondo. Si offrono così bene che è un peccato deluderli. Ci ho fatto ambo.
-”Ti adoriamo”.
-”Potete ben dirlo”.
-”Torniamo domani?”
-”È troppo presto”.
-”Dai Martino”.
Li smisto a degli amici che mi hanno chiesto un rincalzo. Gli vanno bene anche i fondi di magazzino.
-”Grazie sai”.
-”Sparite”.
Si dileguano. Me li sono levati di torno. D'ora in poi mi basta l'Angelo, l'unico che mi merita. Non tira mai fuori scuse. È sempre sul pronto.
Chi fra i miei amati Culetti mi cucino stasera? Il Giovanni? Sentiamo se è libero. Accidenti sta in riunione fino a tardi. Passiamo ad Alberto. Quel cane non risponde. Cerco Toni. È a letto col raffreddore. Lucio è fuori città. Sandro ha parenti in casa per tutto il week end. Giorgio è prenotato. Marco mi dice che ha avuto una giornataccia tutta da dimenticare. L'ultimo della serie è Angelo. Un Angelo di nome e anche di fatto. Non tira mai fuori storie. Lo promuoverò come primo della lista.
-”Ti aspetto a mutande aperte”.
-”Mezz'ora e arrivo”.
Entra. Corre in bagno a spogliarsi. Mi appare radioso. Mi bacia l'uccello. Lo porto in camera (che fra di noi la chiamiamo “lo scannatoio”). Si rovescia sul letto. Alza le gambe a forbice da grande Troia. Mi ci avvento. Lo penetro. Mi sazia di fica. Lo squarto.
-”Cavolo Martino come ce l'hai grosso”.
-”Sei il mio primo e unico che ho sempre in mente”.
-”Il tuo preferito dimmelo?”
-”In cima ai miei pensieri”.
-”Mi vuoi anche domani?”
-”Ma certo”.
Gli altri che vadano a farsi friggere. Che imparino a mettersi in fila da postulanti e forse potranno ottenere udienza.
Mi suonano alla porta. Sono due orfanelli Last Minute.
-”Ci siamo liberati”.
Il richiamo della foresta.
-”Mi fate fare gli straordinari?”
-”Ti supplichiamo”.
-”Tirate fuori il culo e vedo se riesco a risorgere”.
Tre in una sera sono faticosi.
-”Giratevi sul divano”.
Qualche colpo al primo e poi al secondo. Si offrono così bene che è un peccato deluderli. Ci ho fatto ambo.
-”Ti adoriamo”.
-”Potete ben dirlo”.
-”Torniamo domani?”
-”È troppo presto”.
-”Dai Martino”.
Li smisto a degli amici che mi hanno chiesto un rincalzo. Gli vanno bene anche i fondi di magazzino.
-”Grazie sai”.
-”Sparite”.
Si dileguano. Me li sono levati di torno. D'ora in poi mi basta l'Angelo, l'unico che mi merita. Non tira mai fuori scuse. È sempre sul pronto.
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