Che culo

di
genere
gay

CHE CULO
Di culetti me ne intendo abbastanza e quello che mi è apparso all'improvviso a zonzo e ad alzanatica lungo le vie della città l'ho seguito passo dopo passo senza mai riuscire a togliergli gli occhi di dosso. I suoi glutei si muovevano su e giù con un bel ritmo. Pensavo al buchetto che gli stava al centro scombussolato dalla marcia forzata di fette così bene in carne che lo avrebbero dovuto proteggere ma che in realtà lo potevano solo scombussolare di qua e di là tra spinte destre e sinistre. Accomodato al bar per un aperitivo il suo sedere si è dato una calmata e ha preso quella forma in piega a tutto tondo che tanto mi turba. Il proprietario ormai consapevole di come lo stavo tallonando dopo tanto girare ha imboccato un androne in fondo al quale ci sta la sauna. Ci sono entrato ed ho pagato di fretta il biglietto. Nello spogliatoio ho fatto in tempo ad ammirare lo sguscio a nudo fuori dalle mutande di quel bel fondoschiena in atto di chinarsi per levarsele. Ho sfilato anch'io le mie imbandendogli una bella porzione di ardimentoso pube verso il quale ha lanciato un'occhiata non proprio neutra. Abbiamo varcato insieme l'uscio della dark room dove c'era un bel traffico. Gli sono balzato addosso e a colpo sicuro e me lo sono fatto. Non so se era la sua prima volta ma dal modo in cui si è fuggito direi proprio di sì. L'ho cercato di strada in strada ma non c'è stato più niente da fare. Me lo sono perso.
scritto il
2026-02-07
1 6 5
visite
1
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Bello e buono

racconto sucessivo

Taxi driver

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.