Lui ed io

di
genere
gay

LUI ED IO
Siamo stati colleghi per anni. Sempre lavorato bene in coppia fianco a fianco. Per questo ci mandavano insieme alle Fiere più importanti, quelle decisive per il Fatturato dell'Azienda. Per risparmiare abbiamo sempre alloggiato nella stessa stanza, qualche volta anche con letto matrimoniale e sempre rispettandoci. Ci giravamo nudi come si usa fra uomini dopo una giornata di contrattazioni e di commerci facendoci di gusto un Whisketto prima di addormentarci come due ghiri e cadere in un sonno profondo e ristoratore magari anche a corpo nudo se mai faceva caldo. Non era mai successo niente di niente. Della sua sfera privata conoscevo poco se non che era scapolo come del resto lo ero io. Al di fuori delle discussioni pratiche parlavamo tanto e solo di calcio la nostra comune passione. Naturalmente facevamo il tifo per delle squadre avversarie ma questo non ci disturbava più di tanto. In Ditta lui era chiamato “Il Bello” perché lo era sul serio in modo notevole ed io “Il Grosso” per la mia statura da corazziere.
Quella sera eravamo molto soddisfatti per gli Affari che avevamo portato al coperto.
Non so cosa abbia dato fuoco alle polveri. Di sicuro avevamo bevuto più del solito. Di sicuro Tommy uscendo dalla doccia aveva sbirciato che stavo in chat gay e me lo aveva anche fatto sapere.
-”Ti piace quel sito?”
-”Non è niente di che”.
-”MALANDRIA è meglio. Cliccalo”.
Cavolo aveva ragione. Quella fu la classica puntura di spillo che fece scoppiare il palloncino. Nudo io nudo lui ci siamo ritrovati in forte Erezione come non era mai accaduto prima.
-”Hai un bel coso sai”.
-”Anche tu”.
-”Sento un pizzicore sul culo. Devo averci un brufolo. Mi controlli?”
Detto questo si è capovolto di schiena tra le mie gambe a pochi centimetri dal fremere dell'asta che gli presentavo ben bene dura. Le nostre voci ormai ci tradivano.
-”Non hai niente sai. Solo tanta voglia di non so cosa”.
-”E tu no?”.
Ho dato un colpetto e il mio cazzo si è spinto nel suo ano.
“Ohh Tommy. Continua ti prego”.
Me lo sono fatto tenendolo in quella posizione troiesca nella quale mi aveva ostentato e poi spalancato la porta del suo paradiso, un bel buchetto roseo, liscio, vibrante, a sguscio fra due natiche solenni, pieno di voglia, sfacciatamente offerto a me lì per lì. L'ho martellato per bene e l'ho fecondato. Ci siamo fatti un altro goccetto.
Mi disse: ”Tanto che ci frequentiamo e non ti sapevo così energumeno”.
Gli risposi: “Hai il più bel sedere di tutta la Contea”.
Ora in Sede stiamo sulle nostre. Ma quando andiamo in Trasferta le serate in camera ci risultano abbastanza impegnative. Me lo faccio senza badare alle sue rimostranze se mai si lamenta che sarebbe troppo stanco. Non è forse vero che anche a pancia piena c'è ancora posto per un buon Dessert? Dormiamo abbracciati fiato a fiato con la mia mano premuta sul quel suo culo che mi regala tanta goduria. Poi in piena notte o al sorgere del sole ci scappa sempre il bis. Unico vero cambiamento fra di noi è che adesso nel privato io lo chiamo “La Pussy” e lui mi chiama “El Toro”.
scritto il
2026-02-10
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