Nano e gigante
di
IL MICROBO
genere
gay
NANO E GIGANTE
Ci scambiamo le foto in chat. Io longilineo magro Lui invece francamente obeso. C'è un che di rassicurante nella sua mole davvero esagerata che quasi gli deforma il corpo. E lui mi di dice che mi trova delizioso sottopeso come sono tanto che mi affibbia il nomignolo di “Carestia”. Ci spogliamo subito come ci eravamo proposti e vengo avvolto nella nuvola dei suoi lardi nei quali mi sembra di sprofondare come in un morbido cuscino. Sotto le salsicce della sua pancia, nascosto fra pieghe a cascata gli si impenna un cazzo che a termini di regolamento definirei “grosso e duro”. Sta cercando la strada del mio misero culetto che egli chiama lì per lì il “Tuo Piccolo Fuoco” oltre che il “Motivo” per cui mi aveva invitato. Va in cerca del “Bocciolo” e lo infilza innalzandomi nel paradiso di una quantità spinte serene, ovattate ma solide. Mi tiene in onda e mi sembra di volare.
-”Lo senti bene?”
-”Orpo sì”.
Mi tiene in riga per un bel po'. È un'esperienza davvero fantastica. Viene forte. Mi inonda a fontana. Vado in cerca di tanta canna e a soffoco tra le sue cicce. La ripulisco. Mi sorride. Gli sorrido.
-”Caro ragazzo sei bellino ma dovresti nutrirti di più”.
-”E tu moderarti almeno un po'”.
-”Sai quante calorie mi hai fatto consumare?”
-”Cinquecento?”
-”Da lì in su”.
-”Ti piace l'Uomo grasso”.
-”Un casino”.
-”Vieni qui dai che ti stritolo”.
Da quel giorno siamo diventati pappa e ciccia. Mi imbocca con tranti dolcetti per tirarmi su e rendermi più presentabile e in forma ma quello che preferisco di più è il suo formidabile “Cannolo” alla crema pasticcera che a getto mi feconda. Quanta ne schizza dai suoi coglioni che sono il doppio del normale nella misura di quello che custodisce per me dentro il suo pube tutto dedito a me affidato a lui.
Mi addormento dentro il suo corpo, incurante e inebetito da come mi massaggia, mi palpa, mi pizzica il collo e i capezzoli e i glutei e le cosce e le gambe fino ai piedi, Tutto suo più ossa che carne. Il suo “Scheletro”, il suo “Bamboccio”, Il suo “Ano da sforzo”. Una Farfalla al cospetto di un così grandioso e voluttuoso impulsivo gigantesco Pachiderma.
Ci scambiamo le foto in chat. Io longilineo magro Lui invece francamente obeso. C'è un che di rassicurante nella sua mole davvero esagerata che quasi gli deforma il corpo. E lui mi di dice che mi trova delizioso sottopeso come sono tanto che mi affibbia il nomignolo di “Carestia”. Ci spogliamo subito come ci eravamo proposti e vengo avvolto nella nuvola dei suoi lardi nei quali mi sembra di sprofondare come in un morbido cuscino. Sotto le salsicce della sua pancia, nascosto fra pieghe a cascata gli si impenna un cazzo che a termini di regolamento definirei “grosso e duro”. Sta cercando la strada del mio misero culetto che egli chiama lì per lì il “Tuo Piccolo Fuoco” oltre che il “Motivo” per cui mi aveva invitato. Va in cerca del “Bocciolo” e lo infilza innalzandomi nel paradiso di una quantità spinte serene, ovattate ma solide. Mi tiene in onda e mi sembra di volare.
-”Lo senti bene?”
-”Orpo sì”.
Mi tiene in riga per un bel po'. È un'esperienza davvero fantastica. Viene forte. Mi inonda a fontana. Vado in cerca di tanta canna e a soffoco tra le sue cicce. La ripulisco. Mi sorride. Gli sorrido.
-”Caro ragazzo sei bellino ma dovresti nutrirti di più”.
-”E tu moderarti almeno un po'”.
-”Sai quante calorie mi hai fatto consumare?”
-”Cinquecento?”
-”Da lì in su”.
-”Ti piace l'Uomo grasso”.
-”Un casino”.
-”Vieni qui dai che ti stritolo”.
Da quel giorno siamo diventati pappa e ciccia. Mi imbocca con tranti dolcetti per tirarmi su e rendermi più presentabile e in forma ma quello che preferisco di più è il suo formidabile “Cannolo” alla crema pasticcera che a getto mi feconda. Quanta ne schizza dai suoi coglioni che sono il doppio del normale nella misura di quello che custodisce per me dentro il suo pube tutto dedito a me affidato a lui.
Mi addormento dentro il suo corpo, incurante e inebetito da come mi massaggia, mi palpa, mi pizzica il collo e i capezzoli e i glutei e le cosce e le gambe fino ai piedi, Tutto suo più ossa che carne. Il suo “Scheletro”, il suo “Bamboccio”, Il suo “Ano da sforzo”. Una Farfalla al cospetto di un così grandioso e voluttuoso impulsivo gigantesco Pachiderma.
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