Il micologo

di
genere
gay

IL MICOLOGO
C'è un boschetto fuori città dove vado a funghi. Mi piacciono quelli col gambo lungo e grosso e il cappello largo e lucido. Faccio un giretto fra gli alberi e subito scorgo un bel Boleto.
-”Anche tu in cerca?”
-”Direi di sì”.
-”Vuoi Favorire?”
-”Perché no”.
Gli do una prima succhiata.
-”Che bravo che sei. Continua”.
Gli ho messo in campo un bel bocchino.
-”Più avanti ci sono altri Boleti”.
Perlustrando qua e là ne ho avvistati tanti e me li sono digeriti tutti. Arrivo all'ultimo che sono un po' esausto.
-”Quanti te ne sei fatti?”
-”Una decina”.
-”Vuoi il numero undici”.
-”Ma sì. Ci sta”.
Più che essere io a pomparlo è stato lui a scoparmi la bocca e a travolgermi tra gemiti, bave e rantoli con una raffica di spinte di artiglieria.
-”Hai sete? Vuoi Bere?”
-”Mmmmm sgrob”.
Ho risposto a smorfie e monosillabi. Subito mi è arrivata una vagonata di Nettare alla spina che quasi mi andava di traverso.
-”Manda giù Porcellino”.
-”Sglub glu”.
-”Vengo qui tutti i sabati sul tardi. Se hai bisogno di rifornimento mi trovi pronto”.
-”Lo tengo presente”.
-”Ma corri dritto dalle mie parti che non ti voglio di seconda mano. Ora vai”.
Mi ha spedito via senza altro chiedermi. Tornerò a cercarlo e spero che sia anche in vena di trapanarmi il culo. Uno così non capita Tutti i Giorni. Ops...volevo dire Notti.
scritto il
2026-02-15
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